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martedì 18 novembre 2014

Altri cinque sostenitori-reclutatori dell'ISIS condannati in Giordania: Amman colpita dal suo stesso sostegno ai wahabiti!

Una corte di giustizia giordana ha condannato cinque individui accusati di essere membri dell'ISIS e di aver condotto azioni di propaganda e reclutamento a suo favore a pene detentive variabili tra i tre e i cinque anni.

La notizia segue una simile che avevamo riportato alcuni giorni or sono e si inserisce nella 'stretta' contro le organizzazioni wahabite iniziata da qualche mese dal regno ascemita. Finora sarebbero 120 o 130 le persone arrestate e condannate per questo motivo.

Naturalmente Amman sta solo venendo morsa dal serpente che ha ospitato e nutrito; fino al 2012 infatti la Giordania ospitava una base segreta di addestramento dove militanti wahabiti venivano armati e preparati a compiere azioni terroriste in Siria.

Ovviamente come ogni volta che l'Occidente e i suoi lacché arabi e asiatici tentano di usare gli estremisti sunniti per i loro scopi, (vedi Afghanistan), questi poi finiscono per rivoltarsi loro contro, infatti da quegli estremisti addestrati anche in Giordania prese origine l'ISIS/Daash contro cui ora i giudici di reuccio Abdallah emettono condanne e sentenze.

martedì 11 novembre 2014

Giordania: quattro estremisti arrestati per militanza e propaganda a favore dell'ISIS!!

Nella giornata di ieri il Tribunale per la Sicurezza dello Stato di Amman, ha condannato due cittadini giordani a cinque anni di reclusione per il reato di associazione terroristica e altri due per aver propagandato l'ideologia wahabita tramite web cercando reclute e simpatizzanti per l'ISIS/Daash.

I quattro imputati vennero arrestati in agosto e sono stati processati nel corso della scorsa settimana. Marouf al-Bakhit, ex-Premier del regno ascemita ha dichiarato che si contano a centinaia, probabilmente attorno a 1300 i cittadini giordani che hanno aderito all'organizzazione terrorista wahabita, di cui circa 200 hanno trovato la morte in Siria e in Irak.

Altre stime invece darebbero il numero dei giordani arruolatisi nello Stato Islamico tra le 2000 e le 4000 unità,


sabato 3 dicembre 2011

La Fratellanza Musulmana giordana porta in piazza migliaia di persone per stigmatizzare l'apatia del 'nuovo' governo Khasawneh!


Manifestanti giordani hanno bloccato il centro della capitale ascemita, Amman, protestando contro l'abulia che, dopo alcune dichiarazioni tanto clamorose quanto superficiali, sembra avere avvolto e paralizzato l'azione del nuovo gabinetto di Governo presieduto da Awn Khasawneh, che da alcune settimane ha preso il posto di Marouf Bakhit, costretto alle dimissioni dopo mesi di dimostrazioni e scontri.

"La nostra domanda di riforme continua e si intensifica perché non abbiamo visto ancora niente che soddisfi le nostre richieste, vogliamo modifiche alla Costituzione, la fonte del potere e della legittimità in questo paese deve essere l'opinione pubblica, non il favore del Sovrano", ha dichiaro Jamal Abu Bakr, portavoce della potente branca giordana della Fratellanza Musulmana.

Oltre ad Amman il Fronte d'Azione della Fratellanza ha organizzato marce e dimostrazioni anche a Karak, Tafileh e Ma'an. Ancora oggi, pure dopo le parziali (e insoddisfacenti, a sentire i manifestanti) riforme approvate da Re Abdallah II in Giordania il Premier viene 'nominato' dal monarca anziché venire eletto direttamente dal popolo.
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sabato 5 novembre 2011

La Giordania 'marca stretto' il Neopremier con un nuovo venerdì in piazza: "Khasawneh, vogliamo riforme e non parole!"


