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venerdì 1 giugno 2018

Nel tentativo di distrarre l'opinione pubblica dalla sua scomparsa il portale di "Katz-ate" sioniste 'SITE' pubblica 'minacce' di Al-Qaeda a MbS!

Casa Saoud é disperata.

L'assenza, ormai prolungatasi per oltre 5 settimane, del suo erede al trono designato Mohammed bin Salman dai riflettori mediatici é talmente imbarazzante che nessun artificio comunicativo riesce a tenerla nascosta.

Ma questo non vuol dire che gli spin doctors di Riyadh abbiano smesso di provarci.
Ultimamente hanno mobilitato 'Rita Katz', l'agente sionista americana "specializzata" nel diffondere comunicati "jihadisti" che conosce solo lei, e che puntualmente vengono poi ripresi da tutti i media mainstream dell'occidente imperialista.

venerdì 25 maggio 2018

Cosa ci dice il "giro di vite" saudita contro le aspiranti 'donne al volante' sullo stato di salute del Principe "MbS"?

Mentre i media non solo mediorientali continuano a interrogarsi sullo stato di salute dell'erede al trono designato di Casa Saoud, il Principe Mohammed bin Salman, un evento apparentemente minore nella politica interna della tirannia wahabita potrebbe indicare, più di quanto non appaia a primo accchito.

Infatti, in questi giorni, molte donne che avevano lottato e condotto campagne di sensibilizzazione per la riforma o l'abolizione del "sistema dei guardiani" (cioé le leggi secondo le quali in Arabia Saudita una donna non può muoversi da sola se non accompagnata dal marito o da un parente maschio e, in ogni caso, non può mettersi alla guida di un veicolo) sono state arrestate e incarcerate.

domenica 31 marzo 2013

Ennesimo 'giro di valzer' ad Amman: il reuccio ascemita inaugura un nuovo Governo tra proteste e malcontento!

Avevamo lasciato Abdallah al-Hashem di Giordania impegnato a fronteggiare la montante marea di proteste che scuotevano sempre più nel profondo il suo reame, relitto di un'epoca passata, espressione di equilibri tra gruppi tribali che nel 21esimo secolo significano ormai molto poco, assediato da una crisi economica che nel più piccolo e povero dei paesi arabi vuol dire prezzi fuori controllo per i più semplici beni di prima necessità e una corruzione sempre più rampante nel settore pubblico.

Di fronte a queste emergenze Re Abdallah, non un'aquila e certamente a disagio di fronte alle folle in rivolta (essendo abituato a pavoneggiarsi nelle sue ridicole uniformi faux-britannique davanti agli obiettivi dei rotocalchi insieme alla moglie-trofeo Rania), reagisce coattivamente sempre nello stesso modo, sciogliendo un Governo dopo l'altro e convocandone al posto uno nuovo che ovviamente, senza riforme radicali e coraggiose (che Sua Maestà non ha intenzione di concedere) non saprà che pesci pigliare e si avvierà entro pochi mesi a venire giubilato a sua volta.

L'ultimo sfortunato chiamato a occupare una poltrona tanto scomoda si chiama Abdullah Ensour e vorrebbe, a suon di draconiane misure d'austerità, assicurarsi un prestito dai vampiri del Fondo Monetario Internazionale, con cui cercare di salvare la baracca...pessima ricetta che darà certamente un pessimo risultato!

domenica 17 febbraio 2013

Gli sgherri di Re Al-Khalifa uccidono un altro adolescente, ma i suoi funerali confermano che il popolo Barheini non é disposto a fermarsi!


Come avevamo annunciato al momento della sua uccisione é di  Hussein al-Jaziri, 16enne già residente nella cittadina di Dahi, l'identità dell'ultima vittima dei brutali mazzieri di Re Al-Khalifa, tiranno sunnita del Barhein mantenuto sul trono in odio alla totalità dei suoi abitanti solo dalle convenienze strategiche dell'inquilino nero della Casa Bianca che vuole usarne l'Isola delle Perle come 'portaerei' in funzione anti-iraniana e come base-appoggio per la sua Quinta Flotta.

Ma i funerali del ragazzo Barheini, ennesima vittima di un Movimento per la Democrazia e il Cambiamento che dura ormai da due anni e che si concluderà in una sola maniera: con il rovesciamento di Al-Khalifa e la sua cacciata in esilio o il suo processo da parte del Popolo. Una enorme, colossale marcia ha riempito e animato le strade, concludendosi con l'usuale scontro con i gendarmi reali, i loro alleati sauditi e i crudeli mercenari pachistani arruolati nelle madrasse fondamentaliste.

