"Un catastrofico cedimento strutturale" é quello subito nella giornata di ieri dalla portacontainer "MOL Comfort" della 'Mitsui OSK Lines' che, navigando nell'Oceano Indiano sulla rotta per Aqaba (Giordania) via Mar Rosso si é trovata letteralmente spaccata in due, con l'equipaggio costretto a evacuare; i due tronconi del vascello, ancora stipati all'inverosimile di container, stanno galleggiando liberamente sull'Oceano; la compagnia armatoriale sta valutando la possibilità di recuperarli anche se sembra probabile che presto uno o entrambe debbano iniziare a imbarcare acqua ed affondare.
Vi sono insistenti voci sul fatto che la nave diretta al paese mediorientale dove si registra una aumentata presenza di truppe americane per una esercitazione militare congiunta ('Eager Lion') potesse avere a bordo un quantitativo più o meno rilevante di armi e munizioni per i terroristi takfiri ancora in attività in Siria. L'incidente si aggiungerebbe alla serie di circostanze (vittorie dell'Esercito regolare, blocco delle frontiere, taglio delle comunicazioni) che ultimamente hanno impedito ai wahabiti stranieri di venire riforniti efficacemente.
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venerdì 21 giugno 2013
Portacontainer diretta ad Aqaba si spacca in due nell'Oceano Indiano, a bordo armi per i terroristi in Siria?
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sabato 29 ottobre 2011
Ancora un venerdì di protesta in Giordania, ad Amman ma anche nel Sud del paese!
Come precedentemente annunciato migliaia di cittadini giordani si sono riversati nelle strade anche nella giornata di ieri in tutti i maggiori centri urbani per reiterare la loro richiesta di cambiamenti significativi nell'ordinamento e nella gestione politica del paese ora e subito e non in un futuro indefinito quanto aleatorio. I dimostranti hanno concentrato la loro rabbia contro la pervasiva corruzione del settore politico e anche economico, particolarmente odiosa in un momento in cui le condizioni di vita per la popolazione si fanno sempre più difficili e precarie.
In particolare, oltre alla capitale Amman, importanti marce e dimostrazioni si sono tenute soprattutto nei centri urbani meridionali del paese come Aqaba e Maan, segno che il malessere e lo scontento pervadono l'intera nazione e che a poco sono servite le regie 'promesse' e 'assicurazioni' di incipienti riforme dell'ordinamento politico, annunciate ma subito rimandate al 2012 e contornate da una serie di condizioni che i cittadini non sono disposti ad accettare o tollerare.
Si presenta quindi tutta in salita la strada che l'esecutivo del neopremier Awn Khasawneh dovrà percorrere, col non facile obiettivo di placare l'inquieta popolazione e far dimenticare il malgoverno di Marouf Bakhit che a sua volta era stato nominato nel tentativo di far dimenticare il malgoverno del neoliberista Al-Rifai (foto sopra), agente della Banca Mondiale e del Fondo Monetario, uomo di paglia dei grandi interessi finanziari manipolati da Washington e da Tel Aviv.
Questo continuo 'gioco delle maschere' sulla poltrona di Primo Ministro dimostra che, non importa quale facciata prenda, é forse lo stesso regime ascemita a essere messo in discussione dalle proteste giordane.
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lunedì 2 maggio 2011
Lo Sceicco Salah ad Aqaba: "La riconciliazione Hamas-Fatah prelude alla liberazione di Gerusalemme!"
Lo Sceicco Raed Salah, capo della Fratellanza musulmana in Israele, ha dichiarato che la riconciliazione tra Fatah e Hamas, raggiunta la scorsa settimana grazie anche agli sforzi diplomatici egiziani, servirà da preludio alla liberazione del complesso di Al-Aqsa e della città di Gerusalemme.
Lo Sceicco Salah ha parlato a una grande assemblea di seimila persone nella cittadina giordana di Aqaba, sulle coste del Mar Rosso, lo scorso sabato sera. Ha affermato, durante il suo discorso, che la Giordania é la porta per la liberazione della Palestina e che il fato di Amman sarà, in ultimo, lo stesso fato di Gerusalemme.
Commentando le recenti rivoluzioni che hanno portato alla cacciata di odiosi tiranni e autocrati venduti agli interessi occidentali Salah ha affermato: "Oggi a Tunisi e al Cairo, domani a Gerusalemme, a Dio piacendo!". Figure religiose tunisine ed egiziane, nonché di altri paesi mediorientali, erano presenti alla manifestazione.
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