Il Movimento di Resistenza sciita libanese Hezbollah ha duramente condannato il bombardamento sionista su Gaza risultato nella morte di due civili (tra cui una bimba di appena tre anni) sottolineando come esso simboleggi la natura feroce e sanguinaria dell'entità sionista che non si ferma di fronte alle peggiori violenze per opprmere e perseguitare i legittimi abitanti della Palestina.
Hezbollah ha reiterato come il silenzio della Lega Araba e delle Organizzazioni Internazionali (le stesse che magari definiscono "terroristi" coloro che si difendono dagli attacchi sionisti) si trasformi in un tacito assenso alle violenze e alle stragi perpetrate dal regime di Tel Aviv.
Più oltre nel comunicato gli uomini di Nasrallah hanno lodato l'ormai Ex-prigioniero Samir Issawi e si sono congratulati con la sua famiglai e con il Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina per la vittoria ottenuta contro il regime carcerario sionista, sottolineando che "Issawi ha ottenuto un grande trionfo costringendo il nemico a capitolare grazie alla sua incrollabile volontà".
Infine il movimento libanese ha augurato buone festività natalizie a tutti i Cristiani libanesi, palestinesi, arabi e del Mondo, sottolineando come la nascita di Gesù rappresenti un momento di gioia e riflessione anche per i Musulmani, in tutti quei paesi dove le due grandi fedi monoteistiche hanno convissuto in pace per secoli.
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giovedì 26 dicembre 2013
Hezbollah saluta la liberazione di Samir Issawi e augura 'Buon Natale' a tutti i Cristiani del mondo!
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martedì 24 dicembre 2013
Samir Issawi é LIBERO e un grande "VAFFANCULO" al 'divieto di feste' imposto da Israhell!
Come dimostrano queste foto non ha avuto molto effetto il "divieto" di festeggiamenti emanato dalle autorità sionaziste con minacce verso i familiari di Samir Issawi, detenuto-eroe che, ingiustamente ri-arrestato dopo la sua liberazione del 2011 ha digiunato per 266 giorni per ottenere di venire nuovamente rilasciato.
Circa duemila persone hanno accompagnato in corteo l'ex-detenuto verso il villaggio di Issawiya, da cui la sua stessa famiglia prende il nome, portandolo a braccia, cantando e applaudendo.
Davanti alla semplice casa i familiari hanno eretto una padiglione dove hanno intrattenuto gli ospiti con té, dolci, ringraziandoli della loro solidarietà e del loro sostegno alla lunga lotta di Samir contro gli abusi e le prepotenze del regime ebraico.
Circa duemila persone hanno accompagnato in corteo l'ex-detenuto verso il villaggio di Issawiya, da cui la sua stessa famiglia prende il nome, portandolo a braccia, cantando e applaudendo.
Davanti alla semplice casa i familiari hanno eretto una padiglione dove hanno intrattenuto gli ospiti con té, dolci, ringraziandoli della loro solidarietà e del loro sostegno alla lunga lotta di Samir contro gli abusi e le prepotenze del regime ebraico.
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lunedì 23 dicembre 2013
Israhell, meschino regime dell'Apartheid, terrorizzato dalla dignità di Samir Issawi 'proibisce' festeggiamenti per la sua liberazione!
Si attende a momenti la liberazione del prigioniero-eroe palestinese Samir Issawi, che dopo essere stato liberato nel 2011 e riarrestato poche settimane dopo dai vigliacchi agenti sionisti ha sopportato il più lungo sciopero della fame nella Storia (266 giorni) piegando con la sua determinazione i suoi disonesti carcerieri.
Il tribunale del regime ebraico illegale ad aprile aveva commutato la sua sentenza da 19 anni ad 8 mesi, stabilendo che una volta scontatili avrebbe potuto tornare finalmente libero. Ma tale é stata la paura per le conseguenze della sua liberazione che suo fratello (a sua volta ex-prigioniero) e suo padre sono stati 'convocati' dalle autorità sioniste che hanno 'intimato' loro di non tenere alcuna celebrazione pubblica per il ritorno a casa di Samir.
Tutto il Popolo di Palestina sa, celebrazioni pubbliche o meno, che la liberazione di Issawi é una ENORME VITTORIA che dimostra che soltanto con la volontà incrollabile di sfidare e resistere l'occupazione ebraica sarà possibile affermare i propri Diritti Inalienabili.
