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giovedì 12 febbraio 2015

Trentasei Anni fa la Rivoluzione Islamica, il "Miracolo di Khomeini" e i suoi insegnamenti

Trentasei anni fa il Popolo Iraniano, al culmine di diciassette mesi di mobilitazione crescente, che sfociarono in venti settimane di scioperi quasi continui tra agosto e dicembre 1978, costringeva il pupazzo di Washington Reza Palhavi ad abbandonare il paese per l'Egitto (appena passato nel campo imperialista per il vergognoso voltafaccia di Sadat). Il Governo militare dichiarato alla sua partenza non riuscì a tenere sotto controllo la situazione, troppo deteriorata da decenni di scandalosa corruzione, asservimento a interessi stranieri, sperpero di risorse pubbliche e ridicoli tentativi di 'americanizzazione' di una delle Culture più antiche e orgogliose della Terra. Il primo febbraio Ruhollah Khomeini, esiliato prima in Turchia, poi in Irak, infine a Parigi, tornava nel paese accolto da folle di milioni di persone che lo festeggiarono con gioia quasi frenetica. Fino al 10 febbraio '79 si registrarono futili tentativi del Governo militare di contrastare la volontà popolare di consegnare a Khomeini la guida del paese (dieci giorni di Fajr); il giorno successivo i sostenitori dell'Ayatollah di Markazi ebbero finalmente la meglio e venne dichiarata la Repubblica Islamica dell'Iran.

domenica 3 marzo 2013

Continua la modernizzazione della flotta aerea iraniana! Dopo F-5 e MiG-29 tocca ai "Phantom"!!

Nei mesi passati abbiamo cercato di fornire una cronaca quanto più possibile precisa, accurata e realistica degli sforzi che ingegneri e tecnici della Repubblica Islamica producono per permettere alla loro patria di valersi di una forza aerea moderna e adeguata a confrontare le numerose minacce militari e politiche poste contro la sua libertà, autonomia e indipendenza dai piani di sottomissione imperialista escogitati da Usa, Israele e pochi altri stati aggressivi e arroganti.

In attesa che si raffini e giunga a completa maturazione la capacità di produrre e mantenere in proprio aeromobili moderni (arrivata ormai sulla soglia di un vero e proprio "punto critico" con la presentazione del "Qaher-313") l'unico modo per riuscirci é quello di continuare a modificare e migliorare le airframe disponibili (F-14, F-4, F-5, MiG-29, Mirage F-1...) per consentire a quegli ottimi mezzi di generazione 3.5 o 4 di scavalcare con successo l'orizzonte del Ventesimo Secolo e proporsi credibilmente come avversari di ipotetici "banditi" di generazione 4.5 (giacché i vari claim americani che F-22 ed F-35 siano apparecchi di 'quinta generazione" altro non sono che baggianate propagandistiche).

Dopo avere messo mano con successo ai vecchissimi e usurati MiG-29 ex-irakeni mandati "in esilio" oltreconfine dai generali di Saddam poco prima della 'debacle' del 1991 e averli con viva sorpresa e ammirazione degli osservatori internazionali riportati alla piena efficienza operativa. Abbiamo ora notizia che l'IRIAF si stia dedicando al ricondizionamento e all'aggiornamento dei suoi F-4 Phantom II, macchine in un certo senso venerabili che stanno però entrando in una vera e propria 'seconda giovinezza'.

lunedì 4 febbraio 2013

Il Generale Pourdastan dichiara: "I nuovi carri Zolfaghar in niente inferiori agli ultimi modelli di T-72!!"

Ahmad-Reza Pourdastan, il Comandante supremo delle forze di terra dell'Esercito Iraniano ha dichiarato nel corso delle recenti cerimonie per il 34esimo anniversario della Rivoluzione Islamica che gli ultimi modelli aggiornati del tank di produzione nazionale iraniana "Zolfaghar" sono in tutto assimilabili (per potenza di fuoco, mobilità, protezione, apparati elettronici) ai T-72 di ultima generazione, appena un gradino sotto alle performance del "top" della linea di carri armati russi attualmente incarnata dal T-90 (a sua volta un'evoluzione del T-72, tanto che la sua prima sigla era appunto T-72BV).
Oltre agli ultimi Zolfaghar-3, che come già nelle ultime parate militari mostravano un'avanzata rete di difesa passiva contro i sensori infrarossi e termici, e che sono stati ulteriormente raffinati nelle aree del controllo fuoco e della stabilizzazione giroscopica (permettendo un fuoco altrettanto preciso tanto in moto che in posizione stazionaria), le forze armate iraniane hanno anche rivelato agli osservatori internazionali la nuova versione modernizzata del vecchio M-60 americano comprato dallo Shah Palhevi, che ora é stato ribattezzato "Samsam".

