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domenica 18 maggio 2014

Cento militari ucraini defezionano e si schierano con le milizie della Repubblica Popolare di Donetsk!

Sempre più evidente e profonda la crisi in cui si dibatte il regime banderista di Kyiv; poche ore dopo la scadenza dell'ultimatum proclamato la settimana scorsa dal Comandante delle milizie popolari della Repubblica di Donetsk Sergey Zdrilyuk circa cento militari ucraini hanno defezionato unendosi alle autorità separatiste locali.

Aleksandr Boroday, Premier a interim della neonata Repubblica Popolare, ha inoltre rimarcato che "nessun dialogo sarà possibile con Kyiv, fino a quando truppe che rispondono ai golpisti del Majdan rimarranno sul territorio di Donetsk".

Inoltre, diverse dozzine di agenti provocatori di Kyiv (fra di loro molti stranieri che si sospettano appartenere a servizi segreti o compagnie di mercenari occidentali) sono stati arrestati in questi giorni mentre cercavano di istigare scontri o appiccare incendi in varie zone di Donetsk.

lunedì 12 maggio 2014

In Ucraina, tenutisi i referendum, si delinea il completo trionfo della strategia di Putin!

Una volta terminate le operazioni di voto a Donetsk e Lugansk e pubblicati i risultati dei referendum sull'Indipendenza delle due regioni del Donbass, dove oltre l'85 per cento dei partecipanti (più del 70 per cento degli aventi diritto) si é proclamato per l'autonomia dal boccheggiante 'banderistan' di Kyiv, il Ministero degli Esteri di Mosca ha dichiarato che il Governo russo non può che trarre le dovute conclusioni da questa espressione di volontà popolare, sottolineando comunque che "Le conseguenze del voto referendario dovranno venire implementate in maniera civile e graduale, senza alcuna violenza".

Si é concluso con uno spettacolare successo il 'gambetto' di Putin che, come un consumato Maestro scacchista aveva persino "suggerito" di posporre i referendum (sapendo benissimo che si sarebbero tenuti comunque) e a cui ora non resta che aspettare il caos e le violenze che SICURAMENTE si scateneranno tra due settimane quando bisognerebbe votare su tutto il territorio ucraino.

Al contrario delle milizie filorusse, sostenute nel Sud-Est ed Est del paese da tutta la popolazione il 'banderistan' di svoboda e pravi sektor non ha nemmeno il controllo della Provincia di Leopoli, presunta "roccaforte" dove però il 9 maggio, anniversario della sconfitta del Nazismo non si sono contati gli atti di Resistenza e sfida alle teppaglie drogate fedeli alla NATO e alla UE.

Il contrasto con il civile e ordinato spettacolo del week-end, fidatevi, sarà stridente e dimostrerà come l'annessione dell'Est Ucraina alla Federazione Russa sia l'unica via d'uscita sensata dalla spirale di caos e instabilità istigata e fomentata dall'Imperialismo usa e Nato.

lunedì 5 maggio 2014

Perché non ci sarà nessuna "Soluzione Grozny" in Ucraina; Putin ha altre carte e modo e cervello per giocarle al meglio!

Di fronte alla sfacciata arroganza del complotto anglosionista contro l'Ucraina e il suo popolo (sì, tutto il suo popolo, che viene cinicamente usato da Washignton, Londra, Bruxelles e Tel Aviv come pedina contro Putin), di fronte alla codarda violenza risultata nel rogo e nella strage di Odessa molti nostri lettori si chiedono "cosa stia aspettando" il Presidente russo Putin a dare 'semaforo verde' alle sue unità militari per annettere l'Est Ucraina e la Novorossiya o addirittura per arrivare a Kyiv e deporre l'illegale giunta banderista del 'Maidan'.

Alcuni, arrivano perfino a ricordare la Battaglia di Grozny del 1999 e augurarsi che a diverse città ucraine venga riservato lo stesso destino. Lasciateci dire una cosa: un esercito che ricorra ai metodi che sono stati impiegati a Grozny 15 anni orsono non é un esercito 'forte', anzi, é un esercito debole e insicuro (come in effetti bisogna riconoscere che all'epoca l'Armata Russa fosse, dopo i disastri di Gorbachev ed Eltsin) che usa la potenza di fuoco come rullo compressore per 'spianare' quei problemi che non può affrontare e risolvere in altra maniera.

