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domenica 10 ottobre 2021

Superpotenza energetica! Dopo che l'Iran ha risolto il problema energetico libanese il suo Ministro degli Esteri promette: due centrali elettriche verranno costruite!

 

Solamente gl'idioti possono dar retta alle scoregge "popotamiche" della goraccia e di consimili diffusori di fake news all'aroma di peto stantio, che vaneggiano di "Libano paralizzato" e di blackout nel Paese dei Cedri.
Seppur sottoposta a razionamento per precauzione l'elettricità fa funzionare a dovere impianti produttivi e servizi essenziali, grazie alle copiose e generose donazioni di carburanti iraniane (ed anche irachene), politiche salvifiche dell'Asse della Resistenza, che ha così sconfitto e messo sotto schiaffo la "massima pressione" american-sionista.
SUPERPOTENZA ENERGETICA, così il vostro umile esperto di Geopolitica da lungo tempo chiama l'illuminata Repubblica di Teheran, che con la potenza dei suoi MegaWatt generati in centrali domestiche, col peso dei suoi barili di petrolio e di carburanti raffinati in proprio e senza dover nulla chiedere all'Occidente fa fallire embarghi, strangolamenti e simili complotti orditi a Langley e Tel Aviv.

domenica 19 settembre 2021

Asse della Resistenza in azione! Copiose forniture di carburante iraniano e irakeno annullano la "massima pressione" americana sul Libano!

 

Rabbia e scorno degli anglosionisti per il totale fallimento delle loro misure di "massima pressione" sul Libano.
In un post su Twitter pubblicato giovedì scorso, Jim Risch, membro della Commissione per le Relazioni Estere del Senato, ha dichiarato: “La ricezione da parte del Libano di carburante iraniano sottoposto a sanzioni americane, trasportato da Hezbollah attraverso la Siria, è un segnale deludente per il futuro della responsabilità e della democrazia del Libano.“
“Le sanzioni statunitensi devono significare qualcosa. È snervante vedere questa amministrazione non renderlo chiaro”, ha aggiunto il senatore americano, sottintendendo che l’esportazione di carburante iraniano in Libano dimostra il fallimento degli Stati Uniti nella loro politica delle sanzioni contro entrambe le nazioni.

giovedì 7 giugno 2012

In arrivo due carichi di combustibile e uno di medicinali per il ghetto di Gaza strangolato dall'assedio sionista!


Una carovana motorizzata carica di una tonnellata e mezza di gasolio e benzina ha lasciato la provincia egiziana di Suez negli scorsi giorni diretta verso il varco di Rafah tra il Sinai e la Striscia di Gaza, cercando di calmierare le tragiche conseguenze della costante penuria di carburanti nel ghetto palestinese assediato illegalmente da Israele nel silenzio complice e ipocrita della comunità internazionale e dell'ONU. Scortati da forze della polizia militare i veicoli sono stati forniti e caricati a spese della Cooperativa Petrolifera del porto di Al-Zitiat, secondo quanto relato dai cronisti del quotidiano "Al-Youm Assabi" ('Il Settimo Giorno', in Arabo).

Mano a mano che sempre più precaria e pericolosa si fa la penuria di combustibili a Gaza tanto più insopportabile diventa l'ignavia con cui lo SCAF, la giunta militare di Tantawi, ha deciso di proseguire la sua politica di 'inazione' riguardo all'assedio del territorio palestinese, temendo contraccolpi da parte del regime sionista, con cui il vecchio Maresciallo, relitto dell'Era Mubarak, é restio a tagliare definitivamente le relazioni sconfessando la sottomissione cui prima Sadat e poi il dittatore ora condannato all'ergastolo avevano deciso di ridurre quello che una volta era stato il paese-guida della Resistenza araba antisionista.

Sempre l'Assabi ha dichiarato che entro pochi giorni un nuovo convoglio questa volta munito di quasi tre tonnellate di combustibili si avvierà verso Gaza. Il Maggior Generale Javer al-Arabi, Governatore del Nord Sinai ha dichiarato che poi anche quattro camion carichi di tredici tonnellate medicinali e attrezzature cliniche, donate dall'Unione Medica Araba, verranno presto indirizzati verso Gaza.
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mercoledì 4 aprile 2012

Accordo Gaza-Ramallah pone fine -per ora- alla crisi del carburante nella Striscia!