Facendo tesoro di un patrimonio di conoscenze tecniche di prim'ordine e dell'esempio degli ingegneri russi che a metà anni '80 riuscirono a rimodernare i vetusti T-55 del Patto di Varsavia rendendoli quasi più efficienti dei Leopard 1 occidentali gli esperti iraniani si sono cimentati anche con la sfida di ammodernare e incrementare l'efficienza degli M-47, carri di fine anni '40 ancora in servizio con le unità dell'Esercito schierate all'Est, presso i confini Afghani e Pachistani. Il risultato, dal nome convenzionale di "Sabalan", verrà messo in linea nei reparti interessati entro il prossimo anno iraniano, che prenderà il via questo marzo.
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sabato 23 giugno 2012

Alto chierico sciita iraniano dichiara: "La caduta degli Al-Saoud e degli Al-Khalifa é prossima!"

In un sermone recitato nella giornata di ieri il Grande Ayatollah Hussein Nour Hamedani, istruttore di seminario nella città sacra di Qom, dove l'elite religiosa sciita si reca a perfezionare le proprie credenziali teologiche e giuresprudenziali (come negli scorsi anni ha fatto anche l'influente e popolare leader sciita irakeno Moqtada al-Sadr, prima di tornare definitivamente in patria), ha definito "Inevitabile e imminente" la caduta delle dinastie sunnite che attualmente regnano su Arabia Saudita e sul Barhein, la prima opprimendo e depredando delle ricchezze naturali una sostanziosa minoranza sciita stanziata sulla costa orientale della Penisola Arabica, la seconda tiranneggiando una popolazione che é in stragrande maggioranza sciita e che si vide imporre un sovrano dispotico e non desiderato dall'intrigante colonialismo inglese di inizio secolo, ansioso di procurarsi 'sovrani amici' e basi sicure da cui controllare il flusso del petrolio persiano necessario alle navi della Marina Britannica, passate dalla propulsione a carbone a quella a nafta.
Hamedani ha definito i sovrani Sauditi e Bahreini "cani al servizio dell'imperialismo Usa, ansiosi di mettere in pratica gli ordini della Casa Bianca" e ha stimolato i musulmani, di qualunque setta e tendenza, a non restare in silenzio e a mobilitarsi per cacciare dagli scranni del potere dirigenti così compromessi con i peggiori nemici della Umma islamica e delle popolazioni oppresse di tutto il mondo facendo inoltre notare che é "grazie agli atti estremisti sostenuti e finanziati da questi sovrani corrotti che una falsa e tendenziosa immagine dell'Islam si diffonde nel mondo".
Il Grande Ayatollah ha indicato nei movimenti del Risveglio Islamico che via via si sono diffusi in tutto il mondo musulmano e vanno aumentando sempre di più la loro intensità e la loro vastità la forza che porterà questi come già altri iniqui regimi della regione a crollare e condurrà i loro rappresentanti alla stessa, ignominiosa e illamentata fine dell'Ex-scià di Persia, scalzato dall'onda potente della Rivoluzione Islamica e mandato a morire in esilio. "Presto anche gli Al-Khalifa e gli Al-Saoud conosceranno il destino che fu di Pahlavi!".
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mercoledì 11 aprile 2012

Vergognoso! Il figlio del tiranno Reza Pahlevi chiede aiuto al regime ebraico per abbattere la Repubblica Islamica


