Una corte di giustizia giordana ha condannato cinque individui accusati di essere membri dell'ISIS e di aver condotto azioni di propaganda e reclutamento a suo favore a pene detentive variabili tra i tre e i cinque anni.
La notizia segue una simile che avevamo riportato alcuni giorni or sono e si inserisce nella 'stretta' contro le organizzazioni wahabite iniziata da qualche mese dal regno ascemita. Finora sarebbero 120 o 130 le persone arrestate e condannate per questo motivo.
Naturalmente Amman sta solo venendo morsa dal serpente che ha ospitato e nutrito; fino al 2012 infatti la Giordania ospitava una base segreta di addestramento dove militanti wahabiti venivano armati e preparati a compiere azioni terroriste in Siria.
Ovviamente come ogni volta che l'Occidente e i suoi lacché arabi e asiatici tentano di usare gli estremisti sunniti per i loro scopi, (vedi Afghanistan), questi poi finiscono per rivoltarsi loro contro, infatti da quegli estremisti addestrati anche in Giordania prese origine l'ISIS/Daash contro cui ora i giudici di reuccio Abdallah emettono condanne e sentenze.
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martedì 18 novembre 2014
Altri cinque sostenitori-reclutatori dell'ISIS condannati in Giordania: Amman colpita dal suo stesso sostegno ai wahabiti!
martedì 11 novembre 2014
Giordania: quattro estremisti arrestati per militanza e propaganda a favore dell'ISIS!!
Nella giornata di ieri il Tribunale per la Sicurezza dello Stato di Amman, ha condannato due cittadini giordani a cinque anni di reclusione per il reato di associazione terroristica e altri due per aver propagandato l'ideologia wahabita tramite web cercando reclute e simpatizzanti per l'ISIS/Daash.
I quattro imputati vennero arrestati in agosto e sono stati processati nel corso della scorsa settimana. Marouf al-Bakhit, ex-Premier del regno ascemita ha dichiarato che si contano a centinaia, probabilmente attorno a 1300 i cittadini giordani che hanno aderito all'organizzazione terrorista wahabita, di cui circa 200 hanno trovato la morte in Siria e in Irak.
Altre stime invece darebbero il numero dei giordani arruolatisi nello Stato Islamico tra le 2000 e le 4000 unità,
I quattro imputati vennero arrestati in agosto e sono stati processati nel corso della scorsa settimana. Marouf al-Bakhit, ex-Premier del regno ascemita ha dichiarato che si contano a centinaia, probabilmente attorno a 1300 i cittadini giordani che hanno aderito all'organizzazione terrorista wahabita, di cui circa 200 hanno trovato la morte in Siria e in Irak.
Altre stime invece darebbero il numero dei giordani arruolatisi nello Stato Islamico tra le 2000 e le 4000 unità,
domenica 25 maggio 2014
Continua l'avanzata delle truppe di Assad in Provincia di Daraa: terroristi takfiri presi in totale contropiede!
Continua senza posa l'offensiva militare siriana nel Sud del paese che, a quanto pare, ha colto totalmente di sorpresa le bande takfire ancora presenti in Provincia di Daraa, scompaginandone l'assetto e le strutture e causando un vero esodo verso la Giordania che ha messo in allarme persino l'Esercito del reuccio Abdullah.
Soldati di Damasco hanno distrutto un gruppo terroristico alle porte del villaggio di Al-Surae, a Ovest di Al-Hrak, distruggendo i loro veicoli e catturando tutti i superstiti; diversi covi di miliziani sono stati distrutti tra Al-Matar e Al-Nuemeh, all'atezza dell'incrocio Semlin-Zamrin, due arsenali colmi di esplosivo sono stati scoperti e distrutti nel corso di questa operazione.
Nelle vicinanze del Golan occupato diversi edifici occupati da terroristi nelle zone di Inkhil e Naavi sono stati ripuliti; l'esperto di cose militari Hassan al-Hasan riporta che anche questa puntata offensiva ha preso totalmente impreparati i mercenari wahabiti che si aspettavano una intensificazione delle operazioni nel Nord del paese.
Soldati di Damasco hanno distrutto un gruppo terroristico alle porte del villaggio di Al-Surae, a Ovest di Al-Hrak, distruggendo i loro veicoli e catturando tutti i superstiti; diversi covi di miliziani sono stati distrutti tra Al-Matar e Al-Nuemeh, all'atezza dell'incrocio Semlin-Zamrin, due arsenali colmi di esplosivo sono stati scoperti e distrutti nel corso di questa operazione.
Nelle vicinanze del Golan occupato diversi edifici occupati da terroristi nelle zone di Inkhil e Naavi sono stati ripuliti; l'esperto di cose militari Hassan al-Hasan riporta che anche questa puntata offensiva ha preso totalmente impreparati i mercenari wahabiti che si aspettavano una intensificazione delle operazioni nel Nord del paese.
mercoledì 21 maggio 2014
Amman mobilita l'Esercito e lo spedisce alla frontiera siriana per evitare il "riflusso" dei mercenari takfiri verso il regno ascemita!
