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martedì 22 ottobre 2019
Yankee in fuga dalla Siria non potranno stanziarsi in Irak; Bagdad nega ogni autorizzazione!
Le truppe americane che in questi giorni hanno lasciato la Siria per trasferirsi in una base nell'Irak occidentale non avrebbero ricevuto il permesso per restarci dall'esercito irakeno.
Alcuni giorni fa il segretario alla Difesa americano Mark Esper ha reso noto che gli USA avrebbero trasferito circa un migliaio di uomini da una base nei pressi della città siriana di Ayn Arab in un'altra struttura dell'Irak occidentale.
Secondo le ultime informazioni, le truppe di Washington avrebbero sì ricevuto il permesso di transitare per il Paese, tuttavia non sarebbero stati loro garantiti i documenti necessari per restare nel territorio iracheno.
"Tutte le forze americane che si sono ritirate dalla Siria hanno ricevuto l'approvazione ad entrare nella regione del curdistan irakeno tuttavia non è stato loro concesso alcun permesso per restare in Irak", si legge nella nota del ministero della Difesa di Baghdad.
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giovedì 29 novembre 2018
A Bagdad il nuovo Premier sta facendo smantellare le barriere erette dagli Yankee attorno alla loro ambasciata!
Una foto STORICA che PALAESTINA FELIX é lieta di potervi offrire in anteprima assoluta per l'Italia!
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giovedì 11 ottobre 2018
Scuola palestinese a Sud di Nablus invasa da ebrei razzisti dell'insediamento illegale di Yitzhar, aiutati e spalleggiati dall'esercito sionista di occupazione!
Dozzine di studenti palestinesi sono stati feriti dopo che coloni israeliani armati e soldati hanno fatto irruzione in una scuola superiore della Cisgiordania occupata, secondo un rapporto.
L'agenzia di stampa palestinese Ma'an, citando Ghassan Daghlas, un funzionario che monitora le attività di insediamento nella regione, ha riferito che circa 18 coloni israeliani pesantemente armati provenienti dall'insediamento di Yitzhar hanno fatto irruzione nella scuola superiore del villaggio di Urif, nel sud di Nablus, mercoledì .
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giovedì 5 luglio 2018
Esercito Yemenita e Houthi hanno eliminato 38 soldati sauditi e centinaia di mercenari in operazioni oltreconfine!
Unità combattenti dell'Esercito Yemenita e della milizia dei Comitati Popolari di Ansarullah sconfinano regolarmente oltre la frontiera yemeni-saudita penetrando per dozzine e a volte centinaia di Km per colpire basi e installazioni militari di Riyadh nelle province di Najran, Asir e Jizan.
Più volte abbiamo dato notizia di questi raid e questi attacchi che sono diventati tanto audaci da costringere i generali sauditi a schierare in queste province un numero sempre più alto di mercenari.
Più volte abbiamo dato notizia di questi raid e questi attacchi che sono diventati tanto audaci da costringere i generali sauditi a schierare in queste province un numero sempre più alto di mercenari.
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giovedì 28 giugno 2018
Tra i morti della coalizione saudi-emiratina intorno ad Hodeidah il numero di mercenari africani é ENORME!
Quello che vedete nel montaggio fotografico soprastante é il cadavere di un mercenario sudanese eliminato dai patrioti yemeniti (Esercito Nazionale e combattenti dei Comitati Popolari) nel corso della battaglia sul confine tra Yemen e Arabia Saudita, precisamente nella Provincia di Asir.
Come si vede chiaramente si chiamava Ahmed Suliman Abdelrahim Algdi.
Non sappiamo perché si sia messo al servizio dei più corrotti sovrani del mondo musulmano e arabo per attaccare un paese che in tutta la sua Storia non ha mai avuto ostilità o problemi con la sua patria.
Come si vede chiaramente si chiamava Ahmed Suliman Abdelrahim Algdi.
Non sappiamo perché si sia messo al servizio dei più corrotti sovrani del mondo musulmano e arabo per attaccare un paese che in tutta la sua Storia non ha mai avuto ostilità o problemi con la sua patria.
