All’attenzione di tutti i pennivendoli che accostano #Casapound a #Putin e al #Donbass: Casapound sta con #Kiev al fianco degli squadroni con i dollari di #Soros in tasca, ovvero con il nostro nemico. Quindi in #Italia sono il nostro nemico, insieme a #radicali e #liberal.
(Rappresentanza Repubblica Popolare di Donetsk in Italia)
E' sempre bene conoscere i propri nemici e i propri avversari e ancora di più riconoscere coloro che facendone parte tentano di gabellarsi come tuoi "amici" o "alleati".
Il movimento/partitino da zerovirgola con la tartaruga e i sionisti candidati alle elezioni non ci ha mai ingannato e mai ci riuscirà.
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mercoledì 14 novembre 2018
Gli "anti-imperialisti" tartarugati partecipano a Kiev a seminari con banderisti filo-Nato...bravi! Ottimo!!
mercoledì 30 aprile 2014
Anche a Lugansk l'amministrazione locale viene occupata senza colpo ferire dagli autonomisti russofoni!!
Manifestanti contrari alla giunta golpista insediata Kyiv con il beneplacito NATO e americano hanno preso il controllo degli edifici dell'Amministrazione Locale di Lugansk, nell'Ucraina Orientale; anche questa occupazione come quelle già avvenute a Donetsk, Slavianska e Kostantinivka é avvenuta senza spargimento di sangue e con un minimo di confronto fisico.
"L'edificio é nostro, non vi é altro da dire" ha affermato ai microfoni dell'Agenzia Novosti il leader locale Oleg Dereko, "Un comitato di coordinamento popolare si trova ora all'interno e sta stilando le direttive per le prossime azioni volte a tutelare l'autonomia e l'autodeterminazione popolare dei residenti locali e del circondario".
Un piccolo numero di guardie sarebbero rimaste bloccate tra il cortile interno e un corridoio del piano terra; si sta cercando di convincerle ad abbandonare le armi in cambio di un salvacondotto fuori dall'edificio conquistato. Non vi sono stati feriti più gravi di alcuni contusi, gli occupanti non avevano armi eccetto per qualche scudo di lamiera.
L'occupazione dell'edificio é scattata dopo che le autorità locali avevano mancato di rispondere a un ultimatum degli indipendentisti che chiedevano il rilascio dei prigionieri politici, un referendum entro una data ragionevole e il ripristino del Russo come lingua ufficiale insieme all'Ucraino.
"L'edificio é nostro, non vi é altro da dire" ha affermato ai microfoni dell'Agenzia Novosti il leader locale Oleg Dereko, "Un comitato di coordinamento popolare si trova ora all'interno e sta stilando le direttive per le prossime azioni volte a tutelare l'autonomia e l'autodeterminazione popolare dei residenti locali e del circondario".
Un piccolo numero di guardie sarebbero rimaste bloccate tra il cortile interno e un corridoio del piano terra; si sta cercando di convincerle ad abbandonare le armi in cambio di un salvacondotto fuori dall'edificio conquistato. Non vi sono stati feriti più gravi di alcuni contusi, gli occupanti non avevano armi eccetto per qualche scudo di lamiera.
L'occupazione dell'edificio é scattata dopo che le autorità locali avevano mancato di rispondere a un ultimatum degli indipendentisti che chiedevano il rilascio dei prigionieri politici, un referendum entro una data ragionevole e il ripristino del Russo come lingua ufficiale insieme all'Ucraino.
martedì 29 aprile 2014
Aggiornamenti dall'Ucraina: ormai persino il governo dei fascisti di Kiev considera perso il bacino del Don!!
Militanti delle forze di protezione popolare est-ucraine hanno preso il controllo della cittadina di Kostiantinivka, occupando il municipio e alzando la bandiera della Repubblica Popolare di Donetsk.
Kostiantinivka, con una popolazione di circa 80.000 abitanti, è una città situata tra le città di Slaviansk e di Donetsk, ambedue si trovano attualmente sotto il controllo degli attivisti pro russi. Domenica scorsa essi avevano preso a Donetsk il controllo della sede della TV locale senza alcun intervento della polizia che pure era presente sul posto.