Il quotidiano Al-Hayat comunica che diverse unità militari dell'Esercito Giordano sono state mobilitate e schierate lungo l'esteso, desolato e poroso confine tra il regno ascemita e la Repubblica Araba di Siria: dall'inizio della settimana erano stati limitati permessi per gli ufficiali e cancellate le licenze per gli uomini di truppa.
La mossa assume il suo senso qualora si consideri che ultimamente l'Esercito di Assad ha iniziato a sloggiare i miliziani mercenari wahabiti dalla provincia meridionale di Daraa, dando il via per 'effetto domino' a un vero e proprio esodo verso Sud.
Già il sedici di aprile cacciabombardieri di Amman avevano colpito e distrutto molti veicoli di terroristi che cercavano la fuga oltreconfine; adesso il reuccio ascemita dopo aver permesso che per il suo territorio transitassero gruppi di combattenti e armi, munizioni e finanziamenti a essi destinati ha paura che, sconfitti da Assad, i sopravvissuti di queste bande possano impiantarsi nel suo territorio e magari domani tramare per rovesciarlo.
La mossa assume il suo senso qualora si consideri che ultimamente l'Esercito di Assad ha iniziato a sloggiare i miliziani mercenari wahabiti dalla provincia meridionale di Daraa, dando il via per 'effetto domino' a un vero e proprio esodo verso Sud.
Già il sedici di aprile cacciabombardieri di Amman avevano colpito e distrutto molti veicoli di terroristi che cercavano la fuga oltreconfine; adesso il reuccio ascemita dopo aver permesso che per il suo territorio transitassero gruppi di combattenti e armi, munizioni e finanziamenti a essi destinati ha paura che, sconfitti da Assad, i sopravvissuti di queste bande possano impiantarsi nel suo territorio e magari domani tramare per rovesciarlo.
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sabato 29 marzo 2014
Nuova grande manifestazione antisionista ad Amman nel nome del martire Raed Zaytar!!
Nella giornata di ieri dopo le usuali preghiere del venerdì una immensa folla si é radunata ad Amman, capitale del regno ascemita di Giordania, per reiterare la richiesta popolare di chiusura forzosa dell'ambasciata sionista nel paese e per l'interruzione di ogni rapporto diplomatico con il regime ebraico.
I cittadini giordani hanno marciato nel nome e in memoria di Raed Zeiter, il giudice giordano di origine palestinese assassinato senza motivo al Ponte Allenby dagli sbirri sionazisti che hanno poi cercato di sostenere che un uomo di legge, uno stimato professionista del Diritto, avrebbe 'aggredito gli agenti con una spranga'.
Evidentemente gli assassini non sapevano che la loro vittima era uno stimato e rispettato giudice (per i sionisti tutti gli arabi sono subumani violenti) e quindi non si sono peritati di inventare una panzana meno incredibile. Purtroppo il reuccio Abdallah, troppo condizionato dalle sue malsane alleanza con Usa e Sauditi non ha dato segno di essere in sintonia coi desideri del suo popolo.
Evidentemente il popolo giordano dovrà in qualche modo darsi un leader meno in sintonia coi suoi nemici.
I cittadini giordani hanno marciato nel nome e in memoria di Raed Zeiter, il giudice giordano di origine palestinese assassinato senza motivo al Ponte Allenby dagli sbirri sionazisti che hanno poi cercato di sostenere che un uomo di legge, uno stimato professionista del Diritto, avrebbe 'aggredito gli agenti con una spranga'.
Evidentemente gli assassini non sapevano che la loro vittima era uno stimato e rispettato giudice (per i sionisti tutti gli arabi sono subumani violenti) e quindi non si sono peritati di inventare una panzana meno incredibile. Purtroppo il reuccio Abdallah, troppo condizionato dalle sue malsane alleanza con Usa e Sauditi non ha dato segno di essere in sintonia coi desideri del suo popolo.
Evidentemente il popolo giordano dovrà in qualche modo darsi un leader meno in sintonia coi suoi nemici.
sabato 15 marzo 2014
Giudice giordano ucciso alla frontiera da sgherri sionisti: la popolazione chiede l'espulsione dell'ambasciatore di Tel Aviv!!
Un grave incidente di frontiera al varco del Ponte Allenby tra Giordania e Palestina Occupata ha rinfocolato l'odio della popolazione del regno ascemita verso Tel Aviv e ha fatto rinnovare le pressanti richieste di cancellazione dei rapporti diplomatici e del trattato di pace del 1994 che a fine febbraio scorso erano sfociate in una netta presa di posizione del Parlamento.
