Ci siamo già occupati a lungo in articoli precedenti della vicenda umana di George Abdallah, coraggioso combattente della Resistenza Libanese imprigionato in Francia per avere preso le armi contro coloro che negli anni '80 per pura prepotenza hanno invaso e semidistrutto il suo paese (quanti sionisti sono in carcere per i crimini contro il Libano? Quanti americani per averli coperti e spalleggiati??).
Adesso, dopo avere rinviato e rimandato la scarcerazione di Abdallah, il quale attraverso i suoi legali aveva peraltro annunciato, una volta libero, di volersi ritirare a vita privata, il Governo di Parigi, toccando un abisso di bassezza morale che nemmeno durante la presidenza del sionista Sarkozy era riuscito a raggiungere ha dichiarato di volerlo tenere in prigione, contraddicendo la promessa fatta nel corso del 2012.
Ovviamente dietro questo inaccettabile 'dietrofront' morale ci sono le pressioni della potentissima lobby ebraica francese che si é mobilitata come un sol uomo per tenere in detenzione un uomo che ha la stessa statura morale di Jean Moulin e altri martiri della Resistenza francese al Nazismo. In Libano (pur travagliato dalla Crisi di Governo e dalla prospettiva delle incombenti elezioni politiche) il fronte di solidarietà verso Abdallah ha annunciato una ripresa delle manifestazioni anti-francesi.
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sabato 6 aprile 2013
Senza vergogna! I vermi dell'Eliseo si rimangiano la parola data su pressioni sioniste, vogliono tenere George Abdallah in carcere!!
martedì 29 gennaio 2013
Il vigliacco Hollande vuole imporre clausole per liberare George Abdallah: "Nessuna trattativa con gli ipocriti di Parigi!"
Nel nuovo vergognoso capitolo dell'affaire George Abdallah, che va tutto a disdoro e discredito della parte francese, il Governo di Parigi, tuttora impegnato a bombardare e massacrare la popolazione del Mali e a fomentare e sostenere i massacratori mercenari e terroristi wahabiti in Siria, vorrebbe imporre 'condizioni aggiuntive' per la liberazione del prigioniero politico in carcere da quasi trent'anni.
Vigliaccamente, le condizioni riguarderebbero il trasferimento e rientro in patria di Abdallah che dovrebbe avvenire "nascostamente", "di notte", senza permettere alcuna 'manifestazione pubblica e/o politica' a celebrarne la libertà; il permesso di riceverlo sarebbe accordato solo ai parenti e soltanto a quelli più stretti. Le vergognose richieste dimostrano come all'Eliseo il napoleonino Hollande si é reso conto che George Abdallah é diventato un simbolo e che il suo esempio sicuramente spronerà all'azione molti epigoni e imitatori, da qui il desiderio di liberarlo "in segreto".
Ma, come ha già indicato eloquentemente Pierre Abisaab di Al-Akhbar, Abdallah é un EROE e chi lo ha tenuto in catene per tre decenni non ha ALCUN DIRITTO di imporre queste clausole alla sua famiglia, ai suoi amici, ai suoi ammiratori e sostenitori, che hanno OGNI DIRITTO di festeggiarlo e salutarlo come l'esempio che ha saputo diventare con le sue azioni, il suo coraggio, la sua abnegazione.
Pochi giorni fa Abdallah era dimenticato in un angolo della Storia e se fosse stato liberato avrebbe avuto attorno familiari e pochi amici incanutiti, adesso centinaia di giovani libanesi assediano da presso le sedi diplomatiche e culturali francesi e migliaia sono pronti a scendere in piazza per applaudirlo. Bel "coup de boomerang", M.sieur Hollande!
Vigliaccamente, le condizioni riguarderebbero il trasferimento e rientro in patria di Abdallah che dovrebbe avvenire "nascostamente", "di notte", senza permettere alcuna 'manifestazione pubblica e/o politica' a celebrarne la libertà; il permesso di riceverlo sarebbe accordato solo ai parenti e soltanto a quelli più stretti. Le vergognose richieste dimostrano come all'Eliseo il napoleonino Hollande si é reso conto che George Abdallah é diventato un simbolo e che il suo esempio sicuramente spronerà all'azione molti epigoni e imitatori, da qui il desiderio di liberarlo "in segreto".
