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lunedì 4 luglio 2011

Ahlam al-Tamimi non si piega ai ricatti sionisti, mentre migliaia di prigionieri politici iniziano lo sciopero della fame collettivo!


Vigliacche e meschine come sempre, le autorità sioniste hanno minacciato la prigioniera politica palestinese Ahlam al-Tamimi di porla nuovamente in isolamento se non interromperà lo sciopero della fame che ha iniziato la settimana scorsa. Dignitosa e coraggiosa come sempre, la Tamimi si é rifiutata di piegarsi al ricatto.

Fonti umanitarie riportano che lo scorso mercoledì la Tamimi, in procinto di incontrare regolarmente i suoi legali, sarebbe stata trovata in possesso di una lista di nomi di prigioniere palestinesi (in sé niente di irregolare), i secondini della prigione di Hasharon, però, presero la cosa a pretesto per volerla sottoporre a una indecente perquisizione, cui lei si oppose decisamente.

Il Centro Al-Mezan per i Diritti Umani informa che, come annunciato, migliaia di detenuti politici palestinesi sono entrati ieri in sciopero della fame per protesta contro le misure persecutorie prese contro di loro, secondo il Direttore del centro mediatico Riyadh al-Ashkar é la prima volta che un numero tanto alto di prigionieri mette in atto una simile protesta.
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venerdì 25 marzo 2011

Il Centro Al-Mezan per i Diritti umani: "Basta al doppio standard dell'occidente sui crimini israeliani contro Gaza!"


Il Centro Al-Mezan per il Rispetto dei Diritti umani a Gaza ha dichiarato che la distrazione e il disinteresse della Comunità internazionale a perseguire Israele per la continua serie di attacchi a obiettivi civili nella Striscia costiera assediata stanno portandola sull'orlo del disastro.

La Comunità internazionale deve cessare una volta per tutte di applicare due pesi e due misure agli eventi dell'arena mediorientale: laddove vi sono possibilità per i paesi occidentali di migliorare le loro posizioni e portare avanti i propri interessi vediamo che essi sono prontissimi a intervenire, persino con le armi, come attualmente accade in Libia; quando invece aggressioni e stragi sono compiute da alleati e fantocci degli interessi occidentali, allora i massacri possono andare avanti indisturbati, coperti dal complice silenzio dei media occidentali, che però saltano su a strillare non appena i perseguitati e gli sterminati reagiscono, colpendo i loro tormentatori.

Solo martedì scorso una scarica di colpi di artiglieria pesante si é abbattuta contro un edificio di Al-Shajaa'iyya, nella parte orientale di Gaza, uccidendo un bambino, due adolescenti e un uomo adulto, oltre a ferire dozzine di altre persone. "Questa é stata solo l'ennesima strage compiuta a sangue freddo dai militari israeliani contro la popolazione di Gaza", ha commentato il portavoce di Al-Mezan, che ha affermato, altresì, che la comunità internazionale abbia il dovere morale di mantenere nei confronti dei Palestinesi di Gaza gli stessi standard di Diritti umani che l'hanno portata a intervenire contro altre minoranze perseguitate, oppresse e sterminate altrove nel mondo.

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