Non si sono registrati morti negli scontri ma, quando ormai il conteggio delle vittime di Casa Al-Khalifa ha raggiunto e sorpassato le centinaia nel più completo silenzio ipocrita e interessato dei media occidentali, la cosa ha molta poca importanza, ha importanza che a oltre 24 mesi dall'inizio delle proteste il popolo del Barhein non ha intezione di farsi intimidire, minacciare o ricattare in alcun modo e continua a radunarsi e lottare per i propri Diritti e i propri Ideali.
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domenica 10 febbraio 2013

Enorme raduno di protesta in Barhein, la popolazione grida: "Via il Re Al-Khalifa, fantoccio dell'Imperialismo!"

Un enorme sit-in di protesta sta animando in queste ore Piazza della Libertà a Manama, capitale dell'Isola di Barhein, dove la popolazione (in massima parte sciita) si é già mobilitata per il vicino anniversario delle proteste iniziate il 14 marzo 2011, due anni fa, sull'onda delle vittoriose rivoluzioni in Tunisia e in Egitto e a imitazione della mobilitazione di massa che all'epoca animava (e ancora non si é spenta) anche il popolo yemenita.

Nonostante l'uso spropositato di gas urticanti e asfissianti, l'intervento massiccio di truppe Saudite, degli UAE e persino di violenti e crudeli mercenari pachistani reclutati nelle più retrive moschee e madrasse wahabite, nonostante centinaia di morti massacrati e migliaia di prigionieri rapiti, torturati, spariti nelle galere dei despoti Al-Khalifa. Nonostante la diretta partecipazione dei "delfini" reali alle sevizie inflitte ai detenuti politici, il popolo é più che pronto a proseguire la lotta.

Uno sciopero generale di 24 ore é già stato dichiarato per il prossimo giovedì, secondo anniversario di una Rivoluzione che deve ancora compiersi del tutto ma che presto farà giustizia di un altro despota servo degli interessi stranieri.
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venerdì 25 gennaio 2013

Le elezioni disertate dall'opposizione non calmano la Giordania: proteste e accuse di brogli in tutto il paese!

Scontri violenti con gas urticante, cariche della polizia antisommossa e principi d'incendio appiccati a uffici pubblici e simboli dell'autorità reale e governativa, questo il bilancio di un giovedì di scontri nella città di Maan, nel Sud della Giordania, che potrebbero vedere una 'replica' questo pomeriggio dopo le rituali preghiere del venerdì.
Occasione per le proteste che, seppure meno violente, si sono avute anche nella capitale Amman ed altri centri del paese, il grido di 'brogli' lanciato dalle opposizioni (in testa il locale capitolo della Fratellanza Musulmana) che hanno disertato le urne nelle recentissime elezioni politiche e che pure hanno denunciato i tentativi governativi di simulare un'affluenza e una rappresentatività della chiamata al voto del tutto immaginaria.

Gli oppositori del reuccio ascemita Abdallah sostengono che l'affluenza pretesa dal Ministero dell'Interno al 56 per cento degli aventi diritto sarebbe 'fasulla' e che moltissimi elettori si siano recati ai seggi dietro promessa di piccoli compensi monetari, molto ambiti in un paese in durissima crisi recessiva. Dall'autunno del 2010 il regno transgiordano ha cambiato moltissimi premier ma non ha riformato un impianto costituzionale che concede al Re e alla sua corte un ruolo preponderante nella vita pubblica del paese.
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lunedì 8 ottobre 2012

Di nuovo in piazza migliaia di persone nella zona di Qatif, la monarchia dei Saoud ha i giorni contati?

Una nuova manifestazione spontanea di decine di migliaia di partecipanti ha animato l'area di Qatif, nelle province orientali dell'Arabia Saudita, costiera ricchissima del petrolio che senza alcuna ricaduta positiva per i sudditi il corrotto Re Abdullah e la sua corte di parassiti e sicofanti sperperano in emolumenti ai terroristi wahabiti, acquisti di armi con cui opprimere il loro stesso popolo e spese stravaganti degne di Maria Antonietta.

