L'ex-membro di Fatah Mohamed Dahlan, già 'Ras' di Gaza e "mister 40 per cento" (nel senso che i suoi sgherri facevano man bassa del 40 per cento di tutto quanto passava attraverso il varco di confine di Karni), espulso dal movimento di Abbas, complice degli assassini di Mahmoud Mabuh, accusato di malversazioni e omicidi, avrebbe ricevuto negli scorsi giorni la cittadinanza serba.
La cittadinanza di un altro paese gli sarà molto utile quando verrà raggiunto dalle conseguenze di qualche altro "pecadillo", come ad esempio l'avere infiltrato suoi seguaci a Gaza col compito di mettere in piedi organizzazioni 'integraliste', o magari altri, rivelati da suoi ex-collaboratori inseguiti da mandati di cattura.
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domenica 1 febbraio 2015
Il traditore di Gaza e dei Palestinesi, Mohamed Dahlan, si é "comprato" la cittadinanza serba!!
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lunedì 25 marzo 2013
Sorpresa! E' stato il 'suicida' "Prigioniero X" ad aiutare Hezbollah a 'fare fuori' due talpe del Mossad in Libano!
Una nuova, illuminante rivelazione sul caso del "Prigioniero X", ex-spia del Mossad poi arrestato dal suo vecchio 'datore di lavoro' e morto in carcere con un suicidio che definire 'sospetto' é un eufemismo, non solo avrebbe collaborato coi Servizi Segreti degli UAE svelando il sistema con cui lo squadrone della morte sionista avrebbe usato passaporti australiani (egli stesso era un cittadino di Canberra grazie alla 'doppia nazionalità' sionista) per entrare nel paese e uccidere il dirigente di Hamas Mahmoud al Mabouh.L'uomo infatti (al secolo Ben Zygier) avrebbe con le sue rivelazioni anche aiutato Hezbolla a indentificare con sicurezza due agenti venduti operanti in territorio libanese: Ziad al-Homsi e Mustafa ali Awadeh, che infatti sono già stati neutralizzati dalla Resistenza libanese in cooperazione con la sicurezza interna di Beirut.
domenica 17 marzo 2013
Ex-membri di Fatah e Anp sorvegliati in Egitto, si temono loro attentati contro rappresentanti di Hamas!
Secondo le rivelazioni di fonti anonime pervenute alle orecchie dei redattori dell'agenzia 'Quds Press' nel corso degli ultimi giorni diversi cittadini palestinesi già membri delle strutture di Fatah o che hanno ricoperto incarichi nella cosiddetta "Autorità Nazionale Palestinese" (che dal 2006 amministra illegalmente la Cisgiordania per conto degli occupanti del regime ebraico) sarebbero stati convocati dalle forze di sicurezza egiziane e i loro movimenti e incontri sottoposti a controlli estremamente intensi e accurati.
Sembra, infatti, che il controspionaggio del Cairo abbia motivo di credere che alcuni palestinesi già legati all'ala nazionalista dell'OLP ma che hanno perso la loro preminenza o i loro incarichi a causa dei rivolgimenti del fallito golpe anti-Hamas e della presa di controllo di Gaza da parte di quest'ultimo potrebbero (ora che rappresentanti del Movimento musulmano sono quasi 'di casa' nell'Egitto di Mursi dominato dall'Ikhwan) aver preparato attentati contro di loro.
Si calcola in circa 4000 il numero di ex-funzionari di Fatah e dell'Anp che, in seguito alla loro clamorosa sconfitta nella Striscia di Gaza dovettero fuggire precipitosamente nel regime di Mubarak, che li accolse a braccia aperte, tra essi molti uomini di Mohamed Dahlan, ex-capo della sicurezza preventiva di Gaza che si é già messo al servizio del Mossad fornendo supporto logistico allo "squadrone della morte" che a Dubai assassinò Mahmoud al-Mabouh.
Sembra, infatti, che il controspionaggio del Cairo abbia motivo di credere che alcuni palestinesi già legati all'ala nazionalista dell'OLP ma che hanno perso la loro preminenza o i loro incarichi a causa dei rivolgimenti del fallito golpe anti-Hamas e della presa di controllo di Gaza da parte di quest'ultimo potrebbero (ora che rappresentanti del Movimento musulmano sono quasi 'di casa' nell'Egitto di Mursi dominato dall'Ikhwan) aver preparato attentati contro di loro.
