Quello che vedete ritratto nella foto é il giovane Mohammed al-Csaba, legittimo abitante della Cisgiordania, appena dopo essere stato ucciso a colpi d'arma da fuoco dal 'colonnello' israel shomer, invasore ebreo della West Bank dove aiuta e protegge i miliziani giudei razzisti delle fungaie velenose degli 'insediamenti'.
Il 'colonnello' sionista stava attraversando con la sua auto la strada tra Al-Ram e Qalandiya quando si é imbattuto in un gruppo di Palestinesi a cui veniva impedito di raggiungere la Moschea di Al-Aqsa.
Dalla folla sono iniziati i lanci di pietre e scarpe verso l'auto del sionista, che ha pensato bene di iniziare a sparare ad altezza d'uomo, colpendo il giovane Al-Csaba due volte al torace.
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sabato 4 luglio 2015
Giovane palestinese di diciassette anni assassinato da un invasore sionista tra Qalandiya e Al-Ram!
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domenica 25 gennaio 2015
Clamorosa reazione dei fedeli palestinesi alla Moschea di Al-Aqsa: cacciano a insulti l'imam che lodava Re Saoud!
Immaginate che nel Duomo di Milano, nella Cattedrale di Notre Dame o in quella di Westminster, nel bel mezzo del sermone, l'officiante venga rumorosamente contestato dai fedeli riuniti per la messa, che questi si alzino dai banchi con fare minaccioso e che costringano sacrestano, chierichetti e una sparutissima minoranza di fedeli a stringersi attorno all'oratore per scortarlo rapidamente al sicuro.
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martedì 29 luglio 2014
La Cisgiordania si mobilita e manifesta: "Gaza non soffre invano!" Quarantacinquemila in piazza a Gerusalemme occupata!!
Migliaia e migliaia di Palestinesi si sono radunati nella Cisgiordania occupata per esprimere il loro sostegno e la loro solidarietà nei confronti della Striscia di Gaza continuamente attaccata dalla marmaglia sionazista. Le manifestazioni più imponenti si sono tenute a Gerusalemme occupata dove oltre quarantamila fedeli si sono riuniti fuori dalla Moschea di Al-Aqsa.
"Gaza, sostenerti é il nostro Eid" (con riferimento alla festività di fine del Ramadan) e "Tutti oggi siamo Gaza" sono stati gli slogan più ripetuti, cartelli e striscioni inneggiavano agli eroi delle Brigate Qassam che stanno facendo pagare duro prezzo ai macellai sionazisti.
Queste manifestazioni non sono ancora la ribellione aperta e la mobilitazione armata che da più parti si é auspicata per mettere in crisi la macchina di morte di Tel Aviv ma pure costituisce un passo avanti e una dimostrazione che la West Bank non starà "pacifica" mentre gli assassini a Sei Punte incrudeliscono contro il ghetto di Gaza.
"Gaza, sostenerti é il nostro Eid" (con riferimento alla festività di fine del Ramadan) e "Tutti oggi siamo Gaza" sono stati gli slogan più ripetuti, cartelli e striscioni inneggiavano agli eroi delle Brigate Qassam che stanno facendo pagare duro prezzo ai macellai sionazisti.
Queste manifestazioni non sono ancora la ribellione aperta e la mobilitazione armata che da più parti si é auspicata per mettere in crisi la macchina di morte di Tel Aviv ma pure costituisce un passo avanti e una dimostrazione che la West Bank non starà "pacifica" mentre gli assassini a Sei Punte incrudeliscono contro il ghetto di Gaza.
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sabato 1 settembre 2012
Il Deputato palestinese Abu Halabiya: "Resistenza armata necessaria per proteggere Gerusalemme dalla giudaizzazione forzata!"
Ahmed abu Halabiya, Deputato al Consiglio Legislativo Palestinese e Capo della Commissione per Gerusalemme ha lanciato un appello perché tutte le forze della Resistenza palestinese attivino le proprie unità armate e si coordinino per portare avanti una campagna di Resistenza contro i tentativi sionisti di giudaizzare a forza la città cancellando il suo millenario carattere arabo, cristiano e musulmano.
