Visualizzazione post con etichetta Hassan al-Tamimi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Hassan al-Tamimi. Mostra tutti i post

martedì 2 dicembre 2014

Sionisti, Giordani e Sauditi addestrano terroristi MKO da inviare contro l'Iran, l'Irak e forse anche la Siria!!

Dell'organizzazione criminale dell'MKO abbiamo già parlato a fondo in altri nostri articoli del passato,  adesso questi 'ribelli senza causa', ma con Padroni molto precisi ed esigenti, avrebbero insediato un capo d'addestramento lungo il confine tra Arabia Saudita e Regno Ascemita di Giordania, dove si starebbero addestrando per venire poi scatenati contro Irak, Iran e probabilmente anche Siria.

L'emittente iraniana in lingua inglese PressTV ha denunciato la loro presenza grazie a rivelazioni e soffiate degli stessi Giordani che temono di stare scaldando in seno l'ennesima serpe che poi finirà col morderli.

Impegnati ad addestrare i criminali di Massoud e Mariam Rajavi sarebbero niente meno che agenti del Mossad e militari del regime ebraico di occupazione che vuole distruggere e frazionare tutti i paesi dell'Asse della Resistenza, ma le cui operazioni invece stanno spingendo Teheran, Bagdad e Damasco (insieme a Dahyieh di Hezbollah) a coordinarsi sempre di più.



sabato 14 settembre 2013

Il Governo Al-Maliki espelle gli ultimi terroristi dell'MKO da 'Campo Ashraf/Nuovo Irak' a Diyala: l'Iran approva e apprezza la mossa!

La redazione di "Palaestina Felix" cerca sempre, in ogni situazione, in ogni circostanza, di presentare ai propri lettori una selezione accurata e puntuale di tutte le notizie che 'bisogna sapere' giorno per giorno per 'tenere il polso' al Medio Oriente, regione spesso travagliata da improvvisi stati di agitazione ed emergenza.

A inizio settembre, coi tamburi di guerra del campo NATO/sion/imperialista che battevano all'impazzata, abbiamo trascurato di notare un importante aggiornamento che, seppur slegato dalla poi fortunatamente abortita escalation siriana, siamo certi avrebbe costituito motivo di interesse per i nostri affezionati lettori.

Chiedendo scusa per questa episodica mancanza ai nostri doveri di reporter tentiamo di fare ammenda riportando ora l'avvenimento e le sue immediate, recenti ripercussioni.

Il primo settembre 2013 gruppi di cittadini irakeni infuriati contro i militanti mercenari (prima di Saddam Hussein, poi degli Americani) dell'organizzazione terrorista MKO (Mujaheddeen-e-Khalq) che si erano macchiati di orribili crimini contro la popolazione civile all'epoca della repressione (condotta col benestare di Washington) della rivolta popolare sciita scoppiata dopo la guerra del 1991, hanno dato l'assalto a 'Campo Ashraf' (ora 'Campo Nuovo Irak'), la struttura di Diyala, a meno di cento chilometri dal confine con l'Iran dove ancora si trovavano un centinaio di terroristi in attesa di trasferimento presso Bagdad, uccidendone una settantina.

In seguito alla strage, gli ultimi superstiti dell'organizzazione terrorista comandata come una specie di 'setta' dalle 'eminenze oscure' dei coniugi Rajavi, sono stati trasferiti a 'Campo Liberty' (ora 'Campo Hurriya') vicino alla capitale irakena, dove insieme agli altri loro complici verranno poi 'smistati' verso gli stati occidentali che vorranno accollarsi la loro presenza.

Creata in origine come organizzazione nazionalista contro lo Scià di Persia l'MKO é poi diventato una forza terrorista contro-rivoluzionaria dopo l'instaurazione della Repubblica Islamica e si era venduta all'Irak durante la guerra di Saddam Hussein contro Teheran, sconfitta con gravissime perdite nella sua più ambiziosa operazione contro l'Iran era poi passata a servire americani e sionisti offrendo 'manovalanza' nell'organizzazione di attentati contro il programma nucleare civile iraniano.