In una dimostrazione di vigliaccheria, meschinità e mancanza di autostima e orgoglio personale che bene danno la misura della bassezza morale dell'individuo in questione il figlio dell'ex tiranno filo-occidentale di Teheran, quello Shah Reza Palhevi cacciato dalle masse infiammate dal messaggio di riscossa lanciato da Khomeini e dagli altri predicatori della Rivoluzione Islamica e vissuto da esule nei palazzi degli altri servi di Washington fino a morire di cancro al Cairo (allora governato dal traditore del nasserismo Anwar Sadat) si é abbassato a baciare gli stivali sionisti ancora umidi del sangue delle ultime vittime palestinesi e arabe della repressione sionazista. delle trame del Mossad in Siria e, se vogliamo, anche del sangue degli scienziati iraniani uccisi dai terroristi MKO al servizio del Mossad, morti per non essersi fatti intimidire dalle minacce di Tel Aviv.

Riempiendosi la bocca in inani e inconsistenti riferimenti al passato pre-islamico della Persia (chissà se questo leccapiedi dell'Occidente ha gradito la visione razzista, offensiva, superficiale e stupida della civiltà persiana offerta in certi mediocri 'kolossal' della cinematografia recente, vorremmo proprio saperlo!) e balbettando incoerenti appelli a inesistenti 'rivoluzioni verdi' il bamboccio in questione si é presentato su un canale televisivo sionista a impetrare l'aiuto degli invasori e degli stupratori della Palestina per 'rovesciare' la Repubblica Islamica, come se covasse in qualche maniera irrazionale la speranza di poter posare le sue poco auguste natiche sul trono che suo padre occupava al tempo in cui le donne iraniane morivano di parto come nei paesi africani e l'analfabetismo raggiungeva in certe province la percentuale del 70 per cento.

Prima di terminare la sua irritante e vergognosa giaculatoria il figlio del tiranno esiliato ha trovato modo di scondinzolare di fronte ai suoi padroni sionisti esprimendo il 'desiderio' di incontrare personalmente il criminale di guerra Shimon Peres e l'attuale Primo Ministro Benji Netanyahu per poterli meglio supplicare di 'intervenire' contro la Repubblica Islamica. Forse pensa di riuscire a convincerli ad assassinare altri iraniani che negli ultimi trentatrè anni dal 1979 a oggi sono riusciti a costruire un Iran più ricco, prospero, avanzato socialmente, culturalmente e tecnologicamente di quanto il suo illamentato padre e la sua schiatta di satrapi corrotti non siano mai riusciti nemmeno a sognare.
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mercoledì 22 giugno 2011

Firmato accordo di produzione aeronautica tra l'Iran e la compagnia ucraina Antonov!


Dimitri Kiva, Segretario del colosso ucraino dell'aviazione, la compagnia Antonov, ha annunciato durante lo svolgimento del Paris Air Show che la sua azienda e il Governo della Repubblica Iraniana si sono impegnati a costruire 78 vettori passeggeri a medio raggio An-148 entro la fine del 2011. La produzione dei modelli avverrà in Iran presso le strutture della Iran Aircraft Manufacturing Industrial Company; il Ministero della Difesa di Teheran ha già accumulato esperienza nel produrre il "148" fin dal 2009.

A seconda della configurazione interna il "148" é capace di trasportare tra i 68 e i 99 passeggeri lungo tragitti di 3000-3500 km. L'Iran ha già positive esperienze nella cooperazione aeronautica con la Antonov, riguardanti la produzione su licenza del vettore passeggeri "An-140", la cui produzione in Iran é cominciata nel 2003. Il turboelica "140" é capace di trasportare 52 passeggeri su rotte corte ed é in servizio in Iran sia con la compagnia aerea HESA che con le forze dell'IRIAF.

L'Iran ha bisogno di rinnovare una flotta aerea civile obsolescnete, ereditata dal precedente regime dello Shah Reza Palhevi.
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giovedì 2 giugno 2011

Nutrita delegazione egiziana in visita a Teheran, si rafforza l'asse Egitto-Iran!!



