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domenica 7 settembre 2014

Il regime ebraico, dopo la batosta subita da Gaza, inizia già a pensare a una guerra contro Hezbollah!

Dieci giorni dopo aver dovuto concedere l'armistizio contro un ghetto sovrappopolato lungo 40 chilometri e largo nove, che tuttavia ha saputo infiliggere danni per miliardi di dollari a uno stato dotato di jet, sommergibili, droni, sottomarini e armi nucleari, abbattere quattro UAV, un cacciabombardiere e respingere le sue forze di terra, il regime ebraico dell'Apartheid si é già messo a pensare a una possibile guerra contro il Libano e l'organizzazione sciita di Resistenza Hezbollah.

Già la recente scoperta di un apparato automatico di spionaggio vicino a Sidone (che peraltro ha causato la morte di un civile libanese) dimostra come Tel Aviv continui a tenere d'occhio il Paese dei Cedri e nella serata di ieri il Canale 2 della tv sionista ha messo in onda uno 'speciale' tutto dedicato a una possibile guerra al Nord.

Nel corso dello speciale é stata fatta menzione (senza dubbio per 'abituare' anticipatamente il pubblico all'idea) del fatto che il sistema di pretesa "intercettazione" Iron Dome, che già si é rivelato fallimentare contro i razzi di Gaza, non costituirà affatto una difesa contro l'arsenale balistico di Nasrallah (che infatti anche nella Guerra del 2006 aveva continuato a colpire la Palestina Occupata a suo piacimento fino all'ultimo giorno di ostilità).

Addirittura, si é suggerita l'idea che sarebbe necessario "evacuare" la Galilea, di fronte alla reale possibilità di un'avanzata degli uomini di Hezbollah (cosa che era stata prospettata nel recente passato persino da fonti della Resistenza Libanese).





venerdì 22 marzo 2013

Obama, "house negro" dell'Apartheid, ride e fa il buffone mentre sbirri sionazisti aggrediscono e malmenano studente palestinese!

Quello che vedete nella foto é Rabee Eid, un giovane studente palestinee di 24 anni,originario della Provincia di Al-Jalil, nella porzione di Palestina invasa dagli occupanti ebrei nel 1948, che, nel corso della recente fanfaronesca, pagliaccesa e inutile visita del Presidente Obama alla Palestina occupata dale regime ebraico, ha interrotto la cicalata presidenziale all'Università di Al-Quds domandando perché l'inquilino nero della Casa Bianca fosse venuto: "Forse per finanziare con nuovi dollari e nuove armi il furto di altra terra palestinese da parte dei coloni ebrei illegali?" "Forse per commemorare il sacrificio di Rachel Corrie, attivista americana massacrata da un bulldozer americano regalato al regime razzista di Tel Aviv?".

Poco dopo il suo coraggioso intervento, membri della 'security' sionazista presente all'evento lo hanno afferrato e, malmenandolo brutalmente, lo hanno portato fuori dell'aula dove Obanana stava parlando, al che, dimostrando una 'verve' da guitto di quart'ordine, il Presidente Usa ha pensato bene di fare dello spirito sull'accaduto dicendo che non si sarebbe sentito a casa se non ci fosse stata almeno un'interruzione e suggerendo che il giovane dovesse essere 'ingaggiato' direttamente dal suo staff.
Ancora una volta l'inquilino nero della Casa Bianca ha dimostrato la propria bassezza e pochezza morale evitando accuratamente di affrontare anche uno solo degli scottanti punti di obiezione portati dal coraggioso studente Rabee Eid; Obama non é altro, nel rapporto perverso che lega tramite la potentissima Lobby Ebraica (giudice ultimo di finanziamenti elettorali e di attenzione mediatica alle elezioni presidenziali) la classe dirigente sionista a Washington l'equivalente del 'Negro di Casa Stephen' nel recente Spaghetti-Blaxplotation-Western tarantiniano 'Django Unchained'.

Siamo certi che quando il piantatore razzista Candie (Israele) sarà ucciso dalla Resistenza, il Negro di Casa (Obama o un suo successore) continuerà a combattere in suo nome, esattamente come Stephen fa nel film di Tarantino.

sabato 22 settembre 2012

Dall'esperienza di Bint Jbeil nasce il progetto più ambizioso di Hezbollah: "Nella prossima guerra potremmo liberare la Galilea!"

"Liberare Al-Jalil" (cioé la Galilea); questo, in parole semplici, l'obiettivo che il Movimento di Resistenza sciita Hezbollah sembra essersi prefisso per il momento della prossima guerra contro il regime ebraico di occupazione della Palestina; almeno a giudicare da quanto si vede e si legge in questa infografica ufficialmente prodotta e rilasciata dalla divisione comunicazioni dell'organizzazione libanese.

"Pazzia", "Vaniloquio", "Esagerazione" sono soltanto alcune delle stupite reazioni che si sono levate da più di un 'pundit' e commentatore sionista, americano o diversamente 'occidentalista' nel leggere o sentire riportate queste dichiarazioni eppure dobbiamo dire che, persino tra i nostri redattori, non pochi sono rimasti sinceramente sorpresi nell'apprenderle; visto che noi stessi non più tardi di qualche mese fa davamo sì per probabile una presenza in Galilea da parte di uomini di Hezbollah in un prossimo conflitto aperto, ma per minare e sabotare la rete logistica sionista proiettata verso il Libano nuovamente invaso, non certo per liberare la parte Nord della Palestina occupata.

Eppure tale dichiarazione é in linea con gli ultimi messaggi di Hassan Nasrallah ed é noto a tutti che quando Nasrallah parla la sua posizione rappresenta la linea ufficiale di Hezbollah che quindi si sente sufficientemente forte e preparato (o vede Israele abbastanza confuso e indebolito) da mettersi nei panni dell'attaccante nel prossimo "round" sionista-libanese, forse con l'obiettivo di creaee uno spazio sul terreno dove i profughi palestinesi stanziati in Siria e nel Paese dei Cedri possano finalmente ritornare.
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