L'Iran ha apprezzato e approvato il definitivo allontanamento di tali pericolosi elementi terroristi dal confine con l'Irak e ha espresso la speranza che in futuro il Governo di Bagdad non ospiterà mai più elementi criminali così pericolosi e incontrollabili sul proprio territorio.

giovedì 5 gennaio 2012

Fanno le valige per l'Arabia Saudita i burattini anti-iraniani di Washington, che vengono espulsi dalla loro base in Irak!


Man mano che il Governo irakeno assume tutti gli attributi e gli strumenti della piena sovranità e del controllo sul suo territorio coloro che per "campare la giornata" si erano trasformati in servi o agenti della quasi decennale occupazione americana trovano la vita farsi improvvisamente sempre più difficile e, per un motivo o per l'altro, meditano di trasferirsi verso altri lidi, rimasti meno ostili alla presenza e all'influenza di forze imperialiste emanazione dell'arroganza globale angloamericana e sionista.
E' il caso ad esempio dei militanti di origine iraniana dell'organizzazione MKO (Mojaheddin e-Khalq e-Iran), bizzarra milizia nata all'indomani del colpo di Stato arrogante e imperialista di Usa e UK contro il Premier populista iraniano Mossadegh che, per una serie di circostanze contingenti e di disastrose scelte di leadership (sommariamente ma precisamente riassunte in questo nostro vecchio articolo) si é trovata dapprima tenuta alla catena da Saddam Hussein (che la inviò al massacro nel 1988 con la fallimentare operazione "luce eterna") e infine, colmo di ironia, al servizio degli assassini dello stesso Saddam (quegli Usa il cui imperialismo si dicevano nati per contrastare e combattere) che hanno sfruttato la loro animosità nei confronti della Repubblica Islamica iraniana per trasformarli in propri servi e burattini.

"A la guerre, comme alla guerre!"

Gli Americani avevano curato il trasferimento dei militanti MKO dalla loro base di Fallujah al complesso di "Camp Ashraf", 60 km a Nord della capitale, ma ora, dopo la conferma che il Governo di Bagdad non ha "alcuna intenzione" di continuare a tollerare la loro presenza, gli occupanti della base si stanno preparando a trasferirsi negli altri (sempre più pochi) paesi filo-imperialisti della regione: Arabia Saudita, Giordania, Pachistan, Qatar e Azerbaidjan. Del resto, i Sauditi per tutti gli anni '80 furono tra i primi sponsor e istigatori di Saddam Hussein nel corso della sua guerra di aggressione contro l'Iran, che ora debbano accollarsi il mantenimento di alcuni dei suoi ex-scherani ha tutto il sapore dolceamaro della giustizia poetica.

"Un illuminante documentario sugli MKO, sulle loro acrobazie ideologico-politiche e i loro crimini".

Una curiosità, gli Stati Uniti hanno 'preferito' non offrire direttamente asilo ai membri dell'MKO, nonostante che da qualche parte del Dipartimento di Stato l'idea fosse stata sollevata almeno a livello di ipotesi...ma fu scartata quando risultò che, ancora oggi, l'organizzazione figura nelle "liste dei movimenti terroristici" redatte dalle agenzia di sicurezza a stelle e strisce! Ma se li consideravano 'terroristi' come mai li ospitavano e li equipaggiavano a Camp Ashraf???
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

sabato 9 aprile 2011

Scontri in Irak fra forze governative e i famigerati MKO, militanti anti-iraniani, si riportano vittime


E' stato un venerdì di scontri con feriti e vittime quello che si é avuto ieri nei dintorni di Ashraf City, grande accampamento a Nord-Est della cittadina di Khalis, dove il famigerato movimento MKO (mojāhedin-e khalq-e irān), responsabile di numerosi attacchi, raid e attentati contro la Repubblica iraniana ha concentrati i propri aderenti e militanti. L'Agenzia France Presse ha riportato che circa due ore dopo la mezzanotte forze irakene hanno iniziato a schierarsi attorno all'area, partendo dal cimitero, venendo quasi immediatamente in contatto con elementi ostili provenienti da Ashraf City vera e propria.

