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venerdì 20 febbraio 2015

Il Presidente sudanese Bashir: "Da dove arrivano i soldi dell'ISIS??"

Omar Bashir, coraggioso leader sudanese infamato dalla sozza propaganda sionista di Hollywood, attaccato dai mercenari negri di Washington e di Tel Aviv, offeso dallo scempio inflitto all'integrità del suo paese con il 'referendum-farsa' che ha creato un poverissimo stato fallito laddove una volta esisteva una delle più floride province del più grande stato musulmano del mondo (per questo sionisti e americani hanno cercato di indebolirlo togliendogli acqua e petrolio), ha espresso ragionati e profondi giudizi sulla natura e gli obiettivi dei terroristi takfiri dell'ISIS, indicando chiaramente come simili organizzazioni non facciano altro che portare avanti interessi imperialisti, ovunque compaiano ed agiscano.

venerdì 19 aprile 2013

Mansour: "Il Libano sarà sempre a fianco dell'Iran nel sostenere il suo innegabile Diritto al nucleare civile!"

Che sia o non sia una "dichiarazione da fine mandato", quamdo, con l'Esecutivo a guida Tammam Salam già in corso di formazione sarebbe anche più che legittimo per il Ministro (adesso ad Interim) degli Esteri di Beirut Adnan Mansour "tirarsi fuori qualche sassolino dalla scarpa" pure l'affermazione da lui fatta nella giornata di oggi può essere molto importante per fare il punto sulle tendenze della politica interna libanese.

E le parole di Mansour, pronunciate durante un incontro con l'ambasciatore iraniano Roknabadi sono state esplicite nel rimarcare che, per quanto riguarda lui (e con ogni probabilità anche tutto il Movimento Amal) il sostegno all'Iran non é un "trend" di cui si intraveda a breve un riflusso o un arresto; il Libano, ha detto infatti il Ministro, rimarrà 'sempre e comunque' al fianco di Teheran nel sostenere il Diritto della Repubblica Islamica a dotarsi di un vasto e funzionale programma nucleare civile.

Del resto, come abbiamo sottolineato a più riprese su queste stesse pagine, la Repubblica Islamica ha dichiarato e riaffermato più volte la sua stretta osservanza dei termini del Trattato di Nonproliferazione Nucleare (al contrario del regime ebraico, stato canaglia, che si rifiuta di sottoscriverlo e possiede un arsenale di centinaia di testate atomiche illegali).

sabato 23 febbraio 2013

Altri 'detenuti fantasma' nelle galere sionaziste? Una famiglia libanese, dopo 35 anni, spera ancora di riavere suo figlio!


Il recente scandalo legato alla misteriosa morte di Ben Zygier, ebreo australiano con doppio passaporto e già agente del commando omicida del Mossad che assasinò Mahmoud Mabhouh a Dubai, durante la sua detenzione illegale da parte del regime sionista, ha fatto riemergere l'attenzione internazionale riguardo diversi altri casi di presunti prigionieri trattenuti da Israele al di fuori di ogni cornice di legalità internazionale, come ben si addice a uno 'Stato Canaglia' che viola e ignora dozzine di risoluzioni ONU, mantiene un arsenale atomico illegale fuori da ogni controllo, pratica l'occupazione militare di territorio e l'omicidio internazionale e la minaccia militare come 'normali' strumenti della sua Politica Estera. Uno di questi casi sarebbe stato segnalato da un cittadino australiano di origine libanese, Jamal Skaf, il cui fratello Yahya, un tempo militante di un'organizzazione di Resistenza colegata all'OLP é stato dato per morto nel 1978 quando prese parte all'operazione armata di rappresaglia con cui le milizie filopalestinesi all'epoca operanti in Libano avevano deciso di vendicare l'assassinio del dirigente Kamal Adwan, ucciso da sicari sionisti a Beirut.
L'operazione, guidata dalla famosa guerrigliera Dalal Mughrabi, causò gravi danni e molte vittime al regime sionista e si é sempre considerato che al suo apice, non avendo apparente via d'uscita, i commando libanesi e palestinesi si siano dati la morte piuttosto che cadere vivi in mano agli israeliani, ma, nonostante questo, Jamal Skaf ha dichiarato di essere stato contattato da un sacerdote giudaico australiano che lo avrebbe informato della possibilità di ottenere la liberazione di Yahya, a suo dire detenuto segretamente in Israele, a fronte del pagamento di un 'riscatto' di 40 milioni di dollari.

