Di fronte al consolidarsi di una robusta sfera di cooperazione eurasiatica, in cui Russia e Cina, inevitabilmente, fanno la parte del leone (ma anche paesi intermedi come Turchia, Iran, Kazakhstan, trovano posti di rilievo) al declinante 'impero' americano non resta che abbozzare reazioni con dichiarazioni roboanti e quel che in Inglese si dice 'scaremongering', cioé la diffusione di timori infondati per provocare reazioni violente e destabilizzanti e cercare di rovinare (o almeno rallentare) l'emersione del nuovo ordine mondiale multipolare.
E' quanto é avvenuto negli ultimi giorni con una vera e propria offensiva di 'fake news' lanciate dal deputato Usa Richard D. Fisher, 'alunno' del 'think tank' chiamato "Centro per la Valutazione della Strategia Internazionale".
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domenica 20 maggio 2018
"Think tank" e deputati Usa ricorrono a maldestro terrorismo per cercare di mettere l'India contro la Cina!
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giovedì 19 febbraio 2015
George Friedman, STRATFOR e il 2008 come spartiacque geopolitico per l’inizio del XXI Secolo
Ho avuto il piacere di tradurre per gli amici di "Stato e Potenza" un nuovo, brillantissimo pezzo di Luc Michel; visto il successo di 'click' ottenuto dai precedenti scritti dello studioso francese ho pensato di proporlo anche sulle pagine del blog. I numerosi 'colpi di coda' dell'imperialismo americano in tutto il globo (Irak, Ucraina, Siria, Venezuela) sembrano scollegati e incoerenti, ma hanno in realtà una loro perversa logica: studiare il modo di pensare 'neomachiavellico' dei Kissinger, dei Brezinski, dei Friedman, ci dà importanti strumenti per prevenire, contrastare e vincere la tentacolare minaccia a stelle e strisce.
“Riuscire a imparare dal proprio nemico è allo stesso tempo un dovere e un onore”
- Brig. Gen. Karl Haushofer, fondatore della Geopolitica e padre del concetto di ‘Blocco Continentale’
Riproduzione, grazie alla gentile concessione di STRATFOR, di certe analisi geopolitiche e geostrategiche del principale gruppo americano di insegnamento privato e analisi strategica.
STRATFOR iscrive la sua opera nella linea incontestabile della ‘Scuola Neomachiavellica Americana”(1) (vedansi le analisi di Raymond ARON), iniziata con James BURNHAM (autore di “Machiavellici, o, difensori della libertà” e del manifesto geopolitico americano “La lotta per il mondo”, uscito nel 1943 e nel 1946 in traduzione francese col titolo “Per il dominio mondiale”), continuata poi da figure come Henry KISSINGER e Zbigniew BREZINSKI (vedasi il suo libro “Il grande scacchiere”).
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venerdì 11 aprile 2014
PDF di propaganda yankee anti-Hezbollah utile soprattutto per capire lo spaesamento Usa di fronte al partito di Nasrallah!
L'"Istituto per lo Studio della Guerra" é uno di quei 'centri studi' tutti americani (che si definiscono pomposamente 'think tank' - serbatoi di pensiero!) che dovrebbero produrre analisi e dottrine utili ai policymaker della Casa Bianca per confrontarsi con realtà e situazioni molto lontane dalla loro esperienza. Grazie all'amico Alessandro Lattanzio di "Sito Aurora" e "Stato e Potenza" possiamo indicarvi questo link dove scaricare l'ultimo parto delle profonde 'ponzate' di questo 'tank(o)' (più che serbatoio infatti ci sembra un meccanismo vetusto e rabberciato come la ruspa degli "indipendentisti veneti") riguardo ad Hezbollah e al suo ruolo in Siria.
Il documento, firmato da una tale 'Marisa Sullivan' infatti é notevole non perché analizzi in profondità l'operato del Partito di Dio libanese in Siria, né perché riveli chissà quali retroscena, ma perché indica molto bene le superficialità, i pregiudizi, i paraocchi con cui gli yankee si accostano al fenomeno Hezbollah e perché, in circa trent'anni, non ne abbiano mai capito nulla.
