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sabato 2 giugno 2012

Generale israeliano dichiara: "Il nostro sostegno ad Al-Qaeda in Siria potrebbe presto ritorcersi contro di noi!"

Il comandante sionista del Distretto militare del Nord, Generale Yair Golan, ha rilasciato nel corso di una conferenza tenuta in settimana, una serie di dichiarazioni quantomeno sorprendenti, che fanno sospettare che non sapesse che le sue parole sarebbero state riportate al di fuori dell'aula in cui parlava. Infatti, dopo avere rapsodizzato sui consueti temi della 'crescente influenza iraniana' a Gaza e in Libano, tema che apparentemente tiene svegli i militari sionisti la notte come fa il babau con in bambini in età prescolare, Golan si é metaforicamente 'tolto i guanti' e ha dichiarato che:
"Il sostegno prestato da noi e dai nostri alleati a elementi coevi o assimilabili ad Al-Qaeda attualmente in corso in Siria contro Bashir Assad potrebbe avere effetti negativi contro Israele nel medio periodo".
Che Israele sia impegnato insieme ad Arabia Saudita, Qatar, Usa e Turchia a sostenere ogni terrorista islamista che si possa fare arrivare in Siria e rifornire di armi e fondi perché conduca campagne di violenza e sangue nella speranza di far cadere il legittimo Governo di Damasco é cosa arcinota, quasi un 'segreto di Pulcinella', ma sentire un generale gallonato dell'Esercito sionista che lo ammette candidamente durante una conferenza fa comunque una certa impressione. Le dichiarazioni sono state riportate dall'emittente "Arutz Shteim".
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lunedì 23 aprile 2012

Fonti sioniste annunciano: "L'Egitto cancella gli accordi sul metano", parziale smentita dal Cairo: "Sono sospesi perché non pagate!"

Il canale televisivo sionista 'Arutz shtaim' aveva annunciato in una delle ultime edizioni del suo notiziario che l'Egitto aveva "unilateralmente cancellato" gli iniqui e dannosi accordi stipulati da Anwar Sadat, il traditore del Nasserismo e firmatario della capitolazione di Camp David con cui nel corso degli ultimi 33 anni il Cairo ha svenduto all'occupazione ebraica miliardi di tonnellate di metano a prezzi totalmente fuori mercato con un danno incommensurabile alla propria economia.
Il logo dell'agenzia filosionista Reuters e il ritratto del suo fondatore: "Israel Beer Iosafat"
Secondo quanto riportato dalla tv del regime dell'Apartheid l'annuncio sarebbe pervenuto dal Cairo all'EMG, compagnia che riceveva il metano egiziano; in seguito la voce sarebbe stata ripresa e diffusa anche dall'Agenzia Reuters, megafono londinese del sionismo internazionale e voce ufficiale della lobby filo-israeliana. Ma, a stretto giro, un alto ufficiale dell'Esercito egiziano, membro del Consiglio Supremo delle Forze Armate ha informato Tel Aviv che l'accordo é sospeso a causa della incompleta adesione della controparte sionista ai suoi impegni contrattuali, visto che diversi mesi di fornitura non risultano pagati.
Ricordiamo che sono esattamente 14 mesi che il gasdotto del Sinai che usualmente riforniva il regime ebraico del metano sottocosto proveniente dall'Egitto viene costantemente messo fuoriuso da attentati esplosivi portati a termine da elementi beduini contrari a ogni cooperazione tra Egitto e occupazione sionista, sostenuti e acclamati dalla stragrande maggioranza dell'opinione pubblica del Paese delle Piramidi.
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giovedì 8 settembre 2011

Erdogan visiterà l'Egitto la prossima settimana: opposte reazioni alla prospettiva di una 'deviazione' verso Gaza!


Il Primo Ministro turco Recep Erdogan, capo del Governo monocolore con cui il partito di ispirazione religiosa AK ha dato forma alla maggioranza parlamentare assoluta ricevuta per la terza volta consecutiva la scorsa primavera, sta preparandosi a partire alla volta dell'Egitto per una missione ufficiale che, con l'approssimarsi dell'autunno e quindi delle elezioni politiche anche in quel paese, assume un importanza fondamentale per capire "da che parte tira il vento" nel Medio Oriente ancora scosso dai venti della 'Primavera Araba', che hanno fatto ruzzolare giù dagli scranni già un discreto numero di autocrati, tra cui il 'Faraone' Mubarak, attualmente sotto processo per il tentativo di repressione sanguinoso e inutile che fece oltre 800 morti tra gennaio e febbraio 2011.

In una conferenza stampa tenutasi gli scorsi giorni davanti a rappresentanti dei maggiori media turchi Erdogan ha confermato che il suo staff continua a "indagare e valutare" la possibilità di una visita alla Striscia assediata di Gaza da tenersi immediatamente dopo la conclusione del viaggio di stato al Cairo; già durante lo scorso mese di giugno il Premier di Ankara aveva espresso la sua intenzione di recarsi in visita nell'enclave palestinese sottoposta al disumano e illegale assedio sionista, nonché alle costanti offese aeree e militari (che ancora ieri hanno mietuto una vittima e causato tre feriti tra la popolazione civile), ma poi le conseguenze del voto politico e le procedure di formazione del nuovo esecutivo avevano fatto slittare la cosa.

Sono state diametralmente opposte, come da copione, le reazioni al di là e al di qua del ghetto palestinese assediato: se il parlamentare indipendente palestinese Jamal el-Khoudry, Segretario del Comitato Popolare contro l'Assedio di Gaza ha espresso il suo entusiasmo all'idea di una visita di Erdogan che risulterebbe "storica" e porterebbe un "decisivo e positivo impatto" sulle condizioni di vita dei Palestinesi "colpendo duramente" l'ormai quinquennale assedio israeliano un funzionario del Ministero degli Esteri sionista, attualmente occupato dal razzista Avigdor Lieberman, avrebbe dichiarato al Canale Due di Tel Aviv che la visita "rappresenterebbe un grave passo falso diplomatico".

Detto dal rappresentante di un Governo che ha preferito gettare ai cani i propri rapporti diplomatici, militari e commerciali con quello che una volta era il suo miglior interlocutore tra i paesi musulmani pur di non dover ammettere le proprie innegabili responsabilità nell'incidente della Mavi Marmara, l'affermazione ha tutto il gusto dei lunari 'nonsense' dei migliori film di Renato Pozzetto.
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