Non avendo modo di procurarsi una simile somma non replicò alla richiesta del rabbino, ma raccontò la storia alla redazione di "Al-Akhbar" e, a seguito delle notizie emerse recentemente, ha deciso di chiedere nuovamente alle autorità libanesi di incaricarsi di accertare se sia possibile che Yahya sia effettivamente prigioniero in Israele, in quali condizioni, e se sia possibile ottenerne il rilascio. La famiglia Skaf ha sperato a ogni scambio di detenuti libanesi avvenuto negli ultimi 30 anni di ricevere notizie del suo congiunto, fino quasi ad abbandonare la speranza quando niente venne rivelato nemmeno dopo la restituzione a Israele dei cadaveri dei caduti dell'ultima guerra del 2006.

giovedì 31 gennaio 2013

Imponente rappresaglia cibernetica dell'Esercito Elettronico Siriano contro siti-web dell'Occupazione sionista!!

 
I seguenti siti-web sionisti sono stati attaccati e 'hackerati' dall'Esercito Siriano Elettronico come rappresaglia per il  tentato attacco aereo contro Jamraya, atto proditorio di pirateria internazionale con cui il regime ebraico di occupazione della Palestina si conferma come il principale "Stato Canaglia" della regione, sempre pronto a usare la violenza a tradimento contro i suoi vicini.

http://tiratyehuda.org.il
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domenica 25 novembre 2012

Il Segretario Generale ONU annaspa nell'imbarazzo per la cancellazione pro-israele del simposio sulle armi nucleari in Medio Oriente!

Che l'ONU non abbia alcun potere e nessun senso di esistere fino a quando a poche nazioni (perlopiù schierate con gli interessi arroganti ed imperialisti di Washington e Tel Aviv) sarà permesso di avere più preso rispetto agli altri nove decimi di paesi aderenti é una realtà che chiunque non sia uno sciocco, un ingenuo o un ipocrita conosce benissimo.

Pure, siamo certi che a chi si trovi seduto sullo scranno più alto di quel colossale "ente inutile" con sede a New York non faccia molto piacere doverlo ammettere pubblicamente, capiamo quindi, a un certo livello, l'imbarazzo e lo sconforto che ha provato ieri il coreano Ban ki-Moon quando ha dovuto commentare la cancellazione (voluta da Usa e Inghilterra) del meeting finlandese sulle armi nucleari in Medio Oriente, previsto per il dicembre 2012.

 Il Segretario Generale del Palazzo di Vetro ha cercato di glissare il più elegantemente possibile sul "perché" il meeting sia stato improvvisamente e brutalmente annullato a meno di venti giorni dalla sua celebrazione (quando, ne siamo certi, tutta la parte organizzativa con relativi costi e pesi sul bilancio ONU del 2012 era stata ovviamente e naturalmente assolta) augurandosi che "una simile riunione possa tenersi al più presto nel corso del 2013".

Nel corso del meeting, ovviamente, Israele sarebbe stato messo sotto accusa per la sua pervicace ostinazione nel non firmare il Trattato di Nonproliferazione Nucleare e per mantenere un arsenale di almeno 400 testate nucleari al di fuori di qualunque controllo e monitoraggio internazionale.
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sabato 24 novembre 2012

Vergognoso! Stati Uniti e Inghilterra sabotano gli sforzi internazionali per la conferenza di Helsinki sulle armi atomiche in Medio Oriente!

