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martedì 12 novembre 2013

Vergogna! Il prigioniero Dirar Abu Sisi (rapito a Kiev da agenti sionazisti) lasciato senza cure e paralizzato!

Il prigioniero politico palestinese Dirar Abu Sisi, che si trova in isolamento fin dal momento del suo sequestro da parte della sbirraglia sionazista a inizio 2011 si trova a soffrire di parziale paralisi degli arti in conseguenza della mancanza di cure mediche per le sue condizioni, deliberata negligenza da parte dei suoi carcerieri.

L'avvocato del Ministero dei Prigionieri che segue il suo caso, Rami al-Alami ha dichiarato lunedì che durante l'ultima visita fattagli nella prigione di Eshel ha constatato che Abu Sisi non poteva muovere i piedi in conseguenza della mancanza di cure ricevute per lo spostamento di un disco vertebrale e riceve solo blande dosi di sedativi.

Dirar Abu Sisi era un ingegnere elettrico palestinese originario di Gaza e sposato con una donna ucraina che é stato rapito a Kiev da agenti sionisti con la complicità del regime-fantoccio venduto alla NATO e al sionismo.

giovedì 25 aprile 2013

Il regime ebraico di occupazione angaria e tortura due prigionieri palestinesi inasprendo il loro isolamento!

Come per un meschino, infantile e vigliacco bisogno di "compensazione" che ben si iscrive nella psicopatologia del regime sionista dopo essere state piegate e sconfitte dalla tersa e candida determinazione di Samir Issawi di immolare se necessario la propria vita tramite il digiuno a oltranza e aver dovuto acconsentire alla sua prossima liberazione le autorità carcerarie dell'occupazione ebraica hanno inasprito senza motivo o spiegazione alcuna i termini di isolamento dei detenuti politici Dirar Abu Sisi e Awad Saidi trasferendoli in strutture ancora più oppressive e disumane di quelli dove sono stati tenuti finora.

L'avvocato Mohammed Abed, dell'Associazione "Tadamoun" ha dichiarato che Dirar Abu Sisi é stato trasferito dal braccio di isolamento del carcere di Ela a quello della prigione di Eshel, dove é sottoposto a torture psicologiche; Awad Saidi invece sarebbe stato spostato dalla prigione di Ashkelon a quella di Ohli Khedar.

Abed ha spiegato che i prigionieri, che hanno passato settimane e persino mesi senza vedere persona viva o ascoltare voci umane, si trovano probabilmente sull'orlo della disassociazione psicologica e che un'azione coordinata da parte della Comunità Internazionale sarebbe necessaria per ricordare al regime ebraico come esso sia responsabile della salute e dell'integrità dei prigionieri politici palestinesi.