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giovedì 14 dicembre 2017
Mentre viene 'riformisticamente' torturato dagli sgherri Blackwater di Mohammed Bin Salman questo "povero" Principe saudita ha perso due miliardi di dollari!
Mentre noi straccioni siamo costretti a fare i conti per vedere se con la tredicesima riusciremo a pagare tasse, bollette, balzelli e 'magari' fare rientrare anche un pandolce e il necessario per il cappon magro (per festeggiare questa ricorrenza populista e in odor di 'fascismo' che é il Natale...) problemi ben più gravi assillano il Principe Alwaleed bin Talal, saudita di reale lignaggio che qui vediamo ritratto in una 'credibilissima' (ehm...ehm) mise da "bandito del deserto" con tanto di cartuccera ad armacollo che fa tanto Pancho Villa oppure Dave Mustaine periodo circa 1985.
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lunedì 20 novembre 2017
In Arabia Saudita chi "orchestra" i rapimenti, i ricatti, le torture, gli omicidi con cui Salman e MBS vogliono rafforzarsi? Ma é chiaro! Un ex-tirapiedi di Mubarak!!
In Arabia Saudita stiamo assistendo a scene di sequestro, tortura, rapina, quali ci si possono "normalmente" aspettare in un paese creato da una tribù di tagliagole e predoni 'promossa' a casa regnante dagli interessi imperialisti britannici e sionisti.
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Torture ed estorsione nel paese che presiede il Consiglio ONU per i DIRITTI UMANI! Ma tutto normale, sono amici di Tel Aviv e Washington!
Abbiamo già rivelato che un importante motivo della persecuzione scatenata dagli attuali regnanti di Arabia Saudita contro miliardari, dignitari ed ex-Ministri che avrebbero potuto contrastare il tentativo di Re Salman di trasferire il trono a suo figlio era anche la necessità di predare i miliardi di petrodollari necessari a rabberciare alla meno peggio i forzieri statali letteralmente drenati di liquido dalle pazzesche politiche aggressive del duo reale.
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venerdì 17 novembre 2017
MANI IN ALTO! Consegnate i vostri miliardi di petrodollari a questo signore, e nessuno si farà male!
La "purga" in corso ormai da molti giorni nel reame assoluto di Arabia Saudita sembra essersi rivelata in realtà una ENORME rapina a mano armata, il che conferma che, quando definivamo Riyadh un regime criminale e Casa Saoud una gang di grassatori e predoni diventati "teste coronate" non avevamo del tutto torto, anzi.
Infatti dignitari, miliardari, camerlenghi e principi minori bloccati e trattenuti nell'hotel Carlton della capitale si sono visti offrire la libertà in cambio della 'spontanea' donazione del 70 per cento dei loro patrimoni alle casse statali.
Infatti dignitari, miliardari, camerlenghi e principi minori bloccati e trattenuti nell'hotel Carlton della capitale si sono visti offrire la libertà in cambio della 'spontanea' donazione del 70 per cento dei loro patrimoni alle casse statali.
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domenica 5 novembre 2017
TUTTI DENTRO! Raffica di mandati di cattura per milionari, principi, ex-ministri, maggiordomi di palazzo sauditi!!
Da 'Mani Pulite' in avanti abbiamo imparato che ogni ondata 'moralizzatrice' in politica nasconde in realtà un preciso piano "golpista" per la realizzazione del quale le accuse di 'corruzione' e altre scemenze simili (come se fosse possibile far politica senza far girare denaro e favori...certe idiozie riservatele ai grullini di dibba e dimayo) non solo altro che comode scuse e paraventi.
Anche in Arabia Saudita sta succedendo la stessa cosa con Re Salman e il suo giovane delfino impegnati a "far fuori" con simili speciosi addebiti praticamente chiunque possa opporsi al loro disegno di trasformare la dinastia Al-Saoud trasmettendo il trono direttamente da padre in figlio e non più attraverso un'infinita serie di fratelli, fratellastri et similia, uno più bacucco e rimbecillito dell'altro.