Poco più di un anno fa avevamo segnalato con piacere la notizia della preparazione di una conferenza internazionale (il cui svolgimento era stato annunciato per questo prossimo dicembre nella capitale finlandese) sul problema della proliferazione nucleare in Medio Oriente, problema che, come sappia chiunque non sia vissuto in un barattolo per gli ultimi quarant'anni, inizia e termina con il regime ebraico di occupazione della Palestina.

Registriamo oggi con delusione e sdegno la notizia che, grazie al pernicioso attivismo della ricchissima e potentissima 'Lobby a Sei Punte' Usa e Inghilterra sono riuscite a sabotare e fare annullare il programmato simposio, citando nebulose scusanti riguardo "Le attuali tensioni in Medio Oriente" (frutto dell'avventurismo militare del regime sionista) e il fatto che "Israele sarebbe messo nel mirino da una simile conferenza" (Ovviamente! Essendo L'UNICO PAESE DELL'AREA a rifiutarsi di firmare il Trattato di Nonproliferazione Nucleare e a mantenere un arsenale atomico "pirata"!).

Ancora una volta viene dimostrato l'assuno che non potrà esistere pace e stabilità in Medio Oriente fino a quando la lobby filosionista internazionale (che mobilita per i suoi fini le potenze capofila dell'arroganza imperialista globale) non verrà messa definitivamente in condizione di non nuocere.
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giovedì 30 agosto 2012

Doppio scacco per il regime sionista: la IAEA approva mozione contro le sue atomiche e Ban Ki-Moon vola in Iran!

Mentre in Iran é in pieno svolgimento il sedicesimo vertice dei Paesi Non-allineati, grande successo diplomatico internazionale per la Repubblica Islamica, un altro consesso internazionale ha preso una decisione le cui conseguenze sono potenzialmente disastrose per il regime dell'apartheid sionista e per la sopravvivenza del sistema di 'doppi standard' su cui finora si é basata la sua sopravvivenza politica e strategica.
L'Agenzia Atomica Internazionale (IAEA) su suggerimento di diciassette paesi membri ha infatti approvato una bozza di documento che raccomanda l'adozione di 'stringenti misure' per rendere il Medio Oriente una zona priva di armamenti nucleari; ovviamente questo obiettivo si potrebbe realizzare solamente attraverso l'eliminazione dell'illegale arsenale atomico sionista, completamente non dichiarato e tenuto nascosto per anni fino alla coraggiosa opera di denuncia del tecnico Mordechai Vanunu.
L'iniziativa é stata accolta con alte urla e strepiti dai sionisti, che hanno avuto ulteriore motivo di digrignare i denti e lamentarsi quando hanno avuto conferma che il Segretario Generale dell'ONU Ban Ki-Moon era atterrato a Teheran per prendere parte come ospite di riguardo al vertice dei Non-Allineati, assise di cui l'Iran ha appena assunto la presidenza per un periodo di tre anni.
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giovedì 7 giugno 2012

Benji Netanyahu "furioso" con le cancellerie occidentali: "Le vostre sanzioni non hanno arrestato i progressi nucleari iraniani di un solo millimetro!"