I miliziani, una volta entrati nell’edificio, hanno costituito una guardia a presidio, portavano abiti civili e una semplice fascia rossa al braccio con la scritta “Oplop” (muraglia). “I giornalisti di questa TV potranno continuare a lavorare ma c’è bisogno che dicano la verità”, ha spiegato Stanislav, uno degli attivisti, alla AFP. Lo stesso ha aggiunto che loro custodiranno l’edificio giorno e notte, “i canali televisivi russi dicono la verità, vogliamo che anche a Donetsk ci siano catene TV che facciano lo stesso”.
Almeno sei poliziotti ucraini, dei quali almeno 3 armati di Kalashnikov hanno osservato la scena dalla loro jeep senza intervenire. Dalla parte di Lugansk è stato trasmesso dai cittadini un ultimatum alle autorità di Kiev con il quale chiedono:
1) l’attuazione di un referendum con riconoscimento diello status di autonomia della regione,
2)una amnistia per tutti i detenuti politici,
3) l’annullamento degli ultimi aumenti dei prezzi e tariffe,
4) il ritorno del russo quale lingua ufficiale.
Queste sono esigenze chiare per qualsiasi paese civile, hanno detto. “Se entro il 29 di Aprile queste rivendicazioni, basate sugli accordi di Ginevra, non avranno attuazione”, hanno proclamato gli insorti, proclameremo tutti i rappresentanti di Kiev criminali e nemici del popolo e passeremo all’azione”. Questo è il proclama dei rivoltosi definitisi dell’esercito del Sud Est Ucraina.
I giornali di Kiev ormai chiedono che si riconosca la secessione dell’Est Ucraina Alcuni analisti a Kiev hanno commentato per la prima volta di considerare la perdita del sud est dell’Ucraina come inevitabile e che potrebbe anche andare a beneficio dell’Ucraina . “Non ci deve essere dialogo con alcuno, tutti ormai dicono Fuori !” Lo segnala il portale Jvilya. Il giornalista Serguei Visoski analizza che le regioni del Donetsk e di Lugansk sono regioni industriali e minerarie e qualsiasi riforma di tipo neoliberista, come quelle che Kiev vorrebbe introdurre, provocherebbe la chiusura di molte miniere e fabbriche con conseguenti proteste di massa ed una esplosione sociale della quali approfitterebbe Mosca.
Ha scritto Visoski. La zona impoverita di Donbass sarà una fonte di voti per i partiti populisti ed antieuropei, ha segnalato da parte sua il giornale Zerkalo Nedeli (Lo Specchio della settimana), “se cerchiamo di trattenere l’Est rischiamo di perdere l’Ovest. Meglio lasciare che Donbass si stacchi dal paese e ricostruire l’Ucraina in Europa”.
In realtà i circoli del nuovo potere a Kiev vedono nella rivolta dell’Est un ostacolo ai propri piani per implementare le politiche neoliberiste e pro UE, tenendo in conto che l’Ucraina non dispone delle risorse per finanziare una guerra o un lungo periodo di destabilizzazione del paese e sarebbero disposti a permettere che l’est si separi dall’Ucraina , come avvenuto per la Crimea, al fine di attuare i propri propositi.
Sembra inoltre che si siano verificati violenti scontri nel centro della città e nelle vicinanze dello stadio, tra gruppi di nazisti ucraini e forze di autodifesa della Repubblica Popolare di Donetsk. Viene riportato da varie fonti di un bilancio con molti feriti da entrambe le parti. Intanto nel posto di frontiera di Lugansk é stata alzata la bandiera russa. Di fatto in questo punto non esiste più una frontiera con la Russia.
Mosca continua a concentrare le proprie truppe a Slaviansk e si riserva il diritto di intervenire per proteggere la popolazione. Il Ministero della Difesa russo ha negato che ci siano state violazioni dello spazio aereo da parte di aerei russi ed ha bollato come manipolazione le notizie fornite in tal senso dalle autorità del governo di Kiev.