Ma, come ha già indicato eloquentemente Pierre Abisaab di Al-Akhbar, Abdallah é un EROE e chi lo ha tenuto in catene per tre decenni non ha ALCUN DIRITTO di imporre queste clausole alla sua famiglia, ai suoi amici, ai suoi ammiratori e sostenitori, che hanno OGNI DIRITTO di festeggiarlo e salutarlo come l'esempio che ha saputo diventare con le sue azioni, il suo coraggio, la sua abnegazione.
Pochi giorni fa Abdallah era dimenticato in un angolo della Storia e se fosse stato liberato avrebbe avuto attorno familiari e pochi amici incanutiti, adesso centinaia di giovani libanesi assediano da presso le sedi diplomatiche e culturali francesi e migliaia sono pronti a scendere in piazza per applaudirlo. Bel "coup de boomerang", M.sieur Hollande!
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lunedì 21 gennaio 2013
Nuove proteste contro l'ambasciata francese! Sostenitori di George Abdallah "offrono" ancora uova e pomodori alla delegazione diplomatica!
Nel mondo arabo, nel mondo musulmano, in Africa e in Medio Oriente sarebbe difficile trovare oggi paese più impopolare della Francia: con le sue improvvide avventure in Mali e Somalia e con il rifiuto ipocrita di confermare l'ordine di scarcerazione del prigioniero politico George Abdallah il Presidente 'socialista' Hollande si é inimicato gli oppressi della Terra come il 'galletto' napoleonico Sarkozy non era mai riuscito a fare!
Nel corso del passato week-end, per la seconda volta la rappresentanza diplomatica di Parigi in Libano é stata assediata da centinaia di manifestanti, tra loro familiari, parenti e compagni di militanza politica di George Abdallah, che hanno denunciato l'ipocrisia francese nel trattenere il loro congiunto in carcere nonostante il tribunale ne avesse istruito la liberazione. Di nuovo finestre e mura della legazione sono state 'decorate' da uova e pomodori.
Non si sono riscontrate violenze di sorta, e i manifestanti, fra cui erano numerosi anche aderenti di Hezbollah, del Partito Comunista Libanese e degli Al-Morabitoun (Nazionalisti Nasseriti), hanno promesso di ampliare a intensificare il ritmo e la profondità delle loro iniziative anti-francesi fino al rilascio di Abdallah.
Nel corso del passato week-end, per la seconda volta la rappresentanza diplomatica di Parigi in Libano é stata assediata da centinaia di manifestanti, tra loro familiari, parenti e compagni di militanza politica di George Abdallah, che hanno denunciato l'ipocrisia francese nel trattenere il loro congiunto in carcere nonostante il tribunale ne avesse istruito la liberazione. Di nuovo finestre e mura della legazione sono state 'decorate' da uova e pomodori.
Non si sono riscontrate violenze di sorta, e i manifestanti, fra cui erano numerosi anche aderenti di Hezbollah, del Partito Comunista Libanese e degli Al-Morabitoun (Nazionalisti Nasseriti), hanno promesso di ampliare a intensificare il ritmo e la profondità delle loro iniziative anti-francesi fino al rilascio di Abdallah.
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domenica 13 gennaio 2013
Pierre Abisaab dichiara: "George Abdallah é un EROE del Libano e come tale va salutato e accolto al suo ritorno in patria!"
Come abbiamo precedentemente annunciato il prigioniero politico libanese George Ibrahim Abdullah, da quasi 30 anni in carcere in Francia, sta per essere liberato e adesso é chiarito anche quando rientrerà effettivamente a Beirut: il suo arrivo é atteso per la serata di domani, lunedì 14 gennaio.
In un editoriale di rara intesità il vicedirettore del quotidiano Al-Akhbar Pierre Abisaab segnala come sia non soltanto opportuno ma anche doveroso che esponenti istituzionali libanesi, slegati da qualunque logica partitica o settaria, siano presenti al suo rientro, per tributare "il giusto riconoscimento a un EROE che appartiene alla stessa categoria di Missak Manouchian e di Jean Moulin (figure-simbolo della Resistenza francese antinazista).
