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giovedì 30 maggio 2019
La "super-vittoria del potentissimo Netanyahu" non era tanto 'vittoriosa' come ce la raccontavano i sionisti d'Italia!
Il Parlamento unicamerale del regime invasore della Palestina, la Knesset ha votato ieri a favore del suo scioglimento, che termina i tentativi del Primo Ministro Benji Netanyahu per formare una coalizione e dando via libera alla richiesta di nuove elezioni nel mese di settembre. La decisione è stata presa con 74 voti a favore e 45 contrari.
Le ultime elezioni generali si sono svolte nel paese meno di due mesi fa. Netanyahu ha vinto con la minima differenza, ma il suo partito non ha ottenuto la maggioranza in Parlamento e aveva bisogno di formare una coalizione di Governo. Ora che la Knesset ha scelto di sciogliersi, il primo ministro dovrà riconvalidare il suo mandato nelle prossime elezioni.
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giovedì 21 febbraio 2019
Il capo della fallimentare "unità d'elite" sionista 'uccellata' dai difensori di Gaza si dimette tra le polemiche!
Con una mossa altamente inusuale, il comandante della più notoria unità delle forze speciali dell'esercito sionista di occupazione ha deciso di "ritirarsi" verso la fine del suo mandato, diversi mesi dopo che un'operazione da parte dei 'rambo' a sei punte contro il ghetto di Gaza è completamente fallita.
Le notizie e gli organi di informazione di Tel Aviv hanno identificato il comandante come "Colonnello H" (come la nota 'preparazione' anti-emorroidale)., che dirige il "Sayeret Matkal" o l'unità di ricognizione dello Stato Maggiore dell'esercito di Sion.
La forza dell'élite dovrebbe essere capace scivolare dietro le linee nemiche per raccogliere informazioni o colpire importanti bersagli
"Verso la fine del suo servizio, ha preso la decisione di ritirarsi al fine di perseguire obiettivi personali estranei al campo della sicurezza", ha detto un portavoce dell'idf in una dichiarazione.
sabato 16 febbraio 2019
Il laido Avigdor Lieberman propone la 'soluzione finale' contro Gaza?
L'ex Ministro sionista della Guerra Avigdor Lieberman ha ripetuto la sua aggressiva retorica contro la Striscia di Gaza, dicendo che la prossima guerra contro i movimenti di resistenza palestinesi che operano all'interno dell'enclave costiera assediata "deve essere l'ultima".
Lieberman ha detto oggi che una recente valutazione dell'intelligence militare israeliana ha indicato che il regime israeliano potrebbe lanciare un'importante offensiva contro i palestinesi a Gaza o nella Cisgiordania occupata entro i prossimi 12 mesi.
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venerdì 21 dicembre 2018
Netanyahu, dopo averle prese persino da Gaza, vuole prenderne ancora da Siria e Iran?
Il regime sionista, evidentemente non pago delle batoste recentemente subite, intensificherà la sua lotta contro le forze allineate dall'Iran in Siria dopo il ritiro delle truppe statunitensi dal paese, ha detto il Primo Ministro Benji Netanyahu.
Diverse ore dopo aver parlato, l'ufficio di Netanyahu, diventato da poco anche Ministro della Guerra ha detto di aver parlato con il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulla Siria (da cui gli Usa si stanno già ritirando) e "ha discusso dei modi per continuare la cooperazione tra Israele (intende il regime di occupazione della Palestina) e gli Stati Uniti contro l'aggressione iraniana (cioé la legittima presenza di consiglieri e istruttori dell'IRGC in Siria, richiesta dal legittimo Governo di Damasco)".
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martedì 18 dicembre 2018
Netanyahu, in visita alla fabbrica di plutonio di Dimona, minaccia l'Iran...con missili che...'sta studiando'!
Anziché consigliare prudenza la recente batosta subita con l'attacco a Gaza sembra aver fatto andare Benji Netanyahu completamente fuori binario.
Le dimissioni dell'ormai ex-complice Lieberman l'hanno costretto a raccogliere l'interim del Dicastero della Guerra e, come il "pollo" ai tavoli di Las Vegas, Benji cerca di rifarsi alzando la posta...come? Andando a visitare la fabbrica di plutonio di Dimona e minacciando l'Iran di attacco atomico!
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domenica 16 dicembre 2018
Anche Gaza ormai é un osso "troppo duro" per le zanne di Tel Aviv?
Il nostro video odierno, appena caricato sul Canale Youtube, è direttamente collegato alla nostra precedente analisi delle conseguenze politiche della recente (fallita) aggressione militare sionista contro Gaza.
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Come l'ultimo tentativo di 'raid' contro Gaza abbia praticamente disintegrato la 'sicurezza parlamentare' di Netanyahu!