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sabato 2 giugno 2018
Combattenti yemeniti colpiscono accampamento di mercenari sudanesi schierati nel Sud dell'Arabia Saudita!
Le forze yemenite (Houthi dei Comitati Popolari ed Esercito regolare) che si oppongono all'aggressione guidata dai Sauditi hanno compiuto un altro raid in profondità nelle province meridionali del regime di Riyadh.
Una volta questo genere di operazioni portava i combattenti di Sanaa ad affrontare e colpire soprattutto unità della Guardia Nazionale Saudita; adesso, nella foto e nel filmato che vedete qui sotto, a ricevere le raffiche e le bombe da mortaio yemenite sono solo e unicamente mercenari africani, molto probabilmente sudanesi.
Una volta questo genere di operazioni portava i combattenti di Sanaa ad affrontare e colpire soprattutto unità della Guardia Nazionale Saudita; adesso, nella foto e nel filmato che vedete qui sotto, a ricevere le raffiche e le bombe da mortaio yemenite sono solo e unicamente mercenari africani, molto probabilmente sudanesi.
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mercoledì 24 gennaio 2018
I Sauditi meditano di ritirare le loro truppe regolari dallo Yemen e mantenere solo un corpo di mercenari!
Casa Saoud sta arruolando sempre più mercenari per la sua disastrosa avventura militare in Yemen.
Nel marzo 2015 Arabia Sadita, UAE, Bahrein (e all'epoca anche il Qatar, poi defilatosi) iniziarono ad aggredire l'Ex-Arabia Felix, dapprima bombardandola, poi invadendola.
La maggior parte dei mercenari al servizio dei sauditi sono Pachistani radicalizzati nelle madrasse wahabite, Somali, Sudanesi e Senegalesi.
Nel marzo 2015 Arabia Sadita, UAE, Bahrein (e all'epoca anche il Qatar, poi defilatosi) iniziarono ad aggredire l'Ex-Arabia Felix, dapprima bombardandola, poi invadendola.
La maggior parte dei mercenari al servizio dei sauditi sono Pachistani radicalizzati nelle madrasse wahabite, Somali, Sudanesi e Senegalesi.
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venerdì 16 dicembre 2016
L'Istituto Washingtoniano per il Vicino Oriente boccia sonoramente l'esercito di Casa Saoud!
Fin dal momento in cui Riyadh ha deciso di intraprendere una campagna militare contro il vicino ai suoi confini meridionali, per di più sostenuta da Qatar, UAE, Barhein e altri stati della regione, l'esito delle operazioni belliche é stato una serie di imbarazzanti inciampi e sconfitte per la coalizione attaccante che, nonostante abbia occupato il porto principale del paese e una certa estensione di territorio é incorsa in gravissime perdite senza portare la situazione strategica e politica anche solo lontanamente vicina a una soluzione soddisfacente per i propri desideri.
Inoltre le forze yemenite, forze di un paese considerato come uno dei più poveri del Medio Oriente, controllano semi stabilmente e comunque sono in grado di interdire ai Sauditi il controllo su intere regioni meridionali del loro regno.
Inoltre le forze yemenite, forze di un paese considerato come uno dei più poveri del Medio Oriente, controllano semi stabilmente e comunque sono in grado di interdire ai Sauditi il controllo su intere regioni meridionali del loro regno.
sabato 10 dicembre 2016
Pioggia di razzi yemeniti sulle basi saudite di Malteh e Shabakeh!!
Forze yemenite riconducibili ai Comitati Popolari di Ansarullah hanno attaccato con lanciarazzi multipli le installazioni militari saudite di Al-Malteh e Al-Shabakeh nella Provincia di Asir, causando vasti danni e numerose perdite.
Il numero dei morti non é ancora chiaro ma sembra improbabile che possa essere al di sotto della ventina.
Intanto unità dell'Esercito Yemenita, validamente sostenute dai volontari Houthi hanno catturato nuove posizioni nella provincia saudita di Jizan.
Ormai una considerevole estensione di territorio in questa provincia saudita é del tutto fuori dalle possibilità di controllo del regime di Riyadh.
Il numero dei morti non é ancora chiaro ma sembra improbabile che possa essere al di sotto della ventina.