Giorni fa un cittadino giordano é stato ucciso senza motivo da soldati sionisti al varco di confine; subito il comando del regime ebraico si é profuso in una serie di assurde giustificazioni dell'assassinio pretendendo in rapida successione che la vittima: possedesse una sbarra di ferro, abbia cercato di strangolare a mani nude un soldato, abbia cercato (contemporaneamente?) di strappare il fucile a una sentinella.
Quando é risultato che la vittima era uno stimato giudice giordano la rabbia e lo sdegno ad Amman e in altre città transgiordane hanno toccato vertici impensabili: enormi manifestazioni di protesta si sono viste in tutto il paese e persino nella Corte Centrale di Giustizia della capitale, dove la vittima Raed Zeiter lavorava, dove un 'tappeto' di bandiere sioniste é stato steso nell'atrio in modo che tutti coloro che entravano e uscivano potessero calpestarle.
Questo incidente dimostra quanto credito possano meritare le 'giustificazioni' di Tel Aviv per i suoi massacri di civili palestinesi, sempre descritti ad 'aggredire a mani nude' soldati sionisti o accusati di altre simili fandonie.
Giorni fa un cittadino giordano é stato ucciso senza motivo da soldati sionisti al varco di confine; subito il comando del regime ebraico si é profuso in una serie di assurde giustificazioni dell'assassinio pretendendo in rapida successione che la vittima: possedesse una sbarra di ferro, abbia cercato di strangolare a mani nude un soldato, abbia cercato (contemporaneamente?) di strappare il fucile a una sentinella.
Quando é risultato che la vittima era uno stimato giudice giordano la rabbia e lo sdegno ad Amman e in altre città transgiordane hanno toccato vertici impensabili: enormi manifestazioni di protesta si sono viste in tutto il paese e persino nella Corte Centrale di Giustizia della capitale, dove la vittima Raed Zeiter lavorava, dove un 'tappeto' di bandiere sioniste é stato steso nell'atrio in modo che tutti coloro che entravano e uscivano potessero calpestarle.
Questo incidente dimostra quanto credito possano meritare le 'giustificazioni' di Tel Aviv per i suoi massacri di civili palestinesi, sempre descritti ad 'aggredire a mani nude' soldati sionisti o accusati di altre simili fandonie.
giovedì 27 febbraio 2014
Il Parlamento giordano vota per espellere l'ambasciatore sionista ad Amman, ma il reuccio ascemita ignora l'appello!
La maggioranza dei centocinquanta deputati della Camera Bassa del Parlamento di Giordania ha votato nella giornata di ieri a favore di una mozione che prevederebbe l'espulsione dell'ambasciatore del regime sionista da Amman e il ritiro definitivo e permanente dell'ambasciatore giordano a Tel Aviv.
Il Regno Ascemita e il regime ebraico hanno stabilito relazioni diplomatiche da metà anni '90, quando all'alba del cosiddetto "Nuovo Ordine Mondiale" re Hussein si piegò a 'riconoscere' l'entità di occupazione illegale della Palestina.
Tuttavia il voto parlamentare di Amman non ha alcun valore vincolante visto che nel regno di Abdullah e della sua moglie-trofe Rania il Parlamento ha solamente funzioni consultive...deve essere per questo che la Giordania é considerata da Usa ed europei un "baluardo di democrazia" in Medio Oriente mentre paesi come l'Iran e la Siria dove regolarmente si svolgono elezioni rappresentative sono considerati 'dittature'.
Il Regno Ascemita e il regime ebraico hanno stabilito relazioni diplomatiche da metà anni '90, quando all'alba del cosiddetto "Nuovo Ordine Mondiale" re Hussein si piegò a 'riconoscere' l'entità di occupazione illegale della Palestina.
Tuttavia il voto parlamentare di Amman non ha alcun valore vincolante visto che nel regno di Abdullah e della sua moglie-trofe Rania il Parlamento ha solamente funzioni consultive...deve essere per questo che la Giordania é considerata da Usa ed europei un "baluardo di democrazia" in Medio Oriente mentre paesi come l'Iran e la Siria dove regolarmente si svolgono elezioni rappresentative sono considerati 'dittature'.
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giovedì 19 dicembre 2013
Gli errori del recente passato perseguitano Hamas! La Giordania rifiuta l'accesso ai suoi dirigenti!
Ancora una volta viene dimostrato dai fatti quanto miope sia stata la 'mossa' di Mishaal e soci di voler 'sganciare' il Movimento Hamas dall'Asse della Resistenza per inseguire la chimerica ascesa della Fratellanza Musulmana finanziata dal Qatar, che per circa un anno era sembrata la forza politica emergente nel panorama mediorientale. Adesso, con l'Ikhwan duramente bastonata dai Generali del Cairo e in piena ritirata altrove ad Hamas non resta più nessuna sponda cui appoggiarsi e persino paesi di secondo piano come la Giordania possono snobbare e porre 'alt' e 'veti' alla sua dirigenza.