Questo dervia dall'istintivo razzismo tipico dei popoli anglo-sassoni, unito all'ideologia yankee del 'destino manifesto' e allo specchio deformante dell'Orientalismo attraverso cui questi 'analisti' percepiscono la realtà mediorientale, araba e sciita. Marisa Sullivan fa il marchiano errore di dipingere alternativamente Hezbollah come 'debolissimo' (in definitiva non si tratta altro che di 'negri delle sabbie' con turbanti in testa, no?) e insieme 'fortissimo' (per il suo -presunto- fanatismo e per l'aiuto dell'Iran), senza rendersi conto che pochi anni prima la forza di Hezbollah era "imputata" all'aiuto della Siria (ormai nemmeno considerata e dipinta come ancor più debole di Hezbollah tanto che, così marcia la tautologia della Sullivan, il regime di Assad sarebbe certo caduto se non fosse accorso in suo aiuto Hezbollah).
Altro indicatore di quanto male la Sullivan abbia fatto i 'compiti a casa' (per usare una metafora renziana!) sta nella maniera supina e acritica con cui essa sottoscrive ogni affermazione di fonte terroristica riguardo le "gravissime perdite" subite da Hezbollah nella campagna siriana, dove persino "molti leader" sarebbero stati uccisi sul campo di battaglia. Considerando che, come in ogni operazione di controinsurgenza, per ogni militare o militante siriano o comunque filo-governativo, sono tra gli otto e i dodici i militanti terroristi che vengono abbattuti, ci si chiede quanto 'gravi' possano essere le perdite di Hezbollah; ma poi, basta pensare quante e quali volte le fonti di informazione leali ai terroristi siano state "pizzicate" a mentire spudoratamente per defraudare le affermazioni della Sullivan di qualunque credibilità.
Il colpo definitivo alla credibilità dell'autrice la danno le scarne righe di 'bio' (pag. 6) che accompagnano il suo 'paper', dove si vede che la Sullivan NON HA ALCUNA ESPERIENZA DI LIBANO O DI HEZBOLLAH e abbia in precedenza pubblicato studi sulle milizie sadriste e sul campo politico di Nouri al-Maliki in Irak. Evidentemente essendo Moqtada al-Sadr un chierico sciita e rappresentando il Premier Maliki la maggioranza di irakeni sciiti, tali scritti nella visione superficiale tipica degli americani rendono "de facto" Marisa Sullivan una ESPERTA DI SCIISMO A LIVELLO MONDIALE.
Noi che sappiamo quanto particolare, unico e irripetibile sia invece lo scenario culturale/sociale/politico libanese da cui Hezbollah é sorto e si é sviluppato continueremo a considerare simili 'pamphlet' rigurgitati dalle 'cisterne di pensiero' a stelle e strisce come materiale per aeroplanini di carta.
Il documento, firmato da una tale 'Marisa Sullivan' infatti é notevole non perché analizzi in profondità l'operato del Partito di Dio libanese in Siria, né perché riveli chissà quali retroscena, ma perché indica molto bene le superficialità, i pregiudizi, i paraocchi con cui gli yankee si accostano al fenomeno Hezbollah e perché, in circa trent'anni, non ne abbiano mai capito nulla.
Questo dervia dall'istintivo razzismo tipico dei popoli anglo-sassoni, unito all'ideologia yankee del 'destino manifesto' e allo specchio deformante dell'Orientalismo attraverso cui questi 'analisti' percepiscono la realtà mediorientale, araba e sciita. Marisa Sullivan fa il marchiano errore di dipingere alternativamente Hezbollah come 'debolissimo' (in definitiva non si tratta altro che di 'negri delle sabbie' con turbanti in testa, no?) e insieme 'fortissimo' (per il suo -presunto- fanatismo e per l'aiuto dell'Iran), senza rendersi conto che pochi anni prima la forza di Hezbollah era "imputata" all'aiuto della Siria (ormai nemmeno considerata e dipinta come ancor più debole di Hezbollah tanto che, così marcia la tautologia della Sullivan, il regime di Assad sarebbe certo caduto se non fosse accorso in suo aiuto Hezbollah).