Ecco la lista completa dei personaggi colpiti ieri da mandato di cattura:
Anche in Arabia Saudita sta succedendo la stessa cosa con Re Salman e il suo giovane delfino impegnati a "far fuori" con simili speciosi addebiti praticamente chiunque possa opporsi al loro disegno di trasformare la dinastia Al-Saoud trasmettendo il trono direttamente da padre in figlio e non più attraverso un'infinita serie di fratelli, fratellastri et similia, uno più bacucco e rimbecillito dell'altro.
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mercoledì 9 marzo 2011
Mega-tangente di 30 milioni di Euro per i fratelli Mubarak, tanto é bastato per svendere a Israele miliardi di metano!
Il quotidiano del Kuwait "Al Jarida" riporta che i figli dell'ex uomo forte del Cairo Mubarak (Alaa e Gamal), si sarebbero spartiti una ricchissima 'bustarella' made in Israel per acconsentire alle esportazioni a costo scontatissimo di mostruose quantità di metano egiziano; la notizia sarebbe stata rivelata in seguito alle indagini di un dipartimento speciale anti-corruzione attivato dal Ministero dell'Interno dopo la cacciata dal potere del padre degli indagati.
La tangente sarebbe stata pagata dopo l'incontro del gennaio 2005 tra gli israeliani, l'ex Ministro dell'Energia Sameh Fahmi e la Compagnia del Gas del Mediterraneo Orientale, EMG, rappresentata dall'azionista al 28 per cento Hussein Salem, legato a doppio filo al 'clan' dei Mubarak.
Dei 2.5 miliardi di Lire egiziane del contratto firnato tra le parti Gamal Mubarak avrebbe percepito una quota pari al 5 per cento, mentre la metà di quella cifra sarebbe stata invece corrisposta a Salem ed Alaa Mubarak, rispettivamente; in totale il processo corruttivo avrebbe interessato una cifra totale di 250 milioni di valuta locale, pari a 30 milioni di Euro.
Un 'jackpot' di tutto rispetto, capace di impressionare anche i più accaniti giocatori del Superenalotto nostrano. In cambio di tanta mazzetta i Mubarak e socio garantirono allo Stato ebraico la fornitura di circa 1 miliardo e 700mila metri cubi di metano all'anno dal 2008 fino al 2023. Il costo pagato da Israele per tale merce é sempre stato totalmente fuori mercanto, causando all'Egitto perdite di milioni e milioni di dollari; per ogni BTU di gas Israele pagava 3 dollari, mentre la Sud Corea, comprandolo a prezzo di mercato sul mercato del Golfo arriva a versare ai fornitori fino a 12 dollari per unità.
La tangente sarebbe stata pagata dopo l'incontro del gennaio 2005 tra gli israeliani, l'ex Ministro dell'Energia Sameh Fahmi e la Compagnia del Gas del Mediterraneo Orientale, EMG, rappresentata dall'azionista al 28 per cento Hussein Salem, legato a doppio filo al 'clan' dei Mubarak.
Dei 2.5 miliardi di Lire egiziane del contratto firnato tra le parti Gamal Mubarak avrebbe percepito una quota pari al 5 per cento, mentre la metà di quella cifra sarebbe stata invece corrisposta a Salem ed Alaa Mubarak, rispettivamente; in totale il processo corruttivo avrebbe interessato una cifra totale di 250 milioni di valuta locale, pari a 30 milioni di Euro.
Un 'jackpot' di tutto rispetto, capace di impressionare anche i più accaniti giocatori del Superenalotto nostrano. In cambio di tanta mazzetta i Mubarak e socio garantirono allo Stato ebraico la fornitura di circa 1 miliardo e 700mila metri cubi di metano all'anno dal 2008 fino al 2023. Il costo pagato da Israele per tale merce é sempre stato totalmente fuori mercanto, causando all'Egitto perdite di milioni e milioni di dollari; per ogni BTU di gas Israele pagava 3 dollari, mentre la Sud Corea, comprandolo a prezzo di mercato sul mercato del Golfo arriva a versare ai fornitori fino a 12 dollari per unità.
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