Come é possibile vedere riportato nell'estensivo e dettagliato servizio televisivo andato recentemente in onda sull'emittente iraniana di lingua inglese PressTV una nutrita delegazione di rappresentanti politici, culturali e religiosi egiziani ha raggiunto 48 ore fa la capitale Teheran per una cinque-giorni nella Repubblica islamica. Commentando l'importante sviluppo nella costruzione di rapporti fruttuosi e amichevoli con l'Egitto post-Mubarak il Ministro degli Esteri iraniano Ali Akbar Salehi ha dichiarato: "Questo viaggio di amicizia, cui partecipano rappresentanti di prestigiose istituzioni accademiche come l'Università Al-Azhar e anche membri della comunità cristiana copta, misura i progressi rapidi e irreversibili che i nostri paesi stanno facendo per colmare un trentennio di mancata comunicazione a causa delle politiche filo-imperialiste e filo-sioniste seguite da Hosni Mubarak.


L'Egitto, infatti, interruppe tutti i contatti con l'Iran all'indomani della cacciata del tiranno filo-occidentale, Reza Palhevi, arrivando persino a offrire 'asilo politico' allo Scià deposto, che infatti morì, illamentato, al Cairo, visto che il dittatore egiziano aveva respinto tutte le richieste di estradizione della Repubblica islamica. Come passo verso il ristabilimento di normali relazioni diplomatiche Salehi e la sua attuale controparte egiziana, Nabil al-Arabi, si sono confrontati a lungo la scorsa settimana a lato della Sedicesima Conferenza dei Ministri degli Esteri dei Paesi Non-Allineati, tenutasi a Bali, in Indonesia.

Contemporaneamente, il Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejahd ha dichiiarato che l'Egitto e l'Iran hanno sfide e obiettivi comuni di fronte a loro e che quanti si oppongono al miglioramento delle loro relazioni reciproche sono gli stessi che vorrebbero continuare a mantenere la loro egemonia in Medio Oriente e Nordafrica secondo il vecchio adagio del "divide et impera", nello specifico gli Stati Uniti e lo Stato sionista. "L'egemonia sionista e americana non soltanto é ostile alla Rivoluzione egiziana quanto lo é stata alla Rivoluzione iraniana, ma teme in massimo grado il ristabilirsi di normali e amichevoli relazioni tra i nostri paesi perché vede in ciò un ulteriore passo lungo il sentiero del totale e irreparabile rovesciamento degli equilibri di potere regionali a suo sfavore".
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martedì 3 maggio 2011

L'Iran perfeziona armamenti e sistemi aerei, preparandosi a un impegnativo progetto di rimodernamento dei suoi "Phantom"!


Il vice-Comandante delle Forze aeree della Repubblica iraniana, Brigadier-Generale Mohammed Alavi ha dichiarato all'Agenzia di Stato IRNA che l'arma aerea di Teheran ha di molto moltiplicato e magnificato le sue capacità di combattimento nel corso dell'ultima decade, grazie soprattutto ai continui sforzi tecnici e scientifici per tenere le forze armate al passo con gli sviluppi e le minacce presenti nella regione.

Alavi si é detto conscio che la situazione in Irak e Afghanistan sia ancora ricca di incognite per gli interessi della Repubblica iraniana, così come ha riconosciuto che, vedendo gli equilibri regionali mutare in maniera a lui sfavorevole, il regime sionista di Tel Aviv potrebbe, preso da disperazione, tentare un colpo di mano contro l'Iran nel timore di perdere l'occasione favorevole per attaccarlo impunemente.

Le possibilità che tali minacce possano però colpire l'Iran e il suo popolo sono controbilanciate dai notevoli progressi nella produzione di armi intelligenti e sistemi di avvertimento precoce e sorveglianza elettronica, che ha contraddistinto l'output del settore Difesa di Teheran negli ultimi anni, con particolare riferimento a "bombe e missili a guida laser e televisiva, sistemi di guerra elettronica e difesa aerea e radar e altre componenti per aumentare e migliorare le capacità operative notturne dei nostri apparecchi".

In una notizia correlata, fonti attendibili all'interno del Ministero della Difesa di Teheran e nello Stato Maggiore dell'IRIAF (l'Aeronautica militare) avvertono che il prossimo progetto maggiore in cui l'arma aerea iraniana si impegnerà sarà un completo 'overhaul' per l'estensione della vita di servizio e il drammatico miglioramento delle capacità di tutti gli F-4 Phantom II attualmente in linea di volo, cioé oltre sessanta apparecchi.