Secondo le dichiarazioni provenienti da Gaza per bocca di Raed Fattouh questa mattina il carburante necessario a far funzionare quotidianamente la centrale elettrica di Gaza ha iniziato ad affluire nel ghetto palestinese assediato grazie a un accordo siglato tra il Governo palestinese di Hamas e l'organizzazione Fatah che amministra tramite l'Anp il territorio occupato della West Bank.

 Ancora una volta l'amministrazione di Hamas ha mostrato di tenere in altissima considerazione gli interessi della popolazione affidata alla sua leadership, arrivando a trovare una soluzione per porre fine alle sue tribolazioni divenute pressoché insopportabili con la gravissima penuria di carburante dovuta allo strangolamento economico sionazista della Striscia costiera.

Analisti politici ed economici fanno notare che, con tutta probabilità, il gasolio che andrà ad alimentare la centrale elettrica di Gaza (permettendo quindi ai black-out quotidiani di scendere dalle attuali 18-20 a "sole" sei ore al giorno) é di origine israeliana (del resto dove altro potrebbe comprare combustibile Fatah?) ma questo non é il punto; Hamas ha trattato con un'altra entità palestinese e se il denaro che verserà a Fatah sarà poi da questa dato al regime ebraico di occupazione questa sarà unicamente una responsabilità di Abbas e compagni.
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giovedì 22 marzo 2012

Rezeq: "Israele ha cercato di manipolare politicamente la crisi energetica di Gaza per screditare e indebolire Hamas!"


Finalmente ha una spiegazione il 'balletto' con cui, negli ultimi giorni, i servizi di sicurezza egiziani (ancora pieni di ufficiali e comandanti nominati da Mubarak e perciò fedeli al vecchio regime) avevano cercato in tutti i modi di convincere il Governo palestinese a permettere che le spedizioni di gasolio e altri combustibili acquistati presso l'Egitto pagando in anticipo la forte somma di due milioni di dollari americani entrassero nella Striscia assediata tramite il varco di confine di Kerem Shalom con l'entità sionista anziché direttamente da quello che da Rafah porta in Egitto.

"Il motivo" ha spiegato il consulente politico del Premier Haniyeh, Youssouf Rezeq, nel corso di una recente conferenza stampa, "E' da ricercarsi nel tentativo sionista di riprendere il controllo sulla Striscia di Gaza, obiettivo al cui fine il regime di occupazione vuole proporre un'immagine di cura e preoccupazione nei confronti della crisi umanitaria, nonostante in fatto che essa sia causata proprio dal perdurare del suo assedio irragionevole e illegale contro l'enclave costiera".

Fare entrare il combustibile a Gaza dalla parte di Kerem Shalom, nelle speranze sioniste, avrebbe dovuto fungere da critica implicita al Governo di Hamas, confondendo le acque nello scenario politico interno e spingendo l'opinione pubblica in senso contrario al Movimento musulmano di Resistenza; quando, intuendo la trappola mediatica, il Governo Haniyeh si é detto indisponibile a tale soluzine, pretendendo che il combustibile passasse attraverso Rafah, subito varie agenzie stampa ed outlet mediatici sionisti hanno iniziato un fuoco di fila di comunicati e dichiarazioni dove si accusava Hamas di voler tenere la Striscia di Gaza 'senza combustibile' e sottolineavano invece come il regime di Tel Aviv avesse dato il suo assenso al transito.

In una conferma di quanto grave sia divenuta ormai la situazione dell'approvvigionamento elettrico nel ghetto palestinese assediato dall'occupazione sionista, dobbiamo riportare la notizia che il canale satellitare "Aqsa TV" ha deciso di interrompere le sue emissioni nel corso della notte, nell'ambito di un programma di risparmio e razionalizzazione delle risorse energetiche (visto che per far funzionare un'emittente TV la fornitura elettrica della rete é ormai totalmente insufficiente e bisogna quindi limitarsi all'energia che é possibile ottenere dai generatori diesel industriali acquistati a questo scopo), mentre, il Sindacato dei Panificatori di Gaza ha dichiarato che i suoi aderenti potranno, stando così le cose, continuare a panificare ancora solo per quattro giorni.
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lunedì 19 marzo 2012

Il Governo palestinese ha pagato 2 milioni di $ ma i servizi egiziani, ancora pro-Mubarak, impediscono l'arrivo del gas a Gaza!


