Il Re ascemita di Giordania, come ben sappiamo, é uno smidollato da rotocalco erede di una dinastia di traditori della Causa Araba vendutisi dapprima all'Inghilterra, quindi agli Stati Uniti e che fin dai tempi di Glubb Pasha e della sua 'Legione Araba' hanno sempre fatto finta di combattere Israele quando in realtà ci si sono sempre messi d'accordo (tanto che nel 1970, quando i beduini del nano Hussein sterminavano i Palestinesi nel famigerato 'Settembre Nero' Tel Aviv aveva messo in allarme la sua aviazione nel caso che i carri armati siriani di Salah al-Jadid avessero sfondato le difese verso Amman).
Ulteriori prove della subalternità di Abdullah II ai suoi burattinai sionisti e americani arrivano oggi con la comunicazioen che il reuccio di Amman avrebbe giubilato ben quattro generali dello Stato Maggiore giordano 'colpevoli' di avere passato a Damasco informazioni sensibili sulle attività di Sauditi, Americani e Israeliani. Evidentemente schifati dal vedere il loro paese usato da costoro come base per le operazioni terroristiche contro la Siria e ben consci che se mai il Governo di Assad a Damasco dovesse cadere la Giordania sarebbe risucchiata nell'instabilità e nel caos, i generali, mossi da spirito patriottico, si erano trasformati in 'spie' per difendere gli interessi nazionali che il re Abdullah aveva svenduto con terrificante miopia.
La Giordania non troverà mai pace, stabilità e prosperità fino a che gli ascemiti non verranno cacciati e al loro posto venga instaurato un sistema di Governo democratico e rappresentativo della volontà popolare.
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mercoledì 4 settembre 2013
Il reuccio ascemita congeda quattro generali per aver passato informazioni sui complotti sauditi e sionisti all'Esercito di Assad!
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lunedì 8 luglio 2013
Esplode ancora una volta il gasdotto del Sinai, attaccato da ignoti: completamente interrotto l'export di metano verso Amman!
Mentre in Egitto continua l'incertezza e la tensione dopo la strage di dimostranti pro-Mursi consumatasi tra venerdì e sabato e ancora non é chiarita la questione dell'interim del premierato (annunciato come assegnato a El-Baradei, fatto poi smentito dai media ufficiali) l'instabilità post-golpe si sposta anche nel Sinai.
Dopo mesi e mesi dall'ultimo attentato ignoti dinamitardi hanno attaccato presso El-Arish il gasdotto che rifornisce la Giordania dell'80 per cento dei suoi bisogni energetici, causando gravi danni alla linea e il completo blocco delle esportazioni di metano verso Amman.
Il responsabile della Petra News Agency ha dichiarato che, secondo le autorità egiziane, ci vorranno almeno alcuni giorni di valutazione dei danni e di primi interventi di messa in sicurezza degli impianti prima che il pompaggio del gas verso il Regno Ascemita possa riprendere.
Nel frattempo i sudditi di Re Abdallah dovranno prepararsi a ripetuti black-out e all'improvviso e arbitrario rialzo dei prezzi di alcuni genersi di consumo.
Dopo mesi e mesi dall'ultimo attentato ignoti dinamitardi hanno attaccato presso El-Arish il gasdotto che rifornisce la Giordania dell'80 per cento dei suoi bisogni energetici, causando gravi danni alla linea e il completo blocco delle esportazioni di metano verso Amman.
Il responsabile della Petra News Agency ha dichiarato che, secondo le autorità egiziane, ci vorranno almeno alcuni giorni di valutazione dei danni e di primi interventi di messa in sicurezza degli impianti prima che il pompaggio del gas verso il Regno Ascemita possa riprendere.
Nel frattempo i sudditi di Re Abdallah dovranno prepararsi a ripetuti black-out e all'improvviso e arbitrario rialzo dei prezzi di alcuni genersi di consumo.
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domenica 31 marzo 2013
Ennesimo 'giro di valzer' ad Amman: il reuccio ascemita inaugura un nuovo Governo tra proteste e malcontento!