Intanto unità dell'Esercito Yemenita, validamente sostenute dai volontari Houthi hanno catturato nuove posizioni nella provincia saudita di Jizan.
Ormai una considerevole estensione di territorio in questa provincia saudita é del tutto fuori dalle possibilità di controllo del regime di Riyadh.
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lunedì 27 luglio 2015
Anche il leader della Jihad Islamica palestinese esprime condoglianze alla famiglia Abu Maria!
Dopo Ismail Haniyeh del Movimento Hamas anche il leader supremo del Movimento per la Jihad Islamica in Palestina, Ramadan Shallah, ha espresso le proprie condoglianze alla famiglia di Falah Hammad Abu Maria, il cinquantatreenne di Beit Ummar, in Cisgiordania, assassinato da truppe sioniste mentre, disarmato, stava cercando di difendere i propri figli Mohammed e Ahmad, feriti da pallottole durante una incursione di invasori ebrei nella loro casa.
sabato 25 luglio 2015
Haniyeh esprime le condoglianze di Hamas alla famiglia del martire cisgiordano Abu Maria!
Il dirigente di Hamas Ismail Haniyeh é riuscito a mettersi in contatto telefonico con la famiglia del martire di Beit Ummar Falah Hammad Abu Maria e, parlando col fratello del defunto, ha esteso direttamente a lui pe condoglianze proprie e di tutto il Movimento di Resistenza per l'assassinio del suo congiunto.
"Non una goccia del sangue di tuo fratello resterà invendicata", ha dichiarato il Vicesegretario del Politburo, dopo avere udito come gli aggressori sionisti siano entrati sparando in casa Abu Maria ferendo al bacino Mohammed Abu Maria e colpendo di striscio Ahmed Abu Maria; di fronte alla vista di suo figlio a terra in un lago di sangue il padre si é lanciato contro gli invasori ebrei pur non avendo alcuna arma, ed é stato abbattuto con due colpi al torace.
"Non una goccia del sangue di tuo fratello resterà invendicata", ha dichiarato il Vicesegretario del Politburo, dopo avere udito come gli aggressori sionisti siano entrati sparando in casa Abu Maria ferendo al bacino Mohammed Abu Maria e colpendo di striscio Ahmed Abu Maria; di fronte alla vista di suo figlio a terra in un lago di sangue il padre si é lanciato contro gli invasori ebrei pur non avendo alcuna arma, ed é stato abbattuto con due colpi al torace.
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venerdì 24 luglio 2015
Ecco l'ultima vittima dell'invasione ebraica della Palestina: un anziano di 53 anni aggredito e freddato in casa propria!
Mentre indegni burattini si recavano a prosternarsi ai loro padroni sionisti gli sgherri dell'occupazione illegale a Sei Punte invadevano la casa di Falah Hammad Abu Maria a Beit Ummar, in Cisgiordania, e lo ammazzavano a colpi d'arma da fuoco senza trascurare di ferirne anche i due figli Mohammed e Ahmad.
Ancora una volta vi mostriamo la cruda realtà dell'invasione giudaica della Palestina sperando che le immagini chiariscano a chi si ostina a lasciare messaggi 'pacifisti' nelle nostre bacheche di commento che non può esistere 'pace' con chi compie simili gesti e che solo uno Stato unitario Palestinese in cui gli Ebrei accettino di essere minoranza potrà esistere tra il fiume Giordano e il Mar Mediterraneo.
Ancora una volta vi mostriamo la cruda realtà dell'invasione giudaica della Palestina sperando che le immagini chiariscano a chi si ostina a lasciare messaggi 'pacifisti' nelle nostre bacheche di commento che non può esistere 'pace' con chi compie simili gesti e che solo uno Stato unitario Palestinese in cui gli Ebrei accettino di essere minoranza potrà esistere tra il fiume Giordano e il Mar Mediterraneo.
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venerdì 15 maggio 2015
Abu Obeida delle Brigate Qassam commemora il 67esimo anniversario della Nakba con un appello alla Resistenza!
Nel messaggio pronunciato per commemorare il 67esimo anniversario dell'Olocausto dell Nakba il portavoce delle Brigate Ezzedine al-Qassam, Abu Obeida ha rimarcato con forza come il Popolo di Palestina sia più vicino alla Liberazione e al Ritorno di quanto non sia stato nel passato.