Ma la determinazione degli sciiti d'Arabia si tempra col sangue e col sacrificio e non bastano i tre assassinati delle scorse settimane, le dozzine di feriti e le migliaia di arrestati, sequestrati e "desaparecidos" a piegare i loro spiriti. Sanno, essi, che come non si sono arresi i loro confratelli iraniani, libanesi e iracheni il premio della liberazione dal giogo li aspetta solo se sapranno bere l'amaro calice della repressione fino alla feccia; allora e solo allora le loro labbra potranno disporsi a gustare il dolce nettare della vittoria.
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mercoledì 6 giugno 2012

Il Presidente Assad nomina Riad Farid Hijab nuovo Premier siriano! Prosegue il corso riformatore per la Repubblica Araba

Il Presidente siriano Bashir Assad, faro e scudo della nazione in questi mesi travagliati dall'offensiva terrorista internazionale ordinata dall'imperialismo americano e sionista e condotta con i soldi e le armi di Arabia Saudita, Qatar e Turchia, ha affidato a un uomo politico di illustre reputazione e grande esperienza, l'Ex-ministro dell'Agricoltura Riad Farid Hijab, il delicato compito di formare un nuovo Governo, che possa guidare la Repubblica Araba attraverso le sfide e i traguardi che la attendono nel prossimo e medio futuro.
La nomina di Hijab é un nuovo passo lungo il cammino delle riforme democratiche e pluraliste coraggiosamente intrapreso da Assad nell'ultimo anno come risposta politica e diplomatica ai selvaggi attacchi terroristi degli estremisti takfiri, per dimostrare che la Siria é in grado di autoriformarsi e di darsi una Democrazia rispondente alle esigenze e alle abitudini del suo popolo e della sua cultura senza doverla "ricevere" dalle mani adunche di un Obama o di un Netanyahu.
Nella giornata di ieri il Ministro degli Esteri della Repubblica Popolare Cinese ha annunciato che Beijing e Mosca sono in "Stretta comunicazione in ogni momento" e che coordineranno le loro azioni e le loro decisioni riguardo l'affaire siriano, fermo restando la loro fermissima contrarietà a ogni forma di ingerenza occidentale e americana nel paese e ogni forma di 'intervento' volto a causare un artificioso e violento cambio di regime a Damasco.
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venerdì 27 aprile 2012

Khatami dichiara: "Con l'appoggio di Teheran il Governo siriano sventerà ogni complotto imperialista!"

L'Ayatollah Seyyed Ahmad Khatami, rispettato chierico della Repubblica Islamica dell'Iran ha dichiarato nella giornata di ieri che "fino a quando Damasco potrà contare sull'alleanza e il sostegno di Teheran" le macchinazioni e i complotti orditi contro la stabilità e la pace della Repubblica Araba siriana non avranno il sopravvento e il Governo riuscirà a difendere l'autonomia della nazione e la sicurezza dei cittadini.

Ovviamente, Khatami ha puntualizzato che l'alleanza con Teheran non vuol dire acritico sostegno a qualunque iniziativa del Governo di Damasco e proprio a questo proposito la dirigenza iraniana ha accolto con favore le mosse siriane per la riforma della Costituzione e la convocazione di elezioni politiche che si terranno il prossimo mese. "Siamo stati molto seri e chiari nella richiesta di reali riforme politiche e sociali in Siria e abbiamo constatato con piacere la serietà con cui sono state intraprese".

Khatami, che é membro del Comitato di Supervisione dell'Assemblea degli Esperti ha aggiunto che "L'imperialismo arrogante dell'Occidente, degli Usa e di Israele sta armando le mani di assassini infiltrati in Siria nel tentativo di indebolire i legami tra Teheran e Beirut, tra la Repubblica Islamica e la Resistenza sciita in Libano e ciò é vile e meschino, oltre che intollerabile, la Repubblica Islamica non permetterà alle potenze arroganti e ai loro servi arabi di incrudelire per i loro fini egemonici contro il popolo e lo Stato siriano".
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giovedì 5 aprile 2012

Lavrov dà l'altolà all'Occidente ipocrita: "Nessun ultimatum ad Assad, non si può ricattare chi offre dialogo dopo aver vinto sul campo!"


Importanti dichiarazioni del Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov sulla Siria negli ultimi giorni; il capo della diplomazia del Cremlino ha dichiarato che "L'insorgenza armata non ha alcuna speranza di sconfiggere l'Esercito siriano nemmeno con se tutti gli aiuti promessi da Usa, stati del Golfo, Francia, Turchia e Israele arrivassero regolarmente e massicciamente", il movimento di provocatori armati e mercenari serviva a "fingere" l'impressione di una guerra civile o comunque di un vasto movimento di massa opposto ad Assad, in modo che l'ONU potesse 'vistare' un nuovo intervento militare contro uno stato inviso agli Usa e alle altre potenze imperialiste, di distruggere le forze governative (insieme a centinaia di migliaia di civili innocenti) si sarebbe allora incaricata la NATO come in tanti altri "interventi umanitari".

