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domenica 2 febbraio 2014

Ancora un'autobomba takfira (su un SUV Cherokee) contro il Libano! Quattro morti a Hermel!!

Un altro attacco terroristico contro il Paese dei Cedri si é registrato sabato sera quando un fuoristrada 4x4 Gran Cherokee (modello evidentemente 'amato' dai terroristi wahabiti) guidato da un pilota suicida é esploso contro una stazione di servizio ad Al-Aytam vicino ad Hermel.

Secondo le dichiarazioni del Ministro dell'Intero Marwan Charbel e del Giudice della Corte Militare Saqr Saqr si sono registrati quattro morti e ventidue feriti in seguito alla detonazione, alcuni dei feriti sarebbero in condizioni gravi.

I continui attacchi con autobombe in territorio libanese dimostrano come l'insorgenza wahabita che sta venendo distrutta in territorio siriano ha sempre più urgenza di crearsi basi all'interno del paese per tentare di risollevare la propria situazione ormai quasi disperata.

martedì 21 gennaio 2014

Nuova bomba contro la comunità sciita libanese! Quattro morti e quarantasei feriti ad Hareit Hreik!!

Una nuova vigliacca esplosione nella zona di Haret Hreik, nel quartiere sciita di Dhaiyeh ha lasciato sul selciato tre morti (più l'attentatore) e quasi cinquanta feriti, alcuni in gravissime condizioni.

Al-Manar, rete tv del movimento Hezbollah dichiara, citando il capo del Servizio Sanitario Islamico, che non vi sarebbero altri morti mentre il numero dei feriti potrebbe ancora lievitare di alcune unità.

Questa volta al contrario dell'ultima bomba che ha colpito la stessa zona  l'attentatore era appiedato e dotato di gilet esplosivo e non al volante di un'autobomba.

Immediato l'intervento delle forze militari che hanno cordonato l'area e estinto i focolai d'incendio; il Commissario  statale per la Giustizia Militare, Saqr Saqr ha già istruito l'inchiesta relativa e sta facendo raccogliere tutti gli indizi rilevanti dal luogo dell'esplosione, in primo luogo i resti del corpo dell'attentatore.

sabato 19 maggio 2012

Nonostante le provocazioni sunnite l'esercito libanese tiene alta la guardia e sequestra altre armi destinate ai terroristi in Siria!

Anche se impegnate a mantenere sotto controllo la delicata situazione a Tripoli, dove le milizie wahabite legate all'Alleanza 14 Marzo ormai imbaldanzite dall'inanità politica di Saad Hariri si stanno progressivamente trasformando in "cani sciolti" e minacciano di far precipitare il Nord del Libano nella guerra civile le forze armate di Beirut, saldamente controllate dal Governo Mikati, sostenuto da Amal, Hezbollah e dall'SSNP, non hanno abbassato la guardia contro il contrabbando di armi in direzione della Siria, anzi, hanno intercettato recentemente un convoglio di furgoni pickup nel villaggio di Joura.
A bordo della carovana di camioncini, che stava facendo una sosta nell'attraversamento della zona di Masharih al-Kaa, si trovavano miliziani sunniti letteralmente carichi di armi, razzi, mortai, bombe, munizioni ed esplosivi, che sono però caduti nell'imboscata astutamente tesa loro dai militari libanesi. Nella sparatoria seguente uno dei contrabbandieri é morto e un soldato é rimasto lievemente ferito prima che i criminali, vistisi circondati, decidessero di alzare le mani e consegnarsi.
L'inventario del materiale destinato ai terroristi wahabiti attivi in Siria, come al solito, si é rivelato impressionante ma il bottino più prezioso sono proprio i contrabbandieri che, per evitare il capestro, probabilmente verranno convinti a collaborare, svelando ulteriori "altarini" dei canali del traffico d'armi facilitato dai politicanti sunniti schierati con Arabia Saudita e Qatar contro il legittimo Governo siriano del Presidente Assad. In una notizia correlata nella giornata di ieri il Tribunale Militare di Beirut ha respinto la richiesta di rilascio del terrorista sunnita Shadi al-Mawlawi (foto sopra), arrestato recentemente nelle operazioni contro la rete di sostegno ai provocatori qaedisti in Libano e Siria. La decisione é stata presa all'unisono dai magistrati Nabil Wehbeh e Saqr Saqr. L'arresto di Mawlawi é stato uno dei motivi dell'esplosione degli scontri a Tripoli.
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