E' notizia di oggi infatti che il reame ascemita abbia vietato a Khaled Mishaal di entrare nei suoi confini, un provvedimento che contraddice la pratica quotidiana in vigore persino dopo la 'cacciata' degli uffici di Hamas dal paese (nel 1999); la decisione probabilmente ha a che fare con una richiesta egiziana di 'punire' ulteriormente la dirigenza del gruppo palestinese per il suo sostegno alla Fratellanza Musulmana durante il suo breve periodo di predominio nel Paese delle Piramidi.
Peraltro, anche durante il periodo di Governo della Fratellanza e di Presidenza di Mohammed Mursi, Hamas aveva beneficiato poco o punto della sua pretesa 'relazione speciale' con gli islamisti egiziani, visto che il varco di Rafah era rimasto ermeticamente chiuso alle merci che avrebbero potuto porre fine all'assedio economico sionista e tutte le richieste di integrazione della rete elettrica, di forniture regolari di gas e combustibile verso Gaza erano rimaste lettera morta.
E' notizia di oggi infatti che il reame ascemita abbia vietato a Khaled Mishaal di entrare nei suoi confini, un provvedimento che contraddice la pratica quotidiana in vigore persino dopo la 'cacciata' degli uffici di Hamas dal paese (nel 1999); la decisione probabilmente ha a che fare con una richiesta egiziana di 'punire' ulteriormente la dirigenza del gruppo palestinese per il suo sostegno alla Fratellanza Musulmana durante il suo breve periodo di predominio nel Paese delle Piramidi.
Peraltro, anche durante il periodo di Governo della Fratellanza e di Presidenza di Mohammed Mursi, Hamas aveva beneficiato poco o punto della sua pretesa 'relazione speciale' con gli islamisti egiziani, visto che il varco di Rafah era rimasto ermeticamente chiuso alle merci che avrebbero potuto porre fine all'assedio economico sionista e tutte le richieste di integrazione della rete elettrica, di forniture regolari di gas e combustibile verso Gaza erano rimaste lettera morta.
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giovedì 16 maggio 2013
Precipita aereo d'addestramento giordano vicino a Mafraq, morti l'istruttore e il cadetto pilota!
Un venerando 'Fairey Firefly', apparecchio inglese a elica risalente alla fine della Seconda Guerra Mondiale, ancora in uso presso le accademie della RJAF ascemita per istruire ai rudimenti del volo gli allievi pilota, é precipitato al suolo a Ovest della base aerea "King Hussein" vicino a Mafraq, a ottanta chilometri dalla capitale Amman.L'istruttore Tenente Colonnello Maen Duheisat e il cadetto Nael Khashman sono periti nello schianto, a quanto riporta l'agenzia ufficiale giordana che attribuisce l'incidente a non meglio precisate "cause tecniche".
Con questo sale a quattro il tributo di vite umane versato dall'arma aerea di Amman per 'cause tecniche' dopo le morti di due piloti brevettati rispettivamente nel 2012 e 2010.
sabato 13 aprile 2013
Violenta repressione a Irbid, il reuccio ascemita di Giordania non sa più a che santo votarsi!!
Due settimane dopo l'insediamento dell'ennesimo Governo giordano in poco più di due anni una vasta manifestazione di protesta nella città settentrionale di Irbid é stata repressa con estrema violenza dalle forze di sicurezza reali che hanno lanciato un diluvio di agenti lacrimogeni e urticanti contro la popolazione che marciava compatta 'armata' solo di cartelli e striscioni e quindi si sono scatentati in un carosello di cariche al manganello sparando anche colpi 'intimidatori' ma pericolosamente vicini all'altezza d'uomo.
Bisogna ricordare che poliziotti e militari sono reclutati tra i clan di nomadi beduini fedeli alla casa reale ascemita, gruppi etnici e clanici che hanno una naturale antipatia (adeguatamente coltivata e rafforzata nell'addestramento) contro gli abitanti delle città (in particolare quelli di origine Palestinese); atteggiamento che già risultò utile durante i massacri del "Settembre Nero".
E' significativo che la protesta sia scoppiata a Nord, vicino al confine con la Siria; territorio che la CIA, il Mossad e gli emiri wahabiti del petrolio vorrebbero trasformare nel "Pachistan siriano" proprio come il Pachistan era il retroterra sicuro dove venivano addestrati e riforniti i selvaggi wahabiti inviati contro l'Afghanistan filosovietico da tutti i dittatori arabi amici di Washington (Mubarak, Re Mohammed, Re Fahd e via discorredndo...). Evidentemente i Giordani di Irbid non vedono di buon occhio l'idea di dovere ospitare fanatici qaedisti dalle loro parti!
Bisogna ricordare che poliziotti e militari sono reclutati tra i clan di nomadi beduini fedeli alla casa reale ascemita, gruppi etnici e clanici che hanno una naturale antipatia (adeguatamente coltivata e rafforzata nell'addestramento) contro gli abitanti delle città (in particolare quelli di origine Palestinese); atteggiamento che già risultò utile durante i massacri del "Settembre Nero".
