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lunedì 21 gennaio 2019

mercoledì 28 novembre 2018

La Russia sposta un unità di S-400 direttamente in Crimea, come avvertimento a ucraini e NATO!

Interessante "avvertimento" russo a ukropitechi e altri trogloditi che pensano di poter inscenare provocazioni intorno alla Crimea.

Una divisione del sistema di difesa aerea russo S-400 Triumf è stata sottoposta a test e presto sarà messa in servizio in Crimea, ha dichiarato il servizio stampa del distretto militare meridionale.

mercoledì 14 novembre 2018

Gli "anti-imperialisti" tartarugati partecipano a Kiev a seminari con banderisti filo-Nato...bravi! Ottimo!!

All’attenzione di tutti i pennivendoli che accostano #Casapound a #Putin e al #Donbass: Casapound sta con #Kiev al fianco degli squadroni con i dollari di #Soros in tasca, ovvero con il nostro nemico. Quindi in #Italia sono il nostro nemico, insieme a #radicali e #liberal.

(Rappresentanza Repubblica Popolare di Donetsk in Italia)


E' sempre bene conoscere i propri nemici e i propri avversari e ancora di più riconoscere coloro che facendone parte tentano di gabellarsi come tuoi "amici" o "alleati".

Il movimento/partitino da zerovirgola con la tartaruga e i sionisti candidati alle elezioni non ci ha mai ingannato e mai ci riuscirà.

lunedì 17 settembre 2018

La Repubblica Araba Siriana chiude la sua ambasciata a Kiev! Ukropitechi Nazi-NATO sempre più isolati!

Quello che vedete é una copia del documento con cui viene annunciato che dal 9 ottobre prossimo la rappresentanza diplomatica siriana a Kiev verrà definitivamente chiusa e tutto il suo personale richiamato in patria.

Devo dire che personalmente ritengo tale mossa un po' tardiva, ma suppongo anche che se non é avvenuta prima non sarà certamente stato per cattiva volontà siriana, ma con ogni probabilità anzi per pressioni russe, visto che Mosca ha percorso tutte le vie per trovare accordi con la dirigenza ucraina e quindi avrà insistito perché il proprio alleato arabo ritardasse un gesto di rottura simile.

martedì 20 marzo 2018

Il veicolo d'attacco ipersonico 'Avangard' verrà montato sugli SS-19 usati dall'Ucraina come 'pagamento' per il gas russo!

Circa una quindicina di anni fa l'Ucraina, che separandosi dalla Russia aveva già deciso di trasformarsi in uno 'Stato Fallito', dovendo pagare in qualche modo le grandi quantità di gas naturale che acquistava da Mosca, usò come moneta di scambio una trentina di vettori balistici UR-100N UTTKh (SS-19 'Stiletto' in codice occidentale).

L'ironia di pagare la Russia con qualcosa che senza la Russia non si sarebbero nemmeno lontanamente sognati di avere deve essere "passata alta" agli Ukropitechi.

Adesso quegli stessi missili diventeranno i primi a essere equipaggiati con 'Avangard', il nuovissimo veicolo d'attacco ipersonico presentato da Vladimir Putin nel suo recente discorso sullo stato della Federazione Russa.

giovedì 7 dicembre 2017

L'ennesima sciocchezza di Trump, una mossa sbagliata quanto quella di Obama in Ucraina!

Lo spostamento dell'ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme in quale modo avvantagglia gli Usa?

In nessuno.

In quale modo rafforza il regime sionista dell'Apartheid?

In nessuno, anzi, gli causerà molti fastidi nelle prossime giornate e settimane e forse anche nei prossimi mesi.

domenica 15 ottobre 2017

I primi carri armati di fabbricazione cinese sono stati consegnati alle forze armate thailandesi!

Come a volte é già successo, Palaestina Felix getta uno sguardo occasionale al di là della cornice geografica in cui normalmente concentriamo i nostri (molto modesti) sforzi di cronaca e di analisi.

In Indocina, le forze armate reali thailandesi hanno ricevuto le prime due dozzine o poco più (si parla di 28 mezzi) di esemplari del nuovo modello di carro armato VT-4, conosciuto anche come MBT-3000, derivato dal Type-90-II cinese.

giovedì 12 gennaio 2017

La Thailandia rifiuta i bidoni ukro-nazisti e si affida alla Cina per la sua nuova flotta di carri armati!