Comunque, per evitare che tensioni e frizioni possano proseguire oltre la Russia ha intenzione di accogliere nei prossimi giorni a Mosca due importanti organizzazioni di opposizione siriane che hanno sempre rifiutato la violenza e che sono pronte a partecipare al processo di dialogo nazionale facilitato dalla mediazione ONU affidata a Kofi Annan, ex-Segretario Generale del Palazzo di Vetro. Lavrov ha dichiarato di voler coinvolgere il più possibile le opposizioni democratiche e pacifiche nel processo di pacificazione e dialogo in modo che l'insincera e strumentale natura degli ultrà della violenza risalti il più possibile, insieme col loro totale isolamento nello scenario siriano odierno.

Nella mattinata di oggi poi, nel corso di una visita ufficiale in Kirghizistan, Lavrov ha ammonito i paesi occidentali dall'illudersi di poter vessare Damasco con ultimatum o condizioni a priori, adesso che il Presidente Assad si é detto pronto a cooperare con Annan per il dialogo con l'opposizione. Assad ha infatti accettato il dialogo da una posizione di forza e unicamente mosso dal desiderio di venire incontro ai desideri del popolo che gli é fedele e dalla speranza di rendere più profondo e significativo il processo di riforme istituzionali in corso che culmineranno con le libere elezioni politiche del 7 maggio. Lavrov ha chiarito che tutto il sostegno russo all'inziativa di dialogo in sei parti portata avanti da Annan potrebbe evaporare immediatamente se qualche paese occidentale pensasse di poterla accompagnare con ingiunzioni restrittive, ultimative, o qualunque altro atto ostile verso Damasco.
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lunedì 26 marzo 2012

Il Governo siriano approva la nascita di un nuovo partito che concorrerà alle elezioni del 7 maggio!


Nell'ambito del processo di riforme istituzionali che stanno portando la Siria verso una struttura più pluralista e democratica il panorama politico nazionale si é arricchito di un nuovo soggetto nella giornata di ieri quando, nel corso di una conferenza stampa a Damasco, il Ministro degli interni Mohammad al-Shaar ha dichiarato che, dopo avere analizzato le credenziali e la richiesta di autorizzazione le autorità governative hanno dato l'OK alla fondazione di un nuovo partito: l'Al-Watan siriano, che si presenterà alle prossime elezioni politiche fissate per il 7 maggio 2012.

Shaar ha reso l'annuncio subito dopo l'incontro settimanale del comitato rilevante, dichiarando che altre simili richieste di autorizzazione sono tuttora in fase di studio, ma quella dell'Al-Watan era la più completa e meglio sostenuta nei requisiti essenziali, cosa che le ha garantito l'approvazione quasi immediata. La nuova Costituzione approvata dal referendum di fine febbraio, riscrivendo quasi completamente l'articolo 8 della vecchia Carta ha tolto al partito Ba'ath la preminenza di cui godeva come "Guida dello Stato e della società siriana", effettivamente dando il via a una nuova era di competizione politica nel paese.

Oltre al Partito Ba'ath in Siria erano accettati e riconosciuti altri movimenti politici quali: l'Unione Socialista Araba, il Partito Comunista Siriano (nella fazione di Wissal Farha e in quella di Yusuf Faysal), il Movimento del Giuramento Nazionale, il Partito Unionista Socialdemocratico, i Socialisti Uniti, il Partito Democratico Arabo, il Movimento Arabo Socialista, il Partito Socialista della Nazione Siriana.
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sabato 24 marzo 2012

Ghazanfar Roknabadi: "La situazione in Siria vira verso la sconfitta dei terroristi e il successo delle riforme iniziate e portate avanti dal Presidente Assad!"


L'ambasciatore iraniano a Beirut, Ghazanfar Roknabadi, ha recentemente dichiarato che tutti gli sviluppi recenti della situazione siriana indicano un decisivo progresso degli eventi lontano da qualunque ipotesi di successo della campagna di terrore portata avanti dagli agenti del complotto imperialista e sionista anti-Assad e verso invece un completo trionfo dell'iniziativa di riforma istituzionale portata coraggiosamente avanti dal Presidente Assad come via maestra per condurre il paese verso la stabilità, anche durante i momenti più difficili di violenza e attentati vissuti nei mesi scorsi.