Acquistati dallo Shah filo-americano e filo-occidentale negli anni '70, i Phantom II hanno servito ottimamente per oltre 30 anni, combattendo valorosamente nella guerra Iran-Irak (durante la quale compirono imprese prodigiose come il bombardamento della munitissima base 'segreta' di H-3 oltre a numerosi attacchi in pieno giorno su Bagdad), ma sono ormai sulla soglia dell'obsolescenza.

Grazie all'esperienza acquisita modernizzando gli F-5 nel modello Saeqeh, svelato ormai quattro anni fa e attualmente in servizio i tecnici iraniani hanno stilato due possibili opzioni per il rimodernamento dei Phantom americani: ambedue progetti ambiziosi che prevedono modifiche più estese di quelle subite dai più piccoli F-5. Nel primo caso si eliminerebbe l'intera sezione caudale sostituita da due piani verticali a V (questi simili a quelli del Saeqeh) e da due alettoni a lato dei motori, superfici 'canard' aggiuntive fornirebbero ulteriore manovrabilità. In questo caso l'F-4 diventerebbe un ancor più piccolo e maneggevole intercettore per la difesa dello spazio aereo nazionale, sacrificando quasi tutte le sue potenzialità da bombardamento.

La seconda soluzione prevede invece un notevole allungamento della fusoliera e lo spostamento dei motori, ma la lunghezza complessiva del velivolo non supererebbe di troppo gli attuali 19,2 metri grazie di nuovo alla rimozione della sezione di coda per i consueti piani verticali a V e, questa volta, superfici più ampie ai lati dei motori; ciò darebbe origine a un velivolo simile al Su-30, mentre la prima scelta darebbe origina a una macchina del tipo del Rafale, del J-10 o dell'Eurofighter Typhoon (che però hanno una singola superfice verticale in coda e ali a delta puro).

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domenica 13 febbraio 2011

Khalid Amayreh: "La cacciata di Mubarak é fausto evento per tutti gli egiziani, gli arabi e i musulmani del mondo!"


Mi é difficile esprimere a parole la mia gioria personale per lo spettacolare trionfo della Rivoluzione egiziana.
Mubarak, in compagnia dei colleghi satrapi Re Abdallah e Abu Mazen, rende omaggio ad Ariel Sharon, infaticabile massacratore di egiziani, palestinesi ed arabi in generale...
Secondo il mio modesto parere la deposizione del tiranno Hosni Mubarak, ampiamente considerato come l'agente più fidato degli Usa e di Israele nel Medio Oriente, é l'evento più fausto che il Mondo arabo e musulmano abbiano visto da trentatre anni a questa parte, cioé dalla Rivoluzione iraniana che scalzò dal trono il corrotto Scià di Persia Reza Palhavi.
Reza Palhavi si crogiolava nel più barocco fasto da operetta mentre il popolo iraniano languiva nella miseria.
Come lo Scià in Iran Mubarak tormentava il suo popolo per conto di Washington e di Tel Aviv, valutando la propria "legittimazione" come dipendente dalla sua sottomissione a questi due stati e ai loro desideri, senza considerare affatto le opinioni e i sentimenti dei suoi sudditi.

Nelle strade di Teheran nel 1978 mi ricordo di aver visto centinaia di migliaia di iraniani gridare "Tour Marghe Shahe Khae'n Nehzat Edameh dorad!", cioé 'Fino alla morte dello Scià traditore la lotta continuerà". E ho avuto un naturale e comprensibile dejà vu sentendo masse simili di egiziani intonare, questa volta in arabo e non in farsi, slogan punto differenti nei confronti di Mubarak.

Nessuno nei media occidentali venduti all'imperialismo oggi lo dice, ma c'erano molti punti di contatto fra lo Scià e Mubarak. Attraverso tutti gli anni della sua supremazia la 'vacca che ride' si é sempre preoccupata di prevedere e anticipare i desideri dei suoi padroni, coltivando un cinico e sprezzante odio nei confronti del suo popolo; é noto che Mubarak considerasse gli egiziani inconsequenziali, come se fossero mosche, formiche o qualche altra simile noia da tenere sotto controllo.