E' significativo che la protesta sia scoppiata a Nord, vicino al confine con la Siria; territorio che la CIA, il Mossad e gli emiri wahabiti del petrolio vorrebbero trasformare nel "Pachistan siriano" proprio come il Pachistan era il retroterra sicuro dove venivano addestrati e riforniti i selvaggi wahabiti inviati contro l'Afghanistan filosovietico da tutti i dittatori arabi amici di Washington (Mubarak, Re Mohammed, Re Fahd e via discorredndo...). Evidentemente i Giordani di Irbid non vedono di buon occhio l'idea di dovere ospitare fanatici qaedisti dalle loro parti!
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venerdì 25 gennaio 2013
Le elezioni disertate dall'opposizione non calmano la Giordania: proteste e accuse di brogli in tutto il paese!
Scontri violenti con gas urticante, cariche della polizia antisommossa e principi d'incendio appiccati a uffici pubblici e simboli dell'autorità reale e governativa, questo il bilancio di un giovedì di scontri nella città di Maan, nel Sud della Giordania, che potrebbero vedere una 'replica' questo pomeriggio dopo le rituali preghiere del venerdì.
Occasione per le proteste che, seppure meno violente, si sono avute anche nella capitale Amman ed altri centri del paese, il grido di 'brogli' lanciato dalle opposizioni (in testa il locale capitolo della Fratellanza Musulmana) che hanno disertato le urne nelle recentissime elezioni politiche e che pure hanno denunciato i tentativi governativi di simulare un'affluenza e una rappresentatività della chiamata al voto del tutto immaginaria.
Gli oppositori del reuccio ascemita Abdallah sostengono che l'affluenza pretesa dal Ministero dell'Interno al 56 per cento degli aventi diritto sarebbe 'fasulla' e che moltissimi elettori si siano recati ai seggi dietro promessa di piccoli compensi monetari, molto ambiti in un paese in durissima crisi recessiva. Dall'autunno del 2010 il regno transgiordano ha cambiato moltissimi premier ma non ha riformato un impianto costituzionale che concede al Re e alla sua corte un ruolo preponderante nella vita pubblica del paese.
Occasione per le proteste che, seppure meno violente, si sono avute anche nella capitale Amman ed altri centri del paese, il grido di 'brogli' lanciato dalle opposizioni (in testa il locale capitolo della Fratellanza Musulmana) che hanno disertato le urne nelle recentissime elezioni politiche e che pure hanno denunciato i tentativi governativi di simulare un'affluenza e una rappresentatività della chiamata al voto del tutto immaginaria.
Gli oppositori del reuccio ascemita Abdallah sostengono che l'affluenza pretesa dal Ministero dell'Interno al 56 per cento degli aventi diritto sarebbe 'fasulla' e che moltissimi elettori si siano recati ai seggi dietro promessa di piccoli compensi monetari, molto ambiti in un paese in durissima crisi recessiva. Dall'autunno del 2010 il regno transgiordano ha cambiato moltissimi premier ma non ha riformato un impianto costituzionale che concede al Re e alla sua corte un ruolo preponderante nella vita pubblica del paese.
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venerdì 30 novembre 2012
Maxi-sequestro di armi in Giordania nega rifornimenti ai terroristi wahabiti in Siria mentre le truppe di Assad vincono un'altra battaglia all'aeroporto!
Il villaggio di Turra, al confine tra Repubblica Siriana e Regno Ascemita di Giordania é stato teatro di una vasta operazione di sicurezza che ha portato al sequestro di un "enorme" quantitativo di armi e munizioni che la rete di sostegno al terrorismo wahabita, foraggiata da Riyadh e Doha, voleva fare passare attraverso il confine in direzione di Daraa, per rifornire i miliziani qaedisti che spargono sangue e morte nel paese ormai da molti mesi.
Il reuccio ascemita Abdallah, nonostante le promesse di finanziamenti e regalie da parte degli emiri sunniti del petrolio ha deciso di bloccare ogni passaggio di armi, temendo che, se mai i salafiti takfiri vincessero in Siria il suo regno sarebbe il prossimo obiettivo di destabilizzazione e terrore.
Intanto dalla Siria arriva la buona notizia che un gruppo di miliziani wahabiti che aveva cercato di interrompere i collegamenti tra Damasco e l'aeroporto internazionale della capitale (distante svariate dozzine di chilometri) é stato accerchiato e distrutto. Dopo la sconfitta di Daraya sembra proprio che l'insorgenza wahabita non sia capace di reagire e continui a perdere terreno, aderenti e influenza anche nelle zone più provinciali del paese.