L'opzione delle armi, ha spiegato Abu Halabiya, non deve essere scartata a priori, anzi, il ritmo delle violazioni, delle aggressioni, delle persecuzioni etnice attualmente in atto nella Città Santa di Al-Quds deve portare i gruppi della Resistenza a considerarla sempre di più.
Halabiya ha anche dichiarato che é obbligo morale degli stati della Lega Araba e dell'Organizzazione per la Cooperazione Islamica fornire ai Palestinesi i mezzi con cui sostenere la loro risolutezza nell'affrontare e respingere i tentativi giudaizzatori del regime di occupazione della Palestina.
L'opzione delle armi, ha spiegato Abu Halabiya, non deve essere scartata a priori, anzi, il ritmo delle violazioni, delle aggressioni, delle persecuzioni etnice attualmente in atto nella Città Santa di Al-Quds deve portare i gruppi della Resistenza a considerarla sempre di più.
Halabiya ha anche dichiarato che é obbligo morale degli stati della Lega Araba e dell'Organizzazione per la Cooperazione Islamica fornire ai Palestinesi i mezzi con cui sostenere la loro risolutezza nell'affrontare e respingere i tentativi giudaizzatori del regime di occupazione della Palestina.
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martedì 21 agosto 2012
Partito politico giordano chiede a Re Abdallah di rispettare il trattato di Wadi Araba: "Bisogna difendere i luoghi sacri palestinesi!"
Il partito politico de "Fronte Unito Giordano" ha ufficialmente chiamato il Governo di Amman di prendere in esame il trattato siglato nel 1994 con il regime ebraico di occupazione della Palestina se le violazioni della santità dei luoghi di culto musulmani della Moschea di Al-Aqsa e della Cupola della Roccia continueranno a verificarsi. La dichiarazione in merito chiede ai politici di Amman di rispettare l'impegno preso di 'garantire i luoghi sacri di Al-Quds', chiaramente espresso nel trattato.
"L'esercito dell'Occupazione sionista non ha niente a che fare con quei luoghi sacri, la sua ripetuta presenza nella Spianata delle Moschee é una continua provocazione e un'offesa allo spirito e alla lettera degli accordi". Il Fronte Unito dichiara che é inutile avere sottoscritto un trattato se le sue clausole non vengono sentite come vincolanti dalle parti contraenti. Il messaggio raccomanda ad Amman di inviare una protesta formale e severa al Governo dell'Occupazione che riguardi le violazioni dei luoghi santi musulmani ma anche cristiani, a Gerusalemme e nella Cisgiordania occupata.
"L'esercito dell'Occupazione sionista non ha niente a che fare con quei luoghi sacri, la sua ripetuta presenza nella Spianata delle Moschee é una continua provocazione e un'offesa allo spirito e alla lettera degli accordi". Il Fronte Unito dichiara che é inutile avere sottoscritto un trattato se le sue clausole non vengono sentite come vincolanti dalle parti contraenti. Il messaggio raccomanda ad Amman di inviare una protesta formale e severa al Governo dell'Occupazione che riguardi le violazioni dei luoghi santi musulmani ma anche cristiani, a Gerusalemme e nella Cisgiordania occupata.
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venerdì 24 febbraio 2012
Incontro al Cairo tra il Premier palestinese Haniyeh e il Segretario Generale della Jihad Islamica!
Il Premier palestinese Ismail Haniyeh si é incontrato al Cairo con il Segretario Generale del Movimento per la Jihad Islamica in Palestina Dr. Ramadan Shallah e col suo secondo Ziyad Nakhale, discutendo a lungo con loro dei recenti sviluppi politici palestinesi, egiziani e regionali.
L'ufficio stampa del Governo palestinese ha dichiarato che la discussione si é articolata soprattutto attorno ai progressi del processo di riconciliazione, nell' ambito del quale tanto Hamas quanto la Jihad Islamica dovrebbero presto venire accettate all'interno dell'OLP.
