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giovedì 12 febbraio 2015

Trentasei Anni fa la Rivoluzione Islamica, il "Miracolo di Khomeini" e i suoi insegnamenti

Trentasei anni fa il Popolo Iraniano, al culmine di diciassette mesi di mobilitazione crescente, che sfociarono in venti settimane di scioperi quasi continui tra agosto e dicembre 1978, costringeva il pupazzo di Washington Reza Palhavi ad abbandonare il paese per l'Egitto (appena passato nel campo imperialista per il vergognoso voltafaccia di Sadat). Il Governo militare dichiarato alla sua partenza non riuscì a tenere sotto controllo la situazione, troppo deteriorata da decenni di scandalosa corruzione, asservimento a interessi stranieri, sperpero di risorse pubbliche e ridicoli tentativi di 'americanizzazione' di una delle Culture più antiche e orgogliose della Terra. Il primo febbraio Ruhollah Khomeini, esiliato prima in Turchia, poi in Irak, infine a Parigi, tornava nel paese accolto da folle di milioni di persone che lo festeggiarono con gioia quasi frenetica. Fino al 10 febbraio '79 si registrarono futili tentativi del Governo militare di contrastare la volontà popolare di consegnare a Khomeini la guida del paese (dieci giorni di Fajr); il giorno successivo i sostenitori dell'Ayatollah di Markazi ebbero finalmente la meglio e venne dichiarata la Repubblica Islamica dell'Iran.

mercoledì 15 ottobre 2014

Torturatore ebreo al servizio dello Scià di Persia vive da decenni tranquillo tra Tel Aviv e Orlando!!

Un giornalista americano ha rivelato che un aguzzino iraniano di religione ebraica, addestrato dalla CIA per torturare gli attivisti politici iraniani durante il regime di Scià Reza Pahlavi, vive liberamente nello stato americano della Florida. Questo mostro si chiama Parviz Sabeti, alias Peter Sabeti, ed è stato direttore di un dipartimento della SAVAK (la polizia segreta dello Scià), secondo quanto rivelato dal repoter Wayne Madsen in un articolo intitolato ‘Meet the Beast of SAVAK”.

Nell’articolo si legge che gli agenti della SAVAK, tra cui Sabeti, sono stati addestrati dalla CIA, dall' MI6 (servizi segreti del Regno Unito) e dal Mossad, su tutte le forme di interrogatorio e tortura, tra cui tecniche apprese dalle SS e dalla Gestapo dopo la resa dei nazisti nel 1945. Madsen critica gli Usa e il suo alleato israeliano di rimanere in silenzio su Sabeti, uno dei capi della SAVAK e autore di crimini di massa contro gli attivisti politici iraniani durante la dittatura Pahlavi, mentre prosegue la caccia ad alcune «vecchie guardie dei campi di concentramento», in tutto il mondo.

«Questi sedicenti vendicatori del genocidio degli ebrei rimangono ipocritamente in silenzio quando un comandante o aguzzino israeliano che non si nasconde in Argentina, Brasile o Paragyay, ma vicino a Orlando, in Florida viene scoperto», ha scritto Madsen.

Sabeti, racconta Madsen, fuggito dall’Iran dopo la vittoria della rivoluzione islamica del 1979 «trovò rifugio prima in Israele, dove divenne un ufficiale del Mossad, e poi è andato negli Stati Uniti», dove attualmente vive. Oggi, Sabeti vive a Orlando, dove possiede una società di costruzione e sviluppo immobiliare chiamata Paris Enterprises. Madsen ha criticato gli Usa perché rifiutano di espellere Sabeti in Iran per essere processato per i suoi crimini contro l’umanità.