Altro indicatore di quanto male la Sullivan abbia fatto i 'compiti a casa' (per usare una metafora renziana!) sta nella maniera supina e acritica con cui essa sottoscrive ogni affermazione di fonte terroristica riguardo le "gravissime perdite" subite da Hezbollah nella campagna siriana, dove persino "molti leader" sarebbero stati uccisi sul campo di battaglia. Considerando che, come in ogni operazione di controinsurgenza, per ogni militare o militante siriano o comunque filo-governativo, sono tra gli otto e i dodici i militanti terroristi che vengono abbattuti, ci si chiede quanto 'gravi' possano essere le perdite di Hezbollah; ma poi, basta pensare quante e quali volte le fonti di informazione leali ai terroristi siano state "pizzicate" a mentire spudoratamente per defraudare le affermazioni della Sullivan di qualunque credibilità.
Il colpo definitivo alla credibilità dell'autrice la danno le scarne righe di 'bio' (pag. 6) che accompagnano il suo 'paper', dove si vede che la Sullivan NON HA ALCUNA ESPERIENZA DI LIBANO O DI HEZBOLLAH e abbia in precedenza pubblicato studi sulle milizie sadriste e sul campo politico di Nouri al-Maliki in Irak. Evidentemente essendo Moqtada al-Sadr un chierico sciita e rappresentando il Premier Maliki la maggioranza di irakeni sciiti, tali scritti nella visione superficiale tipica degli americani rendono "de facto" Marisa Sullivan una ESPERTA DI SCIISMO A LIVELLO MONDIALE.
Noi che sappiamo quanto particolare, unico e irripetibile sia invece lo scenario culturale/sociale/politico libanese da cui Hezbollah é sorto e si é sviluppato continueremo a considerare simili 'pamphlet' rigurgitati dalle 'cisterne di pensiero' a stelle e strisce come materiale per aeroplanini di carta.
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martedì 4 giugno 2013
Si sgretola il fronte dei 'ratti' wahabiti tra accuse incrociate e recriminazioni mentre le truppe di Assad avanzano ancora!
"Commissione Generale per la Rivoluzione Siriana" é una delle molte sigle roboanti e variopinte che si nascondono dietro la facciata dell'SNC, il policefalo organismo messo insieme da CIA, NATO e Mossad per 'coordinare' le attività terroristiche contro Assad, il suo legittimo Governo e il vero popolo siriano a lui fedele; in realtà di 'siriano' tale commissione non ha proprio niente, essendo composta da oriundi americani di terza e quarta generazione che non hanno nessun contatto e nessun legame col paese che pretenderebbero 'rappresentare' e che in realtà vorrebbero soltanto prostituire ai desideri di Washington e Tel Aviv.
Orbene, recentemente questa Commissione Generale si é ritirata dal 'Consiglio Nazionale Siriano' (SNC) accusandolo di avere 'sperperato tempo e risorse in iniziative personalistiche di rappresentanti che si sono pavoneggiati coi media'; contemporaneamente Yezid Sayigh 'pundit' del think tank imperialista Canergie per il Medio Oriente ha definito 'disperata' la situazione sul terreno delle bande terroriste attive in Siria.
"Alcuni osservatori vorrebbero legare la crisi dei militanti anti-Assad all'intervento di Hezbollah nella battaglia di Qusayr, ma costoro dimenticano che già prima dell'arrivo oltreconfine dei miliziani libanesi l'Esercito siriano era all'offensiva su tutti i fronti: ripulendo la provincia di Damasco, isolando Daraa nel Sud del paese, riprendendo il controllo di arterie stradali fondamentali tra Hama e Aleppo, rompendo l'assedio di Wadi Deif".
Orbene, recentemente questa Commissione Generale si é ritirata dal 'Consiglio Nazionale Siriano' (SNC) accusandolo di avere 'sperperato tempo e risorse in iniziative personalistiche di rappresentanti che si sono pavoneggiati coi media'; contemporaneamente Yezid Sayigh 'pundit' del think tank imperialista Canergie per il Medio Oriente ha definito 'disperata' la situazione sul terreno delle bande terroriste attive in Siria.
"Alcuni osservatori vorrebbero legare la crisi dei militanti anti-Assad all'intervento di Hezbollah nella battaglia di Qusayr, ma costoro dimenticano che già prima dell'arrivo oltreconfine dei miliziani libanesi l'Esercito siriano era all'offensiva su tutti i fronti: ripulendo la provincia di Damasco, isolando Daraa nel Sud del paese, riprendendo il controllo di arterie stradali fondamentali tra Hama e Aleppo, rompendo l'assedio di Wadi Deif".
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