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sabato 1 giugno 2013

Re Saoud smentisce 'Asharq Alawsa' e parte per visitare il collega despota del Marocco, ma la crisi di successione é solo rinviata...

Per la seconda volta in otto mesi le fonti del quotidiano londinese "Asharq Alawsa" che avevano dato, dopo lunga assenza dal proscenio mediatico, il Re saudita Abdallah come in coma e attaccato al respiratore artificiale, sono state smentite dai fatti, visto che il tiranno di Riyadh, occupante illegittimo dei luoghi sacri dell'Islam, finanziatore di moschee e madrasse wahabite, foraggiatore dei terroristi assassini in Siria e in altri paesi mediorientali e asiatici, si é imbarcato ieri per andare a visitare un altro despota filoamericano e filosionista: il Re del Marocco.

Ma ovviamente questo 'coup de theatre' se segnala un grave "buco" giornalistico per la testata inglese in lingua araba, poco vuol dire in senso assoluto visto che non si può pensare, nonostante il pizzetto ostinatamente tinto di 'Grecian' che l'ultraottuagenario monarca possa scampare alla trista mietitrice ancora a lungo.

Una volta sotterratolo, gli accordi presi oltre mezzo secolo fa dai cosiddetti "Sudairi Seven" potrebbero venire meno per la prima volta visto che ormai dei fratelli di Abdallah potenzialmente incoronabili non saranno rimaste che due o tre vecchie cariatidi senili, rimbambite e malandate e i rappresentanti delle 'giovani' generazioni potrebbero chiedere un nuovo sistema di assegnazione del trono, ogni principe mettendo in campo le sue risorse, economiche, diplomatiche o anche militari.

lunedì 27 maggio 2013

Che fine ha fatto Abdullah al Saoud? Il Re saudita non si vede da giorni e qualcuno sospetta sia in coma!

Ancora una volta il Medio Oriente si interroga sulla sorte dell'attuale Re saudita, onusto di anni e di acciacchi e su quella del suo regno nel caso che una sua dipartita o permanente incapacità scateni la corsa alla successione che, lo ricordiamo ancora, a causa degli accordi presi decenni fa dai "Sette di Sudair" vedrà coinvolti non giovani ed energici principi, ma gli altrettanto senili e malandati fratelli superstiti dell'attuale monarca.

Secondo il quotidiano londinese "Asharq Alawsa" Re Abdullah sarebbe caduto in coma mercoledì e sarebbe già morto se non fosse stato defibrillato e messo sotto ventilazione forzata, se questo fosse il caso bisognerebbe vedere quanto la corte possa riuscire a tenere nascosta la cosa, ma bisogna anche ricordare che la stessa testata aveva già dato per 'clinicamente morto' il sovrano alcuni mesi fa (novembre 2012).

A prescindere dalle attuali effettive condizioni del Re é chiaro che il problema della successione saudita può essere al massimo rimandato, e che, una volta che esso si presenterà sul serio, le sue conseguenze potrebbero scuotere fin nelle fondamenta il malfermo edificio di Casa Saoud.


martedì 19 giugno 2012

Via uno, sotto il prossimo! In Arabia Saudita Re Abdallah ricoverato d'urgenza in rianimazione dopo i funerali del fratello-erede al trono!

A poco più di un giorno dalle esequie di suo fratello (e presunto erede al trono di Riyadh), Principe Nayef ben Abdulaziz al-Saoud, tenutesi alla Mecca il 17 giugno, il Re saudita Abdallah sarebbe stato ricoverato d'urgenza in reparto rianimazione nell'ospedale interno alla corte, lanciando una nuova, preoccupantissima ombra sulla stabilità della senescente e corrotta monarchia araba che rimane uno dei pochi (e sempre più traballanti) 'appigli' dell'egemonia americana e sionista in Medio Oriente. Se Re Abdallah dovesse morire ora, visto e considerato che non é ancora stato ufficialmente annunciato chi deve subentrare al defunto Nayef nell'ordine di successione reale (anche se la logica indicherebbe il Principe Salman, attuale Ministro della Difesa), la situazione saudita potrebbe rapidamente degenerare in una lotta di potere dalle conseguenze devastanti e imprevedibili. In Arabia Saudita le dimostrazioni antimonarchiche nelle province orientali abitate da sciiti (incidentalmente quelle più ricche di giacimenti di petrolio) non si sono mai arrestate nel corso degli ultimi mesi e, più di recente, sono state accompagnate da manifestazioni di insofferenza per la gestione autoritaria e oligarchica della cosa pubblica anche nelle città sunnite, fino alla costituzione di un gruppo di opposizione lungo la costa Ovest del regno che ha recentemente dichiarato di voler togliere a Casa Saoud il controllo dei luoghi santi musulmani di Medina e La Mecca.
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domenica 17 giugno 2012

Morto a Ginevra l'erede designato al trono saudita, Principe Nayef, Casa Saoud rapidamente a corto di 'delfini'!

