Affidabili fonti informative libanesi riporterebbero come la cattura del capo terrorista Imad Ahmed Jomaa, il bombardamento tempestivo da parte dei jet siriani delle forze wahabite che stavano entrando in Libano per marciare su Arsal e la conseguente vittoriosa battaglia delle truppe di Beirut per mantenerne il controllo sono stati tutti possibili solamente grazie all'allarme precoce lanciato da Hezbollah tanto ai suoi alleati siriani quanto alle autorità militari di Beirut.
Infatti gli uomini di Nasrallah dislocati tra la Valle della Bekaa e la zona di Qalamoun avrebbero notato con grande anticipo le manovre dei terroristi e grazie ai loro numerosi contatti nei villaggi libanesi al di qua e al di là del confine le avrebbero tenute sottotraccia fino ad essere sicuri di cosa stava succedendo.
A quel punto, pur senza prendere direttamente parte agli scontri, avrebbero allertato Armee Libanaise ed aviazione di Assad, contribuendo a dare un grave scacco ai militanti wahabiti che si aspettavano il completo effetto sorpresa.
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mercoledì 6 agosto 2014
"La prontezza dell'intervento anti-takfiro al confine siro-libanese é tutta merito di Hezbollah!!"
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Michel Aoun ed Hezbollah si pronunciano a favore dell'azione anti-takfra dell'Esercito libanese ad Arsal!!
Il Generale Michel Aoun ha ribadito la necessità di difendere il confine siro-libanese, in virtù di un accordo congiunto fra i paesi fratelli, Libano e Siria.
Aoun ha affermato: "Chi crede che possa essere estesa l'espansione della risoluzione del Consiglio di Sicurezza 1701 per il dispiegamento di truppe internazionali tra il confine e il Bekaa orientale, è un illuso".
Anche l'organizzazione sciita Hezbollah ha lodato l'azione preventiva e repressiva dell'Esercito Libanese nella zona di Arsal dichiarandosi pienamente parte del consenso nazionale riguardo alla necessità di impedire la formazione di 'sacche' di controllo terrorista su territorio libanese.
Hezbollah ha però negato che suoi uomini o assetti abbiano preso parte (a fianco dell'Armee Libanaise) agli scontri di questi giorni.
Aoun ha affermato: "Chi crede che possa essere estesa l'espansione della risoluzione del Consiglio di Sicurezza 1701 per il dispiegamento di truppe internazionali tra il confine e il Bekaa orientale, è un illuso".
Anche l'organizzazione sciita Hezbollah ha lodato l'azione preventiva e repressiva dell'Esercito Libanese nella zona di Arsal dichiarandosi pienamente parte del consenso nazionale riguardo alla necessità di impedire la formazione di 'sacche' di controllo terrorista su territorio libanese.
Hezbollah ha però negato che suoi uomini o assetti abbiano preso parte (a fianco dell'Armee Libanaise) agli scontri di questi giorni.
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domenica 18 agosto 2013
Le forze di sicurezza libanesi sequestrano una autobomba carica di 250 chili d'esplosivo!
Un'altra strage come quella che ha colpito Dahiyeh pochi giorni orsono, é quella che stavano preparando i quattro uomini arrestati oggi dalla sicurezza libanese con una Audi carica di cinque cariche da mezzo quintale d'esplosivo ciascuna e sofisticati detonatori elettronici di certo consegnati loro dai servizi segreti sauditi o dal Mossad (come se poi ci fosse molta differenza tra i due!).
L'operazione é avvenuta a Naameh nell'ambito delle misure di sicurezza eccezionali scattate subito dopo l'attentato al quartiere sciita, c'era infatti la relativa certezza che i responsabili dell'attacco ne stessero preparando un secondo di magnitudine almeno pari.
Il veicolo é stato immediatamente consegnato a un'unità dell'Esercito che sta procedendo a rilievi approfonditi per capire esattamente la provenienza tanto dell'esplosivo quanto dell'hardware elettronico sequestrato, secondo quanto comunicato dall'agenzia libanese NNA.
L'operazione é avvenuta a Naameh nell'ambito delle misure di sicurezza eccezionali scattate subito dopo l'attentato al quartiere sciita, c'era infatti la relativa certezza che i responsabili dell'attacco ne stessero preparando un secondo di magnitudine almeno pari.
