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domenica 28 dicembre 2014

Il Leader degli Sciiti Houthi: "Continueremo a combattere per la Rivoluzione, contro la corruzione e la tirannia!"

Dopo essersi scagliato contro il progetto americano e sionista di balcanizzazione pseudo-federale dello Yemen, il leader degli Sciiti di Ansarullah Abdelmalek al-Houthi  ha dichiarato in un'intervista che i suoi seguaci "Continueranno a perseguire gli obiettivi della Rivoluzione, combattendo la corruzione, garantendo la sicurezza e respingendo la tirannia".

Non é chiaro se per 'tirannia' egli intendesse quella bigotta e wahabita di Al-Qaeda nella Penisola Araba, quella degli islamisti filo-qatarioti del Partito Islah oppure quella dell'Ex-vice del dittatore Sale, Abd Rabbo Mansour Hadi, succeduto (con elezioni-farsa) all'autocrate in esilio come Presidente del paese.

E' comunque certo che se il paese un tempo noto come Arabia Felix vuole costruirsi un futuro di unità, autonomia, libertà e indipendenza non possa farlo altrimenti se non affidandosi agli Houthi di Ansarullah: qualunque altra scelta lo porterebbe a essere un burattin di Washington, di Tel Aviv, di Riyadh o di Doha.

martedì 21 febbraio 2012

Elezioni-farsa in Yemen, le corrotte monarchie del petrolio impongono un candidato unico alla 'successione' del tiranno Ali Abdullah Saleh!


Come annunciato dai sicofanti del regime le urne per le "elezioni presidenziali" in Yemen si sono aperte stamane...ma il candidato é uno solo. Il cittadino yemenita che, nonostante tutto, decidesse di esercitare il suo diritto costituzionale e si recasse a votare sulla scheda troverebbe solo e soltanto il nome di Abed Rabbo Mansour Hadi, vice del dittatore Ali Abdullah Saleh e, ai sensi del cosiddetto "accordo di transizione" stilato dai monarchi degli emirati petroliferi del Golfo Persico per tutelare i loro interessi, unico autorizzato a 'succedere' all'ex-tiranno, in modo che, gattopardescamente, vi sia un'infingimento di 'cambiamento' senza che in realtà nulla cambi.

Questo il popolo yemenita lo ha capito da lungo tempo e infatti le urne sono deserte, soltanto i pochi sostenitori del regime di Saleh hanno osato varcarle, ma il loro numero in un paese che da quattordici mesi manifesta continuamente chiedendo i ceppi, il tribunale e forse anche la sentenza di morte per l'ex-padre padrone dell'"Arabia Felix" é ormai totalmente irrisorio e trascurabile e l'opposizione già da ora si sta preparando a confutare le cifre con cui a seggi chiusi i sicofanti di Sanaa pretenderanno di riconoscere al carosello elettorale odierno una qualche parvenza di validità.

Validità che per l'inquilino nero della Casa Bianca ovviamente non é in discussione, essendo Washington uno dei grandi sponsor della tirannia yemenita insieme ad Arabia Saudita e Israele, dei cui interessi per decenni e decenni Ali Abdullah Saleh é stato garante nell'angolo sudoccidentale della Penisola Arabica. Proprio ospite di Obama Saleh si trova in queste settimane negli Usa per 'trattamenti medici' per le conseguenze a medio e lungo termine del devastante attentato esplosivo che lo ha quasi ucciso lo scorso giugno, proprio all'interno del suo palazzo del potere.

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giovedì 29 settembre 2011

Sette anni di carcere all'ex Ministro della Propaganda di Mubarak! Condanna esemplare per 'spreco di fondi pubblici'


Anas al-Fekky, già Ministro dell'Informazione e coordinatore della propaganda sotto il deposto regime di Mubarak é stato condannato a sette anni di detenzione da un tribunale cairota, come riportato nelle scorse ore dall'agenzia di stampa britannica Reuters. L'accusa elevatagli contro é stata quella di "dissipazione di fondi pubblici" attinti dagli emolumenti statali al Sindacato dei lavoratori radiotelevisivi, che Al-Fekky in qualità di Ministro gestiva insieme a Usala al-Sheiki, rappresentante del Sindacato.

I due si sarebbero "intascati" circa un milione e seicentomila dollari di budget stanziato per la produzione di fiction e sceneggiati televisivi facendoli "filtrare" attraverso voci di spesa gonfiate. Anche Al-Sheiki é stato condannato a una pena detentiva, nel suo caso di cinque anni. Ma le tribolazioni di Al-Fekky non sono terminate qui, giacché deve rendere conto di quasi due milioni di dollari delle licenze pagate da emittenti private per i canoni di emittenza del campionato di calcio 2009-2010 e di quello 2010-2011.

Un'altra corte, qualche settimana fa, lo aveva invece scagionato dall'accusa di aver cospirato per spendere 6 milioni di dollari di fondi governativi nella campagna elettorale del partito di Mubarak per le "elezioni farsa" dello scorso novembre 2010. Tuttavia sembra che il carico pendente dell'ex 'Visir' delle telecomunicazioni egiziane sia destinato ad aumentare ulteriormente man mano che le prove di tutte le malversazioni di ventotto anni di regime verranno a galla.
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