Di fronte a queste emergenze Re Abdallah, non un'aquila e certamente a disagio di fronte alle folle in rivolta (essendo abituato a pavoneggiarsi nelle sue ridicole uniformi faux-britannique davanti agli obiettivi dei rotocalchi insieme alla moglie-trofeo Rania), reagisce coattivamente sempre nello stesso modo, sciogliendo un Governo dopo l'altro e convocandone al posto uno nuovo che ovviamente, senza riforme radicali e coraggiose (che Sua Maestà non ha intenzione di concedere) non saprà che pesci pigliare e si avvierà entro pochi mesi a venire giubilato a sua volta.
L'ultimo sfortunato chiamato a occupare una poltrona tanto scomoda si chiama Abdullah Ensour e vorrebbe, a suon di draconiane misure d'austerità, assicurarsi un prestito dai vampiri del Fondo Monetario Internazionale, con cui cercare di salvare la baracca...pessima ricetta che darà certamente un pessimo risultato!
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venerdì 1 febbraio 2013
Hamas smentisce: "False le voci riguardo l'accettazione della Two States Solution!"
Nella tarda serata di ieri finalmente un comunicato ufficiale del Movimento Hamas ha tagliato corto la ridda di ipotesi, conferme e smentite che si erano ricnorse per tutta la giornata riguardo a un possibile "OK" della dirigenza impersonata da Khaled Mishaal, Moussa Marzouk e gli altri 'traditori dell'Asse della Resistenza' riguardo l'accettazione della 'Soluzione a Due Stati', che avrebbe automaticamente alleato le posizioni di Hamas a quelle di Fatah e dell'Anp e avrebbe significato l'abbandono definitivo della Resistenza Armata e della Lotta contro i tentativi sionisti di giudeizzazione dei territori occupati.
"Hamas afferma che ogni affermazione in tale senso é falsa, inventata e destituita di ogni fondamento", si legge nelle righe rilasciate dall'Ufficio Relazioni Pubbliche del Movimento, che inoltre recitano come nella recente visita ad Amman presso il Re ascemita Abdallah II Khaled Mishaal non abbia "minimamente affrontato la questione", che sarebbe rimasta fuori dagli argomenti trattati con l'ospite reale.
Mishaal e Re Abdallah si sarebbero limitati a parlare degli sviluppi del processo di riconciliazione, degli eventi trascorsi durante l'ultimo vertice cairota Hamas-Fatah e del totale rifiuto di ogni "patria palestinese alternativa" che alcuni circoli sionisti vorrebbero proporre in territorio giordano come opzione alla totale annessione della West Bank.
"Hamas afferma che ogni affermazione in tale senso é falsa, inventata e destituita di ogni fondamento", si legge nelle righe rilasciate dall'Ufficio Relazioni Pubbliche del Movimento, che inoltre recitano come nella recente visita ad Amman presso il Re ascemita Abdallah II Khaled Mishaal non abbia "minimamente affrontato la questione", che sarebbe rimasta fuori dagli argomenti trattati con l'ospite reale.
Mishaal e Re Abdallah si sarebbero limitati a parlare degli sviluppi del processo di riconciliazione, degli eventi trascorsi durante l'ultimo vertice cairota Hamas-Fatah e del totale rifiuto di ogni "patria palestinese alternativa" che alcuni circoli sionisti vorrebbero proporre in territorio giordano come opzione alla totale annessione della West Bank.
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venerdì 5 ottobre 2012
Il reuccio ascemita scioglie il Parlamento e migliaia di cittadini scendono in piazza ad Amman chiedendo un cambiamento!
La Fratellanza Musulmana giordana ha lanciato nella giornata di ieri una immensa manifestazione detta "Il Venerdì della Salvezza Nazionale" portando in strada quasi centomila persone, dopo che il reuccio ascemita Abdullah, noto ai rotocalchi occidentalisti soprattutto per la sua appariscente moglie-trofeo, ha sciolto il Parlamento in vista di nuove elezioni dopo venti mesi di "balletto" di Primi Ministri inetti e di condizioni sociali ed economiche in caduta libera.
La dimostrazione si é incentrata sulla richiesta di una profonda revisione della legge elettorale e dei meccanismi costituzionali che, tuttora, vedono una eccessiva discrezionalità lasciata al sovrano e alla sua corte di sicofanti. Nel Parlamento giordano, non esattamente un faro di "democrazia" il voto degli elettori conta solo per il 12 per cento dei seggi! Eppure la Giordania viene ogni giorno lodata dagli ipocriti media occidentali e dalle imbelli cancellerie europee come "paese moderato"...moderato in cosa?