Il Premier sionista Benji Netanyahu, supposto 'capo' del Governo di Estrema Destra che sta conducendo il regime ebraico di occupazione della Palestina sempre più sull'orlo del precipizio sarebbe furioso per la mancanza di 'risultati' delle inique e illegali sanzioni decretate da alcuni stati contro l'Iran.
Testata del cialtroname filoamericano e filosionista, "Bild" ha solo da poco smesso di pubblicare foto di donne nude in copertina, qui l'ultima pagina di quel tipo permette di farci un'idea di che straccio stiamo parlando...
"Il programma atomico iraniano non é stato arrestato e nemmeno rallentato di un millimetro nonostante tutte le pressioni, le minacce e le sanzioni che sono state applicate: niente!" ha detto il bilioso Benji Netanyahu in una intervista rilasciata martedì scorso al tabloid scandalistico filosionista 'Bild' (una pubblicazione talmente corriva e volgare che solo pochi mesi fa ha smesso di mettere donne nude in copertina, fino ad oggi un 'classico' del rotocalco tedesco) per poi continuare "I negoziati si sono limitati a chiedere all'Iran di cessare l'arricchimento dell'uranio oltre la soglia del 20 per cento e anche quella richiesta é caduta nel vuoto".

"I negoziati devono servire a imporre richieste inequivocabili all'Iran, non a trattare con esso", ha quindi proseguito lo gnomo di Tel Aviv, dimostrando definitivamente di non avere la benché minima idea di che cosa sia un 'negoziato'; del resto, basta vedere come lui ha condotto i suoi 'negoziati' con Fatah per rendersi conto che a Netanyahoo-landia 'negoziato' indica un processo dove la parte più forte offende e tiranneggia la parte più debole senza alcun rispetto per la legalità o la parola data, un significato ben diverso da quello comunemente accettato nel mondo civile.

Israele, come tutti sanno, é lo stato-canaglia che possiede oltre 200 armi nucleari pronte all'uso e che ha perseguitato il tecnico nucleare (Mordechai Vanunu) che in preda a crisi di coscienza ha rivelato al mondo la loro esistenza, eppure questo stato, che si rifiuta di permettere il monitoraggio e l'ispezione dei suoi siti nucleari e dei suoi arsenali, pretenderebbe che il mondo si incaricasse di minacciare o attaccare uno Stato (la Repubblica Islamica Iraniana) che non solo permette regolari visite ai suoi impianti, ma che é regolarmente firmataria dell'NNPT.
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martedì 28 febbraio 2012

Sono sessantotto gli ex-operai del reattore nucleare sionista malati di cancro!


Sessantotto ex-lavoratori della centrale nucleare "pirata" di Dimona, fucina atomica da cui il regime ebraico ha tratto il plutonio per il suo arsenale nucleare illegale, sono malati di cancro a causa della scadente qualità delle misure di sicurezza e hanno fatto causa al Governo chedendo un risarcimento di oltre 120 milioni di Shekel (poco meno di trenta milioni di Euro).

Un'ultima pattuglia di 24 pazienti, la cui malattia é stata diagnosticata recentemente, si é unita alla parte civile proprio questo lunedì, portando appunto a sessantotto il numero dei casi finora riscontrati. Il reattore nucleare di Dimona é un vecchio modello ricevuto dalla Francia durante gli anni cinquanta, assolutamente non al livello di sicurezza riscontrabile negli impianti di terza generazione.

Responsabili della centrale nucleare hanno contrastato le richieste degli ex-dipendenti, asserendo che i livelli di radiazione cui possono essere esposti i lavoratori della centrale non sono sufficienti a causare malattie. Il numero dei casi riscontrati, tuttavia, é molto superiore alla media statistica. Inoltre, nella zona attorno alla centrale, le mutazioni nella flora e nella fauna sono ben note, così come casi di sterilità e cancro nelle comunità più prossime al reattore.
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martedì 27 dicembre 2011

Ci sono le prove! Israele iniziò il suo programma nucleare "pirata" grazie a uranio rubato agli Usa da un traditore


Va a farsi benedire un altro mito dell'Hasbara. Per decenni i tromboni filosionisti ci hanno raccontato la favola di "Israele potenza nucleare grazie al genio ebraico", del piccolo stato sionista che dal reattore sperimentale di Dimona (dono della Quarta Repubblica francese) riusciva a tirar fuori dozzine di bombe atomiche e bombe all'idrogeno grazie al 'genio scientifico' dei suoi tecnici ed ingegneri. Persino, questi corifei del sionismo che infettano e appestano i mezzi di comunicazione, facevano del vero e proprio razzismo sostenendo che "la mente ebraica" era "particolarmente incline all'ingegneria nucleare, che si basava sulla fisica quantistica scoperta appunto dall'Ebreo Einstein".