Il veicolo é stato immediatamente consegnato a un'unità dell'Esercito che sta procedendo a rilievi approfonditi per capire esattamente la provenienza tanto dell'esplosivo quanto dell'hardware elettronico sequestrato, secondo quanto comunicato dall'agenzia libanese NNA.
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mercoledì 28 marzo 2012
L'Esercito libanese cattura dieci terroristi in fuga dalla Siria su furgoni carichi di armi ed esplosivi!
Con una brillate operazione condotta in cooperazione con l'Esercito di Damasco le forze dell'Armee Libanaise hanno bloccato nel Nord del distretto di Al-Kaa dieci individui di nazionalità libanese e siriana che avevano appena attraversato il confine a bordo di veicoli fuoristrada che sono risultati carichi di una vera e propria santabarbara di armi leggere e pesanti, munizioni e dozzine di chili di esplosivi.
Il comunicato, tra l'altro, smentisce che contingenti di forze siriane abbiano attraversato il confine internazionale per dare la caccia a elementi dispersi delle forze terroriste che hanno infestato i distretti di Homs e Baba Amr fino a poche settimane orsono; anzi, i comandanti siriani si sarebbero limitati a comunicare ai loro colleghi libanesi numero ed entità dei gruppi fuggiaschi oltreconfine, lasciando loro l'incombenza di occuparsene, esattamente come in questo caso.
I dieci arrestati si trovavano a bordo di un pick-up Hyundai e di un furgoncino Toyota, equipaggiati per potere attraversare terreni non asfaltati e, oltre alle armi e agli esplosivi erano in possesso di uniformi paramilitari e notevoli quantità di denaro contante.
Il comunicato, tra l'altro, smentisce che contingenti di forze siriane abbiano attraversato il confine internazionale per dare la caccia a elementi dispersi delle forze terroriste che hanno infestato i distretti di Homs e Baba Amr fino a poche settimane orsono; anzi, i comandanti siriani si sarebbero limitati a comunicare ai loro colleghi libanesi numero ed entità dei gruppi fuggiaschi oltreconfine, lasciando loro l'incombenza di occuparsene, esattamente come in questo caso.
I dieci arrestati si trovavano a bordo di un pick-up Hyundai e di un furgoncino Toyota, equipaggiati per potere attraversare terreni non asfaltati e, oltre alle armi e agli esplosivi erano in possesso di uniformi paramilitari e notevoli quantità di denaro contante.
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venerdì 23 marzo 2012
Nuovo giro di vite in Libano contro i contrabbandieri di armi legati alla fazione pro-Hariri e complici dei terroristi infiltrati in Siria!
Una corte militare libanese ha emesso un mandato di arresto per un cittadino del Paese dei Cedri ricercato per il ruolo centrale che avrebbe svolto in una organizzazione criminale dedita al contrabbando di armi a favore dei provocatori terroristi attivi negli ultimi mesi all'interno della Siria, ultimamente colpiti in maniera profonda dalle operazioni delle forze armate e di sicurezza del legittimo Governo di Damasco, che é riuscito a snidarli dai loro rifugi nelle principali località di confine (Homs, Baba Amr, Idlib, Daraa, Deir el-Zour...).
L'imputato, secondo il documento firmato nella giornata di giovedì 22 marzo dal giudice Imad Zein, sarebbe riuscito ad aprire un 'condotto' che permetteva l'introduzione di armi e munizioni attraverso la regione di Al-Kaa, presso la Valle della Biqa. Con questa iniziativa proseguono e si approfondiscono i passi di parte libanese per venire incontro alle richieste dei Siriani di strozzare definitivamente i canali del contrabbando che finora hanno consentito ai terroristi tagliagole a libro paga di Israeliani, Americani, Francesi, Turchi e dei monarchi arabi del petrolio di operare nel loro territorio.
Nonostante l'azione dei provocatori stranieri la popolazione siriana si é mantenuta fedele al Governo centrale, rispondendo entusiasticamente alle sue iniziative di riforma istituzionale culminate con il referendum consultivo sulla nuova Costituzione, tenutosi con successo il 26 febbraio e il cui risultato ha permesso di potere indicare il prossimo maggio come data delle nuove elezioni politiche, le prime che seguiranno le regole enunciate nella nuova Carta.
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mercoledì 21 marzo 2012
Incontro a Mosca tra Adnan Mansour e Sergei Lavrov: "Il Libano controlla strettamente i confini e ha arrestato molti contrabbandieri di armi!"