Con una procrastinazione che ha veramente dello scandaloso i servizi segreti del Cairo, ancora pieni di ufficiali ed esponenti legati a doppio filo al vecchio regime di Mubarak, e che anzi, che ne costituivano uno dei pilastri necessari e indispensabili all'epoca del suo potere stanno volontariamente e pertinacemente rallentando e impedendo coi più vaghi prestesti e le scuse più implausibili la finalizzazione di un regolare contratto per la regolare fornitura di combustibile dall'Egitto alla Striscia di Gaza, già siglato e approvato dal Governo, nonostante che l'Egitto abbia già ricevuto due milioni di dollari americani da parte delle autorità di Gaza, senza che una sola goccia di gasolio o benzina sia riuscita a entrare nel ghetto palestinese assediato.

In questa maniera, dopo che per decenni il loro padrone Mubarak (adesso in prigione in attesa di una sentenza che potrebbe anche comportare la pena di morte) ha fornito al regime ebraico dell'occupazione miliardi di litri di metano a prezzi irrisori adesso gli ex-fedelissimi del deposto dittatore continuano a servire gli interessi di Tel Aviv, mantenendo nella penura e nel black out (a volte anche per 18 ore al giorno) il ghetto costiero assediato dagli shylock sionisti. Secondo quanto riferito dal Segretario del Consiglio dei Ministri palestinese, Dr. Mohammad Ashkool, i servizi egiziani dapprima pretendevano di trasferire il combustibile attraverso il varco di confine di Kerem Shalom, quindi permettendo all'occupazione sionista di rendersi conto di quanto carburante Gaza stava ricevendo e, quando la loro pretesa é stata respinta e il varco di Rafah é stato imposto come punto di transito allora hanno iniziato a nicchiare e rallentare le procedure di trasferimento coi pretesti più vari.

Il Governo palestinese ha invitato i colleghi egiziani a tenere fede ai patti stipulati e a impedire che, con la pretesa di misure di sicurezza o altri impedimenti, parti del loro apparato statale ancora fedeli a Mubarak cerchino di danneggiare il nuovo corso della politica interna ed estera instauratosi dopo la vittoriosa Rivoluzione di Piazza Tahrir.
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venerdì 17 febbraio 2012

La Striscia di Gaza a un passo dalla "Catastrofe Sanitaria", l'assedio sionazista potrebbe uccidere centinaia di civili indifesi che dipendono dalle macchine mediche senza corrente!


Il Ministro della Salute palestinese Dottor Bassem Naim è sul punto di dichiarare la "Catastrofe Sanitaria" nel territorio della Striscia di Gaza, dovuta alla ormai totale cessazione della produzione di energia nell'unica centrale termoelettrica dell'enclave e l'interruzione della distribuzione di corrente tramite la rete fissa, che costringe tutti coloro che vogliono far funzionare apparecchi elettrici a ricorrere all'uso di generatori a combustibile.

Tutte le strutture come ambulatori, cliniche e ospedali vedono a rischio le loro scorte di sangue, plasma, organi da trapiantare e medicinali da conservare al freddo, oltre alla possibilità di fornire procedure salvavita come rianimazione, respirazione assistita, dialisi e molte altre ancora, che dipendono dalla regolare disponibilità di corrente elettrica.

In una conferenza stampa tenuta presso l'Ospedale Al-Shifa il Dr. Naim ha dichiarato che il Ministero della Salute non sa per quanto sia possibile sostenere una simile situazione, ma "sicuramente non più di alcuni giorni"; se l'afflusso di carburante alla centrale elettrica non sarà ripristinato o se non si ricorrerà a qualche misura straordinaria, come l'allacciamento della Striscia di Gaza alla rete elettrica egiziana, entro la prossima settimana potrebbero esserci letteralmente centinaia di morti.

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martedì 14 febbraio 2012

La carenza di carburante a Gaza causa una catastrofe igienica e ambientale, si fermano i depuratori delle acque reflue!