Il tribunale del regime ebraico illegale ad aprile aveva commutato la sua sentenza da 19 anni ad 8 mesi, stabilendo che una volta scontatili avrebbe potuto tornare finalmente libero. Ma tale é stata la paura per le conseguenze della sua liberazione che suo fratello (a sua volta ex-prigioniero) e suo padre sono stati 'convocati' dalle autorità sioniste che hanno 'intimato' loro di non tenere alcuna celebrazione pubblica per il ritorno a casa di Samir.
Tutto il Popolo di Palestina sa, celebrazioni pubbliche o meno, che la liberazione di Issawi é una ENORME VITTORIA che dimostra che soltanto con la volontà incrollabile di sfidare e resistere l'occupazione ebraica sarà possibile affermare i propri Diritti Inalienabili.
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giovedì 25 aprile 2013
Il regime ebraico di occupazione angaria e tortura due prigionieri palestinesi inasprendo il loro isolamento!
Come per un meschino, infantile e vigliacco bisogno di "compensazione" che ben si iscrive nella psicopatologia del regime sionista dopo essere state piegate e sconfitte dalla tersa e candida determinazione di Samir Issawi di immolare se necessario la propria vita tramite il digiuno a oltranza e aver dovuto acconsentire alla sua prossima liberazione le autorità carcerarie dell'occupazione ebraica hanno inasprito senza motivo o spiegazione alcuna i termini di isolamento dei detenuti politici Dirar Abu Sisi e Awad Saidi trasferendoli in strutture ancora più oppressive e disumane di quelli dove sono stati tenuti finora.
L'avvocato Mohammed Abed, dell'Associazione "Tadamoun" ha dichiarato che Dirar Abu Sisi é stato trasferito dal braccio di isolamento del carcere di Ela a quello della prigione di Eshel, dove é sottoposto a torture psicologiche; Awad Saidi invece sarebbe stato spostato dalla prigione di Ashkelon a quella di Ohli Khedar.
Abed ha spiegato che i prigionieri, che hanno passato settimane e persino mesi senza vedere persona viva o ascoltare voci umane, si trovano probabilmente sull'orlo della disassociazione psicologica e che un'azione coordinata da parte della Comunità Internazionale sarebbe necessaria per ricordare al regime ebraico come esso sia responsabile della salute e dell'integrità dei prigionieri politici palestinesi.
L'avvocato Mohammed Abed, dell'Associazione "Tadamoun" ha dichiarato che Dirar Abu Sisi é stato trasferito dal braccio di isolamento del carcere di Ela a quello della prigione di Eshel, dove é sottoposto a torture psicologiche; Awad Saidi invece sarebbe stato spostato dalla prigione di Ashkelon a quella di Ohli Khedar.
Abed ha spiegato che i prigionieri, che hanno passato settimane e persino mesi senza vedere persona viva o ascoltare voci umane, si trovano probabilmente sull'orlo della disassociazione psicologica e che un'azione coordinata da parte della Comunità Internazionale sarebbe necessaria per ricordare al regime ebraico come esso sia responsabile della salute e dell'integrità dei prigionieri politici palestinesi.
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martedì 23 aprile 2013
Vittoria! Samir Issawi ottiene di venire liberato dopo mesi di lotta e di sciopero della fame a oltranza!
"Non esiste arma nell'arsenale repressivo del regime di occupazione sionista della Palestina che possa piegare la determinazione di un combattente palestinese che abbia deciso di non arrendersi". Nulla meglio che una parafrasi delle storiche parole di Bobby Sands può commentare la lieta, attesa notizia della vittoria della pazienza, del coraggio e dello spirito di sacrificio di Samir Issawi, militante 32enne, che ha smesso di ingerire ogni tipo di cibo solido otto mesi fa.
Nonostante l'idratazione e l'iniezione di vitamine, con ogni probabilità Issawi si é procurato gravi danni alla salute con questo lunghissimo sciopero della fame e tuttavia si é sempre dichiarato prontissimo a portarlo avanti fino alle estreme conseguenze nel caso che non fosse riuscito a convincere il regime ebraico a rilasciarlo.
Liberato nell'autunno 2011 insieme ad altre centinaia di detenuti politici in cambio del rilascio dell'Ebreo francese Gilad Schalit Issawi era poi stato ri-arrestato illegalmente da forze israeliane che avevano accampato scuse poco credibili per motivare il loro gesto provocatorio.