Il reuccio ascemita Abdallah, nonostante le promesse di finanziamenti e regalie da parte degli emiri sunniti del petrolio ha deciso di bloccare ogni passaggio di armi, temendo che, se mai i salafiti takfiri vincessero in Siria il suo regno sarebbe il prossimo obiettivo di destabilizzazione e terrore.
Intanto dalla Siria arriva la buona notizia che un gruppo di miliziani wahabiti che aveva cercato di interrompere i collegamenti tra Damasco e l'aeroporto internazionale della capitale (distante svariate dozzine di chilometri) é stato accerchiato e distrutto. Dopo la sconfitta di Daraya sembra proprio che l'insorgenza wahabita non sia capace di reagire e continui a perdere terreno, aderenti e influenza anche nelle zone più provinciali del paese.
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mercoledì 15 febbraio 2012
"Non domandiamo il Caos, pretendiamo ciò che é giusto!": continua ancora la protesta degli insegnanti giordani!
Sono arrivati sotto le finestre del Primo Ministro, quell'Awn Khasawneh che dopo qualche fuggevole speranza all'indomani della sua nomina a Premier non si é dimostrato poi molto meglio di coloro che lo avevano preceduto, gli insegnanti e i professori giordani che, dopo aver rifiutato l'offerta governativa di un aumento del settanta per cento dei loro stipendi continuano a pretendere la rivalutazione degli stessi al cento per cento, praticamente un raddoppio, per poter fare fronto all'inflazione in costante aumento che negli ultimi anni ha eroso e divorato il loro potere di acquisto.
Al contrario di altri dipendenti pubblici, che 'arrotondano' i loro magri incassi con secondi lavori o, persino, con la richiesta di 'incentivi' e 'bustarelle' a quanti si rivolgono a loro per il disbrigo di una pratica o per il rilascio di una autorizzazione i lavoratori dell'insegnamento possono contare solo sulle loro buste paga e perciò la richiesta del raddoppio dello stipendio non deve suonare esosa o esagerata; le bandiere che hanno portato sotto i balconi di Khasawneh recitavano: "Non domandiamo il Caos, pretendiamo ciò che é giusto" e "Anche gli insegnanti hanno Diritti Umani, non accetteremo ingiustizie".
Quasi un milione e mezzo di scolari e studenti giordani sono rimasti a casa dall'inizio dello sciopero, dieci giorni fa, una 'vacanza' che forse ad alcuni di loro non dispiace ma il cui protrarsi metterebbe in serio dubbio la possibilità di concludere regolarmente l'anno scolastico e portare a termine i programmi didattici previsti.
Secondo Moustafa Rawasdeh, capo del Sindacato dell'Insegnamento, sono circa novantamila i docenti giordani che hanno incrociato le braccia.
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giovedì 9 febbraio 2012
Insegnanti giordani in sciopero per il terzo giorno consecutivo: "I nostri stipendi sono da fame!"
Insegnanti e professori del regno ascemita di Giordania proseguono per il terzo giorno consecutivo la loro agitazione mentre il Governo ha ufficialmente respinto la loro richiesta per un sostanzioso aumento degli stipendi, che non vengono aggiornati da anni e, complice la forte inflazione che erode e divora i redditi fissi, sono ormai inadeguati a garantire la mera sopravvivenza.
Il Gabinetto guidato da Awn Khasawneh ha proposto agli scioperanti un aumento molto modesto rispetto alle richieste avanzate ma i leader della protesta hanno risposto picche: "L'esperienza ci ha insegnato che gli scioperi compatti e prolungati sono gli strumenti più efficaci che i dipendenti pubblici possano usare per portare avanti le proprie rivendicazioni. A differenza di altri generi di dipendenti pubblici i docenti non possono 'integrare' i loro redditi con attività collaterali o con 'bustarelle', se facciamo una richiesta non recederemo dalle nostre posizioni fino a che non sarà soddisfatta!".
Il Consiglio sindacale dei Docenti ha dichiarato che praticamente tutte le scuole del paese sono chiuse; il portavoce del Ministero dell'Educazione Ayman Barakat ha affermato invece che l'adesione all'agitazione non é totale e che diversi istituti sono riusciti a mantenere l'attività didattica anche in questi ultimi tre giorni.
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sabato 31 dicembre 2011
Manifestazioni ad Amman, Irbid, Salt e Karak: il Fronte d'Azione Islamico si mobilita dopo l'attentato incendiario di Mafraq!
La Fratellanaza Musulmana giordana, dopo che la propria sede di Mafraq é stata distrutta con un attentato incendiario da agenti monarchici, ha mobilitato il Fronte d'Azione Islamico, suo braccio politico, portando in piazza migliaia e migliaia di manifestanti in varie città del paese, nella più grande dimostrazione di massa da molti mesi a questa parte. Come d'uso le manifestazioni si sono tenute dopo le preghiere del venerdì; nella capitale Amman i partecipanti hanno marciato dalla Moschea di Al-Hussein fino al Municipio cantando "Quel che é troppo é troppo" e portando bandiere e striscioni che chiedevano vere riforme economiche e politiche, la fine della corruzione e condannavano Re Abdallah II per i suoi tentativi di "intimidazione violenta".