Questo articolo che troviamo estremamente informativo e utile (anche se esula dalla consueta arena mediorientale di cui normalmente ci occupiamo) ci é stato "prestato" dall'amico e collega Massimiliano Greco, ed é originariamente apparso sul quotidiano-web "L'Opinione Pubblica".
Nel 2011, la Thailandia ha firmato un contratto da 241 milioni di dollari con l’Ucraina per la fornitura di 49 carri armati T-84 ‘Oplot’ ( ‘Fortezza’), destinati a fungere da spina dorsale delle forze corazzate thailandesi, in rimpiazzo degli ultraobsoleti M-41 americani in dotazione fino a quel momento.

Tuttavia, a causa dei continui ritardi nella consegna, il Ministro della Difesa ha commentato che questo stava diventando un problema serio: a fine 2016, sono stati consegnati solo 20 tank, nonostante il contratto scadesse nel 2014. Nel 2015, l’Ucraina non è stata in grado di produrne neppure uno. E così i thailandesi hanno annullato il contratto e ne hanno stipulato uno nuovo con i cinesi, per la fornitura di 28 VT-4, MBT di terza generazione derivato dal Type-90 II.

domenica 14 febbraio 2016

La "Zeleny Dol" e il "Korovets" salpano dalla Crimea verso le coste siriane!

La dimostrazione più pratica e prosaica del totale FALLIMENTO di anni e anni di complotti americani, NATO e sionisti contro la Russia e contro l'Asse della Resistenza: la corvetta lanciamissili classe 'Buyan-M', "Zeleny Dol" é salpata, insieme al cacciamine classe 'Natya' "Kovrovets", dal porto di Sebastopoli (rimasto saldamente in mano russa nonostante il golpe degli ukro-nazi-pitechi del Majdan).

Le due unità transiteranno attraverso il Bosforo (che Erdogan non può bloccare a meno di non voler scatenare una guerra globale) e, facendo pernacchie e gesti dell'ombrello all'indirizzo del sultano in sedicesimo (un sultanino, praticamente un'uvetta), andranno a dare il proprio contributo alla flotta russa al largo delle coste siriane.

martedì 8 dicembre 2015

Precipitano le temperature tra alture e vallate della Siria, registrati fino a -10 gradi sotto zero!

Anche la metereologia influenza il teatro di guerra siriano.

Un'ondata di aria polare, scivolata sopra l'Ucraina e transitata per il Mar Nero negli scorsi giorni, dopo essere arrivata sull'Altopiano Anatolico ha traboccato al di là di esso, passando sopra l'Armenia e infine scivolando sopra l'Ovest dell'Irak, la Siria e le alture Nordorientali del Libano.

Come sa bene chi ci segue da lungo tempo in Libano e Siria gli autunni e gli inverni possono essere molto freddi e punteggiati da nevicate (con grande stupore di coloro che pensano che 'in Medio Oriente é tutto deserto'); in questi giorni nelle vallate e sulle alture della Siria si sono registrati picchi di otto, nove e persino dieci gradi sotto lo zero termico, anche vicino a Damasco (zona dell'aeroporto internazionale).

giovedì 4 dicembre 2014

I takfiri ascari di Obama attaccano Grozny, nuova provocazione NATO contro Putin!

Non fa parte del teatro mediorientale, ma ci sentiamo costretti a dare la notizia dell'attacco estremista avvenuto a Grozny stamane perché é ovvio persino ai sassi che esso non sia altro che l'ennesima provocazione americana (realizzata tramite la comoda 'legione islamica' della CIA) contro la Russia.

Il primo importantissimo successo di Vladimir Putin fu quello di disinnescare la guerra cecena e pacificare un pericolosissimo focolaio infettivo di instabilità e violenza piazzato apposta dalle potenze occidentali (col concorso di Emma Bonino e Adriano Sofri, portatori d'acqua alle legioni a stelle e strisce) ai confini asiatici della sfera d'influenza russa.

Quindi niente di più logico che, fallito il piano ucraino per separare Mosca da Sebastopoli e dalla sua flotta del Mar Nero, vitale per proteggere la Siria di Assad dai bombardamenti 'umanitari', si cerchi di riaccendere il focolaio ceceno, magari con una nuova Beslan.