In visita al collega russo Sergei Lavrov il Ministro degli Esteri libanese Adnan Mansour ha dichiarato che, sebbene come ogni altro stato della terra il Paese dei Cedri non possa dichiarare con certezza di controllare completamente i propri confini, nelle ultime settimane Beirut abbia di molto intensificato i propri sforzi per rafforzare la vigilanza alle frontiere, specialmente lungo quelle con la Siria, per prevenire l'afflusso di armi e rifornimenti ai terroristi attivi in quel paese o anche per impedirne la fuga dopo le recenti, riuscite operazioni anti-insorgenti condotte dalle forze del Presidente Assad.
L'Armee Libanaise, ha dichiarato Mansour nel corso di una conferenza stampa congiunta tenuta insieme a Lavrov, ha moltiplicato di molte volte la propria presenza al confine con la Siria, intercettando molti carichi di armi ed esplosivo ed arrestando dozzine di contrabbandieri e terroristi; parlando di sicurezza dei confini, poi, Mansour ha colto l'occasione di lamentare presso Mosca le continue violazioni di parte sionista, queste invece lungo il confine meridionale, dello spazio aereo libanese, che dalla fine della guerra del 2006 hanno raggiunto l'incredibile cifra di novemila incidenti.
"Vogliamo la pace con lo Stato ebraico" ha detto il Ministro libanese "ma deve essere una pace giusta che garantisca i nostri diritti, tra cui quello all'inviolabilità dei confini!". Da parte sua Lavrov ha reiterato la disponibilità russa a sostenere una mediazione ONU gestita dall'inviato per la Siria Kofi Annan, annunciando di essere in attesa della comunicazione delle proposte dell'ex-Segretario Generale presso il Consiglio di Sicurezza e ha negato che, come riferito insistentemente da alcuni media occidentali, ulteriori forze navali russe siano finora state indirizzate verso la Siria.
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martedì 6 marzo 2012
L'Esercito libanese cattura 33 terroristi che cercavano di fuggire dalla Siria dopo la sconfitta di Baba Amr!
Sono 33 i militanti armati che sono stati circondati e arrestati dalle truppe di Beirut nel Nord del Paese dei Cedri, dove stavano cercando di esfiltrare attraverso il confine con la Siria per riorganizzarsi e riarmarsi con l'aiuto di Arabia Saudita, Francia, Israele e dei partiti e movimenti schierati con le forze sioniste e imperialiste, appartenenti alla coalizione '14 marzo' guidata dal mezzo saudita Saad Hariri, agente di Washington e Riyadh.
La notizia, trasmessa dai media libanesi e subito dopo confermata anche dall'iraniana PressTV comprende anche dettagli riguardanti un "considerevole quantitativo" di armi ed esplosivi che i terroristi portavano con sé, evidentemente trasportato oltreconfine fin dai loro covi di Baba Amr, ora occupati e perquisiti dalle truppe regolari siriane che nella scorsa settimana hanno spezzato la loro presenza nella zona di Homs.
Adesso le forze armate di Beirut hanno annunciato che faranno ogni sforzo per identificare precisamente gli individui catturati, cercando di capire se siano estremisti wahabiti, Siriani, Sauditi, Qatariani o persino europei (come Francesi e simili), contando, a questo fine, sulla decisiva cooperazione delle autorità e delle forze di sicurezza di Damasco.
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sabato 11 febbraio 2012
L'Esercito libanese rinforza le posizioni al confine con la Siria e intensifica i controlli alla frontiera: i terroristi sconfitti a Homs faranno la fine del topo
L'Armee Libanaise ha iniziato nella giornata di ieri a rinforzare sistematicamente le sue posizioni nella regione settentrionale di Wadi Khaled, vallata che conduce in Siria.
Secondo testimonianze degli abitanti della cittadina di Muqaybleh, l'Agence France Presse ha riportato che: "Unità dell'Esercito si sono concentrate nella base militare di Wadi Khaled e da lì hanno iniziato a inviare pattuglie e distaccamenti presso tutti i villaggi e gli agglomerati della zona".
Un dignitario locale della cittadina di Kneysseh ha dichiarato che "Truppe dell'Esercito si sono schierate lungo il confine, non soltanto a Kneysseh ma anche a Hnayder e Qarha".
Residenti locali hanno dichiarato a reporter dell'AFP che: "Ogni auto in transito viene fermata e controllata così come i documenti di tutti coloro che transitino al checkpoint eretto all'entrata di Wadi Khaled.
