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giovedì 13 dicembre 2018

GOLDFINGER! I curdacci dell'SDF attaccano Hajin alla ricerca spasmodica di SETTE TONNELLATE di oro dell'ISIS!!


"All'idea di quel metallo,
  portentoso, onnipossente,
  un vulcano, la mia mente,
  incomincia a diventar..."
                                    ("Il Barbiere di Siviglia", Atto I, Scena I )


MI SEMBRAVA STRANO che i briganti curdi dell'SDF assaltassero Hajin, patendo persino i bombardamenti 'sbagliati' degli avvoltoi yankee per pura avversione ai takfiri dell'ISIS (coi quali, lo ricordiamo benissimo hanno trescato e cooperato fino all'altro ieri).

In realtà in ballo ci sono ben SETTEMILA CHILI D'ORO!
Una preda eccezionale per i masnadieri "kurdonki", per la quale sono dispostissimi a rischiare di farsi arrostire dal napalm e dal fosforo made in Usa!

mercoledì 12 dicembre 2018

I famigerati "kurdonki" dell'SDF liberano un capo terrorista dell'ISIS per centomila dollari!

Vedete che (come spesso mi capita, l'ammetto) HO RAGIONE quando chiamo la marmaglia curda ("curdaglia") dell'SDF BRIGANTI CURDI?

Chiamarla "milizia" o in altri simili modi farebbe pensare che si tratti di un'organizzazione con un minimo di struttura, di gerarchia.

In realtà si tratta di BANDE DI PREDONI, masnade capacissime di mettersi l'una contro l'altra per un bottino.
E, sempre per denaro, sono capacissime di compiere qualunque gesto, non importa quanto spregevole, come dimostra il caso che menzioneremo ora:

giovedì 4 ottobre 2018

BESTIALE! I takfiri dell'ISIS massacrano una donna rapita a fine giugno, chiedono milioni di dollari per liberare le altre!

Una banda di briganti con le spalle al muro, dovrebbe cercare condizioni favorevoli per la propria resa, mitigando la propria ferocia.
Ma i takfiri dell'ISIS non ragionano come dei normali predoni, le loro menti sconvolte dal fanatismo e dalla droga non si comportano razionalmente; questo si vede anche nelle richieste per il rilascio di donne rapite nella provincia di Sweida alla fine di giugno, comunicate oggi alle autorità siriane.

Secondo fonti locali, le richieste sono state ricevute dalla sezione locale della Direzione della Sicurezza Militare. In cambio del rilascio dei rapiti, i terroristi hanno chiesto un milione di dollari in riscatto per ognuna delle 12 donne.

martedì 15 settembre 2015

I takfiri dell'ISIS, disperati, "liberano" civili irakeni in cambio di 800 dollari a testa!

Sembrano lontanissimi (invece erano solo 15 mesi orsono) i tempi in cui l'ISIS avanzava in tutto l'Irak e sembrava dover costituire una seria minaccia all'autorità centrale di Bagdad; adesso non solamente l'organizzazione terroristica nata dagli ex-seguaci di Saddam Hussein é in ritirata su ogni fronte, schiacciata dalle forze combinate del Governo legittimo e delle milizie di mobilitazione popolare, ma, evidentemente a corto di fondi, ricorre a sistemi quantomeno 'bizzarri' per procurarsi contante.
E' quanto é successo a Hit, a oltre 150 Km dalla capitale, nella turbolenta provincia dell'Anbar, dove i residenti della cittadina si sono sentiti fare la seguente proposta: "Dateci 800 dollari a testa e vi lasceremo andare verso le zone controllate dalle truppe governative".

venerdì 6 marzo 2015

Seyyed Mahmoud Alavi dichiara: "Il nostro diplomatico in Yemen liberato senza ricompense ai terroristi, con spese minime!"

Dopo l'annuncio della liberazione (dopo oltre un anno e mezzo di sequestro) del diplomatico iraniano Noor Ahmad Nikbahkt nella comunità politica della Repubblica Islamica si é sviluppato un vivace dibattito sulle circostanze del suo rilascio. Posto che ogni corrente e fazione politica é felice e lieta della sua liberazione, alcune di esse hanno domandato se detta liberazione non sia stata ottenuta "ricompensando" i suoi rapitori, cosa che potrebbe incoraggiare una ripetizione dell'atto o spingere altri gruppi criminali ad azioni simili.

martedì 6 gennaio 2015

Sono liberi gli Egiziani Copti sequestrati avantieri in Libia!