Oltre ai recenti incontri con le autoritá egiziane per l'emeegenza elettrica di Gaza Haniyeh é stato anche impegnato in colloqui con il Segretario del Comitato per Gerusalemme dell'Associazione Internazionale degli Studiosi Musulmani, Dr. Salah Sultan.
Sultan ha dichiarato ai reporter del Palestine Information Center di avere ufficialmente invitato Haniyeh alla preghiera del venerdí presso l'Universitá Islamica di Al-Azhar durante la quale pronuncerá un messaggio sulla situazione del Nobile Santuario di Al-Aqsa e subito dopo parteciperà a una marcia di oltre un milione di fedeli per protestare contro l'attacco sionista al patrimonio storico, culturale e religioso della Palestina.
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martedì 14 febbraio 2012
L'Associazione Studiosi Palestinesi lancia l'allarme contro i progetti sionisti di attacco alla Moschea di Al-Aqsa!
L'Associazione degli Studiosi e Accademici Palestinesi ha emesso una richiesta a studiosi, leader, intellettuali, giovani e anziani del mondo musulmano, affinché si mobilitino a difendere il Nobile Santuario di Al-Aqsa per proteggerlo contro i progetti sionisti che vorrebbero attaccarlo e, possibilmente, distruggerlo nel corso della loro violenta e disumana campagna di pulizia etnica e giudeizzazione forzata della città occupata di Gerusalemme/Al-Quds.
Nel corso di una conferenza stampa sulla situazione ad Al-Aqsa e sulle minacce sioniste l'Associazione ha chiesto all'intera Ummah musulmana mondiale: "Volete essere ricordati come coloro che rimasero a guardare mentre si consumava l'Olocausto di Al-Aqsa? Mentre il terzo Luogo Sacro dell'Islam veniva distrutto e profanato dai sionisti?".
Il Capo dell'Associazione Studiosi Palestinesi, Dr. Saalem Selamah ha invitato la gente di Gerusalemme e i Palestinesi dei territori occupati nel 1948 a dirigersi al Nobile Santuario e presidiarlo giorno e notte dandosi il cambio al fine di proteggerlo.
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lunedì 19 settembre 2011
Ismail Haniyeh: "L'occupazione sionista é in pieno declino grazie al soffio della Primavera Araba!"
Il Primo Ministro palestinese Ismail Haniyeh ha dichiarato che l'occupazione sionista delle terre di Palestina "é ormai in pieno declino" e che, tra tutti i popoli e le nazioni toccate dal soffio della 'Primavera Araba' i Palestinesi "sono stati fra coloro che maggiormente ne hanno beneficiato".
"Il regime di occupazione é in declino, grazie alla scomparsa dei regimi alleati e complici che troppo a lungo hanno acconsentito a tacere o a favorire le sue pratiche ingiuste e criminali negli ultimi decenni", ha detto Haniyeh nella giornata di ieri durante una cerimonia di laurea all'Università islamica di Al-Aqsa vicino a Khan Younis, nella zona meridionale della Striscia di Gaza.
Nel discorso il Premier ha anche trovato modo di condannare le intrusioni di miliziani ebrei fanatici nelle pertinenze della sacra Moschea di Al-Aqsa, avvenute di recente e ripetutesi anche la mattina stessa. "La sacra Moschea, esposta a tentativi di offesa e profanazione da parte di sionisti violenti e blasfemi, rappresenta tutto quanto i Palestinesi non sono disposti a 'negoziare', ad abbandonare, a dimenticare; essa é tutt'uno con la nostra Storia, con la nostra Cultura e coi nostri Diritti".
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sabato 11 giugno 2011
I Palestinesi di Gerusalemme difendono la Moschea di Al-Aqsa dagli attacchi israeliani, mettendo in fuga l'esercito sionista a colpi di...scarpe!