"Tramite la Resistenza e la Determinazione riusciremo ad affermare i nostri Diritti innegabili; a coloro che sono arrivati da mezzo mondo per rubare la nostra Terra diciamo: 'Fuori!' nessuna occupazione armata ha mai potuto prevalere contro un popolo deciso a lottare".
"Tramite la Resistenza e la Determinazione riusciremo ad affermare i nostri Diritti innegabili; a coloro che sono arrivati da mezzo mondo per rubare la nostra Terra diciamo: 'Fuori!' nessuna occupazione armata ha mai potuto prevalere contro un popolo deciso a lottare".
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lunedì 12 gennaio 2015
Dietro le quinte della parigina 'marcia dei pagliacci' scintille tra Hollande e Benji Netanyahu!!
François Hollande, subito dopo avere invitato Premier di mezzo mondo a partecipare alla marcia parigina "contro il terrorismo" (vera e propria 'marcia dei pagliacci') fece contattare da Jacques Audibert (Consigliere del Governo francese per la Sicurezza Nazionale) il proprio pari grado di Tel Aviv Yossi Cohen, col compito di spiegargli che, "per evidenti motivi di opportunità", sarebbe stato meglio se Benji Netanyahu non si fosse presentato a Parigi, adducendo una scusa qualunque, in modo che l'evento internazionale rimanesse "focalizzato" sull'unità internazionale contro l'estremismo assassino, senza venire 'disturbato' da 'altre questioni' che la presenza di Netanyahu avrebbe immediatamente portato alla luce (come ad esempio i rapporti tra Anp e Tel Aviv).
Dalla foto che vedete qua sopra si evince quanto attentamente Netanyahu abbia seguito il cortese consiglio diplomatico degli amici francesi.
Dalla foto che vedete qua sopra si evince quanto attentamente Netanyahu abbia seguito il cortese consiglio diplomatico degli amici francesi.
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lunedì 14 luglio 2014
Importanti dichiarazioni di Ahmed Jibril del PFLP-GC sulla preparazione militare di Gaza contro incursioni sioniste!!
Ahmed Jibril, Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina-Comando Generale, all’emittente al Mayadeen ha
raccontato, per la prima volta, il passaggio delle armi dalla Siria alla Resistenza Palestinese, a Gaza
«Quello che sto dicendo è la prima volta che lo racconto. Il passaggio delle armi siriane alla Striscia di Gaza è avvenuto prima che Hamas, purtroppo, adottasse una
posizione ostile nei confronti della Siria. I siriani hanno dato Hamas molte cose, e questo lo sappiamo. In più, abbiamo creato un centro di ricerca tra noi, i
fratelli di Hamas e la Siria, e sto dicendo questo per la prima volta.
Nel deserto siriano ci sono stati esperimenti con tutti i tipi di razzi, a corto, medio e lungo raggio. Inoltre, i fratelli in Siria hanno dato ai fratelli nel movimento di Hamas missili anti-carro, anche adesso nelle loro disponibilità. Perciò io vi dico che per il nemico israeliano non sarà "una passeggiata nel parco", nel caso tentasse di invadere la Striscia di Gaza. I nemici sionisti avranno i propri carri armati distrutti, così come avvenne durante l'aggressione del 2006 contro Hezbollah; questi sono gli stessi carri armati distrutti in Ayta al-Sha'b, in Aytaroun e vari posti in Libano.
Queste sono le armi esistenti (nella Striscia di Gaza). Inoltre, i fratelli di Hezbollah, hanno consegnato ai fratelli di Hamas e di tutte le fazioni della Resistenza nella Striscia di Gaza, armi di alta qualità. Inoltre, anche i fratelli nella Repubblica islamica dell'Iran hanno fornito le armi, dove il Sudan le ha custodite, in seguito sono state inviate alla penisola del Sinai, dove i nostri fratelli arabi nel Sinai, le tribù, li hanno trasferiti attraverso i tunnel che erano aperti».