Putin e i suoi consiglieri sanno benissimo che le forze armate Ucraine sono debolissime e col morale a terra: solo pochi reparti di fanatici, "rinforzati" da hooligan di svoboda e pravy sektor hanno effettivamente lo stomaco di aprire il fuoco sui loro compatrioti russofoni, la maggior parte delle colonne armate sono state bloccate e respinte da civili disarmati. Una volta che le truppe russe entreranno in Ucraina Orientale questi soldati ucraini saranno sollevati dal poter alzare le braccia e arrendersi, come hanno fatto in massa i militari ucraini in Crimea.

Non ci sarà bisogno di potenza di fuoco; ovviamente un discorso differente é per i banderisti, gli agenti NATO e i mercenari americani e occidentali, ma quelli verranno liquidati quietamente dietro le quinte senza fanfare e troppi testimoni dall'intelligence russa: le donne che a Odessa si sono fatte le foto (furba, furbissima mossa!) mentre preparavano le molotov per incendiare la sede dei sindacati sono già state uccise, ma questo non lo leggerete sulla stampa occidentale né quella russa avrà interesse a pubblicizzarlo, quindi prendete nota e tenete conto della cosa.

Se volete avere un'idea di quel che accadrà tra pochi giorni non pensate alla Cecenia, ma all'Ossezia del 2008: la risposta del Cremlino sarà netta, ma misurata, solo se la NATO farà qualcosa di FANTASTICAMENTE STUPIDO come fare entrare truppe in Ucraina o aprire in qualche modo il fuoco su mezzi e soldati russi la situazione potrebbe, eventuamente degenerare...

domenica 4 maggio 2014

Aggiornamenti dall'Ucraina: banderisti ancora respinti a Slaviansk e Kramatorsk, armi distribuite ai cittadini a Lugansk!

Nonostante l'orrenda strage di Odessa che la stampa occidentale asservita sminuisce o cerca assurdamente di imputare ai "filorussi" (come fa 'L'Unità', un tempo organo del PCI oggi ridotta a straccio filo-NATO dalla codardia e dall'insipienza piddine) l'Est Ucraina rimane off-limits alle gang banderiste e a quei militari che si sono piegati alla giunta dei criminali del Maidan.

Una colonna di veicoli militari che cercava di entrare a Kramatorsk é stata respinta dai miliziani che presidiano la cittadina; il centro di controllo ferroviario che é stato occupato ieri (A yasinuvyata, non a Donetsk come erroneamente riportato anche da noi) é ancora in mano alle milizie russofone e anche a Slaviansk le forze banderiste non sono riuscite a entrare nell'abitato.

Sembra che uno dei maggiori successi dei miliziani dell'Est sia stato quello di dimostrare di avere a disposizione e saper usare con efficacia i missili portatili antiaerei "Strela" e "Igla", che ieri hanno fatto strage di elicotteri e la consapevolezza della cui presenza ha portato a tenere a terra tutti gli assetti aerei disponibili a Kyiv per evitare altri abbattimenti "en masse".

Al Cremlino Putin e consiglieri monitorano accuratamente la situazione e, secondo quanto scrive Miroslav Lazanski su "Intermagazin" avrebbero già stimato in due brigate di paracadutisti e quattro divisioni corazzate e meccanizzate le forze minime da dover mobilitare per occupare senza colpo ferire o quasi l'Est Ucraina a maggioranza etnica russa.
Intanto il Governatore di Lugansk Valerj Bolotov ha dichiarato di avere dato inizio alla distribuzione di armi alla popolazione per aumentare il numero di effettivi disponibili per il presidio di arterie di comunicazione e luoghi-chiave della città mentre almeno due grandi gruppi di ex-poliziotti, agenti della "Berkut", cosacchi e veterani della Guerra in Afghanistan hanno lasciato la Crimea per entrare in Est ucraina e aiutare le milizie russofone e antifasciste nella loro lotta.

sabato 3 maggio 2014

Aggiornamento sull'Ucraina: i banderisti falliscono a Slaviansk e fanno una strage con un rogo a Odessa!

Chiariamo subito alcuni punti ai nostri lettori che magari, sentendo le campane false e tendenziose dei media asserviti alla NATO e alla CIA possono aver creduto che in Ucraina sia in atto una 'controffensiva' della giunta golpista/fascista del 'Maidan' e che le milizie autonomiste russofone siano sotto scacco.