Si calcola in circa 4000 il numero di ex-funzionari di Fatah e dell'Anp che, in seguito alla loro clamorosa sconfitta nella Striscia di Gaza dovettero fuggire precipitosamente nel regime di Mubarak, che li accolse a braccia aperte, tra essi molti uomini di Mohamed Dahlan, ex-capo della sicurezza preventiva di Gaza che si é già messo al servizio del Mossad fornendo supporto logistico allo "squadrone della morte" che a Dubai assassinò Mahmoud al-Mabouh.
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martedì 19 febbraio 2013
Ramificazioni dell'affaire Ben Zygier portano verso i servizi segreti australiani...e a un visto di lavoro chiesto all'Italia...
Ancora sulla vicenda torbida di Ben Zygier, cittadino sionista con doppio passaporto australiano rapidamente passato dal rango di killer del 'Mossad' a sua vittima quando, rapito dagli UAE e rinchiuso segretamente in una prigione israeliana é stato quindi trovato morto impiccato nonostante la sua cella fosse dotata di tutti i più moderni sistemi di sorveglianza 'convenientemete' non in funzione al momento del suo decesso.Citando "fonti anonime" la ABC australiana ha dichiarato che a far scattare l'operazione di "estrazione" di Zygier dagli UAE non sarebbe stato il suo fermo da parte delle autorità degli Emirati, eventualità per la quale il killer di Mahmoud al-Mahbouh sarebbe anche stato preparato, ma piuttosto la sua loquacità nei confronti di rappresentanti dell'ASIO (i servizi segreti di Canberra) a cui avrebbe iniziato a raccontare dettagli di tutte le attività del Mossad di cui era al corrente, compresa una "maggiore operazione" programmata per il prossimo futuro in Italia.
E proprio verso l'Italia Zygier aveva esteso (con i suoi doppi documenti australiani, OVVIAMENTE) una richiesta di visto lavorativo. Quali altre rivelazioni riserverà questo dossier? E che cosa stava (o sta ancora!) tramando 'L'Istituto' di Tel Aviv nel nostro paese?
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sabato 16 febbraio 2013
"Prigioniero X": un cono di luce sui 'giochi sporchi' del Mossad! Ben Zygier era uno dei killer di Mabouh!
Un cittadino 'australiano' (col doppio passaporto sionista) rinchiuso per due anni in una prigione di Tel Aviv; un 'suicidio' più che sospetto e una 'connection' con la più sfacciata cospirazione assassina messa in piedi dal Mossad negli ultimi vent'anni; ce ne sarebbe abbastanza per scrivere uno spy-thriller di prim'ordine e, incidentalmente, per esporre Israhell come il regime brutale e autoritario che solo le "anime belle" alla Fabio Fazio (avido invitatore di sionisti canterini a Sanremo) e Roberto Saviano (stralunato 'guru anticamorra', che poi sostiene la mafia internazionale sionazista) si ostinano a non ammettere che sia.
L'australiano 'suicidato' nelle galere segrete di Netanyahu, infatti, aveva fatto parte, oltre ogni ragionevole dubbio, del 'Todesschwadron' dispacciato dal Mossad ad assassinare Mahmoud al-Mabouh, dirigente di Hamas, negli EAU, sfruttando il lavoro "preparatorio" compiuto dai collaboratori di Mohamed Dahlan, ex-cacicco di Fatah che aveva il dente avvelenato con Hamas per essere stato cacciato dal suo 'feudo' di Gaza.
Ben Zygier, questo il nome del 'Prigioniero X' era stato fermato e interrogato dai servizi segreti degli Emirati Arabi e, con le spalle al muro, aveva iniziato apparentemente a collaborare; subito alcuni suoi 'colleghi' del Mossad lo hanno rapito e trasportato in Israele, dove con molte poche cerimonie (e senza alcuna segnalazione alle autorità australiane) é stato buttato in cella, tenutoci due anni fino al suo 'suicidio'.
Questo si ottiene a farsi "spion" per conto del Moloch sionista; da un istante all'altro si può passare dalla schiera dei persecutori a quella dei perseguitati, dal novero degli assassini a quello degli assassinati! Meditate gente, meditate!
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mercoledì 6 aprile 2011
Esclusivo! Palaestina Felix mostra il volto del socio curdo di Mohammed Dahlan, contrabbandiere di armi israeliane a favore di Gheddafi!!
Abbiamo già evidenziato la notizia, riprendendola dalle pagine dell'algerino "Ech Chourouk", del traffico mafioso organizzato tra Israele e la roccaforte tripolitana del Colonnello Gheddafi, tramite il quale, grazie a una triangolazione con la Grecia facilitata dal Quisling palestinese Mohammed Dahlan (già capo delle milizie di Fatah a Gaza prima dell'espulsione di queste ultime per mano di Hamas) e da un curdo soprannominato ora Khaled Salam, ora Mohammed Rashid -i trafficanti hanno sempre molti nomi-, lo Stato ebraico rifornisce il dittatore tripolino delle armi e delle munizioni che servono a prolungare e rendere più sanguinosa e la guerra civile contro gli insorti cirenaici.