Ebbene, come al solito quando prende la parola la macchina dell'Hasbara...tutte palle! Israhell, l'infernale regime dell'apartheid é riuscito a costruire la sua fucina nucleare solo partendo da spedizioni di uranio arricchito rubate negli Usa dal dirigente Zalman Shapiro, che lavorava come supervisore presso la NUMEC di Apollo, (Pennsylvania) e che riuscì, con l'aiuto di alcuni agenti del Mossad a portarne via ben 269 chili!

I quattro 'ladroni nucleari' del Mossad erano Rafi Eitan, Avraham Ben-Dor, Ephraim Biegun ed Avraham Hermoni. Documenti dell'FBI e della CIA recentemente pubblicati confermano il furto da parte israeliana e segnalano anche come, una volta emerse le responsabilità di Tel Aviv la lobby ebraica americana, già potentissima, abbia fatto il diavolo a quattro non solo per insabbiare (finora) la storia, ma persino per evitare che la NUMEC subisse sanzioni per quanto accaduto.

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giovedì 22 dicembre 2011

L'Iran pungola l'OIC a presentare reclamo ufficiale presso gli USA per la missione-spia del drone intercettato e catturato da Teheran!


In un incontro col Segretario Generale dell'Organizzazione per la Cooperazione Islamica Ekmeleddin Ihsanoglu l'inviato iraniano al consesso internazionale, Hamid Reza Dehqani, ha ripetuto l'invito affinché esso di esprima "in ternini inequivoci" sul 'caso' del drone 'stealth' intercettato e catturato dalla difesa aerea elettronica di Teheran, in quanto "grossolana violazione della legge internazionale e dell'integrità territorale della Repubblica Islamica".

Ihsanoglu ha ricordato che, già in passato, l'OIC abbia sempre sostenuto le giuste rivendicazioni iraniane, per esempio nel caso della ipocrita e menzognera querelle sulle sue attività nucleari civili, che alcune potenze arroganti (tra cui l'unico stato mediorientale non firmatario del TNP) vorrebbero gabellare come 'minaccia atomica'.

L'Iran ha già rilasciato un reclamo ufficiale presso l'ONU riguardante la richiesta di "Chiare ed efficaci misure per porre fine a questi atti illegali e pericolosi, che rischiano, se ripetuti anche in futuro, di destabilizzare una regione già provata dall'occupazione NATO dell'Afghanistan e dalle operazioni militari americane in Pachistan, che hanno causato la morte di migliaia e migliaia di civili innocenti".

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giovedì 8 dicembre 2011

L'ONU passa due risoluzioni contro il nucleare sionista: "Tel Aviv fonte di instabilità e minaccia per tutto il Medio Oriente!"


Il Ministero degli Esteri egiziano ha confermato che l'Assemblea Generale dell'ONU ha deciso di adottare come proprie due risoluzioni proposte proprio dagli inviati del Cairo che pongono sotto l'attenzione dell'ONU riguardo alla minaccia nucleare in Medio Oriente l'unico Stato sicuramente in possesso di tecnologie atomiche belliche: il regime razzista ebraico. Senza l'arsenale di distruzione israeliano, infatti, nessuno Stato della regione sentirebbe il bisogno o il desiderio di dotarsi a sua volta di un deterrente atomico e la pace e la stabilità sarebbero grandemente migliorate in tutto lo scacchiere.