Infatti i criminali che si sono scatenati nelle strade della capitale Grozny dopo aver dato fuoco a una casa editrice si sono barricati in una scuola (che ovviamente vista l'ora era ancora chiusa e deserta). E' chiaro che i terroristi takfiri si sono visti costretti a entrare in azione prima del previsto, probabilmente perché incappati nelle maglie della vigile forza di sicurezza locale.

Sei terroristi sono stati abbattuti, altri cinque sarebbero ancora nella scuola, le vittime fatte da questi ammonterebbero a cinque agenti uccisi e dodici feriti.


venerdì 28 novembre 2014

Flotta Russa entra nella Manica e compie esercitazioni nel suo punto più stretto, poi si ancora di fronte alla Senna!

Obanana e i suoi cagnolini scemi della Nato pensavano di poter provocare la Russia lungo i suoi confini senza conseguenze. Vladimir Putin gli ha mostrato che "Two can Play this Game" mandando quattro navi da guerra guidate dall'incrociatore antisom SEVEROMORSK a 'esercitarsi' nel punto più stretto del Canale della Manica.

Una volta terminate le manovre la Task Force russa si é portata al centro della Baia della Senna e ha gettato le ancore (curando di rimanere esattamente nella zona internazionale dell'estuario), ufficialmente 'per attendere il passaggio di una perturbazione' ma in realtà per infastidire un po' anche il capponcello Hollande.

Lasciamo immaginare ai nostri lettori quanto navi costruite per poter entrare e uscire dalla Baia di Polyjarni anche in pieno inverno possano aver da temere da una perturbazione nel Canale della Manica.

Il capo dell'Eliseo intanto sembra aver deciso di condannare a morte i cantieri navali di St.Nazaire e tutta l'industria bellica francese sputtanandosi con la questione delle due portaelicotteri 'Mistral' (ordinate da Mosca e che ora Parigi non vuol più consegnare su 'ukase' di Obanana). L'India ha già fatto sapere che se la Francia dimostra di non onorare i contratti firmati il ciclopico acquisto di oltre 120 cacciabombardieri 'Rafale' non varrà nemmeno la carta su cui é stato scritto...

sabato 1 novembre 2014

Le PUTTANATE di 'human rights watch', sbirri banderisti in un manifesto 'anti-Putin'!!

Human Rights Watch é una di quelle ONG per cui non abbiamo mai espresso soverchio entusiasmo; da che mondo é mondo pagare dozzine se non centinaia di persone per fare 'attivismo politico' COSTA SOLDI, nel mondo capitalista chi ha quel genere di soldi nel 99,9% dei casi sono CAPITALISTI LADRI E SFRUTTATORI...pensare che costoro possano finanziare delle organizzazioni per andare contro i loro stessi interessi é come aspettarsi la cura per il cancro dalle compagnie farmaceutiche che fanno triliardi di dollari dal vendere medicine contro il cancro.

Le ONG non sono altro  che uno strumento del capitalismo liquido e apolide, del mondialismo post-industriale, della globalizzazione atea e astorica di vibrare un colpo il più duro possibile alle nazioni che ancora posseggono uno Stato, un'idea di comunità di popolo, di lingua, di cultura (e diciamo anche anche di RAZZA, anche se, ovviamente, con decenni e decenni di propaganda in merito questa é diventata quasi una parolaccia: "hurr durr le rzze nn esistno, l'unica razza é quella umana derpderpderp").

HRW (Human Rights Watch) si é recentemente lanciata in una complessa (e costosa) campagna anti-russa e anti-Putin visto il ruolo svolto da questo grande paese e da questo grande leader nell'opporre un'efficace barriera ai piani dei globalizzatori-mondialisti-apolidi-turbocapitalisti. Il volantino che presentiamo qui sopra ha tutto: la vecchia in lacrime, i minacciosi uomini in uniforme, in nero, privi di volto, inquietanti come robot.

PECCATO che, a chi conosca un minimo le uniformi delle forze di polizia/militari del mondo, tali militi risultino chiaramente essere UCRAINI, come si vede chiaramente dal nastro giallo-azzurro sopra il blasone rosso della loro unità.

La campagna 'Anti-putin' di HRW si rivela così una grandissima PUTTANATA, che però, temiamo, nell'Occidente disinformato a colpi di tonitruante insincera propaganda, ingannerà non poche persone in buona fede.

lunedì 12 maggio 2014

In Ucraina, tenutisi i referendum, si delinea il completo trionfo della strategia di Putin!