VOCE: "Una 'massiccia controffensiva' militare é stata lanciata dalle forze di Kiev contro Slaviansk presidiata dalle milizie russofone".

REALTA': Pochi blindati e pochi elicotteri sono stati impiegati contro i posti di blocco e le barricate improvvisate agli accessi esterni della città. I blindati sono stati quasi tutti bloccati dalla folla disarmata che si é stretta attorno a loro impedendogli di proseguire oltre, tranne in un caso dove un mezzo corazzato ha proseguito schiacciando sotto una ruota le gambe di un uomo.

VOCE: "Numerose posizioni degli insorti sono cadute in mano alle truppe ucraine"

REALTA': Nove barricate sono state abbandonate dai miliziani che le presidiavano, che hanno preferito spostarsi su posizioni più forti entro la cerchia urbana, in nessun caso questi movimenti hanno seguito scontri o sparatorie.

VOCE: "Due elicotteri sono stati abbattuti".

REALTA': In realtà gli elicotteri governativi persi sono quattro, tra cui sicuramente un Mi-8 e un Mi-24; un pilota di un elicottero abbattuto e ferito é stato raccolto dalle milizie russofone, soccorso e portato a un ospedale; i suoi commilitoni lo avevano abbandonato dopo averlo disarmato.

VOCE: "Slaviansk é caduta in mano alle forze governative".

REALTA': Questa é una panzana bella e buona, vi sono stati due morti  tra le truppe governative e forse uno tra i miliziani russofoni, queste 'perdite' danno la scala degli scontri che possono esserci stati oggi...microscopica.

Cosa voglioni dire questi fatti? La manovra militare dei banderisti di Kyiv si é risolta in un FLOP TOTALE; questo lo sanno benissimo gli hooligan di Svoboda e di Pravy Sektor e i loro burattinai di Washington, Londra e Bruxelles, ma lo sanno benissimo anche Putin, Lavrov e Shoigu a Mosca...all'Armata Russa ci vorrebbe molto meno a occupare tutta la Novorossiya di quanto non ci sia voluto a occupare la Crimea e se ciò non é stato ancora fatto é solo perché Putin vuole aspettare il momento in cui sarà chiaro che non esistono più alternative all'azione diretta.

La vera strage si é avuta invece a Odessa dove vigliacchi teppisti fascisti hanno sbarrato le porte del Palazzo dei Sindacati lanciandovi poi all'interno ordigni incendiari: circa quaranta persone sono morte; questo tuttavia dimostra che i banderisti leali a Kyiv sono una minoranza che sa agire solo con la violenza codarda dell'attentato.

Aspettiamo ulteriori aggiornamenti dalle nostre fonti.

venerdì 2 maggio 2014

Scontri a Slaviansk e altre zone dell'Ucraina orientale: forze di Kiev respinte, abbattuti quattro elicotteri!!

Siamo arrivati alle armi, ecco la conclusione delle continue provocazioni dei golpisti di Maidan, i banderisti filoguidati dalla CIA e dalla NATO con cui Obama sperava di togliere a Putin il controllo sulla Flotta del Mar Nero che é stata essenziale per prevenire l'aggressione imperialista contro la Siria di Assad.

Certi di venire spalleggiati diplomaticamente (e forse anche militarmente) dai loro burattinai occidentali i teppisti e gli hooligan insediati a Kyiv hanno lanciato una sconsiderata aggressione armata contro i presidi dei miliziani russofoni a Slaviansk e in altre zone delle province orientali che non aspettano altro di potersi unire alla federazione di Mosca.

Ovviamente le puntate dei banderisti sostenuti da contractor e mercenari americani e NATO sono state puntualmente rintuzzate dai militanti dell'Est che sono riusciti perfino ad abbattere quattro elicotteri militari, nella foto si vede il pilota di uno di essi che viene portato, ferito, in una località sicura, per venire interrogato. Forse in seguito si negozierà la sua liberazione.

Militanti russofoni hanno anche preso il controllo della centrale di controllo del traffico ferroviario di Donetsk, bloccando tutte le possibilità dei banderisti di Kyiv di fare affluire via treno rinforzi da Ovest.