Possiamo confermare con grande sollievo che i lavoratori egiziani di fede copta sequestrati tra sabato e domenica nella zona di Sirte; la rapida liberazione fa pensare a un sequestro non motivato politicamente (l'Egitto infatti sostiene il Governo legittimo esule a Tobruk contro le milizie islamiste molto potenti attorno a Sirte) né religiosamente (i Copti sono Cristiani d'Egitto) ma probabilmente effettuato da 'semplici' banditi.

Sciiti nigeriani celebrano la nascita del Profeta marciando con le bandiere di Hezbollah!

Abbiamo già parlato della diffusione dello sciismo in Nigeria e constatiamo che esso é sempre in espansione, cosa che ci conforta visto che esso, declinato nella versione rappresentata dalla Repubblica Islamica e dal movimento Hezbollah é un potente veicolo di riscossa e di affrancamento dei deboli e degli oppressi e nessuno ne ha più bisogno dell'Africa, specie in quei paesi, come proprio la Nigeria, che sono attaccati e destabilizzati dalle pedine imperialiste come Boko Haram, l'organizzazione takfira finanziata come al solito dall'Arabia Saudita e rispondente agli ordini della CIA e delle grandi compagnie occidentali del petrolio.

giovedì 13 marzo 2014

Fantastica testimonianza: anche in Nigeria si trovano sostenitori di Hezbollah, il movimento libanese sciita simbolo di riscatto!!

Questa fantastica immagine viene dalla Nigeria. La Nigeria é uno stato dell'Africa nera, ex-colonia inglese, che é ricca di depositi di petrolio e gas e ove, per evitare che questa ricchezza benefici la popolazione locale i servizi segreti imperialisti (CIA, MI6, Mossad...) hanno fomentato negli anni le più divisive e settarie campagne di violenza diffondendo il wahabismo takfiro tra le popolazioni del Nord musulmano e l'evangelismo protestante filosionista tra i Cristiani del Sud.

Questa foto ci dimostra che a fianco di questi messaggi di odio e ignoranza vi sono anche nigeriani che preferiscono seguire la parola del riscatto degli oppressi, della tolleranza e della convivenza civile che sono espresse da Hezbollah e dal suo attuale leader, il grandissimo Hassan Nasrallah.

Questi nigeriani simpatizzanti di Hezbollah inalberano anche la bandiera palestinese, in segno di solidarietà col popolo che più di tutti subisce le angherie dell'oppressione sionista. Siamo affascinati da come il messaggio di riscatto e rivincita dello sciismo militante sia capace di fare breccia tanto nel Mondo Arabo che in Africa, che in Sudamerica.

Hezbollah é ormai universalmente un simbolo di dignità e di affermazione dei propri Diritti.

sabato 2 novembre 2013

Due cittadini tedeschi rapiti in Libano, la richiesta di un riscatto in Euro fa pensare a un 'normale' crimine per lucro!

Due cittadini tedeschi sarebbero caduti in mano a una gang di sequestratori nella Vallata della Biq'a, secondo quanto riportato dall'agenzia ufficiale di Beirut NNA; il ratto sarebbe avvenuto tra Shlifa e Deir al-Ahmar.

Le vittime 'portate in località sconosciuta' dai loro catturatori, sarebbero comunque in buona salute; una telefonata fatta a un numero d'emergenza alcune ore dopo il rapimento avrebbe stabilito in seimila Euro la cifra chiesta per la loro liberazione.

La dinamica dell'evento e la richiesta di riscatto monetario fa pensare agli ufficiali della surete libanese di trovarsi di fronte un 'comune' rapimento a scopo di lucro, condotto da bande di criminali come quelle che prima dello scoppio della crisi siriana si dedicavano al contrabbando di narcotici.

Nonostante nella Biq'a in passato si siano avuti scontri tra takfiri mercenari e membri di Hezbollah, questo evento non sarebbe correlato agli eventi in corso nel vicino paese in guerra contro i terroristi.

sabato 23 febbraio 2013

Altri 'detenuti fantasma' nelle galere sionaziste? Una famiglia libanese, dopo 35 anni, spera ancora di riavere suo figlio!


