Ahmed Salim Mikati, veterano della sedizione wahabita in Libano catturato la scorsa settimana dall'Armee nel Nord del paese é finito davanti al Giudice Militare Saqr Saqr, che lo giudicherà per direttissima per cospirazione terrorista contro lo Stato insieme ai suoi complici: Fayez Othman, Ahmed al-Ahmad e quindici altri, tra cui alcuni latitanti e contumaci.
Tra le altre accuse che verranno elevate contro il gruppo, principale sarà quella di aver progettato la creazione di un 'emirato dell'ISIS' che doveva coprire in una prima fase le località di Bakhoun, Asoun, Sir al-Dinniyeh e Bqaa Safrine.
Ci auguriamo che il giudizio sia tanto severo quanto rapido e che, insieme alle recenti operazioni dell'Armee nelle località di Sidone e nel miserabile 'slum' sunnita di Bab al-Tabaneh, contribuisca decisamente a stroncare i complotti wahabiti filoamericani e filoisraeliani nel Paese dei Cedri.
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venerdì 31 ottobre 2014
Il terrorista dell'ISIS Ahmed Mikati consegnato alle cure del Giudice militare libanese Saqr Saqr!!
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mercoledì 29 ottobre 2014
L'ordine regna a Bab al-Tabaneh: ma é una calma illusoria? L'Armee Libanaise non deve abbassare la guardia!
Come abbiamo annunciato, l'Esercito libanese ha il pieno controllo del miserabile quartiere sunnita di Bab al-Tabaneh, sentina dell'estremismo wahabita a Tripoli Siriaca, le sue pattuglie percorrono senza ostacoli e senza correr pericoli le strade deserte, presidiano i mercati e i negozi abbandonati evitando episodi di sciacallaggio; ulteriori forze sono in fase di mobilitazione per rinforzare la presa dell'Armee sul quartiere e sulla città e il suo circondario.
Ma é veramente tutto finito? La pustola cancerosa che covava nel Nord del Libano é stata veramente incisa e svuotata?? Nonostante il fatto che sarebbe nostro enorme desiderio poter rispondere convintamente SI' a tale domanda, dobbiamo giocoforza ammettere che così non é.
Molti militanti wahabiti hanno semplicemente smesso di resistere; la cosa positiva é che, così facendo hanno dovuto abbandonare le loro armi e non si sono potuti rifugiare nei loro arsenali, che infatti sono stati in gran parte trovati e confiscati dall'Esercito. Ma le armi sono un dettaglio, l'Arabia Saudita e la Turchia possono farne affluire di nuove.
I più enragé tra i wahabiti, invece, con quelle forze che potevano motivare e portare con sé, si sono dati alla fuga fuori città e si sarebbero rintanati nei dintorni di Doniyeh, dove infatti anche Ahmed Salim Mikati ha confessato che sarebbe dovuto sorgere il primo nucleo di un 'Emirato dell'ISIS' nel Libano del Nord.
Quindi, l'Armee Libanaise ha vinto una grande e importante battaglia ma NON la guerra. La situazione per le forze governative é simile a quella in cui si trovava Hezbollah dopo aver sventato il tentato golpe dell'Alleanza 14 Marzo nel 2008.
Una vittoria tattica, che però sarà inutile (come sarebbe stata inutile quella di Hezbollah 6 anni orsono se Nasrallah e compagni si fossero 'addormentati sugli allori') se ad essa non seguiranno altre azioni decise e radicali, magari non eclatanti come l'attacco alle roccaforti takfire di Tripoli e Sidone, ma ancora più profonde e determinanti.
Ma é veramente tutto finito? La pustola cancerosa che covava nel Nord del Libano é stata veramente incisa e svuotata?? Nonostante il fatto che sarebbe nostro enorme desiderio poter rispondere convintamente SI' a tale domanda, dobbiamo giocoforza ammettere che così non é.
Molti militanti wahabiti hanno semplicemente smesso di resistere; la cosa positiva é che, così facendo hanno dovuto abbandonare le loro armi e non si sono potuti rifugiare nei loro arsenali, che infatti sono stati in gran parte trovati e confiscati dall'Esercito. Ma le armi sono un dettaglio, l'Arabia Saudita e la Turchia possono farne affluire di nuove.
I più enragé tra i wahabiti, invece, con quelle forze che potevano motivare e portare con sé, si sono dati alla fuga fuori città e si sarebbero rintanati nei dintorni di Doniyeh, dove infatti anche Ahmed Salim Mikati ha confessato che sarebbe dovuto sorgere il primo nucleo di un 'Emirato dell'ISIS' nel Libano del Nord.
Quindi, l'Armee Libanaise ha vinto una grande e importante battaglia ma NON la guerra. La situazione per le forze governative é simile a quella in cui si trovava Hezbollah dopo aver sventato il tentato golpe dell'Alleanza 14 Marzo nel 2008.