La dimostrazione si é incentrata sulla richiesta di una profonda revisione della legge elettorale e dei meccanismi costituzionali che, tuttora, vedono una eccessiva discrezionalità lasciata al sovrano e alla sua corte di sicofanti. Nel Parlamento giordano, non esattamente un faro di "democrazia" il voto degli elettori conta solo per il 12 per cento dei seggi! Eppure la Giordania viene ogni giorno lodata dagli ipocriti media occidentali e dalle imbelli cancellerie europee come "paese moderato"...moderato in cosa?
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venerdì 7 settembre 2012
Le proteste contro il Re ascemita e i suoi governi-banderuola scuotono la capitale giordana Amman!
'Re Travicello' del più povero e meno potente paese arabo dell'area, l'ascemita Abdallah sente di nuovo gli scossoni al suo trono claudicante e rabberciato quando dozzine di migliaia di persone si sono presentate in piazza accusandolo di essere responsabile, coi suoi tentennamenti e le sue indecisioni, di essere causa della nuova raffica di aumenti dei generi di prima necessità: pane, riso, zucchero, benzina e gasolio, che stanno rendendo sempre più difficile a centinaia di migliaia di famiglie giordane lo sbarcare il lunario e aggravano sempre più il problema della corruzione e dell'inefficienza nella Cosa Pubblica.
La povertà del paese e il suo cronico bisogno di denaro per porre rimedio ai disastri del neoliberismo rendono la Giordania sempre più vulnerabile ai ricatti degli emirati del petrolio che vorrebbero trasformare il suo confine Nord in un 'retrofronte' della campagna terrorista anti-siriana finanziata da Sauditi e Qatarioti. Mentre il Fondo Monetario Internazionale deve decidere su un nuovo 'megaprestito' che legherà un'altra macina al collo della popolazione rendendola sempre più schiava degli usurai internazionali della finanza.
La povertà del paese e il suo cronico bisogno di denaro per porre rimedio ai disastri del neoliberismo rendono la Giordania sempre più vulnerabile ai ricatti degli emirati del petrolio che vorrebbero trasformare il suo confine Nord in un 'retrofronte' della campagna terrorista anti-siriana finanziata da Sauditi e Qatarioti. Mentre il Fondo Monetario Internazionale deve decidere su un nuovo 'megaprestito' che legherà un'altra macina al collo della popolazione rendendola sempre più schiava degli usurai internazionali della finanza.
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sabato 12 maggio 2012
Manifestazioni in tutta la Giordania dopo le preghiere di venerdì: Tarawneh ha già abusato della pazienza dei cittadini!
Molte migliaia di cittadini giordani hanno messo in scena proteste in tutti i maggiori centri del paese, a partire dalla capitale Amman, nella giornata di ieri, subito dopo la conclusione delle rituali preghiere del venerdì, per chiedere le immediate dimissioni del Primo Ministro Fayez Tarawneh, vecchia volpe della politica di palazzo, già Premier sotto il piccolo Re Hussein che, richiamato in servizio dal suo successore Abdallah II, é già riuscito a consumare interamente il patrimonio non diciamo di simpatia e nemmeno di fiducia, ma almeno di pazienza che il popolo aveva deciso di concedergli in attesa di vedere le sue prime mosse al Governo.
Cartelli e striscioni impugnati dai dimostranti chiedevano la creazione di un Governo di unità nazionale che affronti i gravissimi problemi che angustiano il regno ascemita fin dal 2010 e, soprattutto, l'immediato trasferimento dell'autorità costituzionale di nomina dei Primi Ministri dalla persona del Re verso il Parlamento. Infatti é proprio perché la Camera elettiva non ha voce in capitolo nella nomina del capo del Governo che si creano situazioni grottesche come quella presente con il Re che continua a nominare un Primo Ministro dopo l'altro e con questi che non riescono a trovare un'intesa benché minima coi rappresentanti del popolo. Fondamentale nell'alienargli qualunque simpatia presso i cittadini é stata la recente decisione del Premier di interrompere il tavolo di dialogo tra Governo e opposizione che era stato aperto dal suo sfortunato predecessore, l'ex-giudice internazionale Awn Khasawneh, dimessosi il 26 aprile scorso. Tarawneh si era già attirato critiche feroci e condanne generalizzate quando, di fronte alle dimostrazioni che chiedevano l'abolizione di ogni accordo di pace con l'entità ebraica (siglati dalla Giordania nel 1994, proprio sotto la sua guida) egli aveva difeso quella decisione.
