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giovedì 14 maggio 2015

Giovane druso di Al-Maghar rifiuta di servire l'occupazione sionista: "Non punterò mai le armi contro i Palestinesi!"

I nostri lettori più affezionati e attenti sapranno bene che parte importante siano i Drusi del mosaico di etnie e religioni che contraddistingue il Levante: in Palestina, in Libano, in Siria i Drusi a fianco degli Alawiti, degli Armeni, degli Sciiti, dei Maroniti, degli Ortodossi, dei Melkiti, degli Yazidi, dei Samaritani hanno per secoli e secoli portato avanti le tradizioni della loro religione gnostico-misterica con una presenza altamente caratteristica specialmente nelle regioni dello Chouf libanese e del Golan siriano.

Al momento della loro invasione della Palestina i giudei khazari hanno provato a praticare il 'divide et impera' tentando di accattivarsi i Drusi per separarli dalla comunità palestinese che li aveva sempre accettati e rispettati per centinaia e centinaia d'anni. A disonore loro personale, bisogna dire che certi drusi hanno accettato di diventare "portatori d'acqua e taglialegna goyim" per i khazari invasori.

Ma per fortuna, esattamente come fa in Siria il Generale Zahr Eddine e come fanno nel Golan i leader drusi che pur sotto occupazione sionista riaffermano la loro lealtà a Damasco e ad Assad, l'Onore del popolo druso in Palestina é riscattato da coloro che rifiutano ogni cooperazione con l'illegittimo regime di Tel Aviv.

venerdì 27 gennaio 2012

L'esercito di occupazione sionista afflitto dai renitenti: sempre meno giovani ebrei vogliono trasformarsi in SS con la stella di davide!


L'ufficio leva dell'esercito del regime ebraico ha gravi problemi con la chiamata alle armi, che nello stato fascista di occupazione della Palestina coinvolge ragazzi e ragazze. Per chi voleva evitare di farsi addestrare e indottrinare a diventare una macchina di odio e oppressione, ma senza affrontare la detenzione che aspetta i 'Refusenik' (e che pure tanti giovani coraggiosi accettano per diventare essi stessi veicolo di denuncia della brutalità sionista) una via più "comoda" era quella di dichiararsi ebrei ultraortodossi, presentarsi alla chiamata infagottati in una palandrana da haredim e dichiarare di non poter portare armi per motivi religiosi.

Con l'estensione di questa pratica a fasce sempre più estese di giovani (20 per cento dei richiamati nel 1992, 35 per cento oggi) però gli uffici competenti si sono dati a qualche indagine e accertamento, scoprendo, per esempio, che solo tra le ragazze tantissime delle pretese "ultraortodosse" avevano frequentato scuole assolutamente secolari (cose che gli haredim non farebbero mai, invocando la totale separazione non solo dai non-ebrei ma anche dagli ebrei non-ortodossi per mantenere la loro 'purezza'), rivedendo quindi un enorme numero di dossier per renitenza alla leva.

Negli ultimi mesi diversi generali sionisti hanno lanciato allarmi riguardo alla prevista incapacità del sistema militare di Tel Aviv di affrontare la rinnovata possibilità di una guerra su più fronti ora che l'Egitto non é più sotto il controllo di un dittatore filoamericano e che la maggior parte della popolazione di quel paese preme per una denuncia del cosiddetto 'Trattato di Pace di Camp David'.
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mercoledì 29 giugno 2011

Volontari ebrei sulla Freedom Flotilla 2: la sopravvissuta all'Olocausto e l'ex-pilota militare israeliano insieme per aiutare Gaza!


Con gli occhi chiari e la barba brizzolata che incornicia un viso gentile e pensoso Yonatan Shapiro sembra un insegnante o un musicista eppure, questo israeliano di 32 anni era un pilota militare dell'IAF, l'aviazione da guerra sionista, fino a quando, nel 2002, a un'età in cui tanti suoi coetanei 'occidentali' pestano furiosamente sui tasti dei controller facendo esplodere sullo schermo di PC e consolle aerei e obiettivi virtuali lui si é rifiutato di massacrare civili veri durante una campagna aerea contro la Cisgiordania, scambiando le ali della colomba della Pace per quelle marziali e insanguinate del suo F-16

Continuando il suo impegno in favore della Pace Shapiro si imbarcherà tra pochi giorni sulla Freedom Flotilla 2, salpando in direzione del ghetto assediato di Gaza insieme ai tanti altri volontari ebrei che compongono l'equipaggio internazionale di 1500 attivisti determinati a mettere piede nella Striscia assediata dal mare e recando rifornimenti essenziali per calmierare i devastanti effetti del disumano assedio sionista contro la popolazione palestinese dell'enclave.