Che Israele, preoccupato per la caduta dei tiranni arabi Ben Ali e Mubarak, abbia deciso di sostenere con ogni mezzo Gheddafi non deve stupire "meglio il diavolo che si conosce di quello sconosciuto" e poi, dal 2003 in avanti, Gheddafi aveva fatto di tutto per rendersi ben voluto e utile all'Occidente imperialista (che 'ingrato' Sarkozy a non tenerne conto!). Dopo i mercenari neri delle milizie sudanesi e darfuriane sono quindi arrivate a Tripoli le armi 'Made in Israel', ovviamente pagate dagli 'aiuti per il terzo mondo' americani (poveri israeliani, opprimere e massacrare costa, e sappiamo quanto economo e parsimonioso sia il 'popolo eletto').
Adesso, grazie alle segnalazioni e alle testimonianze fotografiche che lettori e sostenitori ci inviano quasi ogni giorno (grazie ragazzi/e!) siamo addirittura in grado di mostrarvi il volto del misterioso socio curdo di Dahlan nel traffico portato avanti per conto di Tel Aviv: la foto mostra Mohammed Rashid/Khaled Salam all'estrema sinistra della foto, seduto alla destra di Mahmud Abbas. La foto indica come il curdo fosse coinvolto nelle attività di Fatah già ai tempi infami della resa ai diktat israeliani e delle trattative sottobanco per abbandonare Gerusalemme Est e negare il Diritto al Ritorno dei profughi. Quali altri livelli di Fatah sono coinvolti nel traffico pro-Gheddafi??
Ricordiamo che, mentre Hamas, Hezbollah e la Jihad islamica si sono tutte pronunciate a favore degli insorti e contro il Colonnello di Tripoli la cricca di Abu Mazen e complici vari é stata una delle poche voci arabe a levarsi in suo favore...tra questo e l'implicazione di Dahlan e del curdo ci sono abbastanza indizi per far scoppiare un nuovo "Fatahgate" sotto le poltrone dei panciuti cacicchi di Ramallah!
Che Israele, preoccupato per la caduta dei tiranni arabi Ben Ali e Mubarak, abbia deciso di sostenere con ogni mezzo Gheddafi non deve stupire "meglio il diavolo che si conosce di quello sconosciuto" e poi, dal 2003 in avanti, Gheddafi aveva fatto di tutto per rendersi ben voluto e utile all'Occidente imperialista (che 'ingrato' Sarkozy a non tenerne conto!). Dopo i mercenari neri delle milizie sudanesi e darfuriane sono quindi arrivate a Tripoli le armi 'Made in Israel', ovviamente pagate dagli 'aiuti per il terzo mondo' americani (poveri israeliani, opprimere e massacrare costa, e sappiamo quanto economo e parsimonioso sia il 'popolo eletto').
Adesso, grazie alle segnalazioni e alle testimonianze fotografiche che lettori e sostenitori ci inviano quasi ogni giorno (grazie ragazzi/e!) siamo addirittura in grado di mostrarvi il volto del misterioso socio curdo di Dahlan nel traffico portato avanti per conto di Tel Aviv: la foto mostra Mohammed Rashid/Khaled Salam all'estrema sinistra della foto, seduto alla destra di Mahmud Abbas. La foto indica come il curdo fosse coinvolto nelle attività di Fatah già ai tempi infami della resa ai diktat israeliani e delle trattative sottobanco per abbandonare Gerusalemme Est e negare il Diritto al Ritorno dei profughi. Quali altri livelli di Fatah sono coinvolti nel traffico pro-Gheddafi??
Ricordiamo che, mentre Hamas, Hezbollah e la Jihad islamica si sono tutte pronunciate a favore degli insorti e contro il Colonnello di Tripoli la cricca di Abu Mazen e complici vari é stata una delle poche voci arabe a levarsi in suo favore...tra questo e l'implicazione di Dahlan e del curdo ci sono abbastanza indizi per far scoppiare un nuovo "Fatahgate" sotto le poltrone dei panciuti cacicchi di Ramallah!
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lunedì 4 aprile 2011
Dopo i mercenari africani Gheddafi accetta da Israele anche carichi di armi, con Mohammed Dahlan intermediario!!