Cartelli e striscioni impugnati dai dimostranti chiedevano la creazione di un Governo di unità nazionale che affronti i gravissimi problemi che angustiano il regno ascemita fin dal 2010 e, soprattutto, l'immediato trasferimento dell'autorità costituzionale di nomina dei Primi Ministri dalla persona del Re verso il Parlamento. Infatti é proprio perché la Camera elettiva non ha voce in capitolo nella nomina del capo del Governo che si creano situazioni grottesche come quella presente con il Re che continua a nominare un Primo Ministro dopo l'altro e con questi che non riescono a trovare un'intesa benché minima coi rappresentanti del popolo. Fondamentale nell'alienargli qualunque simpatia presso i cittadini é stata la recente decisione del Premier di interrompere il tavolo di dialogo tra Governo e opposizione che era stato aperto dal suo sfortunato predecessore, l'ex-giudice internazionale Awn Khasawneh, dimessosi il 26 aprile scorso. Tarawneh si era già attirato critiche feroci e condanne generalizzate quando, di fronte alle dimostrazioni che chiedevano l'abolizione di ogni accordo di pace con l'entità ebraica (siglati dalla Giordania nel 1994, proprio sotto la sua guida) egli aveva difeso quella decisione.
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sabato 28 aprile 2012
"Fuori Khasawneh, dentro Tarawneh!", ad Amman continua il triste e stanco 'valzer' dei Primi Ministri
Frustrazione e rabbia, questi i sentimenti prevalenti della cittadinanza giordana quando ha cominciato a diffondersi la notizia che il reuccio Abdallah II, a meno di sei mesi dalla sua nomina, aveva giubilato l'ennesimo Premier di questi ultimi due anni, licenziando l'ex-giurista internazionale Awn Khasawneh (foto sotto) e nominando al suo posto Fayez Tarawneh. Puntualmente, dopo le rituali preghiere del venerdì, migliaia di persone sono scese in strada a protestare contro il sovrano e il nuovo premier.
"Tarawneh, se il popolo non ti ha eletto non sarai in grado di cambiare nulla" si leggeva sul cartello di un manifestante e, in effetti, più la crisi politico-economica giordana si trascina innanzi e più risulta evidente che sono necessarie profonde e coraggiose riforme istituzionali e che, rimanendo così le cose, il Sovrano potrà anche cambiare un Premier al mese ma sarà impossibile, con questo metodo, trovarne uno in grado 'magicamente' di trasformare la situazione.
Tarawneh, 63enne, é un veterano della politica ascemita, essendo già stato Primo Ministro sotto il 'piccolo re' Hussein, certamente é esperto su come muoversi a Corte e su come gestire gli intrighi di palazzo, ma difficilmente saprà come attaccare un tasso di corruzione e inefficienza nella Cosa Pubblica che frena ogni prospettiva di sviluppo e crescita dell'economia giordana o come placare un'opinione pubblica che invoca a gran voce l'elezione del Premier diretta o indiretta e la fine delle "nomine" regie.
"Tarawneh, se il popolo non ti ha eletto non sarai in grado di cambiare nulla" si leggeva sul cartello di un manifestante e, in effetti, più la crisi politico-economica giordana si trascina innanzi e più risulta evidente che sono necessarie profonde e coraggiose riforme istituzionali e che, rimanendo così le cose, il Sovrano potrà anche cambiare un Premier al mese ma sarà impossibile, con questo metodo, trovarne uno in grado 'magicamente' di trasformare la situazione.
Tarawneh, 63enne, é un veterano della politica ascemita, essendo già stato Primo Ministro sotto il 'piccolo re' Hussein, certamente é esperto su come muoversi a Corte e su come gestire gli intrighi di palazzo, ma difficilmente saprà come attaccare un tasso di corruzione e inefficienza nella Cosa Pubblica che frena ogni prospettiva di sviluppo e crescita dell'economia giordana o come placare un'opinione pubblica che invoca a gran voce l'elezione del Premier diretta o indiretta e la fine delle "nomine" regie.
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lunedì 16 aprile 2012
Il reuccio Abdallah cede di fronte alle continue proteste e libera i 19 attivisti arrestati a marzo!