Il recente scandalo legato alla misteriosa morte di Ben Zygier, ebreo australiano con doppio passaporto e già agente del commando omicida del Mossad che assasinò Mahmoud Mabhouh a Dubai, durante la sua detenzione illegale da parte del regime sionista, ha fatto riemergere l'attenzione internazionale riguardo diversi altri casi di presunti prigionieri trattenuti da Israele al di fuori di ogni cornice di legalità internazionale, come ben si addice a uno 'Stato Canaglia' che viola e ignora dozzine di risoluzioni ONU, mantiene un arsenale atomico illegale fuori da ogni controllo, pratica l'occupazione militare di territorio e l'omicidio internazionale e la minaccia militare come 'normali' strumenti della sua Politica Estera. Uno di questi casi sarebbe stato segnalato da un cittadino australiano di origine libanese, Jamal Skaf, il cui fratello Yahya, un tempo militante di un'organizzazione di Resistenza colegata all'OLP é stato dato per morto nel 1978 quando prese parte all'operazione armata di rappresaglia con cui le milizie filopalestinesi all'epoca operanti in Libano avevano deciso di vendicare l'assassinio del dirigente Kamal Adwan, ucciso da sicari sionisti a Beirut.
L'operazione, guidata dalla famosa guerrigliera Dalal Mughrabi, causò gravi danni e molte vittime al regime sionista e si é sempre considerato che al suo apice, non avendo apparente via d'uscita, i commando libanesi e palestinesi si siano dati la morte piuttosto che cadere vivi in mano agli israeliani, ma, nonostante questo, Jamal Skaf ha dichiarato di essere stato contattato da un sacerdote giudaico australiano che lo avrebbe informato della possibilità di ottenere la liberazione di Yahya, a suo dire detenuto segretamente in Israele, a fronte del pagamento di un 'riscatto' di 40 milioni di dollari.

Non avendo modo di procurarsi una simile somma non replicò alla richiesta del rabbino, ma raccontò la storia alla redazione di "Al-Akhbar" e, a seguito delle notizie emerse recentemente, ha deciso di chiedere nuovamente alle autorità libanesi di incaricarsi di accertare se sia possibile che Yahya sia effettivamente prigioniero in Israele, in quali condizioni, e se sia possibile ottenerne il rilascio. La famiglia Skaf ha sperato a ogni scambio di detenuti libanesi avvenuto negli ultimi 30 anni di ricevere notizie del suo congiunto, fino quasi ad abbandonare la speranza quando niente venne rivelato nemmeno dopo la restituzione a Israele dei cadaveri dei caduti dell'ultima guerra del 2006.

domenica 10 febbraio 2013

Teheran e tutto l'Iran celebrano con entusiasmo il 34esimo anniversario della Rivoluzione Islamica!

Sono giunte al culmine, nella capitale Teheran così come in tutto il paese, i dieci giorni di celebrazioni per il 34esimo anniversario della Rivoluzione Islamica, che diede completezza al movimento di protesta che contestava lo Shah Reza Palhevi, burattino asservito a Stati Uniti e Israele e che ha guidato l'Iran attraverso più di un trentennio di difficili sfide, tutte superate e vinte brillantemente.
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giovedì 8 novembre 2012

Hezbollah replica alle speciose accuse dei lacché di Al-Khalifa: "Nessuna nostra presenza in Bahrein!"

Una delle rozze maniere con cui i servitori dell'imperialismo americano e del sionismo internazionale cercano di rinsaldare l'influenza dei loro padroni nel Medio Oriente scosso dai fremiti del Risveglio Musulmano e dell'Emancipazione degli Oppressi attraverso la Resistenza é quella di 'settarizzare' i conflitti in maniera da frammentare il fronte del riscatto e destabilizzare i paesi in via di liberazione.

Nel Bahrein del macellaio Al-Khalifa, i cui stessi figli 'rampolli reali' prendono parte alle enormità inflitte ai militanti per la riforma e la Democrazia, questa tattica si esplica con l'accusa agli sciiti (maggioranza del paese) di agire per conto dell'Iran e la pretesa che il Movimento Hezbollah abbia organizzato esplosioni e attentati nel paese, in realtà opera degli stessi servizi segreti reali.

Ancora una volta, circa un anno dopo le prime accuse in merito, l'ufficio comunicazione di Hezbollah ha rilasciato una dichiarazione ufficiale per smentire ogni collegamento con gli eventi Bahreini, in cui pure si saluta il riscatto e la determinazione a raggiungere la Libertà e la Democrazia da parte di un popolo fin troppo martirizzato dai plutocrati petroliferi sunniti, leccapiedi di Washington e Tel Aviv.
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