"Gli sviluppi in Siria fanno ben sperare per il futuro e anche la recente relazione di Kofi Annan alle Nazioni Unite indica che non vi é altra via al di fuori del dialogo nazionale e della soluzione politica; tutte le altre opzioni...interventi armati, sostegno ai terroristi, zone cuscinetto lesive della sovranità siriana, 'corridoi umanitari', sono state screditate e scartate".

L'ONU, ascoltati i rapporti dell'Ex-segretario generale ghanese ha approvato un sostegno in sei punti alla bozza di accordo proposta da questo al Presidente Assad tra il 10 e l'11 marzo scorso, definita "una seria ipotesi di lavoro che avrà un impatto decisivo sulla situazione sul terreno". Anche Russia e Cina, verificata l'assenza di condizioni ultimative e ogni riferimento a interventi unilaterali lesivi della dignità e della sovranità di Damasco, hanno sostenuto il documento.
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giovedì 15 marzo 2012

Delegazione di Hamas ospite in Libano del Segretario Generale di Hezbollah!


Il Segretario Generale di Hezbollah Hassan Nasrallah ha ricevuto negli scorsi giorni presso la sua residenza una nutrita e autorevole delegazione del Movimento Hamas, guidata dal Capo del Politburo in persona: Moussa abu Marzouk. Ricevuti con tutti gli onori dai loro ospiti del movimento di Resistenza sciita i delegati palestinesi hanno messo sul tavolo diversi argomenti di confronto e discussione, tra cui i recenti attacchi militari sionisti contro Gaza, la vittoria delle truppe siriane contro l'insorgenza terrorista finanziata da Usa, Francia, Israele e Turchia, gli sviluppi della situazione politica in Egitto e le prospettive per la Resistenza all'Occupazione.

Nasrallah ha preso le questioni di petto, suggerendo ai colleghi di Hamas di intraprendere un'azione comune che dovrebbe vedere il gruppo palestinese farsi portavoce di una richiesta di confronto sul tema all'interno della Fratellanza Musulmana (da cui si sviluppò originariamente l'organizzazione poi evolutasi in Hamas) e Hezbollah portare avanti un messaggio simile sul fronte siriano e iraniano, sfruttando i suoi ottimi contatti in entrambe i paesi. Proprio riguardo alla necessità di più profondi legami e relazioni tra la Repubblica Islamica e il Mondo Arabo Nasrallah ha speso diverse parole, evidenziando come esse dovranno essere all'insegna della "chiarezza e della fiducia".

Il quotidiano libanese As-Safir ha riportato, inoltre, che Nasrallah, felice per i successi dell'Esercito siriano nel riguadagnare il controllo di territori passati brevemente in mano ad estremisti armati, tuttavia é fermamente convinto che il colpo di grazia alla destabilizzazione verrà dato dalla popolazione civile, tramite la convinta adesione al processo di riforme e alle prossime elezioni politiche. Nasrallah si é anche complimentato con la Resistenza palestinese per essere riuscita, negli scorsi giorni di attacchi e bombardamenti sionisti, a far piovere contro obiettivi dell'Occupazione ben 200 razzi e colpi di mortaio, negando nei fatti ogni efficacia dei vantati sistemi 'intercettori' millantati dalla propaganda di Tel Aviv.
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sabato 10 marzo 2012

Il Presidente siriano Assad incontra l'ex-Segretario dell'ONU Kofi Annan e dichiara: "Sempre pronti al dialogo con l'opposizione pacifica e democratica!"


Dimostrando una volta di più di non temere il confronto con la comunità internazionale (quando incarnata da rappresentanti imparziali) il Presidente siriano Bashir Assad ha incontrato l'inviato dell'ONU nonché suo ex-Segretario Generale, il Ghanese Kofi Annan nella giornata di oggi intrattenendosi con lui in un lungo dialogo. Assad ha assicurato Annan di essere "più che pronto" a un confronto con eventuali rappresentanti dell'opposizione politica, purché essi rinuncino a ogni pretesa di rovesciamento violento del Governo e si distanzino dalle forze terroriste che recentemente hanno scosso il paese con le loro attività armate.