Innalzando cartelli e striscioni che dichiaravano: "No alle riforme calate dall'alto", "Niente riforme a Polizia schierata", migliaia di abitanti della capitale giordana si sono riuniti dopo le consuete preghiere del venerdì marciando dalla moschea principale di Amman fino al Municipio e ai palazzi del Governo per mostrare al nuovo Primo Ministro Awn Khasawneh la loro determinazione a giocare un ruolo attivo nel processo di riforma politica di cui si aspetta l'avvio con il suo mandato.

Anche nelle città di Karak, Ma'an e Tafileh si sono avuti raduni simili; in ciascuno dei quali i convenuti hanno ribadito la loro richiesta per l'elezione del Premier (anche Khasawneh, infatti, é stato di nomina regia) che potrà essere diretta, in occasione di elezioni, oppure indiretta, tramite una camera a sua volta elettiva, ma che comunque dovrà riconoscere nel popolo e non nel Sovrano la fonte della legittimazione a governare.

Dopo un frenetico 'gioco delle sedie' che ha portato il sovrano di Casa Hashem a cambiare tre Primi Ministri nel corso di nemmeno dieci mesi, il messaggio sembra finalmente filtrato anche nella reggia, da cui é arrivato l'avviso che dal 2012 verrà 'permesso' (troppa grazia!) al parlamento di 'indicare' il Premier, che però poi dovrà venire 'approvato' dal Re. Ed é proprio questo aspetto a scontentare i manifestanti che vogliono che il Re di Amman non abbia maggior voce in capitolo sulla formazione del Governo nazionale di quanta non ne abbiano oggi Elisabetta II o Juan Carlos di Spagna.
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giovedì 3 novembre 2011

Awn Khasawneh dichiara: "L'espulsione di Hamas dalla Giordania fu ingiusta e, soprattutto, illegale!"


Importante dichiarazione da parte di Awn Khasawneh, già giudice internazionale di chiara fama, membro di tribunali internazionali e recentemente nominato dal reuccio ascemita Abdallah II Primo Ministro della Giordania in luogo del detestato Marouf Bakhit, accusato di corruzione.

Il Premier, durante un recente discorso tenuto nella capitale Amman avrebbe definito "ingiusta e illegale" l'espulsione, avvenuta 13 anni fa, degli organi e dei componenti del Movimento musulmano di Resistenza Hamas dal territorio nazionale. L'episodio, uno dei tanti che denuncia la mancanza di dignità e di spina dorsale della corrotta Casa di Hashem nei confronti dell'arroganza sionista e americana, venne condotto in violazione di ogni norma di Diritto internazionale, arrivando persino a privare della cittadinanza giordana, senza processo o sentenza, i dirigenti dell'organizzazione.

Hamas trasferì i suoi uffici e i suoi dirigenti a Damasco grazie alla benevolenza verso la Causa palestinese di Hafez Assad (pure un leader laico, di setta alawita e con punto interesse verso i movimenti religiosi); per quanto apprezzabile e giusto sia il giudizio di Khasanweh in merito é buffo vedere come arrivi con oltre 4700 giorni di ritardo rispetto ai fatti! Forse l'ex-giudice cerca di distogliere con tali dichiarazioni l'attenzione dal fatto che, in quanto Primo Ministro di nomina regia le sue possibilità di introdurre le profonde riforme domandate dal popolo sono scarse se non nulle?
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sabato 29 ottobre 2011

Ancora un venerdì di protesta in Giordania, ad Amman ma anche nel Sud del paese!


Come precedentemente annunciato migliaia di cittadini giordani si sono riversati nelle strade anche nella giornata di ieri in tutti i maggiori centri urbani per reiterare la loro richiesta di cambiamenti significativi nell'ordinamento e nella gestione politica del paese ora e subito e non in un futuro indefinito quanto aleatorio. I dimostranti hanno concentrato la loro rabbia contro la pervasiva corruzione del settore politico e anche economico, particolarmente odiosa in un momento in cui le condizioni di vita per la popolazione si fanno sempre più difficili e precarie.

