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mercoledì 30 aprile 2014

Anche a Lugansk l'amministrazione locale viene occupata senza colpo ferire dagli autonomisti russofoni!!

Manifestanti contrari alla giunta golpista insediata Kyiv con il beneplacito NATO e americano hanno preso il controllo degli edifici dell'Amministrazione Locale di Lugansk, nell'Ucraina Orientale; anche questa occupazione come quelle già avvenute a Donetsk, Slavianska e Kostantinivka é avvenuta senza spargimento di sangue e con un minimo di confronto fisico.

"L'edificio é nostro, non vi é altro da dire" ha affermato ai microfoni dell'Agenzia Novosti il leader locale Oleg Dereko, "Un comitato di coordinamento popolare si trova ora all'interno e sta stilando le direttive per le prossime azioni volte a tutelare l'autonomia e l'autodeterminazione popolare dei residenti locali e del circondario".

Un piccolo numero di guardie sarebbero rimaste bloccate tra il cortile interno e un corridoio del piano terra; si sta cercando di convincerle ad abbandonare le armi in cambio di un salvacondotto fuori dall'edificio conquistato. Non vi sono stati feriti più gravi di alcuni contusi, gli occupanti non avevano armi eccetto per qualche scudo di lamiera.

L'occupazione dell'edificio é scattata dopo che le autorità locali avevano mancato di rispondere a un ultimatum degli indipendentisti che chiedevano il rilascio dei prigionieri politici, un referendum entro una data ragionevole e il ripristino del Russo come lingua ufficiale insieme all'Ucraino.

martedì 29 aprile 2014

Aggiornamenti dall'Ucraina: ormai persino il governo dei fascisti di Kiev considera perso il bacino del Don!!

Militanti delle forze di protezione popolare est-ucraine hanno preso il controllo della cittadina di Kostiantinivka, occupando il municipio e alzando la bandiera della Repubblica Popolare di Donetsk.

Kostiantinivka, con una popolazione di circa 80.000 abitanti, è una città situata tra le città di Slaviansk e di Donetsk, ambedue si trovano attualmente sotto il controllo degli attivisti pro russi. Domenica scorsa essi avevano preso a Donetsk il controllo della sede della TV locale senza alcun intervento della polizia che pure era presente sul posto.

I miliziani, una volta entrati nell’edificio, hanno costituito una guardia a presidio, portavano abiti civili e  una semplice fascia rossa al braccio con la scritta “Oplop” (muraglia). “I giornalisti di questa TV potranno continuare a lavorare ma c’è bisogno che dicano la verità”, ha spiegato Stanislav, uno degli attivisti, alla AFP. Lo stesso ha aggiunto che loro custodiranno l’edificio giorno e notte, “i canali televisivi russi dicono la verità, vogliamo che anche a Donetsk ci siano catene TV che facciano lo stesso”.

Almeno sei poliziotti ucraini, dei quali almeno 3 armati di Kalashnikov hanno osservato la scena dalla loro jeep senza intervenire. Dalla parte di Lugansk è stato trasmesso dai cittadini un ultimatum alle autorità di Kiev con il quale chiedono:
1) l’attuazione di un referendum con riconoscimento diello status di autonomia della regione,
2)una amnistia per tutti i detenuti politici,
3) l’annullamento degli ultimi aumenti dei prezzi e tariffe,
4) il ritorno del russo quale lingua ufficiale.

Queste sono esigenze chiare per qualsiasi paese civile, hanno detto. “Se entro il 29 di Aprile queste rivendicazioni, basate sugli accordi di Ginevra, non avranno attuazione”, hanno proclamato gli insorti, proclameremo tutti i rappresentanti di Kiev criminali e nemici del popolo e passeremo all’azione”. Questo è il proclama dei rivoltosi definitisi dell’esercito del Sud Est Ucraina.

I giornali di Kiev ormai chiedono che si riconosca la secessione dell’Est Ucraina Alcuni analisti a Kiev hanno commentato per la prima volta di considerare la perdita del sud est dell’Ucraina come inevitabile e che potrebbe anche andare a beneficio dell’Ucraina . “Non ci deve essere dialogo con alcuno, tutti ormai dicono Fuori !” Lo segnala il portale Jvilya. Il giornalista Serguei Visoski analizza che le regioni del Donetsk e di Lugansk sono regioni industriali e minerarie e qualsiasi riforma di tipo neoliberista, come quelle che Kiev vorrebbe introdurre, provocherebbe la chiusura di molte miniere e fabbriche con conseguenti proteste di massa ed una esplosione sociale della quali approfitterebbe Mosca.

Ha scritto Visoski. La zona impoverita di Donbass sarà una fonte di voti per i partiti populisti ed antieuropei, ha segnalato da parte sua il giornale Zerkalo Nedeli (Lo Specchio della settimana), “se cerchiamo di trattenere l’Est rischiamo di perdere l’Ovest. Meglio lasciare che Donbass si stacchi dal paese e ricostruire l’Ucraina in Europa”.

In realtà i circoli del nuovo potere a Kiev vedono nella rivolta dell’Est un ostacolo ai propri piani per implementare le politiche neoliberiste e pro UE, tenendo in conto che l’Ucraina non dispone delle risorse per finanziare una guerra o un lungo periodo di destabilizzazione del paese e sarebbero disposti a permettere che l’est si separi dall’Ucraina , come avvenuto per la Crimea, al fine di attuare i propri propositi.

Sembra inoltre che si siano verificati violenti scontri nel centro della città e nelle vicinanze dello stadio, tra gruppi di nazisti ucraini e forze di autodifesa della Repubblica Popolare di Donetsk. Viene riportato da varie fonti di un bilancio con molti feriti da entrambe le parti. Intanto nel posto di frontiera di Lugansk é stata alzata la bandiera russa. Di fatto in questo punto non esiste più una frontiera con la Russia.

Mosca continua a concentrare le proprie truppe a Slaviansk e si riserva il diritto di intervenire per proteggere la popolazione. Il Ministero della Difesa russo ha negato che ci siano state violazioni dello spazio aereo da parte di aerei russi ed ha bollato come manipolazione le notizie fornite in tal senso dalle autorità del governo di Kiev.