"La Siria é nel bel mezzo di un profondo sforzo di riforma delle sue istituzioni, é ovvio che tali riforme non possano semplicemente venire 'calate' dall'alto, per questo motivo ci dichiariamo pronti al confronto, ma non ci può essere dialogo o trattativa alcuna con chi, armi in pugno, ha colpito in questi ultimi mesi la cittadinanza, le infrastrutture e le forze armate e di sicurezza del nostro paese. Non vi può essere alcuna relazione fruttuosa con individui ed elementi simili!".

L'agenzia di stampa ufficiale SANA ha riportato come, del resto, i portavoce dell'insorgenza terroristica avessero già dato segno di non essere interessati ad alcuna pacificazione, come é chiaro che non possano essere dei provocatori tagliagole 'paracadutati' nel paese dal complotto imperialista e sionista contro l'Asse della Resistenza (che corre dall'Iran al Libano ora senza soluzione di continuità dopo il ritiro americano dall'Irak) con l'unico scopo di farlo affondare nel caos e nel sangue per permettere alla NATO di dichiarare un intervento armato identico a quello perpetrato contro la Libia.
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giovedì 1 marzo 2012

Ali Larijani: "Meschini e volgari i tentativi Usa di gettare dubbi sul referendum, votato da milioni di cittadini leali ad Assad!"


Il Presidente della Camera iraniana Ali Larijani ha duramente criticato e stigmatizzato gli Stati Uniti per i loro ipocriti e subdoli tentativi di sminuire e ignorare l'importanza del recente referendum popolare in Siria, che ha visto oltre dieci milioni di persone (su quattordici milioni di aventi diritto) recarsi ordinatamente alle urne e approvare a schiacciante maggioranza la nuova Carta proposta dalla Commissione per la Riforma Costituzionale, che, abolendo l'Articolo 8 del vecchio ordinamento toglie al partito Ba'ath il ruolo preminente nella società e nelle istutuzioni che aveva mantenuto negli ultimi decenni.

Larijani ha dichiarato che la frustrazione delle arroganti potenze occidentali, frustrate nel loro tentativo di imporre il caos e il terrore in Siria tramite i loro provocatori infiltrati, riforniti di armi e denaro da Arabia Saudita, Qatar e Israele, cerca una meschina 'compensazione' nelle menzogne riguardo il recente referendum che ha testimoniato il livello di popolarità e di seguito che Bashir Assad e il suo Governo riscontrano nella popolazione, mortalmente spaventata dalla prospettiva di guerra civile, settarismo, persecuzioni e attentati a sfondo etnico e religioso come quelli che si sono visti in Irak dopo l'invasione americana e il caos che ne é seguito, con le truppe di invasione totalmente incapaci di mantenere il controllo del paese.

Larijani ha rimarcato che, secondo la maggior parte degli analisti affidabili e indipendenti, il rapido e maturo procedere del processo di riforma portato avanti dal Governo, con l'annuncio di nuove elezioni politiche entro tre mesi, sta letteralmente "tagliando l'erba sotto i piedi" dei terroristi, rinserrati in poche località, totalmente isolati dalla popolazione (che li odia e li teme) e incapaci di proporre alcunché anche a quei Siriani che, magari, non sono seguaci di Assad, ma certamente non vogliono vedere il loro paese distrutto come l'Irak o la Libia.
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mercoledì 29 febbraio 2012

Il Presidente libanese Suleiman dichiara: "Il processo di riforma portato avanti da Assad salverà la Siria; presto Damasco rientrerà nella Lega Araba!"


Nel corso della sua visita ufficiale in Romania il Presidente libanese Michel Suleiman ha dichiarato, nel corso di una conferenza stampa congiunta tenuta a fianco del collega balcanico Traian Basescu ha espresso piena fiducia negli sviluppi positivi della situazione in Siria ora che il processo di riforma istituzionale lanciato dal Governo del Presidente Assad é in pieno svolgimento, con l'approvazione della nuova Costituzione e la preparazione delle prossime elezioni politiche.

Certo l'ex-Generale Suleiman doveva stare anche pensando alla benefica azione della decisa controffensiva militare contro i terroristi asserragliati nella loro ultima roccaforte di Homs, giacché senza la certezza della totale e definitiva eliminazione delle cellule provocatrici infiltrate e rifornite dall'estero non vi sarebbe speranza di poter riportare la pace e la tranquillità tra i cittadini siriani, ma comunque non ha esteso le considerazioni a questo ambito.