Una volta terminate le operazioni di voto a Donetsk e Lugansk e pubblicati i risultati dei referendum sull'Indipendenza delle due regioni del Donbass, dove oltre l'85 per cento dei partecipanti (più del 70 per cento degli aventi diritto) si é proclamato per l'autonomia dal boccheggiante 'banderistan' di Kyiv, il Ministero degli Esteri di Mosca ha dichiarato che il Governo russo non può che trarre le dovute conclusioni da questa espressione di volontà popolare, sottolineando comunque che "Le conseguenze del voto referendario dovranno venire implementate in maniera civile e graduale, senza alcuna violenza".

Si é concluso con uno spettacolare successo il 'gambetto' di Putin che, come un consumato Maestro scacchista aveva persino "suggerito" di posporre i referendum (sapendo benissimo che si sarebbero tenuti comunque) e a cui ora non resta che aspettare il caos e le violenze che SICURAMENTE si scateneranno tra due settimane quando bisognerebbe votare su tutto il territorio ucraino.

Al contrario delle milizie filorusse, sostenute nel Sud-Est ed Est del paese da tutta la popolazione il 'banderistan' di svoboda e pravi sektor non ha nemmeno il controllo della Provincia di Leopoli, presunta "roccaforte" dove però il 9 maggio, anniversario della sconfitta del Nazismo non si sono contati gli atti di Resistenza e sfida alle teppaglie drogate fedeli alla NATO e alla UE.

Il contrasto con il civile e ordinato spettacolo del week-end, fidatevi, sarà stridente e dimostrerà come l'annessione dell'Est Ucraina alla Federazione Russa sia l'unica via d'uscita sensata dalla spirale di caos e instabilità istigata e fomentata dall'Imperialismo usa e Nato.

mercoledì 30 aprile 2014

Anche a Lugansk l'amministrazione locale viene occupata senza colpo ferire dagli autonomisti russofoni!!

Manifestanti contrari alla giunta golpista insediata Kyiv con il beneplacito NATO e americano hanno preso il controllo degli edifici dell'Amministrazione Locale di Lugansk, nell'Ucraina Orientale; anche questa occupazione come quelle già avvenute a Donetsk, Slavianska e Kostantinivka é avvenuta senza spargimento di sangue e con un minimo di confronto fisico.

"L'edificio é nostro, non vi é altro da dire" ha affermato ai microfoni dell'Agenzia Novosti il leader locale Oleg Dereko, "Un comitato di coordinamento popolare si trova ora all'interno e sta stilando le direttive per le prossime azioni volte a tutelare l'autonomia e l'autodeterminazione popolare dei residenti locali e del circondario".

Un piccolo numero di guardie sarebbero rimaste bloccate tra il cortile interno e un corridoio del piano terra; si sta cercando di convincerle ad abbandonare le armi in cambio di un salvacondotto fuori dall'edificio conquistato. Non vi sono stati feriti più gravi di alcuni contusi, gli occupanti non avevano armi eccetto per qualche scudo di lamiera.

L'occupazione dell'edificio é scattata dopo che le autorità locali avevano mancato di rispondere a un ultimatum degli indipendentisti che chiedevano il rilascio dei prigionieri politici, un referendum entro una data ragionevole e il ripristino del Russo come lingua ufficiale insieme all'Ucraino.

martedì 29 aprile 2014

Aggiornamenti dall'Ucraina: ormai persino il governo dei fascisti di Kiev considera perso il bacino del Don!!

Militanti delle forze di protezione popolare est-ucraine hanno preso il controllo della cittadina di Kostiantinivka, occupando il municipio e alzando la bandiera della Repubblica Popolare di Donetsk.

Kostiantinivka, con una popolazione di circa 80.000 abitanti, è una città situata tra le città di Slaviansk e di Donetsk, ambedue si trovano attualmente sotto il controllo degli attivisti pro russi. Domenica scorsa essi avevano preso a Donetsk il controllo della sede della TV locale senza alcun intervento della polizia che pure era presente sul posto.

I miliziani, una volta entrati nell’edificio, hanno costituito una guardia a presidio, portavano abiti civili e  una semplice fascia rossa al braccio con la scritta “Oplop” (muraglia). “I giornalisti di questa TV potranno continuare a lavorare ma c’è bisogno che dicano la verità”, ha spiegato Stanislav, uno degli attivisti, alla AFP. Lo stesso ha aggiunto che loro custodiranno l’edificio giorno e notte, “i canali televisivi russi dicono la verità, vogliamo che anche a Donetsk ci siano catene TV che facciano lo stesso”.

