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lunedì 25 marzo 2013

Sorpresa! E' stato il 'suicida' "Prigioniero X" ad aiutare Hezbollah a 'fare fuori' due talpe del Mossad in Libano!

Una nuova, illuminante rivelazione sul caso del "Prigioniero X", ex-spia del Mossad poi arrestato dal suo vecchio 'datore di lavoro' e morto in carcere con un suicidio che definire 'sospetto' é un eufemismo, non solo avrebbe collaborato coi Servizi Segreti degli UAE svelando il sistema con cui lo squadrone della morte sionista avrebbe usato passaporti australiani (egli stesso era un cittadino di Canberra grazie alla 'doppia nazionalità' sionista) per entrare nel paese e uccidere il dirigente di Hamas Mahmoud al Mabouh.

L'uomo infatti (al secolo Ben Zygier) avrebbe con le sue rivelazioni anche aiutato Hezbolla a indentificare con sicurezza due agenti venduti operanti in territorio libanese: Ziad al-Homsi e Mustafa ali Awadeh, che infatti sono già stati neutralizzati dalla Resistenza libanese in cooperazione con la sicurezza interna di Beirut.

sabato 23 febbraio 2013

Altri 'detenuti fantasma' nelle galere sionaziste? Una famiglia libanese, dopo 35 anni, spera ancora di riavere suo figlio!


Il recente scandalo legato alla misteriosa morte di Ben Zygier, ebreo australiano con doppio passaporto e già agente del commando omicida del Mossad che assasinò Mahmoud Mabhouh a Dubai, durante la sua detenzione illegale da parte del regime sionista, ha fatto riemergere l'attenzione internazionale riguardo diversi altri casi di presunti prigionieri trattenuti da Israele al di fuori di ogni cornice di legalità internazionale, come ben si addice a uno 'Stato Canaglia' che viola e ignora dozzine di risoluzioni ONU, mantiene un arsenale atomico illegale fuori da ogni controllo, pratica l'occupazione militare di territorio e l'omicidio internazionale e la minaccia militare come 'normali' strumenti della sua Politica Estera. Uno di questi casi sarebbe stato segnalato da un cittadino australiano di origine libanese, Jamal Skaf, il cui fratello Yahya, un tempo militante di un'organizzazione di Resistenza colegata all'OLP é stato dato per morto nel 1978 quando prese parte all'operazione armata di rappresaglia con cui le milizie filopalestinesi all'epoca operanti in Libano avevano deciso di vendicare l'assassinio del dirigente Kamal Adwan, ucciso da sicari sionisti a Beirut.
L'operazione, guidata dalla famosa guerrigliera Dalal Mughrabi, causò gravi danni e molte vittime al regime sionista e si é sempre considerato che al suo apice, non avendo apparente via d'uscita, i commando libanesi e palestinesi si siano dati la morte piuttosto che cadere vivi in mano agli israeliani, ma, nonostante questo, Jamal Skaf ha dichiarato di essere stato contattato da un sacerdote giudaico australiano che lo avrebbe informato della possibilità di ottenere la liberazione di Yahya, a suo dire detenuto segretamente in Israele, a fronte del pagamento di un 'riscatto' di 40 milioni di dollari.

Non avendo modo di procurarsi una simile somma non replicò alla richiesta del rabbino, ma raccontò la storia alla redazione di "Al-Akhbar" e, a seguito delle notizie emerse recentemente, ha deciso di chiedere nuovamente alle autorità libanesi di incaricarsi di accertare se sia possibile che Yahya sia effettivamente prigioniero in Israele, in quali condizioni, e se sia possibile ottenerne il rilascio. La famiglia Skaf ha sperato a ogni scambio di detenuti libanesi avvenuto negli ultimi 30 anni di ricevere notizie del suo congiunto, fino quasi ad abbandonare la speranza quando niente venne rivelato nemmeno dopo la restituzione a Israele dei cadaveri dei caduti dell'ultima guerra del 2006.

martedì 19 febbraio 2013

Ramificazioni dell'affaire Ben Zygier portano verso i servizi segreti australiani...e a un visto di lavoro chiesto all'Italia...

Ancora sulla vicenda torbida di Ben Zygier, cittadino sionista con doppio passaporto australiano rapidamente passato dal rango di killer del 'Mossad' a sua vittima quando, rapito dagli UAE e rinchiuso segretamente in una prigione israeliana é stato quindi trovato morto impiccato nonostante la sua cella fosse dotata di tutti i più moderni sistemi di sorveglianza 'convenientemete' non in funzione al momento del suo decesso.

Citando "fonti anonime" la ABC australiana ha dichiarato che a far scattare l'operazione di "estrazione" di Zygier dagli UAE non sarebbe stato il suo fermo da parte delle autorità degli Emirati, eventualità per la quale il killer di Mahmoud al-Mahbouh sarebbe anche stato preparato, ma piuttosto la sua loquacità nei confronti di rappresentanti dell'ASIO (i servizi segreti di Canberra) a cui avrebbe iniziato a raccontare dettagli di tutte le attività del Mossad di cui era al corrente, compresa una "maggiore operazione" programmata per il prossimo futuro in Italia.

E proprio verso l'Italia Zygier aveva esteso (con i suoi doppi documenti australiani, OVVIAMENTE)  una richiesta di visto lavorativo. Quali altre rivelazioni riserverà questo dossier? E che cosa stava (o sta ancora!) tramando 'L'Istituto' di Tel Aviv nel nostro paese?

sabato 16 febbraio 2013

"Prigioniero X": un cono di luce sui 'giochi sporchi' del Mossad! Ben Zygier era uno dei killer di Mabouh!


Un cittadino 'australiano' (col doppio passaporto sionista) rinchiuso per due anni in una prigione di Tel Aviv; un 'suicidio' più che sospetto e una 'connection' con la più sfacciata cospirazione assassina messa in piedi dal Mossad negli ultimi vent'anni; ce ne sarebbe abbastanza per scrivere uno spy-thriller di prim'ordine e, incidentalmente, per esporre Israhell come il regime brutale e autoritario che solo le "anime belle" alla Fabio Fazio (avido invitatore di sionisti canterini a Sanremo) e Roberto Saviano (stralunato 'guru anticamorra', che poi sostiene la mafia internazionale sionazista) si ostinano a non ammettere che sia.

L'australiano 'suicidato' nelle galere segrete di Netanyahu, infatti, aveva fatto parte, oltre ogni ragionevole dubbio, del 'Todesschwadron' dispacciato dal Mossad ad assassinare Mahmoud al-Mabouh, dirigente di Hamas, negli EAU, sfruttando il lavoro "preparatorio" compiuto dai collaboratori di  Mohamed Dahlan, ex-cacicco di Fatah che aveva il dente avvelenato con Hamas per essere stato cacciato dal suo 'feudo' di Gaza.

Ben Zygier, questo il nome del 'Prigioniero X' era stato fermato e interrogato dai servizi segreti degli Emirati Arabi e, con le spalle al muro, aveva iniziato apparentemente a collaborare; subito alcuni suoi 'colleghi' del Mossad lo hanno rapito e trasportato in Israele, dove con molte poche cerimonie (e senza alcuna segnalazione alle autorità australiane) é stato buttato in cella, tenutoci due anni fino al suo 'suicidio'.

Questo si ottiene a farsi "spion" per conto del Moloch sionista; da un istante all'altro si può passare dalla schiera dei persecutori a quella dei perseguitati, dal novero degli assassini a quello degli assassinati! Meditate gente, meditate!
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