La Municipalità di Gaza, a causa della costante mancanza di energia elettrica e della crescente penuria di combustibile per azionare i generatori e gruppi elettrogeni é stata costretta a iniziare lo scarico in mare di acque nere non trattate vista l'impossibilità di far funzionare adeguatamente gli impianti di depurazione delle stesse.

Naturalmente i veri responsabili sono i generali e politici sionisti che dirigono lo shylockiano strangolamento economico del ghetto costiero; scaricare le acque reflue non trattate in mare causerà un vero e proprio disastro ambientale che colpirà la flora e la fauna marina delle acque costiere, con gravi ripercussioni anche sul settore della pesca, i cui lavoratori vengono costretti dalle navi da guerra sioniste a gettare le reti sempe più vicini al litorale.

La Municipalità di Gaza ha fatto appello alle istituzioni governative e alle agenzie internazionali per un'azione risolutiva urgente che possa risolvere questo problema, prima che i danni causati all'ambiente e in maniera indiretta anche alla cittadinanza della Striscia diventino irreparabili.
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domenica 5 febbraio 2012

A Gaza é di nuovo emergenza sanitaria! La penuria di gasolio per i gruppi elettrogeni potrebbe uccidere centinaia di pazienti


Dializzati, politrasfusi, feriti in coma attaccati a macchine e respiratori, pazienti in terapia intensiva per carenze cardiache, potrebbero essere queste le prossime vittime dello strangolamento sionazista contro il ghetto assediato di Gaza. Con l'unica centrale elettrica ripetutamente bombardata che non riesce a fornire corrente alla regione per più di dieci-quattordici ore al giorno nei numerosi ospedali e nelle cliniche di Gaza, Khan Younis e Beit Hanoun dozzine e dozzine di persone dipendono per la loro stessa vita dal funzionamento dei gruppi elettrogeni a combustibile di cui ormai ogni struttura sanitaria é necessariamente dotata.
Gruppi elettrogeni a gasolio all'ospedale Al-Shifa, Gaza City.
Ma tali gruppi per funzionare hanno appunto bisogno di gasolio e anche questo genere é sottoposto alle disumane ristrettezze dell'assedio shylockiano, mano mano che esso prosegue e si irrigidisce persino le magre riserve di carburante sono andate del tutto prosciugandosi e le quantità che arrivano coraggiosamente contrabbandate attraverso i "tunnel della vita" al confine con l'Egitto sono ormai insufficienti a far fronte a una domanda in continua crescita.

Il Ministero della Salute del Governo palestinese ha lanciato l'allarme per una prossima "crisi sanitaria" con questo comunicato relato dal portavoce Ashraf al-Qedra: "Tutti i reparti ospedalieri della Striscia che dipendono dalla costante fornitura di elettricità potrebbero improvvisamente cessare di funzionare, anche le scorte di plasma, sangue, tessuti per trapianti e medicinali che necessitano di refrigerazione potrebbero andare perse per sempre, con conseguenze inimmaginabili". Una possibile soluzione del problema starebbe nell'allacciamento di Gaza alla rete elettrica egiziana, che potrebbe fornire all'enclave tutta l'energia necessaria a colmare gli ammanchi dovuti al parziale funzionamento della sua centrale.
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venerdì 29 luglio 2011

Si aggrava la crisi umanitaria a Gaza! Penuria di combustibile mette a rischio le vite di centinaia di malati!


Con un annuncio che farà certo luccicare gli occhi e sfregare le mani dalla felicità agli Shylock di Tel Aviv, che sorvegliano notte e giorno l'assedio assassino contro il ghetto di Gaza il rappresentante del Ministero della Salute palestinese Bassam Barhoum ha dichiarato che, in conseguenza dello strangolamento economico imposto contro l'enclave costiera palestinese, le strutture sanitarie rischiano improvvisi e drammatici blackout dei loro servizi più essenziali.

Sembra strano che gli ospedali e le cliniche abbiano bisogno di gasolio e carburante ma, visto che Israele continua a bombardare l'unica centrale elettrica della Striscia per manteneral sempre inutilizzabile la maggior parte dell'energia usata a Gaza proviene da gruppi autonomi a combustibile, con grave spreco economico (una centrale funzionante sarebbe molto più efficiente) e inquinamento ambientale.