Nonostante l'idratazione e l'iniezione di vitamine, con ogni probabilità Issawi si é procurato gravi danni alla salute con questo lunghissimo sciopero della fame e tuttavia si é sempre dichiarato prontissimo a portarlo avanti fino alle estreme conseguenze nel caso che non fosse riuscito a convincere il regime ebraico a rilasciarlo.
Liberato nell'autunno 2011 insieme ad altre centinaia di detenuti politici in cambio del rilascio dell'Ebreo francese Gilad Schalit Issawi era poi stato ri-arrestato illegalmente da forze israeliane che avevano accampato scuse poco credibili per motivare il loro gesto provocatorio.
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domenica 7 aprile 2013
Sabato di protesta ad Al-Quds occupata! Il popolo palestinese chiede l'immediato rilascio di Samir Issawi!

La recente tragica morte di Masirah abu Hamdiah vittima della negligenza sanitaria sionista trasformata in illegale "pena capitale" da infliggere ai detenuti politici più invisi all'occupazione ebraica ha ravvivato nel popolo della Cisgiordania illegalmente occupata l'urgenza di ottenere il rilascio di Samir Issawi, detenuto il cui stato di salute, minato dal lunghissimo digiuno che egli si é inflitto per protestare contro il suo ri-arresto illegale.
Infatti Issawi era stato liberato grazie alla perizia di Hamas nel tenere nascosto per molti anni l'ebreo francese Gilad Schalit, catturato mentre si preparava a invadere la Striscia di Gaza a bordo del suo "panzer" da 50 tonnellate, ma in seguito i Giuda di Tel Aviv si sono rimangiati la parola e dopo pochi mesi di libertà lo hanno ricatturato.
Nella giornata di ieri sit-in di solidarietà si sono tenuti nella città occupata di Al-Quds (Gerusalemme); centinaia di cittadini: uomini, donne, lavoratori, studenti, hanno chiesto un impegno deciso per ottenere il più celermente possibile il rilascio totale e definitivo di Issawi, prima che il suo nome si aggiunga a quelli dei martiri della prigionia politica.
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giovedì 21 marzo 2013
Mentre Samir Issawi langue ancora nelle galere sionaziste Sharawna a Gaza riceve la visita della madre!
Il detenuto politico palestinese Samir Issawi, sull'orlo della morte a causa del suo prolungato sciopero della fame, é stato giudicato dai medici del carcere sionazista nella cui clinica si trova ricoverato, come troppo debole ed esausto per poter assistere alla prevista udienza durante la quale il suo caso (di detenuto rilasciato nell'ambito della trattativa indiretta con Hamas lo scorso autunno, poi illegalmente ri-arrestato dal regime ebraico) sarebbe stato rivisto e aggiornato, ma l'udienza si terrà comunque in sua assenza.
Invece Ayman Sharawna, recentemente rilasciato in cambio del suo trasferimento coatto a Gaza per 10 anni, ha potuto finalmente ricevere la visita di sua madre, Laila Ghannam, la quale, per solidarietà con suo figlio, si era a sua volta sottoposta a uno sciopero della fame che l'aveva costretta al ricovero in ospedale.
Anche Sharawna, esattamente come Issawi, era stato illegalmente ri-arrestato dalla polizia sionista alcuni mesi dopo il proprio rilascio. Anche da qui si vede con evidenza come sia impossibile imporre a Tel Aviv il rispetto della parola data se non si ha un leverage di forza da usare come pegno; anche per questo in una recente dichiarazione Sharawna ha invitato la Resistenza palestinese a catturare "molti altri" soldati sionisti da tenere come ostaggi all'uopo.
Invece Ayman Sharawna, recentemente rilasciato in cambio del suo trasferimento coatto a Gaza per 10 anni, ha potuto finalmente ricevere la visita di sua madre, Laila Ghannam, la quale, per solidarietà con suo figlio, si era a sua volta sottoposta a uno sciopero della fame che l'aveva costretta al ricovero in ospedale.
Anche Sharawna, esattamente come Issawi, era stato illegalmente ri-arrestato dalla polizia sionista alcuni mesi dopo il proprio rilascio. Anche da qui si vede con evidenza come sia impossibile imporre a Tel Aviv il rispetto della parola data se non si ha un leverage di forza da usare come pegno; anche per questo in una recente dichiarazione Sharawna ha invitato la Resistenza palestinese a catturare "molti altri" soldati sionisti da tenere come ostaggi all'uopo.
