Visualizzazione post con etichetta Al-Akhbar. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Al-Akhbar. Mostra tutti i post

martedì 4 giugno 2019

Sionisti e Sauditi sempre più indistinguibili! Arrestati Palestinesi con l'accusa di "sostenere Hamas"!


Le autorità dell'Arabia Saudita avrebbero arrestato più di 60 persone, tra cui palestinesi e sauditi, con l'accusa di sostenere il movimento di resistenza palestinese di Hamas.

Il quotidiano libanese in lingua araba al-Akhbar, citando fonti informate che hanno chiesto l'anonimato, ha riferito lunedì che funzionari del regno conservatore stanno conducendo una campagna contro i cittadini sauditi e gli espatriati palestinesi per più di due mesi, trattenendo dozzine di persone oltre l'affiliazione a il gruppo palestinese.

mercoledì 10 ottobre 2018

SCOOP! Ecco in ESCLUSIVA per PALAESTINA FELIX i nomi dei 15 killer che hanno assassinato e smembrato Jamal Khashoggi a Istanbul!

Siamo ESTREMAMENTE ORGOGLIOSI di poter offrire ai nostri lettori un'informazione che, nel momento in cui l'abbiamo ricevuta, ci risulta, in Italia, essere solo in nostro possesso.

Qui sopra potete leggere, in dettaglio i nomi dei 15 individui che sono arrivati dall'Arabia Saudita a Istanbul, presso il consolato di Riyadh, la mattina del giorno in cui é scomparso il giornalista Jamal Khashoggi.
Siete pronti al RESTO DELLO SCOOP? ECCO I LORO VOLTI!

domenica 7 ottobre 2018

Giornalista saudita critico della corruzione di Casa Saoud rapito o assassinato in Turchia!

Alcuni mesi fa lo scribacchino prezzolato Thomas Friedman si lanciava in entusiastiche lodi del 'rinnovatore' saudita Mohammed bin Salman.
Non c'é che dire, é molto 'rinnovante' fare assassinare o rapire i giornalisti scomodi che si trovano all'estero.

Le autorità turche hanno indicato che Jamal Khashoggi, un eminente giornalista saudita noto per le sue critiche al regime wahabita, avrebbe potuto essere ucciso nel consolato dell'Arabia Saudita a Istanbul dove è scomparso martedì scorso.

Due fonti turche hanno detto sabato che credevano che Khashoggi fosse stato ucciso all'interno del consolato. Una fonte ha riferito all'agenzia di stampa sionista Reuters che elementi del consolato saudita avevano programmato l'omicidio di Khashoggi nella struttura e quando hanno ucciso il giornalista, hanno spostato il corpo all'esterno.

"La valutazione iniziale della polizia turca è che il signor Khashoggi sia stato ucciso nel consolato saudita a Istanbul. Crediamo che l'omicidio sia stato premeditato e che il corpo sia stato successivamente spostato dal consolato ", ha detto la fonte, senza approfondire.

Tuttavia, una fonte del consolato saudita a Istanbul ha negato il rapporto Reuters sull'omicidio di Khashoggi nella sede diplomatica.

martedì 29 agosto 2017

Il "riposizionamento" di Hamas inizia a dare i suoi frutti: "L'Iran é tornato a essere il principale fornitori di armi alle Brigate Qassam!"

Spesso il cosiddetto "Effetto Baader-Meinhof" ci viene in aiuto nella composizione delle nostre notizie; capita infatti che a volte abbiamo appena smesso di scrivere di un argomento quand'ecco che veniamo raggiunti da un aggiornamento che espande o amplia il nostro punto di vista, facilitandoci così nella creazione di notizie 'seriali' che intrattengono e interessano maggiormente i nostri numerosi lettori.

Poco fa meditavamo sulle possibilità di successo del tentativo di riavvicinamento di Hamas a Damasco; bé, se la Repubblica Islamica Iraniana ha qualche influenza su Assad e sul suo Governo (e visti gli sforzi che ha prodotto in suo favore, diremmo proprio che ne dovrebbe avere) sembra che la Siria non dovrebbe farsi "pregare troppo" a riallacciare rapporti con il Movimento Palestinese di Resistenza, visto che il suo partner-patrono iraniano lo ha già fatto, con entusiasmo.

venerdì 25 settembre 2015

Kuweires é ormai in vista delle colonne siriane che si affrettano per raggiungerla!

L'Esercito Siriano sta per cogliere un successo decisivo intorno ad Aleppo, con la rottura dell'assedio della base di Kuweires; la Fars News Agency ha diffuso la notizia che ormai l'avanzata verso la posizione che per mesi ha resistito all'accerchiamento dell'ISIS é appena a un villaggio di distanza dall'angolo sudoccidentale del perimetro fortificato.