Insieme all'ex-pilota Shapiro sarà presente anche l'americana Hedy Epstein, sopravvissuta alle persecuzione naziste e perciò stesso vicina e solidale alle vittime odierne del nazismo del ventunesimo secolo; al contrario di tanti politici israeliani e filoisraeliani sempre pronti a geremiadi insincere e opportunistiche sulla Shoah, quando servono a coprire i loro abusi e i loro piani di oppressione, segregazione, pulizia etnica e sterminio fisico e culturale.
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venerdì 3 dicembre 2010

Giovane di etnia drusa incarcerato da Israele per obiezione di coscienza!


Truppe israeliane hanno tratto in arresto Ajoud Jamal Zaydan, un cittadino israeliano di etnia drusa, diciottenne e residente nel villaggio di Beit Jan, "reo" di non voler prestare servizio nell'esercito dello Stato ebraico. Ajoud si era recato al Distretto militare di Tel Aviv giovedì mattina, come prescritto dalla cartolina di chiamata alle armi, ma, una volta di fronte agli inquadratori, ha rifiutato di proseguire nelle procedure di arruolamento, dichiarandosi consapevole e disposto ad affrontare le conseguenze del caso e citando motivi di coscienza come fondamento della propria decisione.

Il padre del giovane, il conosciuto e rispettato professor Jamal Zaydan e i suoi fratelli maggiori Muhammad e Arwa si erano a loro volta rifiutati di vestire l'uniforme sionista; l'incarcerazione di Ajoud, quindi, non é che una tappa nella lotta che la famiglia Zaydan conduce per affermare il diritto di non diventare carnefice e persecutrice del resto della comunità palestinese, di cui si sente parte integrante a prescindere dalle differenze di setta religiosa.

I drusi seguono una religione che deriva dall'Islam ma, sotto diversi aspetti, potrebbe esserne considerata una specie di "eresia" (secondo i canoni di giudizio occidentali), che ha come figura centrale il sovrano storico Al-Hakim, sesta "guida" dello sciismo fatimide, che regnò dal Cairo su un vasto dominio che andava dal Sahara occidentale alla Turchia e scendeva lungo il Nilo fino all'Eritrea e all'odierno Sudan centrale.

Figura complessa e dibattuta, ricordato per la sua sfolgorante politica culturale (fece allestire un'enorme biblioteca che riempì di oltre seicentomila volumi, denominandola 'Khizānat al-kutub' -Il Tesoro dei libri-) e per le sue intemperanze e stravaganze che inclusero una politica vessatoria nei confronti delle altre sette musulmane e delle altre religioni e la distruzione col fuoco della cittadina di Fustat, poi inglobata come povero sobborgo dalla crescita del Cairo, Al-Hakim viene considerato dai Drusi come un Messia ed é al centro di un complesso sistema di fede che mescola elementi musulmani, cristiani e persino derivati da culti gnostici ed esoterici.
Ai Drusi venne permesso di servire nelle forze armate israeliane, seppure in unità segregate, come ai neri americani fino agli anni '50.
Con la fondazione dello Stato israeliano i dirigenti sionisti, fedeli al motto "divide et impera" pensarono di servirsi della Comunità drusa per spezzettare l'unione interreligiosa e interetnica degli abitanti della Palestina; infatti a essi vennero riconosciuti molti diritti negati ai cittadini arabi di Israele, fra cui, ad esempio, quello di portare le armi nelle forze armate nazionali. Tuttavia, dal 1972 in avanti all'interno della loro comunità venne formandosi un movimento sociale e politico che si prefiggeva l'obiettivo di restaurare la "palestinesità" dei drusi, colmando il gap che il diverso trattamento da parte dello Stato sionista aveva scavato fra essi e gli altri loro compatrioti cristiani e musulmani.
Protesta Drusa del 2009 contro l'iniquo trattamento economico delle loro comunità rispetto ai cittadini Ebrei.
Questo movimento, focalizzato dall' "Arab Druze Initiative Committee", si é sempre opposto all'arruolamento dei ragazzi drusi nello Tsahal, e anche in questo caso ha fatto sentire la propria voce con un comunicato stampa nel quale si legge che la famiglia dell'obiettore deve essere "rispettata e onorata per aver evitato che i suoi figli divenissero parte del sistema repressivo di Israele". L'unità del Comitato arabo druso che si occupa di assistenza legale ai "refusnik" della loro comunità si é immediatamente attivata per prestare aiuto anche al giovane Ajoud.