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giovedì 1 marzo 2012

Fatah condanna (a parole) l'attacco sionazista contro le emittenti TV cisgiordane: "Esempio di terrorismo di Stato!"


Un portavoce dell'Ufficio di Fatah per l'Informazione e la Cultura, Ahmed Assaf, ha descritto il duplice raid devastatore compiuto da forze militari sioniste contro le emittenti cisgiordane Watan TV e Al-Quds Educational come "un chiaro e lampante esempio di terrorismo di Stato" e "una flagrante violazione delle leggi internazionali che tutelano la libertà di informazione". In una dichiarazione rilasciata a poche ore dai fatti Mr. Assaf ha affermato che "gli attacchi portati avanti dalle forze di occupazione sioniste contro emittenti televisive che lavoravano nel rispetto delle leggi palestinesi costituiscono un attentato alla libertà di parola, di espressione, di informazione, alla Democrazia e a tutti gli istituti che queste libertà e questa Democrazia garantiscono e proteggono".

Assaf ha inoltre sottolineato la modalità vandalica e sprezzante con cui gli attacchi sono stati portati avanti, significativo del livello di indottrinamento all'odio e al disprezzo che le reclute dell'esercito ebraico ricevono nei confronti della popolazione palestinese e di tutto ciò che la riguardi; il portavoce di Fatah ha fatto appello alla Comunità Internazionale perché prenda sul serio questo evento, verificatosi in un periodo di escalation delle persecuzioni violente e razziste da parte di forze armate, polizia e anche semplici teppisti ebrei degli insediamenti illegali, che prendono di mira proprietà, abitazioni, luoghi sacri e significativi del retaggio storico, archeologico e culturale della Palestina.

"L'attacco alle stazioni televisive significa che esiste un accordo tra autorità sioniste e teppisti degli insediamenti; impedire alle stazioni locali di trasmettere immagini e testimonianze di attacchi e devastazioni equivale a volerle nascondere all'attenzione della regione e del mondo, sperando che esse possano continuare indisturbate!".
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mercoledì 29 febbraio 2012

La censura sionazista si scatena contro due emittenti TV palestinesi: "Vogliono cercare di oscurare la verità!"


Forze militari del regime ebraico di occupazione della Palestina hanno fatto irruzione nottetempo nelle redazioni di due emittenti TV palestinesi: Watan TV e Quds Educational, lasciandosi andare a una vera e propria orgia di saccheggio e distruzione. Gli invasori sionisti hanno depredato equipaggiamenti elettronici ed ottici per dozzine di migliaia di Euro di valore e hanno pervicacemente distrutto e guastato tutto quello che non si sono potuti portare dietro. Scritte oscene e insultanti sono inoltre state lasciate sulle mura delle redazioni.

Questo comportamento selvaggio, che tanto ricorda quello dei teppisti ebrei impegnati a profanare e devastare luoghi di culto, abitazioni e luoghi di lavoro palestinesi dimostra come ormai l'Esercito di occupazione agisca tanto regolarmente a fianco e di concerto con i delinquenti degli insediamenti illegali da averne addirittura assimilato i metodi, che vengono ripetuti pari pari anche durante operazioni "ufficiali" come questo raid di censura, mirato a impedire ai Palestinesi di trasmettere il resoconto delle persecuzioni cui sono sottoposti.

Il Caporedattore di Watan TV Ali Daraghmeh ha dichiarato ai reporter dell'iraniana PressTV che la sua stazione é totalmente impossibilitata a riprendere le trasmissioni: "Israele non dovrebbe avere giurisdizione qui, la nostra TV si trova in Cisgiordania, un'area sottoposta all'ANP che ci ha concesso una regolare e valida licenza di trasmettere. Quello che é accaduto é un indicibile e intollerabile abuso". Le associazioni di categoria dei giornalisti palestinesi hanno promesso per oggi un raduno di protesta a Ramallah.
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giovedì 29 settembre 2011

Sette anni di carcere all'ex Ministro della Propaganda di Mubarak! Condanna esemplare per 'spreco di fondi pubblici'


Anas al-Fekky, già Ministro dell'Informazione e coordinatore della propaganda sotto il deposto regime di Mubarak é stato condannato a sette anni di detenzione da un tribunale cairota, come riportato nelle scorse ore dall'agenzia di stampa britannica Reuters. L'accusa elevatagli contro é stata quella di "dissipazione di fondi pubblici" attinti dagli emolumenti statali al Sindacato dei lavoratori radiotelevisivi, che Al-Fekky in qualità di Ministro gestiva insieme a Usala al-Sheiki, rappresentante del Sindacato.

I due si sarebbero "intascati" circa un milione e seicentomila dollari di budget stanziato per la produzione di fiction e sceneggiati televisivi facendoli "filtrare" attraverso voci di spesa gonfiate. Anche Al-Sheiki é stato condannato a una pena detentiva, nel suo caso di cinque anni. Ma le tribolazioni di Al-Fekky non sono terminate qui, giacché deve rendere conto di quasi due milioni di dollari delle licenze pagate da emittenti private per i canoni di emittenza del campionato di calcio 2009-2010 e di quello 2010-2011.

Un'altra corte, qualche settimana fa, lo aveva invece scagionato dall'accusa di aver cospirato per spendere 6 milioni di dollari di fondi governativi nella campagna elettorale del partito di Mubarak per le "elezioni farsa" dello scorso novembre 2010. Tuttavia sembra che il carico pendente dell'ex 'Visir' delle telecomunicazioni egiziane sia destinato ad aumentare ulteriormente man mano che le prove di tutte le malversazioni di ventotto anni di regime verranno a galla.
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