Rappresentanti del Fronte d'Azione Islamico hanno dichiarato che, negli scontri di Mafraq le forze dell'ordine sono rimaste a guardare mentre gli agenti monarchici davano fuoco alla sede dell'opposizione, interponendosi poi, quando le fiamme erano appena divampate e c'era ancora la speranza di poterle domare salvando la struttura, lasciando invece che la consumassero completamente: "La connivenza tra gli attaccanti e i servizi di sicurezza era evidente e spudorata".
"La Fratellanza Musulmana, tuttavia, non abbandonerà la sua richiesta di riforme, non si arrenderà nella lotta alla corruzione e all'atteggiamento reazionario della Corte e dei suoi manutengoli", ha dichiarato Rheil Gharaibeh, portavoce del movimento. Altre imponenti manifestazioni si sono tenute, oltre che nella capitale, anche nelle cittadine di Irbid e Salt, nel Nord del paese e a Karak, nel Sud. Sembra proprio che, esaurito il credito concessogli con la nomina del nuovo Premier Awn Khasanweh il reuccio ascemita Abdallah II, tornando a prestare orecchio ai fautori della 'linea dura' contro le opposizioni si stia mettendo nella posizione di essere il prossimo governante arabo filo-occidentale a venire travolto dalle proteste.
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venerdì 16 dicembre 2011
Estremisti ebrei degli insediamenti illegali minacciano di stabilirsi in terra giordana: é la fine della pace tra Tel Aviv e Amman?
Numerosi rapporti comparsi su diversi media dell'entità di occupazione sionista riportano la notizia che gruppi di estremisti ebraici normalmente residenti nelle colonie illegali che come funghi velenosi si moltiplicano e si allargano a dismisura nella Cisgiordania occupata, come cellule cancerose in rapido accrescimento, avrebbero varcato in diversi punti il confine tra West Bank e Regno ascemita di Giordania, iniziando a stabilire 'avamposti' in territorio straniero; con questo gravissimo atto la metastasi impazzita dei 'talebani ebraici' raggiunge nuovi livelli di pericolosità e potrebbe dare il colpo di grazia alla monarchia filo-occidentale e filo-americana di Abdallah II, che si dimostrerebbe incapace, non soltanto di affrontare i problemi della corruzione istituzionale e della crisi economica, ma persino di mantenere la sovranità nazionale e l'inviolabilità del territorio giordano.
Secondo i rapporti trapelati circa una quarantina di integralisti giudaici avrebbero attraversato il confine negli scorsi giorni, barricandosi in un edificio abbandonato e dichiarando la loro intenzione di fondare una colonia chiamata "Metzudat Zeev", dal nome del noto estremista di Destra (Zeev Jabotinsky) che postulava la necessità per i sionisti di occupare anche il territorio giordano. Di fronte alle richieste di chiarimento immediatamente arrivate da Amman le forze militari sioniste si sono affrettate a rilasciare un comunicato nel quale affermano che il confine internazionale non é stato violato dagli estremisti, che sarebbero rimasti "all'interno di una zona militare chiusa, compresa in territorio israeliano".
Il portavoce del Governo Khasawneh attualmente al potere in Giordania, Rakan al-Mejali (foto qui sopra), ha dichiarato che la zona di Al-Maghtas non sarebbe stata violata, anche se "un certo numero di fondamentalisti giudei sarebbe stato avvistato sul versante israeliano della stessa", aggiungendo l'augurio che le forze competenti tengano ben sotto controllo le loro attività e prevengano qualunque loro azione nei confronti del confine garantito dagli accordi di pace di Wadi Araba, che regolamente le relazioni tra Regno ascemita e regime di occupazione sionista.
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domenica 4 dicembre 2011
Il leader di Hamas Khaled Mishaal si trova in Qatar per preparare la prossima trasferta giordana!
Il Segretario del Politburo di Hamas, nonché massimo leader dell'organizzazione di Resistenza musulmana si é incontrato con l'Emiro del Qatar, coerentemente con quanto annunciato nei giorni passati, ed é tuttora intento a preparare la propria trasferta giordana, durante la prima parte della quale sarà accompagnato dal Delfino qatariano, Principe della Corona Sheik Tamin ben Hamad al-Thani.
Hamas aveva la sua sede centrale e i suoi uffici di rappresentanza nella capitale ascemita, Amman, prima che, ormai dodici anni fa, il reuccio locale, per ingraziarsi sionisti e americani, non costringesse Hamas a lasciare il paese. Durante la visita Khalid Mishaal si incontrerà col Neopremier Awn Khasanweh, esperto di Diritto Internazionale che poche settimane fa definì 'ingiustificato' lo sfratto del Movimento, e poi con Re Abdallah II.