Ha invece garantito che il suo paese farà "i più ampi sforzi" per garantire il pronto rientro della Siria nella Lega Araba, organismo da cui, con una procedura irregolare e pretestuosa, i paesi petroliferi del Golfo Persico, complici degli imperialisti occidentali e sionisti nel complotto contro Damasco, l'avevano estromessa alcune settimane addietro. "Il Libano attenderà la prossima riunione della Lega e prenderà le posizioni appropriate".

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giovedì 2 febbraio 2012

Assad a Wiam Wahab del Partito Arabo di Unificazione: "Il costo di un duro intervento militare contro i terroristi assassini é migliore del tributo di sangue che essi ci imporrebbero!"


Nel corso di un incontro con il Segretario del Partito Arabo di Unificazione, il libanese Wiam Wahab il Presidente siriano Bashir Assad ha ragionato a lungo con l'ospite dei momenti difficili attraversati recentemente dalla Siria a causa della violenza scatentata nel paese dai mercenari terroristi al soldo di America, Monarchie del Golfo e Israele, ma, traendo un bilancio della situazione, si é detto sicuro della sua prossima positiva soluzione e della possibilità che il processo di riforme che dovrà condurre alle prossime libere elezioni politiche di primavera non verrà ostacolato o anche solo rallentato.

Secondo quanto riportato dalle colonne del quotidiano di Beirut "Al-Akhbar" il Presidente siriano ha sottolineato nel suo colloquio col leader del partito Tawhid come "Il costo di un intervento militare, per quanto massiccio e risoluto, contro questi terroristi assassini, é comunque meno oneroso e doloroso da sopportare rispetto al tributo di sangue che essi imporrebbero alla gente e al popolo siriano".

"La dedizione siriana agli ideali e agli scopi della Resistenza anti-imperialista mira a creare un cambiamento qualitativo nel conflitto che attraversa questa regione e che vede contrapposti coloro che vorrebbero continuare a esercitarvi la loro nefasta influenza nonostante e anzi, contrariamente ai grandi cambiamenti portati dalla Primavera Araba e quanti invece puntano al riscatto delle masse oppresse, alla loro ascesa al ruolo di giudici ultime del destino loro e delle loro nazioni e paesi".

Wahab ha poi dichiarato: "Il Presidente Assad mi é parso calmo e sicuro, certo conscio del momento difficile ma allo stesso tempo determinato e deciso a superarlo quanto prima, anche grazie al solido e affidabile sostegno cinese e soprattutto russo!". Riguardo alla Russia Assad si é detto grato del fatto che il Cremlino non guardi alla situazione siriana esclusivamente da un punto di vista situazionale e transiente, ma con una prospettiva di medio-lungo periodo che é essa stessa ispiratrice della sua determinazione a non permettere 'soluzioni libiche' di nessuna fatta o sorta.

Assad ha anche confermato a Wahab, druso di nascita e molto popolare anche tra i drusi siriani oltre che fra quelli libanesi, che "La Siria ama tutti i suoi figli a prescindere da distinzioni di etnia, religione o setta, senza alcuna discriminazione o eccezione, tra i molti soldati che hanno dato la vita o subito dolorose ferite contro i terroristi recentemente vi erano sunniti, sciiti, cristiani, alawiti, drusi e yazidi, uguali nella devozione alla patria comune e al popolo siriano tutto".
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venerdì 30 dicembre 2011

Il Patriarca maronita Al-Rahi esprime tutto il suo sostegno e la sua fiducia nell'azione riformatrice del Presidente Assad!


A conferma che il Governo di Damasco gode della fiducia e del sostegno di tutti i segmenti della società siriana e che contro di esso agisce solo un piccolissimo numero di mercenari foraggiati dagli intriganti e arroganti imperialisti di Riyadh, Tel Aviv e Washington, in questi giorni anche il Patriarca maronita Beshara al-Rahi, ricevendo una delegazione di Siriani di Tartous ha espresso parole di appoggio e stima per il Presidente Assad e la sua azione riformatrice, raccomandando a tutti i cristiani di Siria di rimanere uniti e diffidare degli interventi stranieri.

"Insieme a voi, fratelli, guardiamo in avanti con fiducia alle riforme messe in atto dal Presidente Assad a partire da marzo, da esse ci aspettiamo la soddisfazione delle vostre aspirazioni, mentre per amara esperienza sappiamo che le "riforme" promesse dall'esterno sono dannose e fallaci, poco distante da voi abbiamo visto come l'Irak sia stato distrutto da simili 'riforme'".

