mercoledì 3 agosto 2011

Hezbollah mette in guardia Israele: "Ogni attacco contro civili e militari libanesi é un attacco contro di noi!"


Il movimento sciita di Resistenza, Hezbollah, ha dichiarato in un comunicato rilasciato poco dopo la sparatoria israeliana attraverso il confine che il ferimento di un civile libanese inerme equivale a un attacco israeliano contro tutto il Libano, a prescindere da linee di divisione religiose, etniche o settarie.

E' stato appurato che, per proteggere il ferito e portarlo fuori dalla linea del fuoco i militari libanesi della caserma 'Wazzani' non abbiano esitato a impugnare le armi e volgerle verso i punti di provenienza del fuoco sionista. Sul portale di informazione online Naharnet é apparso un comunicato di Hezbollah che riporta: "Ogni attacco contro la popolazione libanese ed il suo Esercito o le forze della sua Resistenza equivale a un attacco contro tutto il Libano".

"Questo crimine" continua il documento "ricorda al nostro popolo la natura infida e aggressiva del nostro nemico sionista e la sua ansia di egemonia e conquista al di là dei nostri sacri e inviolabili confini". Nell'agosto 2010 un giornalista venne ucciso da proiettili sparati da soldati sionisti attraverso il confine; la rappresaglia libanese costò la vita a un Colonnello di Tel Aviv.
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