L'attentato si é consumato ad Al-Khalil, in Cisgiordania, proprio di fronte alla locale Moschea di Ibrahim. La piccola vittima, Baha’a Al-Fakhour, é stata subito soccorsa dai testimoni oculari dell'accaduto che hanno confermato alla stampa come l'ebreo motorizzato abbia volutamente accelerato puntando dritto verso il proprio 'bersaglio', cercando di farlo finire sotto le ruote.
Trasferito al più vicino ospedale il piccolo Bah'a é stato definito "in condizioni moderatamente serie, anche se non preoccupanti" ed é rimasto in osservazione per tutto il giorno fino allo scioglimento della prognosi, come annunciato alla stampa dal Direttore del servizio ambulanze ed emergenze della Mezzaluna Rossa in Cisgiordania, Nasser Qabaja.
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Cinque dimostranti palestinesi sono stati feriti più o meno gravemente da proiettili di plastica con anima in metallo sparatigli contro dalle truppe sioniste mentre dimostravano pacificamente per la riapertura di Shuhada Street, l'ormai celebre "Strada dei Martiri" nella cittadina cisgiordana di Al-Khalil. Quattro attivisti internazionali per i diritti umani sono stati arrestati durante gli scontri, che hanno visto i gorilla in uniforme dell'Apartheid ebraico accanirsi con l'usuale insensata violenza contro civili disarmati che reclamavano per il recupero della loro libertà di movimento.
Numerosi testimoni oculari hanno riportato che le truppe sioniste hanno iniziato senza alcuna provovazione a lanciare candelotti di gas urticanti, granate sonore e proiettili di plastica, indirizzando i colpi direttamente alla testa e al volto dei dimostranti, in spregio a qualunque norma di impiego delle 'munizioni non-letali' (le munizioni restano 'non letali' solo e soltanto se sparate al corpo, ma possono sortire l'effetto di un regolare proiettile di piombo se sparate al cranio o agli occhi).