Kostiantinivka, con una popolazione di circa 80.000 abitanti, è una città situata tra le città di Slaviansk e di Donetsk, ambedue si trovano attualmente sotto il controllo degli attivisti pro russi. Domenica scorsa essi avevano preso a Donetsk il controllo della sede della TV locale senza alcun intervento della polizia che pure era presente sul posto.
I miliziani, una volta entrati nell’edificio, hanno costituito una guardia a presidio, portavano abiti civili e una semplice fascia rossa al braccio con la scritta “Oplop” (muraglia). “I giornalisti di questa TV potranno continuare a lavorare ma c’è bisogno che dicano la verità”, ha spiegato Stanislav, uno degli attivisti, alla AFP. Lo stesso ha aggiunto che loro custodiranno l’edificio giorno e notte, “i canali televisivi russi dicono la verità, vogliamo che anche a Donetsk ci siano catene TV che facciano lo stesso”.
Almeno sei poliziotti ucraini, dei quali almeno 3 armati di Kalashnikov hanno osservato la scena dalla loro jeep senza intervenire. Dalla parte di Lugansk è stato trasmesso dai cittadini un ultimatum alle autorità di Kiev con il quale chiedono:
1) l’attuazione di un referendum con riconoscimento diello status di autonomia della regione,
2)una amnistia per tutti i detenuti politici,
3) l’annullamento degli ultimi aumenti dei prezzi e tariffe,
4) il ritorno del russo quale lingua ufficiale.
Queste sono esigenze chiare per qualsiasi paese civile, hanno detto. “Se entro il 29 di Aprile queste rivendicazioni, basate sugli accordi di Ginevra, non avranno attuazione”, hanno proclamato gli insorti, proclameremo tutti i rappresentanti di Kiev criminali e nemici del popolo e passeremo all’azione”. Questo è il proclama dei rivoltosi definitisi dell’esercito del Sud Est Ucraina.
I giornali di Kiev ormai chiedono che si riconosca la secessione dell’Est Ucraina Alcuni analisti a Kiev hanno commentato per la prima volta di considerare la perdita del sud est dell’Ucraina come inevitabile e che potrebbe anche andare a beneficio dell’Ucraina . “Non ci deve essere dialogo con alcuno, tutti ormai dicono Fuori !” Lo segnala il portale Jvilya. Il giornalista Serguei Visoski analizza che le regioni del Donetsk e di Lugansk sono regioni industriali e minerarie e qualsiasi riforma di tipo neoliberista, come quelle che Kiev vorrebbe introdurre, provocherebbe la chiusura di molte miniere e fabbriche con conseguenti proteste di massa ed una esplosione sociale della quali approfitterebbe Mosca.
Ha scritto Visoski. La zona impoverita di Donbass sarà una fonte di voti per i partiti populisti ed antieuropei, ha segnalato da parte sua il giornale Zerkalo Nedeli (Lo Specchio della settimana), “se cerchiamo di trattenere l’Est rischiamo di perdere l’Ovest. Meglio lasciare che Donbass si stacchi dal paese e ricostruire l’Ucraina in Europa”.
In realtà i circoli del nuovo potere a Kiev vedono nella rivolta dell’Est un ostacolo ai propri piani per implementare le politiche neoliberiste e pro UE, tenendo in conto che l’Ucraina non dispone delle risorse per finanziare una guerra o un lungo periodo di destabilizzazione del paese e sarebbero disposti a permettere che l’est si separi dall’Ucraina , come avvenuto per la Crimea, al fine di attuare i propri propositi.
Sembra inoltre che si siano verificati violenti scontri nel centro della città e nelle vicinanze dello stadio, tra gruppi di nazisti ucraini e forze di autodifesa della Repubblica Popolare di Donetsk. Viene riportato da varie fonti di un bilancio con molti feriti da entrambe le parti. Intanto nel posto di frontiera di Lugansk é stata alzata la bandiera russa. Di fatto in questo punto non esiste più una frontiera con la Russia.