In particolare, oltre alla capitale Amman, importanti marce e dimostrazioni si sono tenute soprattutto nei centri urbani meridionali del paese come Aqaba e Maan, segno che il malessere e lo scontento pervadono l'intera nazione e che a poco sono servite le regie 'promesse' e 'assicurazioni' di incipienti riforme dell'ordinamento politico, annunciate ma subito rimandate al 2012 e contornate da una serie di condizioni che i cittadini non sono disposti ad accettare o tollerare.

Si presenta quindi tutta in salita la strada che l'esecutivo del neopremier Awn Khasawneh dovrà percorrere, col non facile obiettivo di placare l'inquieta popolazione e far dimenticare il malgoverno di Marouf Bakhit che a sua volta era stato nominato nel tentativo di far dimenticare il malgoverno del neoliberista Al-Rifai (foto sopra), agente della Banca Mondiale e del Fondo Monetario, uomo di paglia dei grandi interessi finanziari manipolati da Washington e da Tel Aviv.

Questo continuo 'gioco delle maschere' sulla poltrona di Primo Ministro dimostra che, non importa quale facciata prenda, é forse lo stesso regime ascemita a essere messo in discussione dalle proteste giordane.
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sabato 22 ottobre 2011

Imponente manifestazione ieri ad Amman, in sostegno di un nuovo corso di riforme col Governo Khasawneh!


Sono stati migliaia e migliaia i cittadini giordani che nella giornata di ieri, dopo le rituali preghiere del venerdì, si sono riversati in strada nella capitale Amman per invitare il Neopremier, l'ex giudice Awn Khasawneh, recentemente nominato dal Re ascemita al posto del contestatissimo Bakhit Marouf, a procedere speditamente sul cammino delle riforme.

Agitando centinaia di bandiere nazionali e cartelli che dicevano "Il nostro obiettivo sono le riforme" e "Basta con la corruzione", i manifestanti hanno marciato verso il centro della città, fino ai palazzi governativi dove, proprio in queste ore, il nuovo Primo Ministro sta valutando e soppesando le opzioni a sua disposizione per la formazione del nuovo esecutivo.

"Stiamo dimostrando oggi per far sentire al nuovo capo del Governo quanto profonda sia la richiesta popolare di riforme e cambiamenti" ha dichiarato ai microfoni dei giornalisti Zaki Bani Ershead, capo della formazione di opposizione del Fronte Islamico di Azione. "Il nuovo Governo dovrebbe essere in grado di venire incontro a queste richieste e di mettere una fine all'intrusione delle forze di sicurezza nelle vite private dei cittadini", ha poi aggiunto.

La folla in marcia ha anche espresso soddisfazione per la morte di Gheddafi e la fine vittoriosa dell'insurrezione in Libia. In merito sempre Zaki Bani ha detto: "La morte del tiranno libico deve essere una lezione per tutti, una lezione che possa evitare nuovi spargimenti di sangue nella regione".
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venerdì 21 ottobre 2011

Khaled Mishaal si congratula col neo-Premier giordano Khasawneh, mentre si prepara la liberazione di altri 550 detenuti!


Il Capo dell'Ufficio politico di Hamas Khaled Mishaal si é congratulato ufficialmente per via telefonica con il nuovo Premier giordano Awn al-Khasawneh, recentemente designato da Re Abdallah II per sostituire il debole e screditato Bakhit Marouf, contestato ferocemente dalla popolazione fin dal momento della propria nomina. Secondo il quotidiano giordano Al-Rai Mishaal ha augurato all'ex-giudice ogni successo, a partire dalla scelta dei membri del suo gabinetto.

Il quotidiano ha inoltre notato come il membro del Politburo di Hamas, Mohamed Nazzal, abbia esteso personalmente auguri da parte dell'intero Movimento musulmano di Resistenza durante la sua visita ad Amman. Mishaal avrebbe dovuto visitare Amman in settimana, accompagnando il Principe Qatari Sceicco Tamim al-Thani ma impegni collegati allo storico rilascio dei prigionieri politici da parte dell'occupazione sionista gli hanno impedito, per il momento, di effettuare questo viaggio ufficiale.