Di fronte alle continue manifestazioni che hanno continuato a scadenze regolari (di solito ogni venerdì dopo le preghiere) a turbare la capitale e gli altri maggiori centri urbani del paese e alle pressioni di organismi internazionali il capo della Casa di Hashem ha ceduto e deciso di rilasciare con effetto immediato i diciannove attivisti politici arrestati a marzo con le accuse di "Incitamento contro il Governo, sommossa e ingiurie alla persona del Re".
Secondo un comunicato emesso ieri sera dalla Corte e ripreso dall'Agence France Presse: "Sua Maestà ha istruito il Governo e il Ministero dell'Interno e della Giustizia di prendere tutte le necessarie misure per garantire il prima possibile il rilascio dei diciannove incarcerati in questione; la decisione é stata presa dopo l'incontro domenicale di Sua Maestà con i leader tribali di Tafileh -da dove provenivano sei dei prigionieri in questione-, che hanno caldeggiato la grazia per i loro concittadini".
Ovviamente l'incontro con gli 'anziani di Tafileh' non é stato altro che un pretesto per dare l'impressione della clemenza regale che interviene dopo una supplica dei sudditi; ormai infatti la situazione si era fatta esplosiva, prova ne é il fatto che oltre i sei di Tafileh sono stati liberati anche tredici residenti di Amman in favore dei quali nessuno aveva impetrato grazie di sorta. E' dal gennaio del 2011 che il regno transgiordano é agitato da proteste per la riforma politica ed economica e un contrasto serio e profondo alla diffusa corruzione negli uffici pubblici
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mercoledì 4 aprile 2012
Human Rights Watch censura la repressione giordana contro i manifestanti: "Metodi brutali e ingiustificati!"
L'ONG umanitaria 'Human Rights Watch' ha accusato il regno ascemita di Giordania di utilizzare "tattiche intimidatorie violente e repressive" contro le sempre più frequenti dimostrazioni popolari di malcontento per la stagnazione economica e politica che affligge il paese ormai da oltre un anno; si legge nel comunicato di denuncia di HRW, firmato dal Ricercatore anziano per il Medio Oriente Chris Wilcke, tra l'altro, che: "La risposta giordana alle manifestazioni sembra divenire sempre più brutale".
Nello scorso week-end forze antisommossa hanno attaccato manifestanti pacifici che si erano radunati fuori dalla residenza del Premier Awn al-Khasawneh, ad Amman, chiedendogli il rilascio di sei attivisti arrestati am età marzo durante altre dimostrazioni nella cittadina meridionale di Tafileh. Le accuse elevate contro di loro suonano forzate e speciose al solo leggerle: "infrazione alla legge tramite disturbo della quiete, blocco del traffico e insulti a pubblici ufficiali", proprio di che tenere persone in cella per oltre quindici giorni!
Secondo testimoni oculari intervistati da Human Rights Watch le persone fermate e portate nelle centrali di polizia "per accertamenti" vengono sistematicamente brutalizzate con pestaggi, minacce psicologiche e altre forme di pressione fisica e morale. Wilcke ha auspicato che "molto presto" il Codice Penale giordano possa venire finalmente riformato con l'abolizione di tutti gli articoli che, anche solo potenzialmente, possono configurare la criminalizzazione e rendere quindi possibile la persecuzione di quanti esprimono le proprie idee tramite assemblee e manifestazioni.
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domenica 4 marzo 2012
Re Abdallah II di Giordania lancia una dichiarazione-bomba: "La pace con Israele non ha alcun senso!"
Il Re Ascemita di Giordania Abdallah II ha espresso con profondo pessimismo (alcuni di noi direbbero 'realismo') la sua opinione sulla situazione politico-strategica del Medio Oriente nel corso di una intervista rilasciata ieri alla rivista "Turkish Policy Quarterly" dichiarando che i paesi della regione hanno iniziato a considerare che le posizioni distensive e 'pacifiche' di fronte al regime israeliano "non hanno alcun senso".
"Per il mio paese, così come per diversi altri dell'area e della regione, la Pace, la distensione nei confronti di Israele sono sempre state una scelta strategica, ma sembra che per Israele 'pace' voglia solo e soltanto dire 'permesso di continuare a comportarsi come meglio crede senza temere conseguenze'; é chiaro come di fronte a un simile atteggiamento sia difficile giustificare alle proprie opinioni pubbliche perché si sia deciso di adottare una postura conciliatoria e distensiva verso un simile regime".