Secondo quanto filtrato dalla corte qatariana Mishaal ha aggiornato l'Emiro riguardo i progressi recenti compiuti con il vertice del Cairo sulla strada della riconciliazione nazionale con Fatah e su quanto avvenuto durante la sua recente trasferta in Sudan, dove ha incontrato il Presidente Omar El-Bashir.
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Visita ufficiale
sabato 3 dicembre 2011
La Fratellanza Musulmana giordana porta in piazza migliaia di persone per stigmatizzare l'apatia del 'nuovo' governo Khasawneh!
Manifestanti giordani hanno bloccato il centro della capitale ascemita, Amman, protestando contro l'abulia che, dopo alcune dichiarazioni tanto clamorose quanto superficiali, sembra avere avvolto e paralizzato l'azione del nuovo gabinetto di Governo presieduto da Awn Khasawneh, che da alcune settimane ha preso il posto di Marouf Bakhit, costretto alle dimissioni dopo mesi di dimostrazioni e scontri.
"La nostra domanda di riforme continua e si intensifica perché non abbiamo visto ancora niente che soddisfi le nostre richieste, vogliamo modifiche alla Costituzione, la fonte del potere e della legittimità in questo paese deve essere l'opinione pubblica, non il favore del Sovrano", ha dichiaro Jamal Abu Bakr, portavoce della potente branca giordana della Fratellanza Musulmana.
Oltre ad Amman il Fronte d'Azione della Fratellanza ha organizzato marce e dimostrazioni anche a Karak, Tafileh e Ma'an. Ancora oggi, pure dopo le parziali (e insoddisfacenti, a sentire i manifestanti) riforme approvate da Re Abdallah II in Giordania il Premier viene 'nominato' dal monarca anziché venire eletto direttamente dal popolo.
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giovedì 24 novembre 2011
Nei prossimi giorni l'arrivo ad Amman di Khaled Mishaal, 'scortato' dal Principe qatariano Tamim!
La prevista visita giordana di Khalid Mishaal, leader supremo di Hamas, avrà luogo nei prossimi giorni, come confermato dal Ministro per l'Informazione del regno ascemita Rakan al-Mejali, nella giornata di ieri.
Mejali ha rivelato ai cronisti del quotidiano 'Al-Ghad' che il Principe qatariano Sceicco Tamin ben Hamad al-Thani accompagnerà il leader palestinese nella visita, la quale prenderà il via con un incontro a porte chiuse col Re Abdullah II.
Il Ministro ha spiegato che lo Sceicco Tamim lascerà quindi il paese, mentre Mishaal rimarrà il tempo necessario a incontrarsi con alcuni dignitari e uomini di governo.
Majali ha concluso negando che la ripresa di relazioni con Hamas (interrotte bruscamente nel 1999 con l'espulsione della dirigenza del Movimento dai suoi uffici di Amman) stia a indicare un raffreddamento o peggioramento dei suoi rapporti con la fazione Fatah o l'Anp da essa egemonizzata.
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Visita ufficiale
sabato 5 novembre 2011
La Giordania 'marca stretto' il Neopremier con un nuovo venerdì in piazza: "Khasawneh, vogliamo riforme e non parole!"
Innalzando cartelli e striscioni che dichiaravano: "No alle riforme calate dall'alto", "Niente riforme a Polizia schierata", migliaia di abitanti della capitale giordana si sono riuniti dopo le consuete preghiere del venerdì marciando dalla moschea principale di Amman fino al Municipio e ai palazzi del Governo per mostrare al nuovo Primo Ministro Awn Khasawneh la loro determinazione a giocare un ruolo attivo nel processo di riforma politica di cui si aspetta l'avvio con il suo mandato.
Anche nelle città di Karak, Ma'an e Tafileh si sono avuti raduni simili; in ciascuno dei quali i convenuti hanno ribadito la loro richiesta per l'elezione del Premier (anche Khasawneh, infatti, é stato di nomina regia) che potrà essere diretta, in occasione di elezioni, oppure indiretta, tramite una camera a sua volta elettiva, ma che comunque dovrà riconoscere nel popolo e non nel Sovrano la fonte della legittimazione a governare.
Dopo un frenetico 'gioco delle sedie' che ha portato il sovrano di Casa Hashem a cambiare tre Primi Ministri nel corso di nemmeno dieci mesi, il messaggio sembra finalmente filtrato anche nella reggia, da cui é arrivato l'avviso che dal 2012 verrà 'permesso' (troppa grazia!) al parlamento di 'indicare' il Premier, che però poi dovrà venire 'approvato' dal Re. Ed é proprio questo aspetto a scontentare i manifestanti che vogliono che il Re di Amman non abbia maggior voce in capitolo sulla formazione del Governo nazionale di quanta non ne abbiano oggi Elisabetta II o Juan Carlos di Spagna.
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