Gaza necessita per le minime attività di un milione e ottocentomila litri di carburante l'anno ma, nei primi sette mesi del 2011 ne ha ricevuti solo 400 mila di cui, per di più, il dieci per cento si é rivelato contaminato e inutilizzabile. 360 mila litri contro in fabbisoglio (nei primi sette mesi) di un milione e cinquantamila litri!

Se queste non sono cifre da "Ghetto di Varsavia" non sappiamo come si possa descrivere la situazione della Striscia in altra maniera se non "catastrofica". Dal carburante dipendono servizi sanitari essenziali come dialisi, incubatrici, apparati di aiuto alla respirazione, rianimazione e altro ancora. Se il mondo non si mobiliterà quanto prima per Gaza centinaia di malati, di feriti, di neonati, di cardio- e nefropatici potrebbero morire, sterminati dall'assedio del regime ebraico.
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venerdì 22 aprile 2011

Il Governo di Hamas indica la via per lo sviluppo economico di Gaza: "Totale indipendenza da Israele renderà inutile l'assedio sionista!"


Il Ministro dell'Economia di Gaza, Alaadin al-Rafati ha sottolineato progressi e successi degli sforzi del Governo Hanyieh lungo la strada che dovrà portare l'enclave costiera palestinese a diventare un'economia autosufficiente, vanificando così i subdoli tentativi israeliani di danneggiare Hamas e il suo prestigio politico attraverso i disagi e le privazioni economiche imposte con l'assedio.

La transizione, ovviamente, non é facile e a ogni angolo si deve affrontare lo spettro della crisi di qualche settore, specialmente a seguito delle distruzioni che Israele, con i suoi cacciabombardieri, i suoi droni volanti, le sue artiglierie e le sue unità navali é in grado di infliggere a distanza nel più totale e ipocrita disinteresse della comunità internazionale.

"Nonostante tutto é intenzione di questo Ministero e del Governo di cui fa parte di riuscire a creare duraturo sviluppo economico per tutti gli abitanti di Gaza e della Striscia, nell'ambito di un profondo e articolato piano di Resistenza all'occupazione e di sfida all'inumano e illegale assedio sionista. Abbiamo le conoscenze e le capacità per renderci totalmente indipendenti dal regime sionista e il sostegno della popolazione ci spinge a perseguire questo obiettivo, che siamo determinati a raggiungere quanto prima".

Il sistema economico verso cui Gaza tenderà, ha spiegato al-Rafati, coerentemente con la visione politica e strategica di Hamas, lascerà spazio all'iniziativa privata e al mercato, ma nell'ambito di un chiaro ed efficace sistema di controlli e bilanciamenti in maniera da permettere la concorrenza leale, impedire il formarsi di trust e monopoli, tutelare i lavoratori e i consumatori. Era logico che una parte della conferenza stampa venisse spesa parlando dell'Egitto e del suo ruolo nel prossimo futuro della Striscia, mano a mano che le politiche imposte dal regime del tiranno Mubarak verranno abbandonate e condannate.

"Abbiamo già le bozze di accordi per la forntura di elettricità e carburanti attraverso il confine di Rafah, attendiamo che, traducendo nei fatti i primi positivi segnali nei confronti di Hamas e del Governo che esso esprime, il Cairo permetta che questi vengano raffinati nei dettagli e poi posti prontamente in essere".

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venerdì 11 febbraio 2011

A Gaza tornano benzina e gasolio attraverso i tunnel del contrabbando, ma la situazione resta critica!


Un piccolo, brevissimo, sospiro di sollievo per Gaza, tartassata dalla crudeltà dell'ottuso e insensato odio dei politici e dei generali sionisti, che le impongono la carestia come disumana "punizione collettiva" per la sua indomita volontà di Resistenza; dopo giorni e giorni di blocco, grazie agli sforzi degli escavatori e dei trasportatori dei tunnel del contrabbando, combustibili e carburanti egiziani hanno ripreso ad affluire nell'enclave costiera assediata.