Quando l'esercito sionista ha effettuato un'operazione limitata nella Striscia di Gaza assediata il 12 novembre, il primo ministro Benjamin Netanyahu non ha certo previsto che questa avventura militare avrebbe destabilizzato il suo governo e minacciato la sopravvivenza stessa della sua coalizione di destra.
Ma è successo; e molto più delle molteplici indagini di polizia in vari casi di corruzione che coinvolgono Netanyahu, la sua famiglia e i suoi più stretti collaboratori. Grazie all'operazione malconcia a Gaza, che ha portato all'uccisione di sette palestinesi e di un comandante dell'esercito di occupazione, la coalizione di Netanyahu ha iniziato a disintegrarsi, richiedendo solo una spinta finale perché tutto crollasse completamente.
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giovedì 15 novembre 2018
Hamas, Hezbollah e Jihad Islamica commentano le dimissioni di Lieberman!
Il leader politico del movimento di resistenza di Hamas ha dichiarato che le dimissioni del Ministro della Guerra all'indomani di una tregua mediata dall'Egitto con Gaza costituiscono "un'ammissione di sconfitta" e una "vittoria politica" per la resistenza palestinese nel territorio assediato.
"Abbiamo ottenuto una vittoria politica con le dimissioni", ha detto il capo dell'ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh, al canale televisivo al-Mayadeen in Libano.
"L'annuncio di dimissioni di Lieberman è un'ammissione di sconfitta per lui e per l'entità usurpante", ha aggiunto.
mercoledì 14 novembre 2018
Il laido Avigdor Lieberman si é dimesso! Vittima 'eccellente' della determinata e potente risposta di Gaza all'attacco sionista!
Il Ministro della della Guerra dell'entità illegale sionista, Avigdor Lieberman, ha annunciato le sue dimissioni a causa di 'contrastanti opinioni' sul Cessate il Fuoco a cui israhell è addivenuto con la Resistenza Palestinese.
Dopo l'incursione omicida sionista, seguita da bombardamenti indiscriminati sul lager di Gaza, la poderosa rappresaglia palestinese iniziata lunedì ha costretto i sionisti ad accettare i termini proposti dall'Egitto.
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lunedì 5 novembre 2018
Nella sua profonda confusione mentale, il laido Avigdor Lieberman 'ringrazia' Trump per le 'sanzioni' all'Iran!!
I politici sionisti sembrano spesso agire ed operare in evidente "stato di ebbrezza".
Avigdor Lieberman, un individuo così unto e disgustoso che al suo confronto Emanuele Fiano pare una persona fin pulita, ha recentemente chiosato:
"La decisione coraggiosa del Presidente (Donald) Trump è il cambiamento epocale che il Medio Oriente stava aspettando", ha detto Lieberman in una nota.
"Con una sola mossa, gli Stati Uniti stanno infliggendo un duro colpo al trinceramento dell'Iran in Siria, Libano, Gaza, Iraq e Yemen. Presidente Trump, l'hai fatto di nuovo! Grazie."
Avigdor Lieberman, un individuo così unto e disgustoso che al suo confronto Emanuele Fiano pare una persona fin pulita, ha recentemente chiosato:
"La decisione coraggiosa del Presidente (Donald) Trump è il cambiamento epocale che il Medio Oriente stava aspettando", ha detto Lieberman in una nota.
"Con una sola mossa, gli Stati Uniti stanno infliggendo un duro colpo al trinceramento dell'Iran in Siria, Libano, Gaza, Iraq e Yemen. Presidente Trump, l'hai fatto di nuovo! Grazie."
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mercoledì 24 giugno 2015
Il coming-out di Benji Netanyahu: da Eichmann circonciso a Crocerossina-sexy di Al-Qaeda!
A pochi giorni dal ghéi pràid di tel aviv il mondo "ellegìbìttì" é in fermento per il 'coming out' di Benji Netanyahu che ha da poco rivelato al mondo la propria natura di Florence Nightingale "en travestì" quando si tratta di curare e soccorrere barbuti ciabattari di Al-Nusra feriti dalle forze armate siriane!
La dichiarazione arriva dopo l'operazione di Resistenza popolare che ha visto cittadini drusi del Golan Siriano illegalmente occupato dal regime ebraico attaccare due ambulanze che trasportavano terroristi di Al-Nusra, come abbiamo già riportato ieri con dovizia di particolari.
La dichiarazione arriva dopo l'operazione di Resistenza popolare che ha visto cittadini drusi del Golan Siriano illegalmente occupato dal regime ebraico attaccare due ambulanze che trasportavano terroristi di Al-Nusra, come abbiamo già riportato ieri con dovizia di particolari.