Truppe del regime di occupazione sionista hanno cercato due volte di attaccare la spianata della Moschea di Al-Aqsa nel giorno di preghiera del venerdì ma sono state respinte entrambe le volte dalla determinata reazione dei fedeli palestinesi, che di fronte alle cariche dei soldati armati di gas urticanti, granate assordanti e proiettili di plastica con anima in acciaio sono ricorsi persino a lanciare loro contro le proprie scarpe, lasciate al di fuori della moschea.
Secondo il racconto degli eventi della Fondazione Al-Aqsa il primo assalto sionista é stato tentato dal cancello di Magharba ed é stato respinto quasi subito dai fedeli presenti; il giornalista palestinese Rasem Abdel Wahid ha confermato questa versione aggiungendo che, mentre sostenevano le ripetute cariche dei soldati israeliani, i Palestinesi presenti cantavano: "Con il nostro sangue e le nostre anime ti difenderemo, o Aqsa". La moschea di Al-Aqsa, detta anche "Il Nobile Santuario" è il terzo luogo sacro dell'Islam dopo La Mecca e Medina.
L'attacco quindi é stato ripetuto, questa volta dai cancelli di Mgharba e Silsila contemporaneamente, nella speranza di forzare la resistenza dei fedeli con una manovra a tenaglia, ma anche questa astuzia si é presto rivelata inutile di fronte allo zelo e alla determinazione degli abitanti di Gerusalemme, che hanno messo in fuga gli invasori sionisti da entrambe le entrate. Gli attaccanti hanno rapito tre Palestinesi, portandoli al centro di detenzione di Maskoubyia. L'attacco di ieri non é che l'ennesima provocazione da parte del regime ebraico, che non fa mistero di volere attaccare e demolire la Moschea nel quadro delle sue deliranti politiche di giudaizzazione forzata di Gerusalemme.
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martedì 3 maggio 2011
Raed Salah saluta con soddisfazione la firma al Cairo per la riconciliazione palestinese!
Il leader della Fratellanza musulmana in Israele, lo Sceicco Raed Salah, raggiunto in Giordania dalla notizia della firma ufficiale della riconciliazione fra le fazioni e i partiti palestinesi ha espresso tutta la sua soddisfazione in merito nell'intervista rilasciata ai cronisti del quotidiano di Amman "Ad-Dostour".
Lo Sceicco ha espresso la speranza che la riconciliazione possa compattare e cementare gli sforzi delle varie organizzazioni palestinesi nella difesa del popolo, delle terre, delle proprietà e dei monumenti della Palestina, oggi sottoposti a un globale attacco da parte delle numerose forze dell'occupazione sionista.
Salah ha auspicato che il processo di riapproccio e "reaching out" coinvolga non solo i vertici e i ranghi delle organizzazioni politiche, ma anche gli abitanti di Gaza, Cisgiordania, Gerusalemme e della diaspora mediorientale e mondiale. "Spero che un tale movimento abbia anche il sostegno e il supporto degli stati arabi e musulmani e che uno dei suoi primi e più urgenti obiettivi sia la difesa del Nobile Santuario di Al-Aqsa".
In una nota correlata, il Vicepreseidente del Consiglio legislativo palestinese (in quota Hamas), Ahmed Bahr ha dichiarato ieri che l'accordo di riconciliazione "una volta siglato" (Bahr é stato superato dai precipitosi eventi odierni) rappresenterà una "enorme vittoria" per gli interessi del popolo di Palestina contro i piani e i disegni americani e sionisti per la regione.
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lunedì 2 maggio 2011
Lo Sceicco Salah ad Aqaba: "La riconciliazione Hamas-Fatah prelude alla liberazione di Gerusalemme!"
Lo Sceicco Raed Salah, capo della Fratellanza musulmana in Israele, ha dichiarato che la riconciliazione tra Fatah e Hamas, raggiunta la scorsa settimana grazie anche agli sforzi diplomatici egiziani, servirà da preludio alla liberazione del complesso di Al-Aqsa e della città di Gerusalemme.
Lo Sceicco Salah ha parlato a una grande assemblea di seimila persone nella cittadina giordana di Aqaba, sulle coste del Mar Rosso, lo scorso sabato sera. Ha affermato, durante il suo discorso, che la Giordania é la porta per la liberazione della Palestina e che il fato di Amman sarà, in ultimo, lo stesso fato di Gerusalemme.