Almeno sei poliziotti ucraini, dei quali almeno 3 armati di Kalashnikov hanno osservato la scena dalla loro jeep senza intervenire. Dalla parte di Lugansk è stato trasmesso dai cittadini un ultimatum alle autorità di Kiev con il quale chiedono:
1) l’attuazione di un referendum con riconoscimento diello status di autonomia della regione,
2)una amnistia per tutti i detenuti politici,
3) l’annullamento degli ultimi aumenti dei prezzi e tariffe,
4) il ritorno del russo quale lingua ufficiale.

Queste sono esigenze chiare per qualsiasi paese civile, hanno detto. “Se entro il 29 di Aprile queste rivendicazioni, basate sugli accordi di Ginevra, non avranno attuazione”, hanno proclamato gli insorti, proclameremo tutti i rappresentanti di Kiev criminali e nemici del popolo e passeremo all’azione”. Questo è il proclama dei rivoltosi definitisi dell’esercito del Sud Est Ucraina.

I giornali di Kiev ormai chiedono che si riconosca la secessione dell’Est Ucraina Alcuni analisti a Kiev hanno commentato per la prima volta di considerare la perdita del sud est dell’Ucraina come inevitabile e che potrebbe anche andare a beneficio dell’Ucraina . “Non ci deve essere dialogo con alcuno, tutti ormai dicono Fuori !” Lo segnala il portale Jvilya. Il giornalista Serguei Visoski analizza che le regioni del Donetsk e di Lugansk sono regioni industriali e minerarie e qualsiasi riforma di tipo neoliberista, come quelle che Kiev vorrebbe introdurre, provocherebbe la chiusura di molte miniere e fabbriche con conseguenti proteste di massa ed una esplosione sociale della quali approfitterebbe Mosca.

Ha scritto Visoski. La zona impoverita di Donbass sarà una fonte di voti per i partiti populisti ed antieuropei, ha segnalato da parte sua il giornale Zerkalo Nedeli (Lo Specchio della settimana), “se cerchiamo di trattenere l’Est rischiamo di perdere l’Ovest. Meglio lasciare che Donbass si stacchi dal paese e ricostruire l’Ucraina in Europa”.

In realtà i circoli del nuovo potere a Kiev vedono nella rivolta dell’Est un ostacolo ai propri piani per implementare le politiche neoliberiste e pro UE, tenendo in conto che l’Ucraina non dispone delle risorse per finanziare una guerra o un lungo periodo di destabilizzazione del paese e sarebbero disposti a permettere che l’est si separi dall’Ucraina , come avvenuto per la Crimea, al fine di attuare i propri propositi.

Sembra inoltre che si siano verificati violenti scontri nel centro della città e nelle vicinanze dello stadio, tra gruppi di nazisti ucraini e forze di autodifesa della Repubblica Popolare di Donetsk. Viene riportato da varie fonti di un bilancio con molti feriti da entrambe le parti. Intanto nel posto di frontiera di Lugansk é stata alzata la bandiera russa. Di fatto in questo punto non esiste più una frontiera con la Russia.

Mosca continua a concentrare le proprie truppe a Slaviansk e si riserva il diritto di intervenire per proteggere la popolazione. Il Ministero della Difesa russo ha negato che ci siano state violazioni dello spazio aereo da parte di aerei russi ed ha bollato come manipolazione le notizie fornite in tal senso dalle autorità del governo di Kiev.

giovedì 27 marzo 2014

Sono tre navi da sbarco i vascelli usciti dal Mar Nero per raggiungere le coste siriane: rinforzi in vista per Assad!!

Esattamente come vi avevamo annunciato nel nostro ultimo post relativo veniamo a comunicarvi gli aggiornamenti sulle tre nuove unità navali russe in via di trasferimento verso le coste della Siria.

Le tre navi in questione sono tutte e tre unità da sbarco, precisamente la "Kaliningrad", la "Minsk" e la "Olenegorskiy Gornyak"; questo fa presagire un nuovo grande carico di mezzi militari e missili in arrivo per Assad e le sue forze (visto che munizioni e altri generi vengono trasportati in Siria direttamente con aerei da carico).