Mosca continua a concentrare le proprie truppe a Slaviansk e si riserva il diritto di intervenire per proteggere la popolazione. Il Ministero della Difesa russo ha negato che ci siano state violazioni dello spazio aereo da parte di aerei russi ed ha bollato come manipolazione le notizie fornite in tal senso dalle autorità del governo di Kiev.
venerdì 28 febbraio 2014
Da Rostov il Presidente legittimo Yanukovich dichiara: "Continuerò la mia lotta contro i vandali mercenari e fascisti!"
Mantenendo quanto abbiamo promesso in occasione dei nostri primi due articoli in merito continuiamo ad aggiornare il nostro pubblico sulla questione ucraina, sul palcoscenico della quale torna prepotentemente il Presidente legittimo Viktor Yanukovich con una sua conferenza tenuta Rostov-sul-Don, in territorio federale russo, durante la quale ha dichiarato la sua intenzione di continuare a lottare per la legittimità democratica.
Quanto si é svolto ultimamente a Kiev e nell'Ovest del paese, ha detto Yanukovich, non é altro che l'opera di gruppuscoli di vandali mercenari e fascisti che intendono controllare l'Ucraina attraverso il terrore. Yanukovich ha annunciato che cercherà in ogni modo di dare applicazione all'accordo sottoscritto con le opposizioni legittime poco prima dell'esplosione dei torbidi di Kiev.
Ha dichiarato che le elezioni annunciate per il prossimo maggio sono illegittime e che é sua intenzione mantenere l'unità e l'integrità territoriale dello Stato. Yanukovich ha anche dichiarato che tornerà sul suolo ucraino non appena avrà assicurazioni in merito alla sicurezza della sua persona e a quella della sua famiglia.
Quanto si é svolto ultimamente a Kiev e nell'Ovest del paese, ha detto Yanukovich, non é altro che l'opera di gruppuscoli di vandali mercenari e fascisti che intendono controllare l'Ucraina attraverso il terrore. Yanukovich ha annunciato che cercherà in ogni modo di dare applicazione all'accordo sottoscritto con le opposizioni legittime poco prima dell'esplosione dei torbidi di Kiev.
Ha dichiarato che le elezioni annunciate per il prossimo maggio sono illegittime e che é sua intenzione mantenere l'unità e l'integrità territoriale dello Stato. Yanukovich ha anche dichiarato che tornerà sul suolo ucraino non appena avrà assicurazioni in merito alla sicurezza della sua persona e a quella della sua famiglia.
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giovedì 27 febbraio 2014
Siria, Russia, Ucraina, tre vertici di un triangolo che é sotto attacco...
L'attuale attacco all'Ucraina da parte di forze fasciste manipolate e stipendiate da Usa, Nato e Israele costituisce nella visione distorta dei guerrafondai di Washington, Langley, Bruxelles e Tel Aviv la "rivincita" per la sconfitta ormai nettissima che hanno rimediato in terra di Siria, dove come dimostrano gli ultimi sviluppi ormai la situazione é totalmente volta a favore del Governo legittimo di Assad, grazie al sostegno di Hezbollah, dell'Iran, dell'Irak ma, soprattutto, della Russia di Zar Putin.
Come si può apprezzare da questa grande e dettagliata mappa della situazione siriana ormai l'insorgenza terrorista é in totale reflusso e ha abbandonato zone che fino a poco tempo fa gli insinceri commentatori dei think tank nordamericani davano come 'saldamente' in mano alle milizie mercenarie.
In particolare il Presidente siriano Assad starà osservando con interesse le mosse di Putin in Ucraina, specie nei diretti confronti del Presidente legittimo Viktor Yannukovitch, cercando di capire dal trattamento che questi riceverà da Mosca quale avrebbe potuto essere il trattamento riservato a lui se per sfortuna nel 2012 egli avesse perso (magari in conseguenza degli attentanti e delle offensive estive) il controllo di Damasco e si fosse dovuto rifugiare a Tartous o a Latakia, presso la base navale russa o nella zona etnicamente alawita della Siria.
Per ora sembra che Putin continui a riconoscere in Yanukovitch l'unico depositario della legalità costituzionale ucraina e non voglia cercare alcun accordo coi golpisti di Kiev. Sembra, ma non ci sono ancora certezze, che Yanukovitch stia per emanare un documento di legge marziale col quale designerà Sebastopoli capitale temporanea dell'Ucraina e inviterà l'Esercito e le forrze di sicurezza a tenersi pronte a ristabilire la legalità anche nel resto del paese, vedremo.