In una notizia collegata, le Brigate Ezzedine al-Qassam hanno comunicato che la seconda fase della liberazione, che coinvolgerà questa volta 550 detenuti politici, é già iniziata; anche questa volta un ruolo preminente verrà svolto dall'Egitto, che si é impegnato a far liberare il maggior numero possibile di detenuti anziani e malati, nonché con pene da scontare superiori ai 10 anni, conseguentemente alle linee-guida e alle raccomandazioni di Hamas.
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martedì 18 ottobre 2011

Bakhit giubilato da Re Abdallah, l'ex-giudice internazionale Khasawneh è Primo Ministro ad Amman!


In seguito a una petizione di parlamentari che chiedeva la sua rimozione il Premier giordano Marouf Al-Bakhit ha perso il posto per regio decreto vedendo subito dopo sciolto il suo gabinetto di Governo con la stessa sbrigativa procedura. La Corte Ascemita, timorosa di una ulteriore espansione e radicalizzazione delle proteste che ormai da oltre un anno percorrono la Giordania, ha affidato all'ex giudice della Corte Internazionale di Giustizia Awn Shawkat Al-Khasawneh il compito di formare un nuovo Esecutivo.

Marouf al-Bakhit é rimasto al potere appena nove mesi, durante i quali ha subito un fuoco di fila di critiche pressoché continuo, venendo considerato una 'mezza misura' incapace di implementare il profondo processo di riforma per il quale ogni settimana migliaia e migliaia di cittadini giordani (cifra significativa in maniera particolare in un paese con pochi abitanti come il regno transgiordano) continuano a scendere in piazza.

Secondo la France Presse Khasanwneh prima di accettare l'incarico offertogli da Abdallah II ha chiesto rassicurazioni sulla sua libertà di azione e sulle proprie prerogative come Premier. La nomina regia non é affatto irrituale; visto che nel Regno Ascemita il sovrano ha l'ultima parola in tutti gli affari di Stato. Anche questo punto é uno dei molti riguardo ai quali la popolazione richiede modifiche, in modo da avere maggiore democrazia e indipendenza nei processi politici interni.
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sabato 1 ottobre 2011

La popolazione di Amman di nuovo in piazza contro le finte 'riforme' di Re Abdallah!


Migliaia e migliaia di cittadini giordani sono scesi in strada dopo le preghiere del venerdì nella capitale del regno ascemita, Amman, per domandare le dimissioni del Primo Ministro Marouf Bakhit e lo scioglimento della Camera bassa del Parlamento. I dimostranti hanno marciato dalla Moschea di Al-Husseini fino al Municipio, inalberando cartelli e striscioni che accusavano il Premier di corruzione e cantando slogan contro di lui e il suo Governo.

La protesta é detonata dopo che la Camera ha passato un disegno di legge che criminalizza le accuse di corruzione verso rappresentanti politici con multe variabili dai 30mila ai 60mila dinar (da 31500 a 63000 Euro, circa), in un evidente tentativo di imbavagliare i media d'opposizione che ultimamente avevano rivelato diversi scandali di questo genere concernenti il gabinetto e la maggioranza di Bakhit.

La popolazione é anche insoddisfatta delle recenti 'riforme costituzionali' promulgate dal re Abdallah, che ritiene superficiali e cosmetiche e molto minori di quelle promesse a giugno; all'inizio dell'estate infatti, spaventato dalla mobilitazione popolare, il monarca aveva promesso modifiche ben più radicali, fra cui ad esempio la formazione di governi basati sul risultato delle elezioni e non di nomina regia.

Ovviamente niente di tutto ciò si é visto anche se, come molti corrotti monarchi della regione, il reuccio ascemita é considerato "un baluardo della democrazia" dalle ipocrite e arroganti potenze imperialiste.
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sabato 23 luglio 2011

Manifestanti giordani denunciano il sostegno americano alla corrotta monarchia locale!