Nel deserto siriano ci sono stati esperimenti con tutti i tipi di razzi, a corto, medio e lungo raggio. Inoltre, i fratelli in Siria hanno dato ai fratelli nel movimento di Hamas missili anti-carro, anche adesso nelle loro disponibilità. Perciò io vi dico che per il nemico israeliano non sarà "una passeggiata nel parco", nel caso tentasse di invadere la Striscia di Gaza. I nemici sionisti avranno i propri carri armati distrutti, così come avvenne durante l'aggressione del 2006 contro Hezbollah; questi sono gli stessi carri armati distrutti in Ayta al-Sha'b, in Aytaroun e vari posti in Libano.
Queste sono le armi esistenti (nella Striscia di Gaza). Inoltre, i fratelli di Hezbollah, hanno consegnato ai fratelli di Hamas e di tutte le fazioni della Resistenza nella Striscia di Gaza, armi di alta qualità. Inoltre, anche i fratelli nella Repubblica islamica dell'Iran hanno fornito le armi, dove il Sudan le ha custodite, in seguito sono state inviate alla penisola del Sinai, dove i nostri fratelli arabi nel Sinai, le tribù, li hanno trasferiti attraverso i tunnel che erano aperti».
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lunedì 26 maggio 2014
I due ebrei uccisi a Bruxelles erano spie del Mossad! Ancora una volta emerge la doppia lealtà dei sionisti europei!
Si sgonfia clamorosamente la 'pista antisemita' riguardo le uccisioni avvenute presso il 'museo ebraico' di Bruxelles lo scorso week-end, su cui tanto il regime sionista di occupazione quanto tutti i media proni e allineati a Tel Aviv si erano avidamente gettati appena la notizia dell'eccidio si era diffusa.
La pista antisemita scoppia come una bolla di sapone quando si diffonde la consapevolezza che i due ebrei uccisi nella capitale belga lavoravano per un'organizzazione, la 'Nativ', direttamente collegata col Mossad e incaricata di convincere ebrei europei, nordamericani e di altri paesi a prendere parte all'invasione e all'occupazione illegale della Palestina.
Di più, nel recente passato, per sei anni almeno il canale televisivo sionista Channel 10 ha ammesso che i due, Emanuel e Miriam Riva hanno operato in Germania alle dirette dipendenze del Mossad stesso. L'uccisione di due agenti venduti a un Governo straniero (pur mantenendo passaporto e cittadinanza belga) é molto più probabilmente ascrivibile a un episodio di guerra tra servizi segreti o di Resistenza armata contro le politiche razziste e invasive di Tel Aviv che a un casuale episodio di razzismo antiebraico.
Ancora una volta emerge in tutta la sua gravità il problema della doppia lealtà dei sionisti europei, che preferiscono diventare agenti e spie di un Governo straniero (razzista e colpevole di Apartheid e Crimini contro l'Umanità) che non restare fedeli alla loro patria di nascita.
La pista antisemita scoppia come una bolla di sapone quando si diffonde la consapevolezza che i due ebrei uccisi nella capitale belga lavoravano per un'organizzazione, la 'Nativ', direttamente collegata col Mossad e incaricata di convincere ebrei europei, nordamericani e di altri paesi a prendere parte all'invasione e all'occupazione illegale della Palestina.
Di più, nel recente passato, per sei anni almeno il canale televisivo sionista Channel 10 ha ammesso che i due, Emanuel e Miriam Riva hanno operato in Germania alle dirette dipendenze del Mossad stesso. L'uccisione di due agenti venduti a un Governo straniero (pur mantenendo passaporto e cittadinanza belga) é molto più probabilmente ascrivibile a un episodio di guerra tra servizi segreti o di Resistenza armata contro le politiche razziste e invasive di Tel Aviv che a un casuale episodio di razzismo antiebraico.
Ancora una volta emerge in tutta la sua gravità il problema della doppia lealtà dei sionisti europei, che preferiscono diventare agenti e spie di un Governo straniero (razzista e colpevole di Apartheid e Crimini contro l'Umanità) che non restare fedeli alla loro patria di nascita.
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sabato 5 aprile 2014
L'Afghanistan va alle urne mentre la NATO, sconfitta, si appresta ad abbandonare il paese!