Riconoscendo che la situazione ucraina é legata a quella siriana e notando il grande favore riscontrato dal nostro pubblico verso l'intervista pubblicata ieri a Leonid Savin, la redazione di PALAESTINA FELIX continuerà, tempo e risorse permettendo a seguire i suoi sviluppi sperando che come nel caso della Siria alle prime apparenti 'vittorie' di terroristi, golpisti e altri vendipatria segua una rivincita totale delle forze del Diritto e della legalità.
Come si può apprezzare da questa grande e dettagliata mappa della situazione siriana ormai l'insorgenza terrorista é in totale reflusso e ha abbandonato zone che fino a poco tempo fa gli insinceri commentatori dei think tank nordamericani davano come 'saldamente' in mano alle milizie mercenarie.
In particolare il Presidente siriano Assad starà osservando con interesse le mosse di Putin in Ucraina, specie nei diretti confronti del Presidente legittimo Viktor Yannukovitch, cercando di capire dal trattamento che questi riceverà da Mosca quale avrebbe potuto essere il trattamento riservato a lui se per sfortuna nel 2012 egli avesse perso (magari in conseguenza degli attentanti e delle offensive estive) il controllo di Damasco e si fosse dovuto rifugiare a Tartous o a Latakia, presso la base navale russa o nella zona etnicamente alawita della Siria.
Per ora sembra che Putin continui a riconoscere in Yanukovitch l'unico depositario della legalità costituzionale ucraina e non voglia cercare alcun accordo coi golpisti di Kiev. Sembra, ma non ci sono ancora certezze, che Yanukovitch stia per emanare un documento di legge marziale col quale designerà Sebastopoli capitale temporanea dell'Ucraina e inviterà l'Esercito e le forrze di sicurezza a tenersi pronte a ristabilire la legalità anche nel resto del paese, vedremo.
Riconoscendo che la situazione ucraina é legata a quella siriana e notando il grande favore riscontrato dal nostro pubblico verso l'intervista pubblicata ieri a Leonid Savin, la redazione di PALAESTINA FELIX continuerà, tempo e risorse permettendo a seguire i suoi sviluppi sperando che come nel caso della Siria alle prime apparenti 'vittorie' di terroristi, golpisti e altri vendipatria segua una rivincita totale delle forze del Diritto e della legalità.
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mercoledì 26 febbraio 2014
Una temporanea "digressione"...Suleiman Kahani intervista Leonid Savin sulla situazione ucraina!!
Abbiamo avuto recentemente modo di colloquiare (grazie agli amici di Stato e Potenza) con Leonid Savin, caporedattore di "Geopolitiche", del Dipartimento di Sociologia e Relazioni Internazionali dell'Università Statale di Mosca e tra i leader del 'Movimento Eurasia'. La risultante intervista, pur esulando dall'agone mediorientale é secondo noi interessante abbastanza da meritarsi una pubblicazione anche su queste pagine, quantomeno per renderla accessibile a quei nostri lettori che normalmente non leggano anche il sito di 'SeP', dove prossimamente verrà pubblicata.
Suleiman Kahani
1) Appena la situazione a Kiev é precipitata e le legittime istituzioni ucraine sono state scompaginate si sono levati commenti soddisfatti nei media imperialisti su come "sottilmente" gli USA e la NATO avevano 'gabbato' Putin che, secondo i commentatori occidentali, era più preoccupato delle Olimpiadi di Sochi per affrontare con efficacia le minacce verso Yanukovich...questa é solo un'iperbole mediatica o contiene qualche verità?