Commentando le recenti rivoluzioni che hanno portato alla cacciata di odiosi tiranni e autocrati venduti agli interessi occidentali Salah ha affermato: "Oggi a Tunisi e al Cairo, domani a Gerusalemme, a Dio piacendo!". Figure religiose tunisine ed egiziane, nonché di altri paesi mediorientali, erano presenti alla manifestazione.
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venerdì 29 aprile 2011
Qaradawi: "Mobilitiamoci in soccorso di Gerusalemme e del santuario di Al-Aqsa, assediati dalla giudeizzazione forzata!"
Il prestigioso e rispettato esegeta egiziano, lo Sceicco Youssef el-Qaradawi, che dirige la Commissione fiduciaria dell'Istituto internazionale Al-Quds ha lanciato un appello alle forze rivoluzionarie del mondo arabo affinché si mobilitino prontamente in soccorso di Gerusalemme, minacciata dal continuo e insidioso progetto di giudaizzazione forzata portato avanti dal regime di Tel Aviv.
"Siamo di fronte a un'escalation inaudita che vede la natura profondamente araba di Gerusalemme, strutturatasi attraverso i secoli, confrontata con un malvagio progetto di revisionismo storico e pulizia etnica, mirato prima e soprattutto contro il Nobile Santuario di Al-Aqsa. La possibilità di una violenta azione sionista contro questo punto focale della storia e della fede della comunità musulmana non può più venire trascurata e contro di essa bisogna tenere alta la guardia e impedire che le azioni e le aggressioni israeliane siano, come di consueto, circondate dal colpevole se non complice silenzio dei media internazionali".
"Si é già verificato che gruppi di fanatici ebrei si siano introdotti surrettiziamente nei cortili della moschea per tenervi cerimonie del loro culto: nessun musulmano né a Gerusalemme, né altrove in Palestina o nel mondo si intrufola nelle sinagoghe per tenervi suoi riti; questo stato di cose, reso possibile dalla connivenza della polizia e dell'esercito di Tel Aviv coi fanatici, deve immediatamente terminare".
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giovedì 28 aprile 2011
L'occupante sionista vorrebbe mettere la sordina ai muezzin di Gerusalemme! Netta replica della Fratellanza musulmana israeliana!
Nel costante, incalzante, soffocante procedere del parossistico e fanatico processo di "giudeizzazione forzata" della città di Gerusalemme il regime sionista di Tel Aviv sta per superare un nuovo argine di indecenza: questa volta a essere nel mirino degli occupanti sono nientemeno che i minareti delle dozzine di moschee gerosolimitane, le torri svettanti da cui i muezzin (o, più precisamente, i mu‘adhdhin) richiamano i fedeli alla preghiera facendo echeggiare le sette od otto strofe dell'adhān: dalla Moschea di Abdeen a quella di Omar, dalla Moschea di Al-Khanqah al-Salahiyya a quella di Al-Buraq, fino al Sacro e Nobile Santuario di Al-Aqsa.
Gli ebrei occupanti vorrebbero "abbassare" (non sappiamo se il termine sia usato come velato sinonimo di 'zittire') il richiamo dei muezzin, che da 1373 anni (appena sei anni dopo la morte del Profeta Maometto) risuona nei cieli di Al-Quds, all'alba come al tramonto, cinque volte ogni giorno. La 'giustificazione' per tale abuso, che suonerebbe ridicola se non fosse intollerabilmente ipocrita e offensiva é che i coloni ebrei illegalmente impiantati da Israele nelle case espropriate e sottratte agli abitanti arabi di Gerusalemme sarebbero "infastiditi" dal richiamo alla preghiera islamica.
Se li infastidisce tanto, suggeriamo noi, potevano evitare di accorrere dagli Stati Uniti, dalla Francia, dall'Inghilterra, dall'Ucraina, dall'Australia (tutti posti a bassissima densità di moschee) per venire a trasferirsi nel Terzo luogo sacro dell'Islam!
