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domenica 31 marzo 2013

Ennesimo 'giro di valzer' ad Amman: il reuccio ascemita inaugura un nuovo Governo tra proteste e malcontento!

Avevamo lasciato Abdallah al-Hashem di Giordania impegnato a fronteggiare la montante marea di proteste che scuotevano sempre più nel profondo il suo reame, relitto di un'epoca passata, espressione di equilibri tra gruppi tribali che nel 21esimo secolo significano ormai molto poco, assediato da una crisi economica che nel più piccolo e povero dei paesi arabi vuol dire prezzi fuori controllo per i più semplici beni di prima necessità e una corruzione sempre più rampante nel settore pubblico.

Di fronte a queste emergenze Re Abdallah, non un'aquila e certamente a disagio di fronte alle folle in rivolta (essendo abituato a pavoneggiarsi nelle sue ridicole uniformi faux-britannique davanti agli obiettivi dei rotocalchi insieme alla moglie-trofeo Rania), reagisce coattivamente sempre nello stesso modo, sciogliendo un Governo dopo l'altro e convocandone al posto uno nuovo che ovviamente, senza riforme radicali e coraggiose (che Sua Maestà non ha intenzione di concedere) non saprà che pesci pigliare e si avvierà entro pochi mesi a venire giubilato a sua volta.

L'ultimo sfortunato chiamato a occupare una poltrona tanto scomoda si chiama Abdullah Ensour e vorrebbe, a suon di draconiane misure d'austerità, assicurarsi un prestito dai vampiri del Fondo Monetario Internazionale, con cui cercare di salvare la baracca...pessima ricetta che darà certamente un pessimo risultato!