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giovedì 14 maggio 2015

Giovane druso di Al-Maghar rifiuta di servire l'occupazione sionista: "Non punterò mai le armi contro i Palestinesi!"

I nostri lettori più affezionati e attenti sapranno bene che parte importante siano i Drusi del mosaico di etnie e religioni che contraddistingue il Levante: in Palestina, in Libano, in Siria i Drusi a fianco degli Alawiti, degli Armeni, degli Sciiti, dei Maroniti, degli Ortodossi, dei Melkiti, degli Yazidi, dei Samaritani hanno per secoli e secoli portato avanti le tradizioni della loro religione gnostico-misterica con una presenza altamente caratteristica specialmente nelle regioni dello Chouf libanese e del Golan siriano.

Al momento della loro invasione della Palestina i giudei khazari hanno provato a praticare il 'divide et impera' tentando di accattivarsi i Drusi per separarli dalla comunità palestinese che li aveva sempre accettati e rispettati per centinaia e centinaia d'anni. A disonore loro personale, bisogna dire che certi drusi hanno accettato di diventare "portatori d'acqua e taglialegna goyim" per i khazari invasori.

Ma per fortuna, esattamente come fa in Siria il Generale Zahr Eddine e come fanno nel Golan i leader drusi che pur sotto occupazione sionista riaffermano la loro lealtà a Damasco e ad Assad, l'Onore del popolo druso in Palestina é riscattato da coloro che rifiutano ogni cooperazione con l'illegittimo regime di Tel Aviv.

domenica 7 settembre 2014

Il regime ebraico, dopo la batosta subita da Gaza, inizia già a pensare a una guerra contro Hezbollah!

Dieci giorni dopo aver dovuto concedere l'armistizio contro un ghetto sovrappopolato lungo 40 chilometri e largo nove, che tuttavia ha saputo infiliggere danni per miliardi di dollari a uno stato dotato di jet, sommergibili, droni, sottomarini e armi nucleari, abbattere quattro UAV, un cacciabombardiere e respingere le sue forze di terra, il regime ebraico dell'Apartheid si é già messo a pensare a una possibile guerra contro il Libano e l'organizzazione sciita di Resistenza Hezbollah.

Già la recente scoperta di un apparato automatico di spionaggio vicino a Sidone (che peraltro ha causato la morte di un civile libanese) dimostra come Tel Aviv continui a tenere d'occhio il Paese dei Cedri e nella serata di ieri il Canale 2 della tv sionista ha messo in onda uno 'speciale' tutto dedicato a una possibile guerra al Nord.

Nel corso dello speciale é stata fatta menzione (senza dubbio per 'abituare' anticipatamente il pubblico all'idea) del fatto che il sistema di pretesa "intercettazione" Iron Dome, che già si é rivelato fallimentare contro i razzi di Gaza, non costituirà affatto una difesa contro l'arsenale balistico di Nasrallah (che infatti anche nella Guerra del 2006 aveva continuato a colpire la Palestina Occupata a suo piacimento fino all'ultimo giorno di ostilità).

Addirittura, si é suggerita l'idea che sarebbe necessario "evacuare" la Galilea, di fronte alla reale possibilità di un'avanzata degli uomini di Hezbollah (cosa che era stata prospettata nel recente passato persino da fonti della Resistenza Libanese).





martedì 5 luglio 2011

Israele cerca di assassinare storia e memoria 'giudaizzando' i nomi arabi di cittadine e luoghi geografici palestinesi!


Il Ministero della Giustizia palestinese ha dichiarato che le iniziative israeliane di giudaizzazione dei toponimi arabi é parte di una strategia di genocidio culturale mirata a cancellare la millenaria identità araba della Palestina nel tentativo di sostituirla con una ebraica posticcia e artefatta. "Israele spera di poter imporre i suoi nomi a villaggi, vie, punti storici del paesaggio e del panorama che sono sempre e solo stati conosciuti coi loro nomi arabi, ma riceverà una nuova delusione anche in questo suo progetto".

"I crimini israeliani sono tanto seri quanto gli abusi, le torture e gli omicidi di Palestinesi innocenti, a cui ormai i sionisti sono abituati, perché il furto di identità e il tentativo di cancellare la storia é considerato un crimine perseguibile dal Diritto Internazionale"; il Ministero ha anche aggiunto che la decisione, così come altri interventi 'giudaizzatori', costituiscono varie 'fasi' di un unico progetto criminale volto a ledere e mutilare l'identità araba, cristiana e musulmana della regione.

Il Ministero ha esteso il proprio appello ai Palestinesi e ai loro fratelli arabi affinché una forte e massiccia mobilitazione contro questi vigliacchi tentativi di "assassinio della memoria" faccia capire al Regime dell'Apartheid che non ha alcuna speranza di riuscire nel proprio sforzo di giudaizzazione cosmetica e superficiale e che Gerusalemme, la Galilea, il Negev e la Cisgiordania continueranno nei secoli a essere conosciute coi loro originali nomi arabi.
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venerdì 18 febbraio 2011

Hamas commenta con entusiasmo le recenti dichiarazioni di Nasrallah


Ali Barakah, rappresentante di Hamas in Libano, ha commentato con entusiasmo il discorso di Hassan Nasrallah, tenuto lo scorso sedici febbraio presso il complesso Sayyed Shohada’a in cui il Segretario Generale di Hezbollah ha dichiarato che le forze della Resistenza sono pronte e preparate, se necessario, a liberare dall'Occupazione sionista anche la Galilea.

In una dichiarazione scritta rilasciata oggi Barakah afferma che il Movimento musulmano di Resistenza accoglie con gioia le affermazioni del leader di Hezbollah, rilasciate nel corso delle celebrazioni per i leader martiri, aggiungendo che Hamas continua (come del resto l'organizzazione sciita libanese) che la Resistenza anche militare sia l'unica via certa per la liberazione non solo della Palestina settentrionale, ma di tutti i territori annessi e occupati dall'Entità sionista.
Militanti di Hezbollah festeggiano la liberazione del Libano meridionale nel 2000 a bordo di un APC M-113 di origine israeliana.
La bontà di tale convinzione, si legge più avanti, é dimostrata proprio dall'esperienza di Hezbollah, che non attraverso umilianti trattative, non attraverso negoziati sempre procrastinati e sempre condotti in malafede da parte israeliana, é arrivata non una, ma due volte a respingere senza condizioni e senza concessioni la presenza israeliana da territori in cui non aveva dirittò o giustificazione ad esistere.

Barakah ha anche sottolieato che i legami tra Hamas ed Hezbollah saranno sempre più forti, saldati dalle dolorose esperienze che hanno tante volte accomunato i Palestinesi e gli Sciiti libanesi e che, quando e come la Galilea e il resto della Palestina saranno libere, i profughi palestinesi, grati al popolo e alla nazione libanese per la loro prolungata ospitalità, saranno pronti a lasciare i campi e i rifugi che tanto a lungo li hanno accolti, per tornare, trionfanti, in quella terra che la Storia e il Diritto hanno assegnato loro come patria.