Queste navi si aggiungeranno a quelle tuttora presenti nella zona:

- Portaerei Ammiraglio Kuznetsov

- Incrociatore nucleare da battaglia Pietro il Grande

- Cacciatorpediniere Ammiraglio Levchenko

- Nave da Sbarco Georgiy Pobedonosets

- Vascello da Spionaggio Elettronico Almirante Fedor Golovin

- Nave Cisterna Sergei Osipov

- Nave Cisterna Kama

- Rimorchiatore Nikolai Chiker

- Rimorchiatore Altay

- Officina Galleggiante PM-56

mercoledì 26 marzo 2014

Tre nuove grandi unità di superficie russe raggiungono le acque siriane: Putin non scorda i suoi impegni con Assad!!

Sono tre le grandi unità di superficie della Flotta Russa che hanno recentemente raggiunto le acque del Mediterraneo Orientale, proprio davanti alle coste siriane (e turche!); se l'Occidente 'democratico' e 'dirittoumanista' (a corrente alternata, secondo i suoi personalissimi tornaconti) sperava quantomeno che le tensioni ucraine 'distraessero' Vladimir Putin dal ruolo di protettore della sovranità siriana e del legittimo Governo del Presidente Assad, questo sviluppo dimostra, drammaticamente, quanto male Obama e soci abbiano fatto i loro conti.

Non appena avremo ulteriori ragguagli su nome, classe e armamento delle tre navi ve ne comunicheremo immediatamente gli estremi, riteniamo tuttavia che anche il sapere che proprio in questi giorni in cui il regime turco sembrerebbe sul punto di intervenire apertamente a favore dei terroristi la Russia dimostri di non avere affatto dimenticato gli impegni verso il suo migliore alleato arabo sia una notizia degna di nota ed interesse.




sabato 22 marzo 2014

Ringraziamenti a tutti coloro che ieri hanno presenziato alla conferenza parmense di "Stato e Potenza"!!!

La redazione di 'PALAESTINA FELIX' a partire dal suo caporedattore vorrebbe estendere congratulazioni e saluti a tutti coloro che ieri sera sono riusciti a intervenire a Parma, presso dal Casa Madre Saveriani alla conferenza "Ucraina, Russia e Nato", organizzata dagli amici di 'Stato e Potenza'.

Introdotto da Luca Rossi (nella foto: al centro), che ha chiarito la posizione risolutamente pro-russa e pro-Putin del Movimento Politico, l'evento  si é articolato intorno al pregevole intervento di Padre Dimitri Nazarov, sacerdote ortodosso di Reggio Emilia, originari di Simferopol che nella sua vita ha avuto anche modo di predicare ed operare in Terra Santa, dove agli inizi degli anni 2000 ha potuto assistere alla Seconda Intifada e alla tragedia della distruzione di Jenin.

Le parole di padre Dimitri hanno dato origine a un lungo e fecondo dibattito con alcuni degli astanti, tra cui vi erano non pochi cittadini russi, ucraini e moldavi; in chiusura, in luogo del previsto intervento di Dario Raffo si é avuta invece una chiosa di Gennaro Scala che ha analizzato le implicazioni filosofico-culturali del confronto tuttora aperto tra Washington e appendici UE/NATO da una parte e Mosca e popolazione russofona dall'altro.

venerdì 21 marzo 2014

Stasera a Parma (Via San Martino 8) incontro con 'Stato e Potenza' sulla situazione ucraina!

Continuando la cooperazione con gli amici di 'Stato e Potenza' il caporedattore di "PALAESTINA FELIX" sarà questa sera alla Casa Madre Saveriani di Parma dove già si tenne il positivo e fruttuoso incontro sulla Siria lo scorso gennaio per prendere parte al simposio "Ucraina tra Russia e NATO".

Porteremo all'incontro il nostro interesse e, se interrogati, chiariremo il "gemellaggio" tra questa recente crisi alle porte dell'Europa e quella estiva durante la quale Vladimir Putin evitò abilmente che gli Usa si arrogassero il diritto di bombardare la Siria.

E' evidente infatti che lo scopo recondito delle squadracce fasciste del 'Maidan' scatenate contro il legittimo governo ucraino  era quello di negare alla Russia l'uso delle basi navali sul Mar Nero, da cui partivano i vascelli impegnati a difendere la Siria.

Invitiamo tutti gli interessati a presentarsi.