Senza dubbio queste iniziative libanesi sono volte a impedire che ulteriori spedizioni di armi e denaro (come quella fermata recentemente all'aeroporto di Beirut) raggiungano i terroristi in Siria e a prevenire inoltre la loro possibile fuga in Libano visto il successo della vasta operazione militare scatenata contro di loro in questi giorni dalle forze di Assad.
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martedì 27 settembre 2011
Cittadino egiziano residente in Libano arrestato per spionaggio in favore del Mossad!
Un nuovo colpo devastante é stato inflitto dalle forze di sicurezza libanesi alle operazioni di spionaggio israeliane nel paese, attraverso l'arresto di un cittadino egiziano che risiedeva, insieme alla moglie libanese, nella regione meridionale di Hasbaya, ed era in contatto coi servizi segreti sionisti da oltre dodici anni. Il Comando dell'Esercito ha riferito che, dopo una sorveglianza durata diversi mesi, la coppia é stata arrestata e interrogata, al che l'uomo ha rivelato di avere iniziato i suoi rapporti coi servizi israeliani nel 1999.
![]() |
| In questa immagine di repertorio un ufficiale del Controspionaggio libanese mostra un router sequestrato a un informatore del Mossad. |
L'operazione di controspionaggio é soltanto l'ultima di una lunga serie, grazie alla quale la rete di informatori sionisti in Libano é stata duramente e ripetutamente colpita; il coinvolgimento di un cittadino egiziano non deve stupire; ricordiamo che, quando nel corso del 2010 al Cairo il Mukhabarat arrestò un imprenditore tessile coinvolto col Mossad egli riferì che i suoi reclutatori sionisti gli avevano chiesto esplicitamente se potesse indicare loro egiziani che vivessero o lavorassero in Siria e Libano.
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mercoledì 3 agosto 2011
Hezbollah mette in guardia Israele: "Ogni attacco contro civili e militari libanesi é un attacco contro di noi!"
Il movimento sciita di Resistenza, Hezbollah, ha dichiarato in un comunicato rilasciato poco dopo la sparatoria israeliana attraverso il confine che il ferimento di un civile libanese inerme equivale a un attacco israeliano contro tutto il Libano, a prescindere da linee di divisione religiose, etniche o settarie.
E' stato appurato che, per proteggere il ferito e portarlo fuori dalla linea del fuoco i militari libanesi della caserma 'Wazzani' non abbiano esitato a impugnare le armi e volgerle verso i punti di provenienza del fuoco sionista. Sul portale di informazione online Naharnet é apparso un comunicato di Hezbollah che riporta: "Ogni attacco contro la popolazione libanese ed il suo Esercito o le forze della sua Resistenza equivale a un attacco contro tutto il Libano".
"Questo crimine" continua il documento "ricorda al nostro popolo la natura infida e aggressiva del nostro nemico sionista e la sua ansia di egemonia e conquista al di là dei nostri sacri e inviolabili confini". Nell'agosto 2010 un giornalista venne ucciso da proiettili sparati da soldati sionisti attraverso il confine; la rappresaglia libanese costò la vita a un Colonnello di Tel Aviv.
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venerdì 22 aprile 2011
La lobby ordina e Obama e Sarkò si prostrano: "Niente armi per il Libano!". A Teheran si sente odore di nuove esportazioni verso Beirut!
Secondo il famigerato 'tabloid per semi-analfabeti' "Maariv" la lobby filoisraeliana ramificata e infiltrata in tutti i paesi occidentali sarebbe riuscita, attraverso pressioni, minacce e ricatti, a far cancellare a Francia e Stati Uniti i programmati contratti per l'esportazione di armi verso il Libano, a causa del rovesciamento delle maggioranze parlamentari che ha portato al potere il blocco progressista di Amal, Hezbollah, Libero Movimento Patriottico, SSNP e Partito socialista druso.
Gli accordi prevedevano la vendita a Beirut di aerei leggeri da interdizione, elicotteri, missili anticarro e armi leggere. Naturalmente Israele era d'accordo con queste vendite quando sperava di riuscire a far ri-precipitare il Libano nell'incubo della guerra civile grazie ai suoi lacché falangisti Samir Geagea e sunniti filo-sauditi come Saad Hariri; perché in questo caso le armi occidentali sarebbero servite a uccidere gli sciiti, i maroniti progressisti, gli armeni di sinistra e i comunisti libanesi.