Leonid Savin
Ricordiamo cosa é accaduto nell'estate 2008 a ridosso delle olimpiadi cinesi: la Georgia di Saakashvisli attaccò l'Ossezia Meridionale e la Russia rispose solo dopo giorni, quando ormai molta gente era già stata uccisa. La fase attiva dell'attacco terroristico contro Kiev é avvenuta, similmente, nella fase finale delle Olimpiadi, i Servizi russi e le forze di sicurezza erano molto impegnati a Sochi e nelle regioni circostanti, comprese le grandi città del Caucaso e questo sicuramente ha facilitato l'attacco Usa all'Ucraina. Putin non sembra avere "piani di emergenza" per cui lo abbiamo visto attendere e agire di rimessa. La Russia comunque ha enormi strumenti di pressione come i rifornimenti di metano, crediti e così via. L'Ucraina é alla bancarotta e Mosca può rifiutare di assisterla e potrà colpirla con sanzioni se contratti e accordi presi per il futuro verranno disattesi. Ma il clima politico e il dialogo futuro sono anche importanti. Il Sudest ucreaino é popolato da etnie russe ed esiste il reale pericolo di persecuzioni e pogrom conro costoro da parte di gruppi fascisti; già si sentono leader di 'svoboda' che parlano della necessità di 'vendette per l'holodomor' (il fittizio 'genocidio ucraino' inventato da propagandisti revanscisti e anticomunisti - NdT) verso i Russi. L'autodifesa diventa quindi parte necessaria dei provvedimenti da prendere in queste regioni.
SK
2) Quando attivisti antiamericani e antiimperialisti critcano o stigmatizzano l'Apartheid israeliano e la Lobby sionista americana sono invariabilmente accusati di essere "antisemiti"; a Kiev abbiamo visto persone in marcia sotto i ritratti del collaborazionista Stepan Bandera che disse: "Ebrei, poseremo le vostre teste ai piedi di Hitler"...abbiamo visto squadre paramilitari di provocatori con bracciali di foggia nazistoide...i media occidentali possono veramente camuffare questi picchiatori da 'attivisti democratici'? O pensa che la presenza di Internet e dei canali di controinformazione possa offrire la possibilità di mostrare questi gruppi per quello che sono?
LS
I media occidentali sono potentissimi veicoli di manipolazione, lo sappiamo, ricordiamo il videoclip "Sono Ucraino" su Youtube che é stato girato da Bob Moses su commissione del professore di Stanford Larry Diamond (un progetto chiamato "Dal Sussurro al Ruggito"). Ma in Ucraina la situazione é molto complessa. Il nazismo locale é diventato un docile strumento dell'imperialismo Usa e NATO che lo usano per i loro scopi: la destabilizzazione di Governi legittimi, la fascinazione delle folle e la repressione dei settori della società che non si sono schierati con il golpe. Una volta usate queste marionette fasciste i burattinai imperialisti le sostituiranno con politici liberisti e filo-occidentali quando non ci sarà più bisogno di violenza ma di 'normalizzazione'. Alcuni oligarchi ebrei sostengono il golpe ma solo perché sono sicuri che la loro sicurezza non é in pericolo e se ne fregano bellamente se qualche ebreo povero per la strada viene attaccato, picchiato o ucciso. Per i fascisti ucraini ebrei, russi e comunisti costituiscono un'unica categoria di nemici, come dimostrano le loro azioni nel 1941-44 sotto l'occupazione tedesca.
SK
3) Considera possibile uno scenario di scontro militare? Oppure Mosca, Washington e Bruxelles si fermeranno prima di varcare una soglia così incerta? L'interventismo frenetico degli Usa (che attualmente sostengono sovversioni in Sria, Venezuela, Ucraina...) dimostra la forza o piuttosto la confusione dei cricoli dirigenti di Washington e dei loro lacché?
LS
Io penso che Putin non scarti l'idea di trovarsi di fronte a un possibile prologo di una Terza Guerra Mondiale, anche per questo finora il Cremlino ha evitato azioni clamorose. Tutte le 'proteste' da lei menzionate sono in effetti sostenute e coordinate da agenzie imperialiste, gli Usa sono ben allenati alla tattica del colpo di stato (noi Italiani ne sappiamo qualcosa... - NdT) ma adesso stiamo vedendo qualcosa di nuovo perché, come lei ha notato, diversi spunti sovversivi sorgono contemporaneamente in varie regioni del mondo...é un effetto della globalizzazione e della aumentata velocità delle comunicazioni, ma questo può anche porre dei problemi. Washington cerca di 'formattare' il mondo a suo piacimento con golpe e 'rivoluzioni colorate', anche le ultime iniziative del FRS segnalano che qualcosa di importante sta per accadere (fu formato a dicembre 2013 e la tempistica é simile a strane manovre che avvennero subito prima della Prima e della Seconda Guerra Mondiale).