In un comunicato stampa rilasciato dal portavoce ufficiale del Dicastero, Amir Rashidie, si afferma che la prima risoluzione accettata, con l'unanimità dei delegati, richiede alle parti in causa di prendere urgenti misure concrete per stabilire una volta per tutte un Medio Oriente "nuke free", chiedendo altresì ai paesi che non sono firmatari del TNP (cioé al regime ebraico) di aderirvi e aprire le porte dei loro impianti agli ispettori dell'IAEA, arrestare lo sviluppo di tecnologie belliche e cessare le attività che possano esfiltrare il know-how per il nucleare militare.

La seconda risoluzione, approvata a maggioranza schiacciante, con opposizione di Usa e pochi altri paesi filosionisti (Canada, Australia) mette in guardia contro i pericoli della proliferazione nucleare come risposta alla minaccia atomica sionista, stabilendo un collegamento esplicito e diretto tra le oltre 200 bombe atomiche di Tel Aviv e il rischio di una "corsa alla bomba" in Medio Oriente, sottolineato e reso attuale da dichiarazioni in libertà come quelle del Principe saudita Al-Faisal che solo poche ore fa ha dichiarato l'intenzione di Riyadh di perseguire l'opzione atomica.

Israele é stato anche accusato di aver contrabbandato materiale fissile di grado militare da una ditta della Pennsilvania, la "Numec", durante gli anni '50 e '60; l'operazione, condotta da agenti del Mossad aiutati da elementi ebraici americani sarebbe stata necessaria per fornire a Tel Aviv le basi essenziali di un programma atomico nucleare che il reattore per uso civile venduto dai francesi e installato originariamente a Dimona non era in grado di fornire. L'accusa é stata sostenuta da un ex-Commissario della NRC, la "Nuclear Regulatory Commission" del Governo Usa che ha confermato come i tipi di isotopo radioattivo rilevati dalla CIA fuori Dimona siano "esattamente identici" a quelli dell'impianto Numec della Portsmouth Diffusion Plant nell'Ohio, struttura da quale gli agenti sionisti avrebbero effettuato il contrabbando.
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martedì 1 novembre 2011

L'ONU, su invito dell'Iran, adotta una risoluzione per il disarmo nucleare in Medio Oriente, nonostante i sabotaggi USraeliani!


Nuovo smacco diplomatico internazionale per Usa, Israele e lobby sioniste annesse e connesse; nella giornata di ieri il Primo Comitato dell'Assemblea Generale ONU ha adottato una risoluzione per il disarmo nucleare in Medio Oriente proposta dall'Iran, nonostante che il regime sionista (unico stato mediorientale a possedere armi di distruzione nucleari e a rifiutare di sottoporre i propri impianti a ispezioni internazionali) abbia cercato in tutti i modi di silurarla, anche facendo pressioni sugli Usa tramite la sua pervasiva e invadente "lobby sionista".
Negli anni '70 Israele non solo ha prodotto armi atomiche, ma ha anche venduto la tecnologia per fare lo stesso al Sudafrica dell'Apartheid!
Secondo quanto riportato dall'agenzia stampa ufficiale della Repubblica Islamica IRNA la risoluzione, passata con oltre cento voti a favore contro l'opposizione di Israele, Usa e pochi altri stati di secondo piano, non fa che reiterare gli inviti delle ultime tre conferenze di revisione del TNP, il Trattato di Nonproliferazione nucleare che il regime ebraico si é sempre rifiutato di sottoscrivere, anche quando il tecnico nucleare obiettore di coscienza Mordechai Vanunu rivelò al mondo, negli anni '80, che Tel Aviv disponeva di "almeno" 200 testate nucleari.

La bozza propone che "Gli Stati mediorientali attualmente fuori dal Tnp -cioé Israele- vengano spinti da appositi incentivi a sottoscriverlo e a rispettarlo", in modo da iniziare a costruire la prospettiva di una regione finalmente libera da ambiguità e minacce atomiche. L'Iran ha anche proposto una bozza di risoluzione sul controllo dello sviluppo di tecnologie missilistiche, che verrà dibattuta e discussa nel corso della prossima sessioone del Comitato.
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domenica 16 ottobre 2011

Conferenza internazionale l'anno venturo in Finlandia, per mettere al bando le armi atomiche israeliane!


