A poco più di un giorno dalle esequie di suo fratello (e presunto erede al trono di Riyadh), Principe Nayef ben Abdulaziz al-Saoud, tenutesi alla Mecca il 17 giugno, il Re saudita Abdallah sarebbe stato ricoverato d'urgenza in reparto rianimazione nell'ospedale interno alla corte, lanciando una nuova, preoccupantissima ombra sulla stabilità della senescente e corrotta monarchia araba che rimane uno dei pochi (e sempre più traballanti) 'appigli' dell'egemonia americana e sionista in Medio Oriente.
Se Re Abdallah dovesse morire ora, visto e considerato che non é ancora stato ufficialmente annunciato chi deve subentrare al defunto Nayef nell'ordine di successione reale (anche se la logica indicherebbe il Principe Salman, attuale Ministro della Difesa), la situazione saudita potrebbe rapidamente degenerare in una lotta di potere dalle conseguenze devastanti e imprevedibili.
In Arabia Saudita le dimostrazioni antimonarchiche nelle province orientali abitate da sciiti (incidentalmente quelle più ricche di giacimenti di petrolio) non si sono mai arrestate nel corso degli ultimi mesi e, più di recente, sono state accompagnate da manifestazioni di insofferenza per la gestione autoritaria e oligarchica della cosa pubblica anche nelle città sunnite, fino alla costituzione di un gruppo di opposizione lungo la costa Ovest del regno che ha recentemente dichiarato di voler togliere a Casa Saoud il controllo dei luoghi santi musulmani di Medina e La Mecca.
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