Operazioni di voto in corso in quasi tutto il paese dell'Asia centrale che, a poco meno di tredici anni dalla sua invasione nel novembre 2001 ha ancora una volta tenuto fede alla sua fama di "Cimitero degli Imperialismi", infatti, poco dopo che il successore di Hamid Karzai si sarà insediato nella pienezza delle proprie funzioni la forza di occupazione NATO agli ordini degli Usa inizierà le ultime operazioni per la smobilitazione e l'evacuazione degli ultimi 51000 soldati presenti nel paese.
Non inganni la propaganda occidentale che parla di 'continuata presenza militare nel paese'; Karzai si é rifiutato fino all'ultimo di apporre la sua firma su qualunque documento che portasse cifre precise in merito; quindi nell'Afghanistan post-2014 non resteranno né i 15.000 militari NATO che si pensava dovessero costituire una prolungata presenza degli occupanti occidentali fino al 2025, né i diecimila che Kerry ha provato a fare accettare alla dirigenza afghana fino all'ultimo.
Esattamente come ha concluso male e in fretta l'avventura irakena iniziata da Bush, Barack Obama ha chiuso disastrosamente quella afghana e, col ritiro delle ultime forze NATO si conclude l'accerchiamento dell'Iran che per quasi un quindicennio ha tenuto in allarme i dirigenti politici e militari di Teheran. Magari l'Afghanistan non diventerà un alleato della Repubblica Islamica rapidamente come ha fatto Bagdad (del resto nel paese la presenza sciita, pur esistente, é molto meno importante), ma di certo col ritiro degli invasori si aprono per gli iraniani nuovi corridoi di penetrazione politica ed economica anche ad Nordest.
Non inganni la propaganda occidentale che parla di 'continuata presenza militare nel paese'; Karzai si é rifiutato fino all'ultimo di apporre la sua firma su qualunque documento che portasse cifre precise in merito; quindi nell'Afghanistan post-2014 non resteranno né i 15.000 militari NATO che si pensava dovessero costituire una prolungata presenza degli occupanti occidentali fino al 2025, né i diecimila che Kerry ha provato a fare accettare alla dirigenza afghana fino all'ultimo.
Esattamente come ha concluso male e in fretta l'avventura irakena iniziata da Bush, Barack Obama ha chiuso disastrosamente quella afghana e, col ritiro delle ultime forze NATO si conclude l'accerchiamento dell'Iran che per quasi un quindicennio ha tenuto in allarme i dirigenti politici e militari di Teheran. Magari l'Afghanistan non diventerà un alleato della Repubblica Islamica rapidamente come ha fatto Bagdad (del resto nel paese la presenza sciita, pur esistente, é molto meno importante), ma di certo col ritiro degli invasori si aprono per gli iraniani nuovi corridoi di penetrazione politica ed economica anche ad Nordest.
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martedì 24 dicembre 2013
Il Generale Qahwaji avverte Tel Aviv: "L'Armee Libanaise risponderà a qualunque aggressione!"
In occasione dell'antivigilia di Natale il Comandante il capo dell'Armee Libanaise, Generale Jean Qahwaji ha visitato nella giornata di ieri le truppe dislocate a Marjeyoun, località ad appena otto Km dal confine di fatto con l'entità sionista.
Ispezionando i reparti Qahwaji ha dichiarato esplicitamente che l'Esercito di Beirut "Ha le piene capacità per rispondere a tono a ogni aggressione sionista, con rappresaglie immediate che faranno pentire ogni attaccante".
Soltanto la scorsa settimana un tentativo israeliano di violazione da terra della linea di armistizio del 2006 é stato ricacciato indietro con l'uccisione di un soldato sionista.
Il Generale libanese ha concluso il suo giro del Sud del paese visitando il comando UNIFIL di Naqoura e il Quartier Generale dell'Ottava Brigata ad Al-Zahrani.
Ispezionando i reparti Qahwaji ha dichiarato esplicitamente che l'Esercito di Beirut "Ha le piene capacità per rispondere a tono a ogni aggressione sionista, con rappresaglie immediate che faranno pentire ogni attaccante".
Soltanto la scorsa settimana un tentativo israeliano di violazione da terra della linea di armistizio del 2006 é stato ricacciato indietro con l'uccisione di un soldato sionista.