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martedì 1 luglio 2014
Netanyahoo nel delirio vuole invadere Gaza dopo il ritrovamento dei tre miliziani ebrei morti!!
Finalmente é arrivata la notizia che noi davamo per probabile già nei nostri articoli precedenti: i tre invasori e occupanti illegittimi della Cisgiordania catturati settimane fa vicino ad Al-Khalil sono stati giustiziati; le loro spoglie sarebbero state ritrovate dalle forze di invasione del regime ebraico nei dintorni della città palestinese della West Bank.
Speriamo che la loro sorte sia di ammaestramento ad altri potenziali invasori che fossero tentati dalla 'comoda vita' che l'entità di Tel Aviv promette ai khazari che vogliano fare 'alià' o come cavolo chiamino l'atto di rubare terra e risorse naturali ai loro legittimi proprietari palestinesi: non volete finire nel mirino della Resistenza palestinese? Statevene a casa vostra, che sia Kyiv, Varsavia, Londra, Parigi, Nuova York, Boston o chissadove!
Adesso Benji Netanyahu, aiutato da altri esponenti del suo governo razzista e militarista sta battendo sul tamburo di guerra accusando Hamas dell'operazione (che non é stata rivendicata affatto dal Movimento) e annunciando una possibile invasione di Gaza per "distruggere l'organizzazione palestinese". Certamente un invasione di Gaza potrà fare molti danni e molti morti; difficilmente potrà distruggere Hamas come non la distrusse l'operazione 'Cast Lead' di circa sei anni fa.
Sicuramente un'aggressione militare contro Gaza non farà altro che compattare la popolazione dell'eroica striscia di terra liberata dalla Resistenza e dalla lotta mostrando che con il moloch sionista ci si può confrontare solo con le armi.
Speriamo che la loro sorte sia di ammaestramento ad altri potenziali invasori che fossero tentati dalla 'comoda vita' che l'entità di Tel Aviv promette ai khazari che vogliano fare 'alià' o come cavolo chiamino l'atto di rubare terra e risorse naturali ai loro legittimi proprietari palestinesi: non volete finire nel mirino della Resistenza palestinese? Statevene a casa vostra, che sia Kyiv, Varsavia, Londra, Parigi, Nuova York, Boston o chissadove!
Adesso Benji Netanyahu, aiutato da altri esponenti del suo governo razzista e militarista sta battendo sul tamburo di guerra accusando Hamas dell'operazione (che non é stata rivendicata affatto dal Movimento) e annunciando una possibile invasione di Gaza per "distruggere l'organizzazione palestinese". Certamente un invasione di Gaza potrà fare molti danni e molti morti; difficilmente potrà distruggere Hamas come non la distrusse l'operazione 'Cast Lead' di circa sei anni fa.
Sicuramente un'aggressione militare contro Gaza non farà altro che compattare la popolazione dell'eroica striscia di terra liberata dalla Resistenza e dalla lotta mostrando che con il moloch sionista ci si può confrontare solo con le armi.
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sabato 2 giugno 2012
Cresce e si espande il boicottaggio internazionale contro i prodotti del regime ebraico dell'Apartheid!
La campagna BDS per il boicottaggio dei prodotti israeliani provenienti dagli insediamenti ebraici illegali in terra palestinese in Cisgiordania ha ricevuto un grande impulso dal Sudafrica e da alcuni stati europei come Inghilterra, Danimarca e Svizzera; ultimamente le campagne internazionali contro le politiche di colonizzazione e sfruttamento da parte degli insediamenti illegali della terra e delle risorse palestinesi hanno inflitto gravi colpi alla traballante economia israeliana, spingendo alla cancellazione, alla compressione o al differimento di molte spese militari, quindi dimostrando che colpendolo nella finanza si possa costringere Israele a più miti consigli anche in politica interna ed estera.
Il Sudafrica, il cui African National Congress fin dai tempi della detenzione di Nelson Mandela é sempre stato vicino alla causa palestinese, ha fatto recentemente passi molto importanti passando leggi che impediscano di etichettare come 'made in israel' i prodotti provenienti dai territori occupati cosa che ha portato il crasso e volgare Ministro degli Esteri sionista, Avigdor Lieberman, a dichiarare che "Il Sudafrica é diventato un paese antisemita", con la solita frusta ed esausta retorica che vorrebbe i nazisti del Ventesimo Secolo in grado di distribuire patenti di 'antisemitismo' a chi non condivide i loro metodi fascisti e prevaricatorii.