La Fratellanza musulmana in Israele, commentando la notizia, ha dichiarato che essa rappresenta "Il colmo dell'arroganza sionista" non mancando però di notare come l'apparente 'fretta' di accelerare il processo di giudaizzazione di Al-Quds stia ad indicare che "L'establishment sionista abbia fiutato l'aria che tira recentemente in Medio Oriente e abbia quindi assunto gli atteggiamenti propri del ladro che sente prossimo il ritorno del padrone della casa in cui ha fatto irruzione".
Il commento dell'organizzazione islamica, oltre a far notare come il richiamo alla preghiera non sia assolutamente negoziabile sotto nessun punto di vista e a prescindere da ogni pretestuosa richiesta israeliana, si conclude con l'ammonimento: "Guai agli oppressori, perché per quanto essi possano farsi minacciosi ed empi a essi verrà comunque presentato il conto delle ingiustizie inflitte alle loro vittime".
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domenica 24 aprile 2011
Ventimila giovani palestinesi giurano di difendere la natura araba e islamica dei monumenti di Al-Aqsa!
Quasi ventimila bambini palestinesi hanno preso parte nella giornata di ieri al Nono Festival della Gioventù di Al-Aqsa, nonché alla terza competizione di disegno per ragazzi e ragazze, che si sono tenuti nello storico sito di Gerusalemme, recentemente al centro di numerosi subdoli tentativi delle forze di occupazione israeliane di cancellarne la fortissima caratterizzazione araba e musulmana.
Organizzato grazie agli sforzi inesauribili dello Sceicco Raed Salah, purtroppo la manifestazione non ha potuto giovarsi della sua desiderata presenza a causa delle restrizioni imposte alla sua persona dall'ingiusto regime sionista ma tuttavia la Fratellanza musulmana di Israele é stata ben rappresentata dal suo vice, lo Sceicco Kamal al-Khatib (sopra), che ha espresso in termini entusiastici la sua soddisfazione nel vedere una tale vibrante folla di giovani ansiosi di testimoniare l'incancellabile retaggio arabo e islamico della Città Santa.
Il Capo dell'Alta commissione musulmana, Sceicco Ikrima Sabri (foto sopra), ha invitato nel suo discorso di saluto i genitori presenti e gli insegnanti palestinesi a rompere la barriera di paura che il regime dell'occupazione cerca di instillare nelle menti e nei cuori delle giovani generazioni in modo da tentare di far loro accettare l'ingiustizia e il sopruso sionista e di operare invece affinché fin dalla prima infanzia i Palestinesi del domani si familiarizzino con le virtù islamiche dell'onestà, del coraggio e della Resistenza.
Il festival si é svolto fra canti corali, recital di poesia e, infine, la cerimonia di premiazione dei soggetti più belli e significativi sottoposti a giudizio dai concorrenti della gara di disegno.
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venerdì 22 aprile 2011
Lo Sceicco Salah coinvolto fino all'ultimo nei preparativi per il "Festival della Gioventù di Al-Aqsa"!
Lo Sceicco Raed Salah, riconosciuto capo carismatico della Fratellanza musulmana in israele non si é certo lasciato intimidire dalla "trappola" tesa a lui e alla moglie al posto di blocco di Gerico, che si é trasformata in un fermo e in un arresto con motivazioni pretestuose per contestare le quali egli ha già sporto denuncia alle autorità competenti, promettendo di valicarle e rivolgersi direttamente a corti e tribunali internazionali qualora la sua richiesta di giustizia e riparazione per le offese patite (soprattutto dalla sua consorte) non trovasse soddisfazione. Appena ritornato alla sua casa di Umm al-Fahm Salah si é rimesso al lavoro per organizzare momenti di aggregazione, resistenza e sfida alle continue aggressioni e provocazioni che il regime ebraico di Apartheid riserva alla sua popolazione araba, costantemente segregata e trattata come "cittadinanza di serie B".