"Ogni popolo, ogni nazione deve trovare la propria via alla libertà, secondo le proprie tradizioni, la propria storia, la propria cultura. Siamo con voi e con tutti i Cristiani, di altre chiese e denominazioni e con i vostri fratelli Musulmani e ripetiamo che, Libanesi e Siriani, siamo tutti in realtà membri di un solo popolo che abita due Stati diversi".
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lunedì 28 novembre 2011

Con un'affluenza del 45 per cento Re Mohammed non riesce a truccare le elezioni! Il partito musulmano prende la maggioranza


Cattive notizie per Re Mohammad VI; sembra che, nonostante le cure prese nel 'dottorare' le elezioni di venerdì scorso, escludendone candidati e personalità dell'opposizione, la maggioranza dei seggi parlamentari andrà comunque a una formazione "scomoda", che aveva comunque deciso di partecipare alle elezioni per dare un segnale alla popolazione. Il partito musulmano di Giustizia e Sviluppo ha conquistato almeno 80 seggi sui 288 per cui lo spoglio delle schede é completato, il precedente partito di maggioranza dell'Istiqlal ne avrebbe raccolti circa 45.

Il Parlamento marocchino conta 395 deputati, sono da assegnare ancora 107 seggi, quindi le proprzioni potrebbero ancora cambiare, ma non é chiaro a favore di chi, il partito musulmano potrebbe benissimo vedere aumentare ulteriormente la sua importanza. Il Ministro dell'Interno Taib Cherkaoui (sotto) ha dichiarato che circa il 45 per cento degli aventi diritto si sarebbe recato alle urne. Non é chiaro in quale modo questo dato debba essere interpretato, certo tra coloro che sono rimasti a casa vi saranno stati molti sostenitori e simpatizzanti di partiti di opposizione, quindi é improbabile che avrebbero accordato il loro voto all'Istiqlal, che quindi in condizioni di voto 'normali' (come quelle, ad esempio, che si sono avute un mese fa in Tunisia) potrebbe vedere ulteriormente ridotta la sua importanza, mentre é meno chiaro se tutti i simpatizzanti del partito musulmano siano andati o meno a votare.

Il Re Mohammed VI nella scorsa primavera aveva introdotto alcune riforme, mantenendo tuttavia per sé ampi poteri in materia di Difesa, Sicurezza e Religione. Il fronte delle opposizioni riunito attorno al Movimento 20 febbraio aveva prontamente definito le riforme "una farsa" invitando (come si vede con ottimo successo) la popolazione a disertare le urne durante questa tornata elettorale.
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venerdì 25 novembre 2011

Urne aperte oggi in Marocco ma il Movimento 20 febbraio raccomanda alla cittadinanza: "State a casa, il voto é una farsa!"


Le opposizioni marocchine, riunite e coordinate nel "Fronte del 20 febbraio" continuano con determinazione le proteste attraverso tutto il paese, da Rabat a Marrakech, da Casablanca a Meknes, chiedendo alla popolazione di mostrare al Governo e alla corte la propria ostilità con la diserzione massiccia delle urne in occasione delle elezioni parlamentari previste per oggi, da cui, per volontà regia, sono stati esclusi partiti e candidati più significativi in quanto troppo 'ostili' alla monarchia e a Re Mohammed VI.

Ispirato dai movimenti che in Tunisia ed Egitto hanno causato la caduta di tiranni pluridecennali come Ben Ali e Mubarak il Movimento 20 febbraio chiede una profonda revisione dei poteri e delle pertinenze del sovrano ottenendo, dopo i primi quattro mesi di manifestazioni, il primo, parziale successo con la proclamazione del referendum di giugno 2011, che a stragrande maggioranza approvò la richiesta di riforme costituzionali.

Ma dalla corte di Rabat le 'riforme' promesse hanno quasi subito suscitato le contestazioni della popolazione, apparendo come nulla più che misure cosmetiche che non incidono realmente i poteri regi, come dimostrato dall'esclusione di candidati 'scomodi' dalle attuali elezioni. "Le riforme promosse dal palazzo non vanno nella direzione della separazione dei poteri e della democratizzazione della società", si legge in un comunicato rilasciato nei giorni scorsi "Perseguitare chi sostiene e promuove il boicottaggio delle urne é altrettanto grave che perseguitare i sostenitori di un partito o di un candidato e getta ulteriori ombre sul voto e il suo reale significato".
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