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sabato 7 aprile 2012

Continua il Baby-Boom nella Striscia di Gaza: oltre 12 nascite per ogni morte!

Oltre 14.000 nuovi nati sono stati registrati nella Striscia di Gaza dall'inizio di gennaio fino alla fine di marzo 2012, con una media di 150 nascite giornaliere, di cui circa il 55 per cento maschi e il resto femmine, secondo quanto rivelato nella giornata di oggi dagli uffici anagrafici.

Gaza city e i suoi sobborghi sono stati tra le zone più prolifiche, con oltre 5000 nascite, mentre la zona cresciuta di meno é quella meridionale di Rafah, con "appena" 2000 nuovi nati. Ovviamente 'appena' rispetto alle altre zone di Gaza; si ricordi che anche quelli di Rafah sono pur sempre numeri che farebbero gridare al miracolo qualunque reparto di neonatologia europeo o americano.

A confronto di questa crescita prodigiosa le morti sono state appena 12 al giorno e, senza le campagne di bombardamento terroristico e l'assedio sionazista del ghetto palestinese sarebbero state ancora di meno, visto che molti decessi sono stati risultato di aggressioni armate israeliane o conseguenze dello strangolamento economico della Striscia. In media vi sono stati, comunque 12,5 neonati per ogni defunto.

La grande crescita demografica palestinese spiega come mai il regime ebraico di occupazione abbia tanta fretta di completeare la "pulizia etnica" (attraverso deportazione o sterminio) dei legittimi abitanti delle terre che ha invaso.
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domenica 16 ottobre 2011

14.000 nascite in 90 giorni nella Striscia di Gaza; Babyboom che rende ancora più urgente la soluzione all'emergenza umanitaria!

Cicogne molto indaffarate nei cieli sopra Gaza...
Statistiche diffuse dall'Amministrazione generale di Gaza per gli Affari civili e dal Ministero dell'Interno confermano che, nel trimestre luglio-agosto-settembre nella Striscia di Gaza si sono registrate 14590 nascite, ripartite tra 7420 bambini e 7170 bambine. L'Amministrazione ha dichiarato che, in media ogni giorno della scorsa estate l'enclave palestinese assediata dal regime ebraico ha visto la nascita di 158 bambini.
A causa dell'assedio sionista, sempre più neonati a Gaza vengono al mondo prematuramente, bisognosi di speciali cure e lunghi periodi in incubatrice.
Spezzettando ulteriormente questi dati si vede come 2636 nati di sesso maschile siano venuti al mondo a Gaza City, 1279 nel distretto Nord, 1070 nel distretto Centro, 1476 a Khan Younis e 959 a Rafah. Fra le femminucce 2549 sono venute al mondo a Gaza City, 1216 a Nord, 1011 al Centro, 1479 a Khan Younis e 915 a Rafah. Di fronte a questo Baby-boom le morti, appena 862, sono state suddivisi tra 491 defunti uomini e 371 donne, con una media di 9 trapassi al dì.

Il saldo positivo nascite/morti, che ha visto la popolazione della Striscia aumentare in tre mesi di oltre 13mila unità, rende ancora più gravi le sofferenze causate dall'illegale e insensato assedio sionista, che, con crudele predeterminazione, si accanisce a vietare l'importazione di latte in polvere, medicinali e articoli pediatrici, nel tentativo di minare la salute e lo sviluppo delle giovani generazioni palestinesi. Anche per dare una speranza a questi 14590 neonati diventa sempre più urgente e imperativo abbattere lo strangolamento sionista, con ogni mezzo necessario.
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venerdì 29 luglio 2011

Si aggrava la crisi umanitaria a Gaza! Penuria di combustibile mette a rischio le vite di centinaia di malati!


Con un annuncio che farà certo luccicare gli occhi e sfregare le mani dalla felicità agli Shylock di Tel Aviv, che sorvegliano notte e giorno l'assedio assassino contro il ghetto di Gaza il rappresentante del Ministero della Salute palestinese Bassam Barhoum ha dichiarato che, in conseguenza dello strangolamento economico imposto contro l'enclave costiera palestinese, le strutture sanitarie rischiano improvvisi e drammatici blackout dei loro servizi più essenziali.

Sembra strano che gli ospedali e le cliniche abbiano bisogno di gasolio e carburante ma, visto che Israele continua a bombardare l'unica centrale elettrica della Striscia per manteneral sempre inutilizzabile la maggior parte dell'energia usata a Gaza proviene da gruppi autonomi a combustibile, con grave spreco economico (una centrale funzionante sarebbe molto più efficiente) e inquinamento ambientale.

Gaza necessita per le minime attività di un milione e ottocentomila litri di carburante l'anno ma, nei primi sette mesi del 2011 ne ha ricevuti solo 400 mila di cui, per di più, il dieci per cento si é rivelato contaminato e inutilizzabile. 360 mila litri contro in fabbisoglio (nei primi sette mesi) di un milione e cinquantamila litri!

Se queste non sono cifre da "Ghetto di Varsavia" non sappiamo come si possa descrivere la situazione della Striscia in altra maniera se non "catastrofica". Dal carburante dipendono servizi sanitari essenziali come dialisi, incubatrici, apparati di aiuto alla respirazione, rianimazione e altro ancora. Se il mondo non si mobiliterà quanto prima per Gaza centinaia di malati, di feriti, di neonati, di cardio- e nefropatici potrebbero morire, sterminati dall'assedio del regime ebraico.
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