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sabato 18 agosto 2012

Jamal al-Khudri rilascia dichiarazioni per la "fine immediata" dell'assedio di Gaza!

Jamal al-Khudri, Capo del Comitato Popolare contro l'assedio di Gaza ha dichiarato che l'apertura del varco di Rafah al transito di ogni genere di merce nei due sensi "Deve essere implementato il prima possibile, senza ulteriori procrastinazioni".

Una volta che questo obiettivo minimo sarà raggiunto sarà possibile spostare l'attenzione verso altre importanti questioni: la riapertura dell'Aeroporto Internazionale, la riattivazione del porto di Gaza, il ristabilimento di una collegamento sicuro e continuo tra la Striscia costiera e la Cisgiordania.

Al-Khudri, che é stato eletto al Consiglio Legislativo Palestinese come indipendente ritiene responsabili "in pieno" le autorità del regime ebraico di occupazione della Palestina per tutte le conseguenze di sei anni di strangolamento economico e ha chiesto ai paesi arabi, ai paesi musulmani e a tutta la comunità internazonale di esercitare pressioni ufficiali e popolari contro Tel Aviv.

Il fatto che al regime sionista sia stato permesso di portare avanti per sei anni il blocco di Gaza é definito da Al-Khudri come una vergognosa violazione di tutte le norme e le convenzioni del Diritto internazionale.
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mercoledì 21 dicembre 2011

Al-Khudri: "L'emergenza umanitaria a Gaza impone misure drastiche per obbligare Tel Aviv a terminare l'assedio!"


Il Capo del Comitato Popolare contro l'Assedio di Gaza, membro del Consiglio Legislativo Palestinese Jamal al-Khudari ha chiesto che il regime ebraico venga "in una maniera o nell'altra" costretto a togliere dalla gola del ghetto di Gaza il cappio che ha tenuto stretto ormai quasi per sei anni, facendo appello alla comunità internazionale in un drammatico comunicato stampa emesso nella giornata di ieri.

"E' ormai maturo il tempo che l'infame, illegale assedio del regime dell'apartheid venga finalmente rimosso e si consenta l'afflusso di tutti i materiali e i beni necessari al sempre più urgente risanamento delle gravi ferite morali e materiali rimaste dall'attacco militare del 2008-2009, e di tutte quelle inflitte successivamente con un crescendo crudele di raid, bombardamenti e altre aggressioni".

Il parlamentare ha dichiarato che per poter decretare finita una volta per tutte la stagione dello strangolamento economico non basterà l'apertura di un varco tra Gaza e l'esterno (magari quello di Rafah, sotto controllo egiziano), ma tutti i passaggi e i posti di frontiera dovranno essere aperti alla massima libertà di transito e di commercio.

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giovedì 8 settembre 2011

Erdogan visiterà l'Egitto la prossima settimana: opposte reazioni alla prospettiva di una 'deviazione' verso Gaza!


Il Primo Ministro turco Recep Erdogan, capo del Governo monocolore con cui il partito di ispirazione religiosa AK ha dato forma alla maggioranza parlamentare assoluta ricevuta per la terza volta consecutiva la scorsa primavera, sta preparandosi a partire alla volta dell'Egitto per una missione ufficiale che, con l'approssimarsi dell'autunno e quindi delle elezioni politiche anche in quel paese, assume un importanza fondamentale per capire "da che parte tira il vento" nel Medio Oriente ancora scosso dai venti della 'Primavera Araba', che hanno fatto ruzzolare giù dagli scranni già un discreto numero di autocrati, tra cui il 'Faraone' Mubarak, attualmente sotto processo per il tentativo di repressione sanguinoso e inutile che fece oltre 800 morti tra gennaio e febbraio 2011.

In una conferenza stampa tenutasi gli scorsi giorni davanti a rappresentanti dei maggiori media turchi Erdogan ha confermato che il suo staff continua a "indagare e valutare" la possibilità di una visita alla Striscia assediata di Gaza da tenersi immediatamente dopo la conclusione del viaggio di stato al Cairo; già durante lo scorso mese di giugno il Premier di Ankara aveva espresso la sua intenzione di recarsi in visita nell'enclave palestinese sottoposta al disumano e illegale assedio sionista, nonché alle costanti offese aeree e militari (che ancora ieri hanno mietuto una vittima e causato tre feriti tra la popolazione civile), ma poi le conseguenze del voto politico e le procedure di formazione del nuovo esecutivo avevano fatto slittare la cosa.

Sono state diametralmente opposte, come da copione, le reazioni al di là e al di qua del ghetto palestinese assediato: se il parlamentare indipendente palestinese Jamal el-Khoudry, Segretario del Comitato Popolare contro l'Assedio di Gaza ha espresso il suo entusiasmo all'idea di una visita di Erdogan che risulterebbe "storica" e porterebbe un "decisivo e positivo impatto" sulle condizioni di vita dei Palestinesi "colpendo duramente" l'ormai quinquennale assedio israeliano un funzionario del Ministero degli Esteri sionista, attualmente occupato dal razzista Avigdor Lieberman, avrebbe dichiarato al Canale Due di Tel Aviv che la visita "rappresenterebbe un grave passo falso diplomatico".

Detto dal rappresentante di un Governo che ha preferito gettare ai cani i propri rapporti diplomatici, militari e commerciali con quello che una volta era il suo miglior interlocutore tra i paesi musulmani pur di non dover ammettere le proprie innegabili responsabilità nell'incidente della Mavi Marmara, l'affermazione ha tutto il gusto dei lunari 'nonsense' dei migliori film di Renato Pozzetto.
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martedì 26 luglio 2011

I parlamentari UE in visita a Gaza incontrano Jamal al-Khoudry


La delegazione di diciassette parlamentari europei che ha iniziato lo scorso week-end la sua visita della Striscia assediata di Gaza, sotto gli auspici del Consiglio per le Relazioni Europa-Palestina, si é incontrata ieri col parlamentare palestinese Jamal al-Khoudry. Durante il meeting Khoudry, eletto come indipendente durante le libere e democratiche consultazioni vinte da Hamas nel 2006, ha sottolineato l'importanza della visita dei delegati UE e la necessità che tale evento non resti isolato.

"Il popolo di Palestina ha disperato bisogno di tutto l'aiuto che può riuscire a trovare, in ogni organizzazione, forum, istituzione, ogni sostegno é importante per chi lotta per l'affermazione dei propri diritti". Il parlamentare ha poi indicato come la situazione umanitaria nell'enclave costiera, ormai sull'orlo della totale tragedia, richieda il prima possibile l'apertura incondizionata dei varchi commerciali, verso l'Egitto (Rafah), ma anche verso la Cisgiordania.

Al-Khoudry ha sottolineato come la riapertura del porto di Gaza e la riattivazione dell'aeroporto internazionale (livellato dai bombardamenti sionisti durante il brutale 'pogrom' militare di Piombo Fuso) dovranno poi costituire i passi successivi. I parlamentari europei si sono impegnati a esercitare pressioni presso i rispettivi governi e le istituzioni europee in tal senso.
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