In Inghilterra simili misure sono in vigore fin dal 2009 e prossimamente la catena distributiva Migros, in Svizzera, si equipaggerà per informare se i prodotti venduti sui suoi scaffali sono frutto delle politiche di invasione e colonizzazione del regime sionista, permettendo quindi ai suoi consumatori più sensibili e accorti di evitarli (sperando che quanto prima il crollo nelle vendite di tali articoli oggettivamente immorali costringa la Migros a discontinuarli dal proprio catalogo).
Il Sudafrica, il cui African National Congress fin dai tempi della detenzione di Nelson Mandela é sempre stato vicino alla causa palestinese, ha fatto recentemente passi molto importanti passando leggi che impediscano di etichettare come 'made in israel' i prodotti provenienti dai territori occupati cosa che ha portato il crasso e volgare Ministro degli Esteri sionista, Avigdor Lieberman, a dichiarare che "Il Sudafrica é diventato un paese antisemita", con la solita frusta ed esausta retorica che vorrebbe i nazisti del Ventesimo Secolo in grado di distribuire patenti di 'antisemitismo' a chi non condivide i loro metodi fascisti e prevaricatorii.
In Inghilterra simili misure sono in vigore fin dal 2009 e prossimamente la catena distributiva Migros, in Svizzera, si equipaggerà per informare se i prodotti venduti sui suoi scaffali sono frutto delle politiche di invasione e colonizzazione del regime sionista, permettendo quindi ai suoi consumatori più sensibili e accorti di evitarli (sperando che quanto prima il crollo nelle vendite di tali articoli oggettivamente immorali costringa la Migros a discontinuarli dal proprio catalogo).
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mercoledì 23 maggio 2012
Svegliati Europa! Segui l'esempio di chi a Londra protesta contro il gangster sionista Avigdor Lieberman!
Una massiccia folla di dimostranti filopalestinesi si é riunita fuori dal Pillar Hotel di Londra in protesta contro l'accoglienza riservata al criminale sionista Avigdor Lieberman, Ministro degli Esteri dell'esecutivo di Estrema Destra al potere nel regime di Apartheid ebraico. "Se oggi arrivasse Adolf Hitler gli manderebbero incontro la limousine comunque" cantavano i Clash nel 1977; 35 anni dopo lo stesso trattamento viene riservato alla sua versione ebraica, personaggio vile e spregevole che non ha mai fatto mistero del suo odio e del suo razzismo nei confronti dei legittimi abitanti della Palestina.
Per fortuna in Inghilterra nonostante la prostituzione di tutti i partiti politici e di tutti gli outlet mediatici alle voglie della ricchissima e influentissima lobby ebraica non tutte le coscienze sono addormentate e drogate nell'indifferenza e migliaia e migliaia di cittadini indignati, tra cui si segnalano i coraggiosi e coerenti ebrei ortodossi della Neturei Karta sono scesi in strada per protestare, cacciando via dalla strada le poche decine di provocatori sionisti che si erano radunati per salutare il loro becero e volgare 'eroe'.
La manifestazione ha letteralmente preso possesso dell'intero distretto di Hendon e il Capo del Forum Palestinese in Inghilterra, Hafez Karmi ha dichiarato che l'aver ricevuto ufficialmente un razzista bigotto come Lieberman é stata "L'ennesima gaffe di un Governo totalmente screditato", aggiungendo che i Palestinesi eletti nelle consultazioni democratiche del 2006 che videro il trionfo di Hamas difficilmente verrebbero accolti da ministri e sottosegretari, pur avendo credenziali di Democrazia ben più limpide di quelle che Lieberman potrà anche solo mai sognarsi di possedere.
Per fortuna in Inghilterra nonostante la prostituzione di tutti i partiti politici e di tutti gli outlet mediatici alle voglie della ricchissima e influentissima lobby ebraica non tutte le coscienze sono addormentate e drogate nell'indifferenza e migliaia e migliaia di cittadini indignati, tra cui si segnalano i coraggiosi e coerenti ebrei ortodossi della Neturei Karta sono scesi in strada per protestare, cacciando via dalla strada le poche decine di provocatori sionisti che si erano radunati per salutare il loro becero e volgare 'eroe'.
La manifestazione ha letteralmente preso possesso dell'intero distretto di Hendon e il Capo del Forum Palestinese in Inghilterra, Hafez Karmi ha dichiarato che l'aver ricevuto ufficialmente un razzista bigotto come Lieberman é stata "L'ennesima gaffe di un Governo totalmente screditato", aggiungendo che i Palestinesi eletti nelle consultazioni democratiche del 2006 che videro il trionfo di Hamas difficilmente verrebbero accolti da ministri e sottosegretari, pur avendo credenziali di Democrazia ben più limpide di quelle che Lieberman potrà anche solo mai sognarsi di possedere.