Il nuovo terreno di sfida sul quale i Palestinesi dei territori invasi nel 1948 dimostreranno la loro determinazione a lottare fianco a fianco coi loro fratelli dei territori occupati si chiama "Aqsa children fund festival" e costituirà la nona manifestazione giovanile di massa tesa a riaffermare e difendere il carattere arabo e musulmano di uno dei più celebri monumenti della Città Santa, la Moschea di Al-Aqsa, al centro di una subdola, vigliacca e aggressiva campagna di "giudaizzazione" che minaccia di strangolare, come nelle spire di un rettile, il carattere multietnico e multiculturale di una città che il razzismo sionista vorrebbe rimodellare secondo le sue ubbie e le sue chimere, alla ricerca di una pretesa "ebraicità" esclusiva e totalizzante che non é mai esistita se non nei sogni distorti di qualche fascista con la stella di davide.
La Fondazione Al-Bayareq per la Difesa della Moschea di Al-Aqsa, l'Organizzazione Imarat Al-Aqsa, e la Fondazione per lo Sviluppo dell'Eredità Culturale si stanno prodigando per completare tutti i preparativi in merito tanto al nono Festival della Gioventù di Al-Aqsa quanto per il Terzo Festival Al-Aqsa del Disegno. Dozzine di migliaia di ragazzi e bambini palestinesi, e le loro rispettive famiglie, parteciperanno a questi eventi che si terranno domani, sabato 23 aprile 2011.
"Grazie a Dio siamo riusciti a stabilire il Fondo per la Gioventù di Al-Aqsa in molte nazioni arabe e musulmane, nonché in altri paesi con forti comunità musulmane. Grazie a questa rete molti paesi esteri vedranno fiorire le iniziative di sostegno a queste e alle prossime celebrazioni con cui riaffermeremo l'incancellabile identità araba e musulmana della Moschea di Al-Aqsa, in faccia a tutti i complotti sionisti per la distruzione della nostra storia e del nostro passato".
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sabato 12 marzo 2011
Lo Sceicco Salah dichiara: "I giovani palestinesi sono ispirati e spronati dalle rivoluzioni del Mondo Arabo!"
Lo Sceicco Raed Salah, capo riconosciuto del Movimento della Fratellanza musulmana in Israele ha dichiarato che i recenti movimenti per il rinnovamento e la liberazione dalle influenze e dai 'diktat' stranieri che hanno scosso e stanno scuotendo così tanti paesi arabi, vicini e lontani dalla Palestina, hanno avuto un'importanza fondamentale nel ravvivare e rinfocolare le speranze e le aspirazioni del popolo palestinese per la liberazione della sua terra, a partire dalla città di Gerusalemme e dalla sacra Moschea di Al-Aqsa.
"Le rivoluzioni cui abbiamo assistito e stiamo assistendo non sono meri fuochi di paglia, esse promanano e vibrano dalle più recondite profondità del Cuore e dell'Animo del popolo arabo, ne sentiamo il riverbero fin qui, particolarmente nei nostri giovani, che ne sono elettrizzati e spronati: Israele vorrebbe vedere ogni giovane palestinese intimidito, schiacciato, gettato nello sconforto e invece, grazie a Dio, la nostra gioventù sta ricevendo in queste settimane una spinta potente vero la speranza e la determinazione".
"Ormai nessun politico palestinese, qualunque sia il suo ruolo, il suo partito o la sua fazione, sarà ancora in grado di ignorare la realtà, c?è una voce che si leva dal popolo e il suo richiamo non può essere equivocato o negato". Il leader religioso musulmano ha anche sottolineato che il successo dei popoli arabi nel decretare il loro stesso futuro è un buon auspicio per la fine del regime di Apartheid e occupazione israeliana.
"La gente comune, i palestinesi dei villaggi e delle città, sono stati molto poco coinvolti dalla rottura dell'unità fra il fronte della Resistenza e Fatah; nessuno sostiene le posizioni collaborazioniste e auto-umilianti di Abbas e soci...questi quattro anni hanno mostrato con eloquenza quali siano i 'guadagni' che possono venire dalle trattative con l'occupante".
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