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martedì 24 aprile 2012

Il regime sionista nel panico per la sospensione della fornitura di metano egiziano: "A rischio il trattato di pace"


Portavoce del regime ebraico di occupazione della Palestina hanno espresso "profonde preoccupazioni" per la decisione egiziana di sospendere indefinitamente ogni operazione collegata alla fornitura a Tel Aviv di gas attraverso la rete metanifera che attraversa la Penisola del Sinai. La Egyptian Natural Gas Holding Company ha annunciato negli scorsi giorni che "a causa di profonde irregolarità e inadempienze da parte israeliana nei pagamenti e nel rispetto delle clausole contrattuali" ogni operazione volta a ripristinare l'operatività del gasdotto verso Israele era da considerarsi interrotta.

Il metano egiziano, letteralmente "regalato" all'entità sionista secondo le clausole dell'umiliante capitolazione di Camp David firmata dal traditore del Nasserismo Anwar Sadat, serviva a Tel Aviv per generare il 43 per cento della corrente elettrica consumata nel regime di occupazione. Adesso tanto gli esponenti del Governo di Estrema Destra capeggiato da Benji Netanyahu quanto i responsabili della fasulla 'opposizione' guidata da Shaul Mofaz parlano di 'violazione del trattato di pace', ma i primi a violarlo sono stati i sionisti che nella loro arroganza non hanno pagato nemmeno il 'minimum' che veniva previsto dagli accordi ineguali stipulati con Mubarak e la sua cricca (si parla di prezzi totalmente fuori mercato: 70 centesimi di dollaro Usa per Unità Termogenica Britannica, quando all'Egitto estrazione e trasporto di una singola BTU costavano tre dollari, una perdita secca per l'erario egiziano di 2 dollari e 30 centisimi per ogni BTU 'regalata' a Tel Aviv).

Il 73 per cento degli Egiziani sostiene l'interruzione di qualunque rapporto: diplomatico, economico, etc... con l'entità sionista e ha accolto la notizia della sospensione 'sine die' dell'accordo per il gas come un passo positivo nella giusta direzione, sperando che quanto prima esso venga totalmente e definitivamente cancellato.
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lunedì 23 aprile 2012

Fonti sioniste annunciano: "L'Egitto cancella gli accordi sul metano", parziale smentita dal Cairo: "Sono sospesi perché non pagate!"

Il canale televisivo sionista 'Arutz shtaim' aveva annunciato in una delle ultime edizioni del suo notiziario che l'Egitto aveva "unilateralmente cancellato" gli iniqui e dannosi accordi stipulati da Anwar Sadat, il traditore del Nasserismo e firmatario della capitolazione di Camp David con cui nel corso degli ultimi 33 anni il Cairo ha svenduto all'occupazione ebraica miliardi di tonnellate di metano a prezzi totalmente fuori mercato con un danno incommensurabile alla propria economia.
Il logo dell'agenzia filosionista Reuters e il ritratto del suo fondatore: "Israel Beer Iosafat"
Secondo quanto riportato dalla tv del regime dell'Apartheid l'annuncio sarebbe pervenuto dal Cairo all'EMG, compagnia che riceveva il metano egiziano; in seguito la voce sarebbe stata ripresa e diffusa anche dall'Agenzia Reuters, megafono londinese del sionismo internazionale e voce ufficiale della lobby filo-israeliana. Ma, a stretto giro, un alto ufficiale dell'Esercito egiziano, membro del Consiglio Supremo delle Forze Armate ha informato Tel Aviv che l'accordo é sospeso a causa della incompleta adesione della controparte sionista ai suoi impegni contrattuali, visto che diversi mesi di fornitura non risultano pagati.
Ricordiamo che sono esattamente 14 mesi che il gasdotto del Sinai che usualmente riforniva il regime ebraico del metano sottocosto proveniente dall'Egitto viene costantemente messo fuoriuso da attentati esplosivi portati a termine da elementi beduini contrari a ogni cooperazione tra Egitto e occupazione sionista, sostenuti e acclamati dalla stragrande maggioranza dell'opinione pubblica del Paese delle Piramidi.
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venerdì 14 ottobre 2011

Il Comandante dell'Aviazione egiziana: "Non abbiamo bisogno di autorizzazioni per aumentare la presenza militare nel Sinai!"


Il Comandante delle Forze Aeree egiziane, Reda Mahmoud Hafez ha dichiarato ieri che il suo paese non ritiene necessario attendere alcun 'benestare' o nullaosta di sorta per aumentare e approfondire il proprio schieramento di truppe nella Penisola del Sinai, e men che mai ritiene di dover ottenere una qualche modifica degli Accordi di Camp David siglati a fine anni '70 da Anwar Sadat: "In parole povere", ha interloquito Hafez, "l'Egitto non ha bisogno del permesso di nessuno per modificare il proprio dispiegamento di forze sul suo territorio".

Parlando ai rappresentanti dei media locali, nordafricani e internazionali riuniti per la celebrazione dell'anniversario dell'aviazione il Maresciallo dell'Aria ha dichiarato: "Tutti i confini egiziani saranno garantiti e difesi da regolari pattugliamenti aerei, ivi inclusi quelli orientali", con chiaro riferimento al confine tra Sinai e regime sionista, lungo il quale poche settimane fa ben sei guardie di confine furono assassinate da un elicottero di Tel Aviv.

Interrogato a proposito della possibilità di un 'embargo' a stelle e strisce contro l'Egitto, i cui arsenali sono stati riempiti da Mubarak di costosi e inutilmente complicati 'gingilli' Made in Usa ha risposto: "Le forze egiziane, aeree ma non solo, hanno la possibilità di rivolgersi a varie fonti per reintegrare o variare le nostre scorte strategiche e i nostri arsenali, possiamo benissimo sopravvivere anche a una totale cessazione dei rapporti con gli Usa, in fondo, non saremmo certo la prima nazione a farlo".

Hafez ha concluso la conferenza rassicurando sulla capacità dell'aviazione del Cairo di garantire l'inviolabilità degli spazi aerei nazionali e di conservare la pace in una stagione particolarmente incerta e turbolenta.
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