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martedì 22 maggio 2012
"Svegliati Europa!" Prendi esempio dal Ministro austriaco Darabos: "Intollerabile la presenza di Lieberman nel Governo israeliano!"
Il Ministro della Difesa austriaco Norbert Darabos ha recentemente definito "intollerabile" la presenza al vertice dell'Esecutivo dello Stato ebraico del politicante fascista e razzista Avigdor Lieberman, capobastone del partito di Estrema Destra Yisrael Beiteinu. Le nette e coraggiose dichiarazioni di Darabos sono state riportate dal quotidiano Die Presse, dove il responsabile viennese della Difesa ha criticato a tutto tondo il regime sionista per le sue politiche di insediamento e per le accuse infondate lanciate verso Teheran sul suo programma nucleare civile.
Azioni armate contro la Repubblica Islamica, ha messo in guardia il Ministro austriaco, finirebbero per incendiare la regione e consegnerebbero irrimediabilmente al campo filo-iraniano vastissime fette di opinione pubblica araba e musulmana; inoltre 'puntare continuamente il dito verso Teheran é diventato un comodo alibi per un Governo, quello di Netanyahu, che vede la realtà geopolitica mediorientale cambiargli attorno in maniera ostile e contemporaneamente aggraversi i problemi economici e sociali interni'.
Ma é proprio e personalmente contro il Ministro Lieberman che Darabos ha scatenanto le sue frecciate più vulneranti ricordando come anche all'interno della stessa comunità politica israeliana egli venga ritenuto 'un gangster', 'un fascista', 'la versione israeliana di Haider' e che la sua maniera istrionica e disinvolta di interpretare il suo ruolo pubblico e il mandato ministeriale gli sia costata ammende, censure e incheste per illeciti alcune delle quali pericolosamente vicine alla chiusura.
Azioni armate contro la Repubblica Islamica, ha messo in guardia il Ministro austriaco, finirebbero per incendiare la regione e consegnerebbero irrimediabilmente al campo filo-iraniano vastissime fette di opinione pubblica araba e musulmana; inoltre 'puntare continuamente il dito verso Teheran é diventato un comodo alibi per un Governo, quello di Netanyahu, che vede la realtà geopolitica mediorientale cambiargli attorno in maniera ostile e contemporaneamente aggraversi i problemi economici e sociali interni'.
Ma é proprio e personalmente contro il Ministro Lieberman che Darabos ha scatenanto le sue frecciate più vulneranti ricordando come anche all'interno della stessa comunità politica israeliana egli venga ritenuto 'un gangster', 'un fascista', 'la versione israeliana di Haider' e che la sua maniera istrionica e disinvolta di interpretare il suo ruolo pubblico e il mandato ministeriale gli sia costata ammende, censure e incheste per illeciti alcune delle quali pericolosamente vicine alla chiusura.
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mercoledì 14 dicembre 2011
Bestiale! Il regime ebraico inasprisce la persecuzione dei Palestinesi musulmani, vuole vietare il richiamo dell'Adhan!
Allahu Akbar (quattro volte)
Ash-hadu al-la ilaha illa llah (due volte)
Ash-hadu anna Muhammadan rasulullah (due volte)
Hayya 'ala s-salah (due volte)
Hayya 'ala 'l-falah (due volte)
Allahu Akbar (due volte)
La ilaha illallah (una volta)
Ash-hadu al-la ilaha illa llah (due volte)
Ash-hadu anna Muhammadan rasulullah (due volte)
Hayya 'ala s-salah (due volte)
Hayya 'ala 'l-falah (due volte)
Allahu Akbar (due volte)
La ilaha illallah (una volta)
"Dio é grande, Testimonio che non vi é Dio all'infuori di Allah, Testimonio che Maometto é il messaggero di Allah, Venite al Salat, Venite alla salvezza, Dio é grande, Non c'é Dio all'infuori di Allah". Queste parole costituiscono, nella sua forma più essenziale e basilare, l'Adhan, il richiamo alla preghiera che da quattordici secoli risuona dai minareti delle moschee di tutto il mondo, vocalizzato da abili e stentorei muezzin, oggi a volte aiutati da impianti di fonodiffusione; esso é un potentissimo e fondamentale richiamo per il fedele musulmano, ma, in realtà parla a tutto il mondo, essendo testimonianza vivente di una delle più grandi creazioni della Storia e della Cultura umana: la religione Islamica, il culto più praticato al mondo e quello che più rapidamente espande i suoi confini e moltiplica e incrementa il numero dei propri adepti.