SK
4) Immaginiamo per un momento che l'Ucraina arrivi a una partizione, tra l'Ovest filo-imperialista e l'Est russofono e russo-etnico, sia che quest'ultimo si costituisca in uno stato autonomo filo-Mosca sia che la Russia lo annetta direttamente: la parte orientale dell'Ucraina é ricca di miniere, di risorse, di fabbriche e comprende il litorale del Mar Nero e le fondamentali basi navali della Flotta Russa...questi assetti sarebbero sufficienti a decretare una vittoria tattica di Putin? Oppure non potrebbero compensare che in parte la perdita di 'spazio strategico', l'avanzata dei confini della NATO di varie centinaia di Kilometri alla Russia?
LS
Una separazione dell'Ucraina deve per forza tenere conto dei fattori dal lei citati, la parte russa dovrà comprendere tutta la fascia da Odessa la Bacino del Don, tutti i porti e tutte le industrie strategiche, non una di queste risorse dovrà essere lasciata ai filoimperialisti; la Transnistria si troverebbe così a confinare con la Novorossia (e costituirà una cintura di sicurezza fortemente presidiata dal punto di vista militare). Io penso che per una strategia ottimale sarà necessario cooperare anche con la Serbia e con quei paesi dell'Est Europa che non vedono di buon occhio l'EU e la NATO. Inoltre la Russia dovrà bloccare l'accesso della NATO all'Afghanistan attraverso i suoi territori e iniziare a muoversi nel teatro artico. La cooperazione con l'Iran e con altri paesi mediorientali (Siria, Irak, Egitto) sarà importante e paralellamente bisognerà incrementare la ricerca e la produzione militare e modificare le strategie operative in conseguenza delle modifiche degli arsenali. La Russia avrà molto da fare nel prossimo futuro.
lunedì 13 giugno 2011
Il pittore palestinese Jamal Badwan ha firmato il più grande dipinto a olio del mondo!
Jamal Badwan, come tanti milioni di Palestinesi in tutto il mondo, ha dovuto lasciare la sua terra natale, stabilendosi infine in Ucraina, dove si é sposato e ha messo su famiglia; pittore per vocazione e professione, la sua sensibile anima artistica non ha mai scordato lo strazio e l'angoscia derivati dalla mancanza di uguaglianza e rispetto che vigono nella sua madrepatria, sottoposta al Regime dell'occupazione sionista.
Badwan, nella sua visione artistica e umana, trova conforto e rifugio dalle ingiustizie e dalla sopraffazione nell'infanzia e nell'atteggiamento aperto e inclusivo tipico dei bambini, che di loro natura sono incapaci anche solo di concepire l'intolleranza e l'odio. Proprio per celebrare i bambini di tutto il mondo e il riscatto dagli errori e dagli orrori del passato che in essi speriamo possibile l'artista palestinese ha prodotto un'opera eccezionale: il dipinto a olio più grande del mondo, che é stato presentato ieri pomeriggio a una folla di spettatori dove, forse come segno di buon augurio, bambini e bambine erano presenti in massa.
La realizzazione dell'opera gli é costata quattro anni di lavoro indefesso, 500 chili di tinte ad olio e circa 40 mila Euro di spese. Ma Badwan ha saputo fare anche di più, ha infatti reso i bambini di tutto il mondo suoi attivi collaboratori: chiedendo loro di fare un disegno sul tema della Pace ha arrangiato i loro fogli tutti attorno al nucleo centrale della tela, in modo che alla sua visione facciano da cornice i disegni e le speranze dei bambini di tutto il mondo. Adesso espositori e galleristi in Europa Orientale, in Olanda e negli Emirati Arabi si stanno già facendo concorrenza per assicurarsi la possibilità di ospitare l'ambiziosa tela.
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