Nel corso del 2012 si terrà in Finlandia, sotto gli auspici del veterano della diplomazia internazionale Jaakko Laajava, attualmente Sottosegretario di Stato per il Ministero degli Esteri un simposio per il bando totale delle armi nucleari in Medio Oriente e la creazione di una 'zona franca' da simili ordigni; il meeting sarà sponsorizzato e sostenuto dall'ONU.

Ovviamente, come tutti sanno, esiste soltanto un'entità attualmente provvista di bombe atomiche e di programma nucleare militare in Medio Oriente, cioé il regime dell'Apartheid ebraico; una volta eliminato il suo arsenale di distruzione di massa l'obiettivo di un Medio Oriente "nuke-free" sarà raggiunto. L'occupazione sionista, inoltre, non é nemmeno firmataria del Trattato di Non Proliferazione, quindi il suo sito nucleare di Dimona (su cui lanciò l'allarme nel 1986 il tecnico obiettore di coscienza Mordechai Vanunu, rapito, incarcerato e tuttora perseguitato da Tel Aviv) non viene sottoposto ad alcuna ispezione internazionale (come invece accade agli impianti civili iraniani, monitorati dall'IAEA).

Il simposio finlandese realizzerà l'impegno preso nel maggio del 2010 dai 189 paesi aderenti al TNP, per un simile eventi, ispirato a sua volta dalla proposta avanzata nel 1995 di costringere il regime ebraico a distruggere le proprie armi nucleari realizzando così la "zona franca mediorientale". Già si sono levati borborigmi dalla Casa Bianca, i cui rappresentanti sono totalmente manipolati dalla "lobby a sei punte", che ha espresso 'il timore che la conferenza possa venire utilizzata per criticare Israele'. Questo fa paura a Washington! Non che uno Stato-canaglia che ha invaso, aggredito, bombardato ogni nazione confinante, diverse non-confinanti e organizzato omicidi e atti di terrorismo in tutto il mondo abbia a disposizione "almeno" duecento testate atomiche!
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martedì 7 giugno 2011

Il Mondo deve mettere fine alla sanguinosa arroganza di Israele, regime fuori da ogni legalità internazionale, il solo vero "rogue state" al mondo!


"La Comunità internazionale manca della volontà politica per far rispettare allo Stato fuorilegge sionista le più basilari norme di Diritto internazionale, figuriamoci quante possibilità ci siano che essa si mobiliti a sostegno della lotta palestinese contro l'occupazione illegale". Questo, a grandi linee, é il riassunto delle considerazioni degli esperti interrogati dall'emittente iraniana in lingua inglese PressTV all'indomani della nuova strage perpetrata dai militari dello Stato ebraico contro i profughi palestinesi che dimostravano al confine tra Siria e Israele in occasione del 'Yawm al-Naksa'.

Munir Nuseibah, studioso di Diritto internazionale di Londra ha dichiarato: "Non si vedono segnali o indicazioni che alcuno Stato o gruppo di Stati voglia intraprendere un'azione coerente per implementare le decisioni e le risoluzioni ONU in merito alla Questione palestinese, che comprenderebbero l'obbligo israeliano al ritiro dai territori occupati nel 1967 e il Ritorno dei rifugiati del 1948, del 1967 e dei loro discendenti".

"Non vi é ambiguità nelle risoluzioni internazionali: nel 2004 la Corte di Giustizia Internazionale dichiarò che il Muro dell'Apartheid costruito da Israele su terra palestinese era illegale e andava demolito e che a tale obiettivo si sarebbero dovuti mobilitare tutti gli Stati firmatari della Quarta Convenzione di Ginevra, ma questo non é successo".
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