Bisogna essere 'bigotti a rovescio' come gli ultrà atei dell'UAAR o razzisti islamofobi come i seguaci di Borghezio, Wilders e Hirsi Ali per non emozionarsi profondamente nel sentire il richiamo alla preghiera che si diffonde dalla moschea, così come bisogna essere ben aridi, duri e meschini di cuore per non sentire il trasporto emotivo dello scampanio delle chiese cristiane o qualunque sincera, sentita, manifestazione di fede religiosa. Eppure, grazie alla perversa ideologia colonialista e razzista del sionismo (parto dannato della mente malvagia di Teodoro Herzl) l'Adhan, il richiamo musulmano alla preghiera potrebbe venire interdetto e proibito, non solo facendo un crimine e un torto contro le anime e le coscienze di milioni di credenti, ma quel che é peggio portandolo a compimento in una terra che DA SEMPRE é stata particolarmente imporante e collegata con la nascita e la diffusione di questa fede: la Palestina!
Responsabile di questo affronto alla Storia e alla Cultura palestinese, araba e mondiale la deputata Anastassia Michaeli, del famigerato partito razzista di Avigdor Lieberman, responsabile di alcune delle più odiose iniziative razziste del governo di Estrema Destra di Benji Netanyahu. Se la proposta di legge passasse al Parlamento sionista allora in tutti i territori palestinesi occupati sarebbe passibile di interruzione sotto il pretesto di "impedire rumori in pubblico". Il Premier Netanyahu, vigliacco come al solito, ha cercato di giustificare il provvedimento persecutorio e razzista citando in causa certi provvedimenti presi in Europa, dove i partiti islamofobi e razzisti hanno mano libera.
Il che dimostra come la tolleranza verso il razzismo e la xenofobia, grave cancro morale dell'Europa moderna, serve solo da esempio e da 'foglia di fico' per i razzisti e i bigotti di altre parti del mondo. Ovviamente il coraggioso popolo di Palestina é pronto a lottare per difendere la propria Religione e la propria Cultura anche qualora il disgraziato disegno di legge dovesse passare, anche i Palestinesi cristiani lotterebbero a fianco dei loro fratelli musulmani perché la libertà di parola, di culto e di espressione non conosce barriere di censo, di classe sociale, di religione o di setta.
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lunedì 24 ottobre 2011
I militari sionisti lanciano l'allarme: "Abbas é indebolito dalla vittoria di Hamas, dobbiamo aiutarlo", ma Netanyahu fa orecchio da mercante!
Più passa il tempo e più Israele assomiglia alla Germania Nazista, dove militari con idee chiare e realistiche erano sottoposti a leader politici ideologizzati, fanatici, che vivevano fuori dalla realtà; a quanto riportano fonti libanesi, infatti, il Comando supremo dell'IDF é convinto che la posizione di Mahmud Abbas, presidente de facto dell'Anp e leader di Fatah sia ai minimi storici di popolarità, dopo un breve guizzo all'insù nel gradimento presso la popolazione cisgiordana (sotto l'arbitrio della fazione di Abu Mazen dal 2007, in seguito al tentativo di golpe contro il Governo legittimo di Hamas), registratosi a settembre con l'istanza del riconoscimento ONU, ci ha pensato il 'coup de theatre' dell'accordo tra Hamas e Tel Aviv per la liberazione oltre mille prigionieri politici a far precipitare le quotazioni del baffuto 'successore' di Arafat.
I militari quindi hanno iniziato a fare pressioni sul Governo affinché, per risollevare un po' la stella di Abbas e garantire un suo ruolo anche futuro nella politica interna palestinese (che molto farebbe comodo ai sionisti, vista la disponibilità di quest'ultimo a collaborare con l'occupazione trasformando i militanti di Fatah nei suoi 'gendarmi indigeni'), si acconsenta a liberare più dei 550 detenuti pattuiti nelle trattative con Hamas, aggiungendo nomi di altri membri di Fatah alla lista.
I prigionieri liberati finora, nella prima fase degli scambi, appartenevano sia ad Hamas che a Fatah, ma vi era una prevalenza dei primi rispetto ai secondi; tra i 550 liberandi, invece, i nomi di appartenenti ad Al-Fatah sono leggermente preponderanti; "aumentiamoli ancora", ragionano i militari di Sion (che stupidi non sono) "e di riflesso un po' di prestigio cadrà anche sul leader di Ramallah". Ma sembra che da quell'orecchio Netanyahu, Barak e Lieberman proprio non vogliano sentirci; soprattutto sembra che siano inferociti verso il Premier proprio i Ministri della Guerra e degli Esteri, che gli rimproverano di avere 'ceduto' all'organizzazione che si rifiuta di "riconoscere Israele" e di abbandonare la lotta armata.