Una vittoria tattica, che però sarà inutile (come sarebbe stata inutile quella di Hezbollah 6 anni orsono se Nasrallah e compagni si fossero 'addormentati sugli allori') se ad essa non seguiranno altre azioni decise e radicali, magari non eclatanti come l'attacco alle roccaforti takfire di Tripoli e Sidone, ma ancora più profonde e determinanti.
martedì 28 ottobre 2014
L'Armee Libanaise controlla Bab al-Tabaneh! Almeno 160 estremisti arrestati tra cui molti agenti dell'ISIS!!!
L'Esercito del Paese dei Cedri ha colto a Tripoli Siriaca la sua più grande vittoria da decenni quando, dopo tre giorni di scontri, é riuscito a prendere saldamente il controllo del miserabile quartiere di Bab al-Tabaneh, 'slum' sunnita nido di estremisti e predicatori fanatici, rifiutando ogni compromesso offerto dagli 'imam' autonominati e dagli sceicchi fiancheggiatori del terrorismo che a più riprese avevano chiesto una tregua (per poter permettere ai loro protetti di mettersi al sicuro).
Centosessanta terroristi sono stati arrestati e la maggior parte di loro é già apparsa di fronte ai magistrati militari speciali per venire giudicata per direttissima per cospirazione e banda armata. Molti arsenali di armi automatiche, munizioni, esplosivi e detonatori sono stati sequestrati, insieme a tre autobombe bloccate smantellate fuori dalla città.
Lo scontro coi terroristi takfiri é scoppiato in seguito all'operazione che ha portato all'arresto del Grande Vecchio della destabilizzazione wahabita in Libano, il famigerato Ahmed Salim Mikati.
Centosessanta terroristi sono stati arrestati e la maggior parte di loro é già apparsa di fronte ai magistrati militari speciali per venire giudicata per direttissima per cospirazione e banda armata. Molti arsenali di armi automatiche, munizioni, esplosivi e detonatori sono stati sequestrati, insieme a tre autobombe bloccate smantellate fuori dalla città.
Lo scontro coi terroristi takfiri é scoppiato in seguito all'operazione che ha portato all'arresto del Grande Vecchio della destabilizzazione wahabita in Libano, il famigerato Ahmed Salim Mikati.
giovedì 23 ottobre 2014
L'Armee Libanaise arresta a Doniyeh, vicino Tripoli Siriaca, il 'Grande Vecchio' dei terroristi wahabiti in Libano!
L'intelligence dell'Armee Libanaise ha coordinato oggi una vasta operazione antiterrorismo nella città di Tripoli Siriaca nel corso della quale è stato arrestato un vero e proprio 'veterano' della destabilizzazione a matrice wahabita in terra libanese: Ahmad Salim Mikati (46 anni), conosciuto anche con il 'nom de guerre' di Abu al-Hoda.
L'operazione si inserisce in una serie di iniziative sia militari che di controspionaggio intraprese in Libano per reprimere l'estremismo takfiro.
Il terrorista é stato scovato a Doniyeh, vicino a Tripoli Siriaca, metropoli che ormai da anni é al centro di esplosioni di violenza a causa della presenza di molti predicatori wahabiti che operano negli 'slum' dei sunniti, dove ignoranza e miseria la fanno da padrone.
Il nipote di Mikati, dal nome di Bilal Omar, era a sua volta un terrorista conosciuto, implicato nell'uccisione del militare libanese Ali Sayyed. Mikati era rimasto in prigione fino al 2010 a causa di una condanna per complicità in un progettato attentato contro una sede diplomatica straniera (quasi sicuramente quella siriana o quella iraniana), ma una volta rilasciato aveva fatto perdere le sue tracce sottraendosi alla libertà vigilata.
Nel corso dell'operazione che ha portato all'arresto di Mikati sono stati abbattuti tre militanti takfiri e un militare libanese é rimasto lievemente ferito.
L'operazione si inserisce in una serie di iniziative sia militari che di controspionaggio intraprese in Libano per reprimere l'estremismo takfiro.
Il terrorista é stato scovato a Doniyeh, vicino a Tripoli Siriaca, metropoli che ormai da anni é al centro di esplosioni di violenza a causa della presenza di molti predicatori wahabiti che operano negli 'slum' dei sunniti, dove ignoranza e miseria la fanno da padrone.
Il nipote di Mikati, dal nome di Bilal Omar, era a sua volta un terrorista conosciuto, implicato nell'uccisione del militare libanese Ali Sayyed. Mikati era rimasto in prigione fino al 2010 a causa di una condanna per complicità in un progettato attentato contro una sede diplomatica straniera (quasi sicuramente quella siriana o quella iraniana), ma una volta rilasciato aveva fatto perdere le sue tracce sottraendosi alla libertà vigilata.
Nel corso dell'operazione che ha portato all'arresto di Mikati sono stati abbattuti tre militanti takfiri e un militare libanese é rimasto lievemente ferito.
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