Circa 2100 ettolitri di benzina e 10000 di gasolio sono stati importati attraverso i cunicoli sotterranei e, guardando al futuro per la prima volta da giorni con ottimismo, gli abitanti della Striscia attendono ulteriori consegne nel corso del week-end. Senza l'importazione clandestina attraverso i tunnel Israele avrebbe gli artigli puntati alla gola di ogni attività economica e produttiva di Gaza, potendo decretare il tipo e la quantità di ogni combustibile fossile da lasciar transitare attraverso il suo blocco economico.

Il recente attentato beduino a un gasdotto egiziano inizialmente aveva causato panico e preoccupazione fra la popolazione di Gaza visto che, qualora l'approvvigionamento israeliano di metano ne fosse stato anche minimamente intaccato lo Stato ebraico avrebbe certo preso a pretesto la cosa per infliggere nuove privazioni ai Palestinesi che tiene in ostaggio, come già ha fatto in passato. Ogni scusa é buona, infatti, per Israele, per incrudelire contro le sue vittime, in una vera e propria sarabanda di azioni vili e meschine, a volte al confine col puro sadismo.

Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari a Gaza ha comunicato ai suoi referenti internazionali che la situazione tuttavia rimane sull'orlo della catastrofe per molti altri aspetti, come la situazione sanitaria e medica, il blocco del varco di confine di Rafah, attraverso cui, secondo l'Oms ogni giorno transitano almeno venti malati palestinesi bisognosi di esami e terapie da effettuarsi in Egitto.

giovedì 10 febbraio 2011

Gaza strangolata dall'assedio sionista! Da un giorno all'altro la Striscia precipiterà in piena emergenza umanitaria!!


Dopo oltre due settimane di dimostrazioni e scontri in tutte le maggiori città egiziane, la situazione nella Striscia di Gaza é diventata, da critica che era, praticamente disperata, visto che, con l'inizio delle proteste in Egitto, le autorità cairote hanno sigillato il varco di confine di Rafah schierando a sua protezione un piccolo contingente di truppe, abbandonate a loro volta senza ordini né cibo.

La chiusura del varco di Rafah ha interrotto anche l'afflusso di quelle poche merci e articoli "permessi" dalle shylockiane 'tabelle della carestia' imposte dal regime sionista a decretare cosa possa e cosa non possa affluire nella Striscia, trasformata dall'assedio israeliano in un immane "bunker della fame".

Come segnalato dal nostro precedente articolo, particolarmente critica é la situazione di combustibili e carburanti, che a Gaza, stante i costanti e ripetuti attacchi aerei israeliani all'infrastruttura elettrica, sono necessari non solo per veicoli e riscaldamento, ma anche per alimentare i gruppi elettrogeni che consentono alle famiglie di fare fronte ai frequenti e prolungati black-out della corrente.

Crudeli abbastanza per ridurre Gaza alla fame, ma avidi il giusto per non disdegnare un guadagno da sciacalli, certi ufficiali e militari sionisti hanno iniziato un loro privato regime di contrabbando, facendo affluire nella Striscia quantità irrisorie di benzina e gas domestico a prezzi che vanno dal triplo al quadruplo del normale.

L'ospedale di Shifa, il più grande e moderno della Striscia, ha circa una settimana di autonomia grazie a una grande scorta di carburante ammassata per la bisogna ma, se il varco di Rafah rimanesse chiuso più a lungo, incubatrici, apparati di rianimazione, macchine per la dialisi e altri equipaggiamenti salvavita potrebbero smettere di funzionare, con conseguenze tragiche per dozzine e dozzine di malati.

Un capitolo della tragedia di Gaza particolarmente legato alla situazione sanitaria é quello dei Palestinesi ancora bloccati all'Aeroporto del Cairo; molti di loro sono pazienti che si erano recati al Cairo per effettuare esami o sottoporsi a terapie, adesso, bloccati nella piccola 'stanza detentiva' di cui abbiamo già pubblicato foto e filmati, stanno esaurendo le loro medicine e vedendo aggravarsi le loro condizioni.

Anche il prezzo di articoli non di immediata sopravvivenza sta stabilendo record dopo record: prima della chiusura di Rafah una tonnellata di cemento si vendeva a 102 Euro, adesso é difficile trovarne a meno di 220.