Un'altra proposta, poi, sarebbe quella di far passare certe zone della West Bank dal grado di sicurezza 'B' (che prevede controllo civile palestinese sotto sicurezza militare israeliana) ad 'A' (totale controllo palestinese, civile e militare); riusciranno i militari ad avere la meglio sui politici estremisti che detengono le leve del potere? E basterà qualche dozzina di prigionieri liberati o la transizione di qualche ettaro di terra da una definizione di 'bantustan' a un'altra a rinvigorire lo spompato prestigio politico di Abbas?
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lunedì 10 ottobre 2011
Israele pronto a spaccarsi con le manifestazioni previste tra 5 e 19 giorni: "Case ai giovani, non agli estremisti militarizzati!"
Lo stato ebraico dell'Apartheid, impiantato a forza dal 1948 in avanti con l'occupazione militare di terra palestinese, comincia a mostrare l'usura del tempo attorno alle 'cuciture' che dovrebbero tenere insieme componenti allogene incredibilmente disparate la cui incompatibilità é sempre stata evidente ma che la classe dirigente sionista insediatasi a Tel Aviv sperava di far convivere sotto la forza unificante del razzismo anti-arabo e anti-palestinese.
Ma, se ciò é stato possibile finora anche tramite la creazione di un fittizio benessere basato sullo sfruttamento criminale delle risorse palestinesi e della forza-lavoro palestinese, nonché sugli emolumenti grassati all'Europa e agli Usa grazie al lavorio delle lobby a sei punte presenti in tutto il mondo, in questo periodo di crisi economica le sempre più ingenti spese per il sostegno delle colonie illegali popolate di fanatici miliziani ebraici hanno dreanto sempre più ricchezza e sviluppo causando un massiccio e generalizzato peggioramento delle condizioni di vita della cittadinanza.
In particolare i costi di immobili e delle utility si sono fatti proibitivi, costringendo sempre più giovani a procrastinare "sine die" ogni progetto di indipendenza e di creazione del proprio nucleo familiare, situazione che in Italia é ben conosciuta ma che nello Stato dell'Apartheid é totalmente nuova e ha creato un'ondata di indignazione e protesta contro il Governo di Estrema Destra di Benji Netanyahu. Simile nelle manifestazioni esteriori alle adunate di 'indignati' spagnoli o alle più recenti dimostrazioni americane contro i parassiti di Wall Street il movimento in atto nello Stato dell'Occupazione é diverso perché né in Spagna né negli Usa i dimostranti hanno un obiettivo anche solo paragonabili alle comunità di estremisti religiosi armati su cui indirizzare il loro risentimento, che é molto profondo e che li porta a realizzare come la parte di società da loro incarnata non abbia nulla a che spartire con i teppisti che devastano uliveti e cimiteri e bruciano moschee come altrettante gang di skinhead nazisti.
Il 15 e il 29 ottobre si terranno a Tel Aviv colossali manifestazioni che vogliono superare in vastità e numero di partecipanti quelle di metà giugno che fecero vacillare le poltrone di Netanyahu e Lieberman, costringendo il Governo di Estrema Destra a interrompere i trasporti pubblici nel tentativo di tenere la gente lontana dalle piazze e schierando nelle strade forze antisommossa normalmente mobilitate esclusivamente contro gli 'Untermensch' palestinesi.
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martedì 20 settembre 2011
Il sionista Thomas Friedman dichiara che il Governo Netanyahu é "Il più inetto della storia di Israele"
Sulle nostre pagine si potrebbe pensare di poter leggere dell'ebreo sionista americano Thomas Friedman soltanto nei termini critici e stigmatizzatori che meriti un individuo capace di dichiararsi "innamorato di Israele" (gli amanti del Razzismo, dell'Apartheid e della pulizia etnica programmata non ci sono mai stati simpatici) o di raccontare i suoi anni di "college" come "una pluriennale celebrazione della 'vittoria' -virgolette nostre- israeliana della Guerra dei Sei Giorni" (chi celebra la più vigliacca aggressione alle spalle dai tempi dell'invasione della Polonia ci piace ancor meno), eppure, a dimostrare che perfino nei ranghi di coloro che sostengono e ammirano il regime ebraico vi sono individui con almeno mezzo cervello funzionante (se gli funzionasse tutto non ammirerebbero Israhell), scopriamo oggi che il Premio Pulitzer sionista si é lanciato dalla sua colonna bisettimanale del New York Times (praticamente la tribuna stampa dell'AIPAC e della Lobby a Sei Punte) in una intemerata niente meno che contro Benji Netanyahu e il suo Governo di razzisti, militaristi e fascisti con la kippah.