Una imponente marcia con migliaia di partecipanti ha attraversato Amman nella giornata di ieri, subito dopo le preghiere del venerdì, in protesta contro i tentativi americani di sostenere e puntellare la monarchia del reuccio Abdallah contro le sempre più intense spinte per la riforma e la democratizzazione del paese; nelle ultime giornata da Washington erano arrivati messaggi di sostegno per Abdallah e il suo governo, che ne esaltavano la 'moderazione' e lo definivano 'leale e buon alleato degli Usa'.

"Non vogliamo le ingerenze di Washington e non prendiamo ordini dalla Casa Bianca" ha dichiarato l'attivista Mohannad Safyin ai microfoni dell'Associated Press "Questo é il nostro movimento, la nostra protesta, statene fuori, Obama, Miss Clinton, per anni i vostri predecessori hanno sostenuto ogni forma di tiranno arabo contro la volontà dei popoli: Saleh, Mubarak, Ben Ali e tanti altri, tutti si sono macchiati del sangue dei loro popoli, come Re Hussein nel 1970".

I manifestanti hanno chiesto le dimissioni immediate del Primo Ministro Marouf al-Bakhit e una seria e accurata indagine sugli attacchi ai giornalisti e ai reporter condotti durante un recente sit-in ad Amman. Recentemente il reuccio Abdallah ha 'promesso' che in futuro nominerà soltanto Primi Ministri sostenuti da una maggioranza parlamentare anziché scelti arbitrariamente da lui, come usuale costume; infatti nel reame dell'ottimo alleato dei 'democratici' Stati Uniti il Parlamento eletto, ma lo si definirebbe meglio chiamandolo 'Duma', non può opporsi alla nomina reale del Premier.
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sabato 28 maggio 2011

Le proteste scuotono Amman, il popolo giordano si ribella alla monarchia da rotocalco: "Dobbiamo interrompere tutti i rapporti con Israele!"


Proprio mentre l'Egitto va rapidamente ribaltando e annullando tutte le misure di "appeasement" filoisraeliano imposte da Sadat e dal suo successore Mubarak nel corso degli ultimi 32 anni il popolo giordano scende in piazza dopo le preghiere del venerdì e fa capire chiaramente alla corte Hascemita che non ci sta a rimanere l'unico paese arabo a mantenere rapporti con Israele, Stato del quale la maggior parte dei cittadini giordani non ha certo intenzione di riconoscere come entità legittima e tantomeno col quale vorrebbe intessere relazioni o legami di alcun tipo.

Ieri in tutto il paese, dalla capitale Amman fino alla provincia di Tafileh, la popolazione ha rimarcato la necessità di cancellare il trattato di pace con lo Stato ebraico voluto dal piccolo Re Hussein e ha altresì domandato le dimissioni del Primo Ministro Marouf Bakhit, succeduto al suo predecessore Al-Rifai meno di quattro mesi orsono proprio a causa di massicce proteste popolari che minacciavano di replicare nell'ex-Transgiordania la Rivoluzione egiziana anti-Mubarak.

Il tentativo di riforma dall'alto però, sembra essersi impantanato tra le attività di un Premier ex-generale che non riscuote molta popolarità tra gli abitanti e i balbettii di una commissione costituzionale (di nomina regia) che non riesce a cavare un ragno dal buco, anche perché la struttura costituzionale della Giordania é studiata per lasciare grande discrezionalità al monarca sotto gli orpelli e i paramenti esteriori della "democrazia" occidentale e una seria riforma sarebbe dunque inaccettabile per la corte, visto che marginalizzerebbe la figura del re e lascerebbe campo libero al partito di ispirazione religiosa Fronte Islamico d'Azione, filiato dalla branca locale della Fratellanza Musulmana, che riscuote il favore della maggior parte degli elettori.
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