Riportiamo una notizia trovata sul quotidiano algerino "Ech-Chorouk" secondo la quale Mohammed Dahlan, famigerato 'quisling' palestinese già di Fatah, sarebbe coinvolto, insieme a un curdo iracheno, in un traffico di armi israeliane a favore del Colonnello Gheddafi; le armi verrebbero 'triangolate' a Tripoli tramite vascelli battenti bandiere di comodo che passerebbero da Israele alla Grecia e quindi consegnerebbero le armi nel Mediterraneo in punti d'incontro convenzionati.
Le informazioni in merito sarebbero state passate al quotidiano algerino dal dissidente libico Omar El-Khadraoui, il quale avrebbe identificato il socio curdo di Dahlan come Khaled Salam (mentre attualmente si farebbe chiamare Mohammed al-Rashid); costui accompagnerebbe personalmente le spedizioni, mentre Dahlan, in Cisgiordania, curerebbe i rapporti coi fornitori israeliani.
Ex-'capataz' di Fatah, responsabile della 'sicurezza' nella Striscia di Gaza, colpevole di embezzlement delle tariffe doganali del varco di Karni, cacciato dal suo feudo con il fallimento del Colpo di Stato voluto da Abbas, implicato (per vendetta) nell'omicidio a Dubai di Mahmoud el-Mabouh, quindi espulso da Fatah per complotto contro l'anziano Presidente 'de facto', Dahlan é sempre stato "più realista del re" quanto a servilismo e collaborazionismo con Israele, certamente sarebbe un'ottima pedina per continuare a rifornire il Colonnello di Tripoli di tutto quanto serve a contrastare l'insurrezione cirenaica.
Già la scorsa settimana i ribelli anti-Gheddafi avevano annunciato di aver catturato armi di provenienza israeliana durante i combattimenti intorno a Misratah, network televisivi rivali come Al-Jazeera e PressTV avevano ambedue ripreso la notizia. Gheddafi usa già mercenari africani reclutati fra le milizie create da Israele per destabilizzare e spartire il Sudan, spediti in Libia dalla compagnia Global CST, diretta dall'ex-Generale sionist Yisrael Ziv.
Le informazioni in merito sarebbero state passate al quotidiano algerino dal dissidente libico Omar El-Khadraoui, il quale avrebbe identificato il socio curdo di Dahlan come Khaled Salam (mentre attualmente si farebbe chiamare Mohammed al-Rashid); costui accompagnerebbe personalmente le spedizioni, mentre Dahlan, in Cisgiordania, curerebbe i rapporti coi fornitori israeliani.
| Mohammed Dahlan gradito ospite di generali israeliani assassini del suo popolo |
Già la scorsa settimana i ribelli anti-Gheddafi avevano annunciato di aver catturato armi di provenienza israeliana durante i combattimenti intorno a Misratah, network televisivi rivali come Al-Jazeera e PressTV avevano ambedue ripreso la notizia. Gheddafi usa già mercenari africani reclutati fra le milizie create da Israele per destabilizzare e spartire il Sudan, spediti in Libia dalla compagnia Global CST, diretta dall'ex-Generale sionist Yisrael Ziv.
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venerdì 28 gennaio 2011
Ex-membri delle Brigate Al-Aqsa giurano vendetta contro Fatah in nome di Hassan Madhoun!
L'Unità Nabil Masood, un gruppo scissionista delle "Brigate dei Martiri di Al-Aqsa", ha dichiarato in un recente comunicato che intende far pagare ai capi di Fatah che spadroneggiano sulla Cisgiordania la loro cooperazione nell'assassinio di Hassan al-Madhoun, membro della Resistenza di Gaza che rifiutava la politica di sottomissione agli israeliani e portava avanti la lotta con pochi compagni e il sostegno di alcuni membri dell'ala militare di Hamas.
| Abbas nei panni di un settler ebreo fondamentalista, visto da Carlos Latuff. |
"Riteniamo Nasr Youssef, Samir al-Mashharawi, Rasheed Abu Shbak e Mohamed Dahlan pienamente responsabili per l'uccisione di Madhoun e d'ora in poi non vi sarà rifugio o santuario per coloro che hanno preferito cospirare col nemico a danno del fratello e del compatriota". Il gruppo ha altresì dichiarato che il missile sionista che uccise Madhoun all'interno della sua auto insieme a un membro delle Brigate Al-Qassam venne richiamato sul bersaglio da un cellulare modificato all'uopo, donatogli da un miliziano di Fatah che era entrato a far parte della "polizia dell'Anp".
Le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa sono state pressoché sciolte da Fatah, che ne ha assorbito gli elementi più fedeli alla leadership di Abbas nella gendarmeria coloniale che controlla la Cisgiordania reprimendo la Resistenza e perseguitando i simpatizzanti e i membri di Hamas ivi residenti.
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