Un portavoce dell'Ufficio di Fatah per l'Informazione e la Cultura, Ahmed Assaf, ha descritto il duplice raid devastatore compiuto da forze militari sioniste contro le emittenti cisgiordane Watan TV e Al-Quds Educational come "un chiaro e lampante esempio di terrorismo di Stato" e "una flagrante violazione delle leggi internazionali che tutelano la libertà di informazione". In una dichiarazione rilasciata a poche ore dai fatti Mr. Assaf ha affermato che "gli attacchi portati avanti dalle forze di occupazione sioniste contro emittenti televisive che lavoravano nel rispetto delle leggi palestinesi costituiscono un attentato alla libertà di parola, di espressione, di informazione, alla Democrazia e a tutti gli istituti che queste libertà e questa Democrazia garantiscono e proteggono".
Assaf ha inoltre sottolineato la modalità vandalica e sprezzante con cui gli attacchi sono stati portati avanti, significativo del livello di indottrinamento all'odio e al disprezzo che le reclute dell'esercito ebraico ricevono nei confronti della popolazione palestinese e di tutto ciò che la riguardi; il portavoce di Fatah ha fatto appello alla Comunità Internazionale perché prenda sul serio questo evento, verificatosi in un periodo di escalation delle persecuzioni violente e razziste da parte di forze armate, polizia e anche semplici teppisti ebrei degli insediamenti illegali, che prendono di mira proprietà, abitazioni, luoghi sacri e significativi del retaggio storico, archeologico e culturale della Palestina."L'attacco alle stazioni televisive significa che esiste un accordo tra autorità sioniste e teppisti degli insediamenti; impedire alle stazioni locali di trasmettere immagini e testimonianze di attacchi e devastazioni equivale a volerle nascondere all'attenzione della regione e del mondo, sperando che esse possano continuare indisturbate!".
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