"Più Israele persisterà in questo suo atteggiamento e più il suo isolamento crescerà, insieme alla generalizzata ostilità dei paesi vicini e circonvicini; potrebbe persino arrivare il giorno in cui nemmeno il sostegno acritico e incondizionato degli Usa e dei paesi europei, di cui finora Israele gode, si riveli sufficiente a proteggerlo dalle conseguenze delle sue azioni; Israele continua a istigare opzioni militari e soluzioni di forza sulla questione nucleare iraniana, ha totalmente rovinato i suoi buoni rapporti con la Turchia e si sta alienando anche i paesi arabi più moderati e ben disposti".
Anche la progettata riconciliazione tra Fatah e Hamas si tradurrà in un nuovo pesante colpo agli interessi israeliani che finora si erano avvantaggiati della rivalità e della separazione fisica tra le zone sottoposte al movimento di Mahmud Abbas e quelle sotto il controllo della Resistenza islamica.
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mercoledì 26 ottobre 2011
Il Fronte d'Azione Islamico 'castiga' il reuccio ascemita: "Riforme? Troppo poco e troppo tardi, il popolo giordano pretende di più!"

Non sarà certo per via dell'omonimia, ma a molti giordani questo balletto di poltrone non é sembrato precisamente un segnale positivo, visto che una delle richieste centrali del fronte d'opposizione é la riforma proprio del sistema di assegnazione delle cariche politiche, che finora la Casa di Hashem ha sempre saldamente tenuto in mano; in particolare Ali Abu Sukkar (sopra, a destra), capo del Fronte d'Azione Islamico (estensione della Fratellanza musulmana in Giordania) ha detto che: "Né la composizione del Governo presieduto da Khasawneh, né questa sostituzione tardiva ed esteriore soddisfano l'anelito di cambiamento che anima il popolo giordano".
Intanto, avantieri, il Re ha dato il benestare all'insediamento dei trenta ministri guidati dal nuovo Capo del Governo, una serie di grigi e anonimi burocrati addentellati da decenni con gli ambienti della corte che, a parole, si dicono convinti sostenitori della "necessità di un nuovo corso politico", ma che in realtà faranno di tutto per cercare di sedare e addormentare il movimento popolare per la riforma, nel tentativo di impedire che anche ad Amman inizi a spirare l'austro rinnovatore della Primavera Araba.
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sabato 8 ottobre 2011
Cittadini giordani in piazza contro la corruzione guidati dal Fronte Nazionale per la Riforma!
A dimostrazione di come le ubbìe e le paure 'occidentaliste' nei confronti dell'Islam politico siano del tutto infondate e di quanto fallace e sbagliata sia l'idea di poter 'contrastare' l'ascesa delle formazioni politiche musulmane contrapponendo loro partiti di ispirazione liberale o progressista la colossale manifestazione di piazza che ieri ha portato migliaia di abitanti di Amman a marciare dalla Moschea di Hussein fino al Municipio tenendo alta sopra le loro teste una colossale bandiera giordana é stata ispirata e organizzata da un'alleanza politica che unisce proprio islamisti e partiti di Sinistra: il Fronte Nazionale per la Riforma, guidato dall'ex-Premier Ahmed Obeidat, che ieri ha avuto il proprio battesimo pubblico con una dimostrazione di indubbio successo.
Subito dopo le preghiere del venerdì (altra indicazione di come il risveglio religioso sia una componente inscindibile e inestricabile della "Primavere Arabe") migliaia di abitanti della capitale, di tutte le età e di tutte le classi sociali si sono diretti verso il Municipio cantando slogan come "La Riforma comincia con la lotta alla Corruzione" "La Corruzione crea povertà e disoccupazione" e inalberando cartelli e striscioni che chiedono severe misure contro l'inefficienza e lo sperpero nell'ambito politico, amministrativo, finanziario. Obeidat, intervistato dall'Agence France Presse ha dichiarato "insufficienti e tardive" le poche riforme fin qui passate da Re Abdallah e ha reiterato l'insistenza sua e del movimento di cui é capo per una nuova legge elettorale e per una Premiership elettiva e non di nomina regia.
