Nonostante l'orrenda strage di Odessa che la stampa occidentale asservita sminuisce o cerca assurdamente di imputare ai "filorussi" (come fa 'L'Unità', un tempo organo del PCI oggi ridotta a straccio filo-NATO dalla codardia e dall'insipienza piddine) l'Est Ucraina rimane off-limits alle gang banderiste e a quei militari che si sono piegati alla giunta dei criminali del Maidan.
Una colonna di veicoli militari che cercava di entrare a Kramatorsk é stata respinta dai miliziani che presidiano la cittadina; il centro di controllo ferroviario che é stato occupato ieri (A yasinuvyata, non a Donetsk come erroneamente riportato anche da noi) é ancora in mano alle milizie russofone e anche a Slaviansk le forze banderiste non sono riuscite a entrare nell'abitato.
Sembra che uno dei maggiori successi dei miliziani dell'Est sia stato quello di dimostrare di avere a disposizione e saper usare con efficacia i missili portatili antiaerei "Strela" e "Igla", che ieri hanno fatto strage di elicotteri e la consapevolezza della cui presenza ha portato a tenere a terra tutti gli assetti aerei disponibili a Kyiv per evitare altri abbattimenti "en masse".
Al Cremlino Putin e consiglieri monitorano accuratamente la situazione e, secondo quanto scrive Miroslav Lazanski su "Intermagazin" avrebbero già stimato in due brigate di paracadutisti e quattro divisioni corazzate e meccanizzate le forze minime da dover mobilitare per occupare senza colpo ferire o quasi l'Est Ucraina a maggioranza etnica russa.
Intanto il Governatore di Lugansk Valerj Bolotov ha dichiarato di avere dato inizio alla distribuzione di armi alla popolazione per aumentare il numero di effettivi disponibili per il presidio di arterie di comunicazione e luoghi-chiave della città mentre almeno due grandi gruppi di ex-poliziotti, agenti della "Berkut", cosacchi e veterani della Guerra in Afghanistan hanno lasciato la Crimea per entrare in Est ucraina e aiutare le milizie russofone e antifasciste nella loro lotta.