Ora però con Hassan Nasrallah, Michel Aoun e Nabih Berri sono saldamente al potere nel "Paese dei Cedri", scatta il contrordine, visto che l'esercito libanese sta progressivamente saldandosi con le forze della Resistenza che già nel 2006 hanno respinto l'invasione sionista, Tel Aviv non vuole certo contribuire al loro rifornimento.
Ovviamente la decisione, oltre a mostrare l'imbelle servilismo con cui le 'potenze' occidentali si inginocchiano a ogni ordine che arriva dalla lobby ebraica, non avrà alcun effetto detrimentale per l'arsenale libanese, Beirut é già pronta a rivolgersi all'Iran per tutti i suoi bisogni di difesa e la Repubblica Iraniana sarà certamente grata al regime sionista per la forte cifra che andrà ad aggiungersi alla sua bilancia delle esportazioni. Proprio in questi giorni é circolata la notizia che gli ingegneri persiani siano riusciti a mettere a punto una nuova versione del missile TOW con un minore ingombro, precisione migliorata e, soprattutto, raggio d'azione aumentato di oltre il duecento per cento, da tre chilomteri e settecento metri a circa otto.
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martedì 22 marzo 2011
Safadi: "L'Esercito e la Resistenza sono componenti essenziali del sistema difensivo della nazione!"
Il Ministro libanese dell'Economia Mohammed Safadi ha confermato il proprio impegno per la conservazione dell'unità nazionale e il suo intenso e incessante lavoro per portare il Libano fuori dalle turbolenze settarie che lo agitano ultimamente, per dare vita a una nuova fase di armonia e solidarietà nazionale.
Riguardo le accuse lanciategli contro da qualche compagno di gabinetto eccessivamente animato da spirito partigiano Mr Safadi ha usato argomenti squisitamente politici per replicare: le sue scelte di campo, per cui ha affermato il suo pieno e convinto appoggio alla Resistenza, sono coerenti con gli interessi della nazione libanese e non possono sotto alcuna lente venire considerate come 'tradimento'.
Il Ministro ha affermato che il nuovo Governo libanese raccoglierà presto le numerose sfide che gli si parano davanti, presentandosi come un interlocutore valido e qualificato per le forze interne ed esterne al Libano. Ha inoltre aggiunto che l'acutizzarsi delle tensioni partigiane e settarie é la via più diretta e sicura per tornare ai tempi bui della guerra civile e rappresenta una condotta che andrebbe abbandonata a ogni costo, accettando pienamente la dialettica maggioranza-opposizione, sancita dal Parlamento.
Tornando un'ultima volta sulla questione della Resistenza e del suo rapporto con la difesa nazionale il Ministro Safadi ha concluso: "La Resistenza é legittima, così lo sono le sue armi; fino a quando l'Esercito nazionale non sarà in grado di dissuadere con la sua sola presenza e il suo solo equipaggiamento una possibile invasione israeliana vi sarà bisogno della Resistenza e delle sue capacità e delle sue risorse, privarcene significherebbe invitare Israele a fare ciò che vuole col nostro territorio e i nostri confini".
Riguardo le accuse lanciategli contro da qualche compagno di gabinetto eccessivamente animato da spirito partigiano Mr Safadi ha usato argomenti squisitamente politici per replicare: le sue scelte di campo, per cui ha affermato il suo pieno e convinto appoggio alla Resistenza, sono coerenti con gli interessi della nazione libanese e non possono sotto alcuna lente venire considerate come 'tradimento'.
Il Ministro ha affermato che il nuovo Governo libanese raccoglierà presto le numerose sfide che gli si parano davanti, presentandosi come un interlocutore valido e qualificato per le forze interne ed esterne al Libano. Ha inoltre aggiunto che l'acutizzarsi delle tensioni partigiane e settarie é la via più diretta e sicura per tornare ai tempi bui della guerra civile e rappresenta una condotta che andrebbe abbandonata a ogni costo, accettando pienamente la dialettica maggioranza-opposizione, sancita dal Parlamento.
Tornando un'ultima volta sulla questione della Resistenza e del suo rapporto con la difesa nazionale il Ministro Safadi ha concluso: "La Resistenza é legittima, così lo sono le sue armi; fino a quando l'Esercito nazionale non sarà in grado di dissuadere con la sua sola presenza e il suo solo equipaggiamento una possibile invasione israeliana vi sarà bisogno della Resistenza e delle sue capacità e delle sue risorse, privarcene significherebbe invitare Israele a fare ciò che vuole col nostro territorio e i nostri confini".
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