E' ormai da un anno che il Regno Ascemita é in fermento: un'economia in forte depressione e un panorama politico stagnante ed egemonizzato da una corte inefficiente e corrotta hanno ormai esasperato gli animi della popolazione che sente sempre più forte il fascino delle grandi sollevazioni che hanno scosso paesi vicini (come Egitto e Yemen) e lontani (come Tunisia, Libia e Barhein). Forse spaventato dalla frequenza e dall'imponenza delle manifestazioni il piccolo re ascemita Abdallah II ha in serata rilasciato una dichiarazione assicurando che la premiership elettiva é effettivamente nel ruolino delle prossime riforme, cercando subito dopo di guadagnare tempo dicendo che "ci vorranno due o tre anni" prima di poterla implementare.
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giovedì 22 settembre 2011
Il reuccio ascemita si sbraccia a chiedere aiuto a Israele, sente il trono traballare sotto il suo 'reale' didietro!
Il reuccio di Giordania Abdallah II ha approfittato dell'esposizione riflessa sulla sua poco dignitosa persona dall'Assemblea generale dell'ONU riunita in questi giorni a New York per 'avvertire' (parlando a nuora perché suocera intenda) Israele che gravi rischi di instabilità derivano dalla sua recente condotta nell'arena regionale e internazionale e che, nella fattispecie, la situazione giordana potrebbe diventare esplosiva e avere 'imprevedibili ripercussioni' proprio nei confronti dello Stato ebraico dell'Apartheid.
Abdallah, che si trova NY proprio per l'Assemblea generale ONU, ha dichiarato in una intervista al Wall Street Journal (testata nota per le sue posizioni filosioniste) che "continuando a infilare la testa nella sabbia" i dirigenti israeliani non fanno che facilitare "eventi con un impatto molto negativo sull'intera regione"; ovviamente il reuccio é in primo luogo preoccupato per sé stesso, spaventato a morte (forse più dello stesso ambasciatore sionista scappato a gambe levate da Amman) dalla colossale "marcia di un milione di uomini" tenutasi la scorsa settimana ad Amman.
I vecchi equilibri coltivati dalla Casa di Hashem sono saltati; quella 'compensazione' tra i beduini del deserto (che formavano il nocciolo di seguaci fanatici della monarchia e di cui erano riempiti i ranghi della polizia, dell'Esercito, dei servizi segreti) e gli abitanti delle poche zone urbane (quasi tutti i origine o ascendenza palestinese) erano già claudicanti a fine anni '60 (cosa che rese 'necessaria' per il nano Hussein ricorrere al "pogrom" armato di Settembre Nero per 'sfoltire' i ranghi dei potenziali oppositori) ma nell'ultimo quarantennio la popolazione delle città é cresciuta a dismisura mentre quella beduina é diminuita.
Il Governo a guida Likud-militaristi-estremisti religiosi non ha l'intelligenza o la prospettiva storica e politica per capire che la Giordania Ascemita é uno dei 'baluardi' su cui si regge la 'sicurezza' dell'entità sionista di occupazione forse anche più di quanto non fosse l'Egitto di Mubarak: l'Egitto confina con Israele tramite il Sinai, zona vastissima e praticamente deserta, mentre la Giordania ha un lunghissimo confine lineare con il regime ebraico che dà direttamente sulla Valle del Giordano. Se Abdallah cadesse o fuggisse in esilio chiunque controllasse la Giordania potrebbe immediatamente colpire gli insediamenti ebraici con una facilità e su una scala che farebbero impallidire i bombardamenti di Hezbollah o i lanci di razzi e mortai da Gaza.
![]() |
Un cacciabombardiere Hunter della RJAF giordana distrugge un T-55 siriano della divisione inviata contro Amman per salvare i Palestinesi dalle stragi del Settembre Nero e deporre Re Hussein; Israele era pronto a lanciare i suoi aerei nella mischia se fosse stato necessario a salvare il nano ascemita. |
Speriamo intensamente che le parole porte da Abdallah al WSJ siano totalmente sprecate sulle orecchie tappate di Netanyahu e Lieberman; la Causa palestinese ne beneficerebbe immensamente e il popolo di Giordania altrettanto, liberandosi finalmente di una casa regnante indegna e venduta, che ha sempre valutato il proprio interesse e la propria stabilità come molto più importanti delle aspirazioni del popolo e della nazione su cui, senza titolo di merito alcuno, si é trovata a esercitare una maldestra potestà.
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