Il settuagenario 'delfino' Principe Nayef ben Abdulaziz al-Saoud, erede designato dell'ultima monarchia assoluta rimasta in piedi sulla Terra, il bastione di tirannia e arroganza che opprime buona parte della Penisola Araba (compresi i luoghi sacri musulmani e la numerosa comunità sciita sulle coste del Golfo Persico), é stato dichiarato morto in Svizzera, a Ginevra, dove si era recato per cercare di porre rimedio ai suoi numerosi guai fisici, solo otto mesi fa era stato nominato ufficialmente erede al trono dopo la morte del fratello, Principe Sultan, trapassato negli Usa dopo essere caduto in coma in seguito a un intervento chirurgico.

Il decesso ha lanciato in una spasmodica fibrillazione analisti e 'mediorientologi' americani che vedono sempre più possibile un disgregarsi, se non del paese, quantomeno della dinastia regnante visto che, una volta esauriti gli ormai pochi superstiti dei "Sette Sudairi" che finora si sono passati il trono di fratello in fratello il più piccolo dissenso tra i loro numerosi eredi su come sia più opportuno scegliere il prossimo monarca potrebbe fare esplodere conflitti intestini se non proprio una guerra civile.

Si pensi soltanto che attualmente a causa dell'incapacità senile di Re Abdullah di formulare politiche coerenti, il paese è retto 'de facto' da un duopolio esercitato dal capo dei Servizi Segreti (Estekhbarat Al A'amah) Mukrin ben Abdulaziz e dal Segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale Bandar ben Sultan. Il prossimo erede designato potrebbe essere il Principe Salman, un 'baldo' settantaseienne attualmente incaricato di soprassedere al dicastero della Difesa. Il defunto Nayef, Ministro degli Interni dal 1975 era noto per le sue vedute ultraconservatrici e per il sostegno alla repressione in Barhein e al finanziamento dei terroristi wahabiti in Siria.
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giovedì 14 giugno 2012

Tra senescenza e ribellioni traballa il trono di Riyadh, Casa Saoud dimostra di essere un castello di carte retto da Obama e Israele!

Si moltiplicano e si fanno sempre più espliciti e minacciosi i segnali esteriori del disfacimento interno di Casa Saoud, dove la cricca regnante, composta ormai dai pochi superstiti del circolo dei "Sette di Sudair" i figli di 'Re' Abdulaziz al-Saoud (meglio definito dal titolo di capotribù di predoni) che creò il regno saudita usurpando e invadendo gli altri regni della penisola arabica tra gli anni '20 del Ventersimo Secolo e il 1932.

Accordatisi per "passarsi" il trono l'un l'altro in modo da poter essere Re 'a turno' gli ultimi rimasti della congrega di fratelli sono ormai vittime dell'estrema senescenza e degli acciacchi dell'età; diversi di loro sono premorti all'attuale Re Abdullah e sembra proprio che simile sorte debba toccare all'attuale 'delfino', Principe Nayef bin Abdul Aziz attualmente ricoverato in Svizzera e mantenuto in vita, pare, solo dagli sforzi sovrumani dei migliori clinici che i petrodollari sauditi possano comprare.
Il moribondo Principe Nayef (a sinistra) sembra destinato a perire prima di poter succedere al moribondo Re Abdallah, esattamente come successe al Principe Sultan (a destr), recentemente defunto.

Re Abdallah, rimasto in patria, sembra totalmente incapacitato e si dice che il paese sia guidato nell'ombra dalla diarchia del capo dei Servizi Segreti (Estekhbarat Al A'amah) Mukrin ben Abdulaziz e dal Segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale Bandar ben Sultan. Mentre non accennano a placarsi le gravi proteste nell'Est del Paese (dove pare che gli Sciiti siano pronti a iniziative di lotta ancora più spettacolari) l'emersione di gruppi di oppositori anche nell'Ovest del paese, che dichiarano di voler togliere ai Saoud il controllo dei luoghi sacri islamici, fa temere per una possibile disintegrazione del paese.

Cardine della tramonante egemonia americana in Medio Oriente, l'Arabia Saudita é anche uno dei pochi paesi arabi con un atteggiamento "morbido" nei confronti di Israele, cosa che non aiuta certo le credenziali e la popolarità dei corrotti monarchi di Riyadh. Il suo tentativo di fomentare l'instabilità in Siria, reprimere gli Sciiti in Barhein e contenere l'ascesa dell'Iran al rango di potenza regionale sono tutte iniziative portate avanti per il bene del regime ebraico di occupazione.
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