Parlando in una conferenza-stampa tenutasi a Baqouba, capitale provinciale di Diyala, il Maggiore Hassan al-Tamimi dell'Esercito irakeno ha dichiarato che, nel corso di diversi 'round' di scontri si sono lamentati tre morti e 27 feriti, di cui 14 membri del MKO e 13 soldati. Diverse le cifre comunicate dai militanti, che parlano di 31 morti e 300 feriti, caduti o colpiti durante "un assalto" delle forze regolari.

Più di una volta negli ultimi mesi il Governo irakeno aveva espresso la sua intenzione di forzare l'organizzazione ad abbandonare il suo territorio, dal quale, nel corso degli ultimi 30 anni, ha lanciato numerose campagne di aggressione e attentati verso l'Iran, ingraziandosi di volta in volta i detentori del potere politico, dai Generali Salam e Rahman Arif, al Presidente Al-Bakr, da Saddam Hussein agli occupanti americani, proponendosi sempre come utile 'pedina' anti-iraniana.
Izzat "Re di Fiori" Ibrahim al-Dhouri, vice di Saddam Hussein, aveva tra le sue prerogative anche il controllo delle attività anti-iraniane del movimento MKO.


Fino all'inizio del ritiro americano ordinato dal Presidente Obama erano le forze armate Usa a garantire la sicurezza di Ashraf City, che era costantemente circondata da un cordone di truppe e letteralmente interdetta alle forze irakene. Da quando la situazione é cambiata Bagdad ha dichiarato a più riprese di non ritenersi vincolata da alcuno 'status quo' precedente e di non poter tollerare la presenza di una 'zona franca' occupata da un gruppo armato sul suo territorio.

(Massoud Rahavi, leader del MKO, accolto fraternamente da Saddam Hussein nel 1986)

Il Primo Ministro Nouri al-Maliki e il suo consulente per la comunicazione Ali Mussawi hanno recentemente dichiarato a rappresentanti dell'UE: "Prendetevi i 'vostri' Mujahedin del Popolo e portateveli dove volete, l'Irak non può tollerare più a lungo la loro presenza, che rende difficili e tesi i nostri rapporti con gli stati confinanti".
Con l'operazione "Luce Eterna" Saddam Hussein provò a usare il MKO per prolungare le ostilità contro l'Iran nel 1988 anche dopo che Khomeini aveva accettato la Risoluzione 598 dell'ONU per il cessate il fuoco. L'operazione venne contenuta e sconfitta dagli iraniani in pochi giorni.
In una dimostrazione pratica dei bizantinismi e delle strane liason e partnership che sono pane quotidiano della travagliata arena politico-strategica mediorientale l'organizzazione dei Mujahedin e-Khalq, fondata su una piattaforma di 'socialismo islamico' ispirata alla figura e alla politica di Mohammed Mossadegh (il Primo Ministro iraniano spodestato da un Colpo di Stato anglo-americano) si é via via trasformata, per convenienza e opportunismo politico, in un'agente dello stesso imperialismo statunitense e occidentale che era nata per combattere e contrastare: venuto ai ferri corti con la leadership di Teheran dopo la rivoluzione iraniana del 1979 si trasformò nella 'longa manus' di Saddam Hussein (allora sostenuto da Usa e Francia) durante la guerra Iran-Irak, gli fornì truppe ausiliarie per reprimere le insurrezioni curde e sciite nella seconda metà degli anni '80 fino al 1991 e, subito dopo l'invasione del 2003, vide le sue forze e i suoi asset trasferiti dallo storico "compound" di Fallujah a Camp Ashraf, a 60 Km a Nord di Bagdad, nella provincia centrale di Diyala.

Gli scontri di ieri sono la seconda occasione in due anni (la prima si ebbe il 29 luglio 2009) in cui il Governo irakeno tenta di 'sloggiare' i Mujahedin del Popolo dalla loro roccaforte di Ashraf.


Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.