Il Generale libanese ha concluso il suo giro del Sud del paese visitando il comando UNIFIL di Naqoura e il Quartier Generale dell'Ottava Brigata ad Al-Zahrani.
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lunedì 16 dicembre 2013
Nuovo scambio di fuoco al confine libanese! Questa volta rimane ferito un militare di Beirut!!
L'esercito del regime ebraico di occupazione della Palestina ha aperto il fuoco contro due soldati dell'Armee Libanaise che si trovavano ben distanti dalla 'Linea Blu', che demarca il confine provvisiorio tra il Paese dei Cedri e il suo inaffidabile vicino meridionale.
L'aggressione, che avrebbe ferito uno dei due soldati di Beirut, segue il fallimento del tentativo di infiltrazione da parte di una pattuglia di militari di Tel Aviv supportati da un mezzo motorizzato. Ricordiamo che dozzine di volte la soldataglia sionista ha violato il confine di terra per piazzare impianti di spionaggio e ricezione, rapire civili disarmati o compiere altre vessazioni.
Quasi senza numero, inoltre, le violazioni dei confini aerei da parte sia di jet militari sionisti che di UAV e droni senza pilota, come quelle che ancora ieri sera, poco dopo le 20 del meridiano di Greenwich, ha oltrepassato lo spazio aereo libanese nei pressi di Naqoura.
L'aggressione, che avrebbe ferito uno dei due soldati di Beirut, segue il fallimento del tentativo di infiltrazione da parte di una pattuglia di militari di Tel Aviv supportati da un mezzo motorizzato. Ricordiamo che dozzine di volte la soldataglia sionista ha violato il confine di terra per piazzare impianti di spionaggio e ricezione, rapire civili disarmati o compiere altre vessazioni.
Quasi senza numero, inoltre, le violazioni dei confini aerei da parte sia di jet militari sionisti che di UAV e droni senza pilota, come quelle che ancora ieri sera, poco dopo le 20 del meridiano di Greenwich, ha oltrepassato lo spazio aereo libanese nei pressi di Naqoura.
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L'Esercito libanese uccide un invasore a Ras al-Naqoura! Sventato tentativo di infiltrazione sionista!
Una piccola unità di militari sionisti appoggiati da un veicolo é stata sorpresa nella giornata di ieri lungo la parte occidentale del confine tra Libano e regime ebraico di occupazione, vicino Ras al-Naqoura, mentre cercava di forzare gli sbarramenti della Linea Blu che determinano i confini temporanei tra Paese dei Cedri e Palestina (visto che il regime sionista non ha mai specificato i suoi confini in maniera conforme alle Leggi Internazionali).
Dopo aver intimato l'alt agli invasori i soldati di Beirut hanno aperto il fuoco e sotto i colpi di un tiratore scelto uno dei militari sionisti é rimasto sul terreno senza vita. Dopo questa perdita i militari di Tel Aviv hanno fatto dietro front abbandonando il campo; le autorità libanesi hanno quindi informato il comando del contingente Onu UNIFIL sporgendo reclamo per la "grave provocazione" israeliana.
Soltanto dall'agosto 2006 (quando terminò la cosiddetta 'Guerra d'Estate') al 2009 Beirut ha registrato qualcosa come 7000 violazioni da parte sionista delle clausole di armistizio che costringerebbero Tel Aviv a rispettare i confini libanesi.
Dopo aver intimato l'alt agli invasori i soldati di Beirut hanno aperto il fuoco e sotto i colpi di un tiratore scelto uno dei militari sionisti é rimasto sul terreno senza vita. Dopo questa perdita i militari di Tel Aviv hanno fatto dietro front abbandonando il campo; le autorità libanesi hanno quindi informato il comando del contingente Onu UNIFIL sporgendo reclamo per la "grave provocazione" israeliana.
Soltanto dall'agosto 2006 (quando terminò la cosiddetta 'Guerra d'Estate') al 2009 Beirut ha registrato qualcosa come 7000 violazioni da parte sionista delle clausole di armistizio che costringerebbero Tel Aviv a rispettare i confini libanesi.
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