Sia Mubarak che Reza Palhavi nascondevano tutto ciò sotto una appariscente e luccicante "crosta" di patriottismo, col quale hanno cercato di ipnotizzare le masse furenti fino all'ultimo momento ma, come é chiaro dalla fine che entrambi hanno fatto, il patriottismo esteriore e di facciata non può far presa su popolazioni esasperate da decenni e decenni di abusi e umiliazioni.

Sotto il trentennio di Mubarak l'Egitto é regredito in ogni possibile campo, soffocato da una cappa di repressione, corruzione che lo hanno portato all'impotenza: una volta paese-guida del Mondo arabo l'Egitto é entrato in decadenza politica, economica, agricola, industriale e anche culturale...la stagnazione é stata prolungata e dolorosa e, insieme alla sottomissione a Israele, ha costituito la molla principale per la Rivoluzione.

Nella mia carriera recente, spesso scontrandomi con capiredattori e direttori preoccupati dall'idea di farsi nemici tra i sostenitori di un tiranno tanto potente, ho sempre denunciato Mubarak come una figura di rara immoralità, ma nemmeno nei miei sogni più rosei avrei potuto immaginare che la fine della sua parabola sarebbe stata tanto vicina e si sarebbe consumata grazie alla furia rigeneratrice del popolo che tanto disprezzava e sdegnava. Sicuramente é stata una grande e inattesa manifestazione di serendipità, che mi conforta e mi fa guardare con ottimismo al futuro.

venerdì 4 febbraio 2011

Khamenei a Teheran: "Ieri Israele progettava attacchi contro l'Iran, oggi deve pensare a come aiutare il suo alleato Mubarak"


La Guida Suprema della Repubblica iraniana, l'Ayatollah Sayyed Ali Khamenei ha rivolto ai fedeli riuniti in preghiera a Teheran un sermone nel quale ha definito il traballante "faraone" egiziano Hosni Mubarak come "un servo di Israele e degli Stati uniti"; Mubarak, ha articolato il successore di Khomeini, ha tenuto l'Egitto in una morsa, anteponendo gli interessi e i desideri dei suoi padroni sionisti e americani alle necessità e alle aspirazioni del suo popolo "Egli non solo non ha mai preso nessuna iniziativa ostile all'imperialismo e al sionismo, ma anzi, si é messo in luce come il migliore sodale, collega, confidente e facilitatore di queste due perniciose influenze che cercano di destituire la Nazione araba e i popoli musulmani dei loro diritti naturali, fra cui quelli di scegliere in libertà i propri governanti e godere appieno del frutto del loro lavoro e delle ricchezze naturali dei loro paesi".

Khamenei ha portato l'attenzione dell'uditorio su come Israele sia molto preoccupato dalla Rivoluzione vittoriosa in Tunisia, e dalle proteste che si susseguono in Yemen e Giordania, ma come sia stato mandato praticamente nel panico dagli eventi attualmente in corso di svolgimento in Egitto: "Israele sa benissimo che se l'Egitto fosse retto da un Governo anche solo leggermente meno filoisraeliano di quello di Mubarak, tutti gli equilibri di forze regionali cambierebbero".

Solo fino a poco tempo fa lo Stato ebraico poteva concentrare i suoi sforzi di propaganda e destabilizzazione contro la Repubblica iraniana, lanciando accuse pretestuose e infondate sul suo programma nucleare e agitando le varie lobby filo-sioniste in Europa e America per orchestrare contro di essa l'azione di enti e organismi internazionali che l'Iran ha sempre rispettato e onorato (al contrario di Israele, che apertamente viola e disprezza anche le più elementari norme di Diritto internazionale), adesso invece, per effetto della sollevazione di vasti strati della popolazione del Medio Oriente, Israele é sulla difensiva e deve pensare piuttosto a come risollevare le declinanti fortune dei tiranni suoi amici.
Cittadini iraniani dimostrano contro lo Shah Reza Palhavi nel 1979
"Anche per questo motivo, oltre che per il naturale senso di solidarietà tra popoli che a lungo hanno giaciuto sotto dittatori e autocrati filo-occidentali, gli eventi tunisini, egiziani e di altri paesi hanno uno speciale significato per i cittadini della Repubblica islamica".