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giovedì 14 marzo 2013
L'avvocato Boulous dichiara: "Samir Issawi ha smesso di bere acqua; é ormai a un passo dalla morte!"
Arrivato ormai al 233esimo giorno di sciopero della fame Samir Issawi, l'eroico prigioniero politico palestinese che col suo digiuno autoimposto da ridefinito il significato della parola "Dignità" ha deciso di smettere di assumere anche l'acqua per protesta contro la pretesa dei carcerieri sionisti di incatenarlo al letto d'ospedale e contro le loro continue e reiterate provocazioni.
Dimagrito di oltre quaranta chili, tormentato dai crampi della distrofia, che gli impediscono persino di dormire, Issawi sa benissimo di avere poche speranze di sopravvivere all'ordalia che sta combattendo sul suo stesso corpo, ma é determinato a perseverare nella lotta anche a nome di tutte le altre migliaia di detenuti politici palestinesi che guardano a lui come a un esempio.
Jawad Boulous, legale rappresentante di Issawi, ha testimoniato più volte di avere trovato nella sua stanza d'ospedale "fino a sette membri delle forze di occupazione" che consumavano cibi e bevande di fronte a lui per schernirlo e offenderlo, dal che si vede la crassa meschinità della mentalità sionista, incapace, nel suo rozzo materialismo, di comprendere la grandezza del gesto di Issawi e degli altri prigionieri similmente intenti allo sciopero della fame.
Dimagrito di oltre quaranta chili, tormentato dai crampi della distrofia, che gli impediscono persino di dormire, Issawi sa benissimo di avere poche speranze di sopravvivere all'ordalia che sta combattendo sul suo stesso corpo, ma é determinato a perseverare nella lotta anche a nome di tutte le altre migliaia di detenuti politici palestinesi che guardano a lui come a un esempio.
Jawad Boulous, legale rappresentante di Issawi, ha testimoniato più volte di avere trovato nella sua stanza d'ospedale "fino a sette membri delle forze di occupazione" che consumavano cibi e bevande di fronte a lui per schernirlo e offenderlo, dal che si vede la crassa meschinità della mentalità sionista, incapace, nel suo rozzo materialismo, di comprendere la grandezza del gesto di Issawi e degli altri prigionieri similmente intenti allo sciopero della fame.
lunedì 4 marzo 2013
Nablus mobilita anche i suoi bambini per domandare la liberazione dei prigionieri politici palestinesi!
Così come parenti e genitori dei prigionieri politici palestinesi non esitano a protestare in comunione coi loro cari, imponendosi rinunce che possono rivelarsi anche fatali, le generazioni più giovani del popolo di Palestina non si astengono certo da manifestare la loro solidarietà e vicinanza ai detenuti che stanno combattendo quella stessa lotta che un domani diventerà la loro.
Con questo spirito migliaia e migliaia di bambini e ragazzi di Nablus e dintorni, in Cisgiordania, si sono radunati con bandiere e cartelli e striscioni che avevano realizzato da loro stessi chiedendo che i detenuti politici attualmente in sciopero della fame nelle galere dell'occupazione sionista vengano quanto prima rilasciati.
Ricordando l'esempio del recente martire Arafat Jaradat, morto per le conseguenze delle spietate torture inflittegli dagli aguzzini del regime ebraico, i giovani della West Bank hanno invitato anche la tiepida e ipocrita comunità internazionale a riconoscere una volta per tutte la criminale condotta israeliana e prendere le appropriate misure affinché essa sia sanzionata e punita a dovere.
Con questo spirito migliaia e migliaia di bambini e ragazzi di Nablus e dintorni, in Cisgiordania, si sono radunati con bandiere e cartelli e striscioni che avevano realizzato da loro stessi chiedendo che i detenuti politici attualmente in sciopero della fame nelle galere dell'occupazione sionista vengano quanto prima rilasciati.
Ricordando l'esempio del recente martire Arafat Jaradat, morto per le conseguenze delle spietate torture inflittegli dagli aguzzini del regime ebraico, i giovani della West Bank hanno invitato anche la tiepida e ipocrita comunità internazionale a riconoscere una volta per tutte la criminale condotta israeliana e prendere le appropriate misure affinché essa sia sanzionata e punita a dovere.
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