Abisaab indica Abdallah come un esempio di abnegazione, di coraggio, di volontà, di fronte al sopruso della forza cieca che vuole sostituire il Diritto (come nel 1982 la forza cieca di Israele e degli Usa stritolò il piccolo Libano sotto i cingoli dei suoi carri armati e le cannonate e le bombe delle sue corazzate e dei suoi jet) di far valere la Volontà dei popoli di non sottomettersi e di far pagare agli arroganti il prezzo massimo possibile per la loro crudele presunzione.
Non possiamo non dargli ragione su tutta la linea.
In un editoriale di rara intesità il vicedirettore del quotidiano Al-Akhbar Pierre Abisaab segnala come sia non soltanto opportuno ma anche doveroso che esponenti istituzionali libanesi, slegati da qualunque logica partitica o settaria, siano presenti al suo rientro, per tributare "il giusto riconoscimento a un EROE che appartiene alla stessa categoria di Missak Manouchian e di Jean Moulin (figure-simbolo della Resistenza francese antinazista).
Abisaab indica Abdallah come un esempio di abnegazione, di coraggio, di volontà, di fronte al sopruso della forza cieca che vuole sostituire il Diritto (come nel 1982 la forza cieca di Israele e degli Usa stritolò il piccolo Libano sotto i cingoli dei suoi carri armati e le cannonate e le bombe delle sue corazzate e dei suoi jet) di far valere la Volontà dei popoli di non sottomettersi e di far pagare agli arroganti il prezzo massimo possibile per la loro crudele presunzione.
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venerdì 11 gennaio 2013
Il Libanese George Ibrahim Abdallah verrà presto liberato dalle prigioni francesi dove ha speso quasi ventinove anni!
Il prigioniero politico libanese George Ibrahim Abdallah, catturato in Francia nel 1984 e condannato al carcere a vita per le sue attività di Resistenza contro l'Imperialismo americano e occidentale e contro l'occupazione sionista della Palestina verrà presto liberato dal carcere e sarà libero di tornare a vivere nella sua patria.
Abdallah, affiliato dapprima al Fronte Popolare di Liberazione della Palestina e in seguito a formazioni staccatesi da esso per scissione, come l'Organizzazione Abu Nidal e le LARF, nel 1982, mentre la sua patria era invasa e devastata dalle colonne corazzate sionaziste del macellaio Ariel Sharon colpì e abbatté in Francia il rappresentante del regime ebraico Yacob Simantov e il Colonnello statunitense Charles Ray.
Per questi atti, risposta giustificata all'invasione sionista compiuta col complice sostegno Usa, la Francia serva di Sion si é arrogata il diritto di tenerlo in carcere quasi trent'anni: chi ha processato Menachem Begin e Ariel Sharon per la loro invasione del Libano? Chi ha messo sotto accusa Ronald Reagan per i bombardamenti navali e aerei contro i Drusi e contro Beirut?
Ancora una volta si vede che il vero criminale internazionale é l'imperialismo, che poi "osa" chiamare chi Resiste e lotta coraggiosamente con i mezzi che ha 'terrorista'...solo perché non ha portaerei e missili 'cruise' a disposizione. Abdallah, tramite i suoi legali, ha dichiarato che una volta tornato in Libano vuole dedicarsi all'educazione e all'insegnamento.
Abdallah, affiliato dapprima al Fronte Popolare di Liberazione della Palestina e in seguito a formazioni staccatesi da esso per scissione, come l'Organizzazione Abu Nidal e le LARF, nel 1982, mentre la sua patria era invasa e devastata dalle colonne corazzate sionaziste del macellaio Ariel Sharon colpì e abbatté in Francia il rappresentante del regime ebraico Yacob Simantov e il Colonnello statunitense Charles Ray.
Per questi atti, risposta giustificata all'invasione sionista compiuta col complice sostegno Usa, la Francia serva di Sion si é arrogata il diritto di tenerlo in carcere quasi trent'anni: chi ha processato Menachem Begin e Ariel Sharon per la loro invasione del Libano? Chi ha messo sotto accusa Ronald Reagan per i bombardamenti navali e aerei contro i Drusi e contro Beirut?
Ancora una volta si vede che il vero criminale internazionale é l'imperialismo, che poi "osa" chiamare chi Resiste e lotta coraggiosamente con i mezzi che ha 'terrorista'...solo perché non ha portaerei e missili 'cruise' a disposizione. Abdallah, tramite i suoi legali, ha dichiarato che una volta tornato in Libano vuole dedicarsi all'educazione e all'insegnamento.
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