Ovviamente, Friedman non li stigmatizza per il fatto di essere tali (giacché, gratta, gratta, anche lui ha esattamente le stesse tendenze), ma anzi per essere troppo sciocchi e pasticcioni nell'esserlo; dandoci la stessa impressione straniante che prova il lettore quando, tanto per fare un esempio, si trova a scorrere le pagine in cui, poniamo, uno Julius Evola fa le sue "critiche al Fascismo, da Destra". E, come il barone col monocolo nei confronti di Mussolini e gerarchi il nostro Friedman non le manda certo a dire a Bibi e compagni, anzi, si incarica egli stesso di definirli "La compagine più diplomaticamente inetta e strategicamente incompetente mai arrivata al Governo di Israele".
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Il più grande pericolo per Israele secondo Friedman: Benji Netanyahu e Avigdor Lieberman! |
Friedman ne ha anche per la Lobby a Sei Punte di Washington, colpevole, a suo dire, di non aver capito che spingere per il sostegno acritico e garantito al 100% di qualunque iniziativa e presa di posizione del Governo Netanyahu può risolversi in un boomerang mortale, come teme di vedersi verificare se gli Stati Uniti (spinti ovviamente da AIPAC e affini) dovessero optare per una mossa totalmente unilaterale e impopolare all'ONU contro la richiesta di riconoscimento dello Stato palestinese, giustificando quindi la visione di un Israele prepotente e manipolatore sostenuto solo dai veti e dai diktat a stelle e strisce contro la volontà della maggior parte del mondo.
Pur venendo da un personaggio che ci fa specie apprezziamo nel merito la critica, senza nascondere affatto la nostra personale 'soddisfazione': l'atteggiamento e le iniziative del Governo Netanyahu sono per noi amici e sostenitori della Palestina e dei Palestinesi la migliore assicurazione che Friedman e simili nel prossimo futuro non abbiano più molto di cui essere "innamorati".
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giovedì 8 settembre 2011
Erdogan visiterà l'Egitto la prossima settimana: opposte reazioni alla prospettiva di una 'deviazione' verso Gaza!
Il Primo Ministro turco Recep Erdogan, capo del Governo monocolore con cui il partito di ispirazione religiosa AK ha dato forma alla maggioranza parlamentare assoluta ricevuta per la terza volta consecutiva la scorsa primavera, sta preparandosi a partire alla volta dell'Egitto per una missione ufficiale che, con l'approssimarsi dell'autunno e quindi delle elezioni politiche anche in quel paese, assume un importanza fondamentale per capire "da che parte tira il vento" nel Medio Oriente ancora scosso dai venti della 'Primavera Araba', che hanno fatto ruzzolare giù dagli scranni già un discreto numero di autocrati, tra cui il 'Faraone' Mubarak, attualmente sotto processo per il tentativo di repressione sanguinoso e inutile che fece oltre 800 morti tra gennaio e febbraio 2011.
In una conferenza stampa tenutasi gli scorsi giorni davanti a rappresentanti dei maggiori media turchi Erdogan ha confermato che il suo staff continua a "indagare e valutare" la possibilità di una visita alla Striscia assediata di Gaza da tenersi immediatamente dopo la conclusione del viaggio di stato al Cairo; già durante lo scorso mese di giugno il Premier di Ankara aveva espresso la sua intenzione di recarsi in visita nell'enclave palestinese sottoposta al disumano e illegale assedio sionista, nonché alle costanti offese aeree e militari (che ancora ieri hanno mietuto una vittima e causato tre feriti tra la popolazione civile), ma poi le conseguenze del voto politico e le procedure di formazione del nuovo esecutivo avevano fatto slittare la cosa.
Sono state diametralmente opposte, come da copione, le reazioni al di là e al di qua del ghetto palestinese assediato: se il parlamentare indipendente palestinese Jamal el-Khoudry, Segretario del Comitato Popolare contro l'Assedio di Gaza ha espresso il suo entusiasmo all'idea di una visita di Erdogan che risulterebbe "storica" e porterebbe un "decisivo e positivo impatto" sulle condizioni di vita dei Palestinesi "colpendo duramente" l'ormai quinquennale assedio israeliano un funzionario del Ministero degli Esteri sionista, attualmente occupato dal razzista Avigdor Lieberman, avrebbe dichiarato al Canale Due di Tel Aviv che la visita "rappresenterebbe un grave passo falso diplomatico".
Detto dal rappresentante di un Governo che ha preferito gettare ai cani i propri rapporti diplomatici, militari e commerciali con quello che una volta era il suo miglior interlocutore tra i paesi musulmani pur di non dover ammettere le proprie innegabili responsabilità nell'incidente della Mavi Marmara, l'affermazione ha tutto il gusto dei lunari 'nonsense' dei migliori film di Renato Pozzetto.
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