Durante tutto questo periodo rischiosi voli di elicottero hanno rifornito di viveri, munizioni e medicinali gli indomiti difensori della base, evacuando di tanto in tanto qualche ferito grave; una grande mano nello 'sfoltire' le posizioni terroriste sulla strada per Kuweires l'hanno data recentemente i dati satellitari russi che hanno guidato precisamente sulle maggiori concentrazioni di takfiri i cacciabombardieri di Assad.

venerdì 23 gennaio 2015

Dichiarazioni di Abu Mujahid, portavoce dei Comitati di Resistenza Popolare, al quotidiano libanese Al-Akhbar!

Il nostro pubblico più affezionato sa bene come noi consideriamo i Comitati di Resistenza Popolare una delle fazioni più interessanti dello spettro delle organizzazioni armate palestinesi, avendo dedicato numerosi articoli alle loro imprese, ai loro grandi e disinteressati sacrifici e una accurata retrospettiva alle loro origini e alla loro struttura.

giovedì 21 agosto 2014

Abu al-Walid: "Le Brigate Abdul-Qadir al-Husseini hanno dato un decisivo contributo alla lotta di Gaza!!"

Le Brigate Abdul Qadir al-Husseini, gruppo armato di cui avevamo fedelmente riportato la formazione e della cui partecipazione ad azioni armate nel Golan Occupato avevamo reso fedele cronaca sono ormai una realtà affermata nel panorama delle organizzazioni armate palestinesi e, come tale, hanno preso parte alla lotta delle ultime settimane in difesa della Striscia di Gaza.

Parlando col cronista del quotidiano libanese Al-Akhbar il portavoce ufficiale dell'organizzazione, Abu al-Walid ha fatto il bilancio della situazione affermando che gli uomini della sua organizzazione finora hanno lanciato 783 razzi contro obiettivi nella Palestina Occupata del 1948, colpendo fino a 55 Km di distanza.

Inoltre le Brigate possono affermare di avere eliminato Avita Moshe Torjamin, sergente sionista figlio del comandante supremo delle truppe di Tel Aviv nel Fronte Sud; altri successi particolarmente soddisfacenti sono stati raggiunti costringendo i ministri sionisti Lieberman e Aharonovitch a correre nei rifugi durante le loro visite propagandistiche ad Ashkelon, puntualmente 'salutate' con massicci lanci di razzi dagli uomini delle Brigate.

In altre operazioni militari le Brigate Abdul Qadir sono riusciti ad abbattere otto militari sionisti e due coloni ebrei degli insediamenti illegali e a distruggere un bulldozer corazzato.

mercoledì 16 ottobre 2013

Resheq "apparentemente" contraddice le voci su una imminente partenza di Hamas dal Qatar...ma é poi vero?

Il portavoce dell'Ufficio Politico di Hamas Izzat al Reshek in una dichiarazione rilasciata poche ore fa avrebbe ufficialmente contraddetto le voci che si sono sparse ultimamente riguardo un possibile trasferimento della sede del Movimento di Resistenza musulmano dal Qatar.

Noi, in esclusiva anteprima per l'Italia, abbiamo pubblicato la voce quando era ancora un "rumor" (sostenuto però da fonti di cui ci fidiamo) ma subito dopo lo avevamo visto ripreso da testate prestigiose come "Al-Akhbar" e "As-Safir", a testimonianza di una certa credibilità attribuita alla cosa.

Leggendo però precisamente le parole di Reshek si scopre che egli non parla "per esteso" della dirigenza di Hamas ma si limita a negare che KHALED MISHAAL, attuale Segretario del movimento, sia in procinto di muoversi da Doha.

Questo, a ben vedere, non contrasta veramente con la voce di un ritorno a Damasco, visto che la precondizione posta dal Presidente Assad per un tale rientro sarebbe proprio che Mishaal, compromessosi a iosa con i terroristi mercenari, rimanga fuori dal territorio siriano.

sabato 6 aprile 2013

Senza vergogna! I vermi dell'Eliseo si rimangiano la parola data su pressioni sioniste, vogliono tenere George Abdallah in carcere!!

Ci siamo già occupati a lungo in articoli precedenti della vicenda umana di George Abdallah, coraggioso combattente della Resistenza Libanese imprigionato in Francia per avere preso le armi contro coloro che negli anni '80 per pura prepotenza hanno invaso e semidistrutto il suo paese (quanti sionisti sono in carcere per i crimini contro il Libano? Quanti americani per averli coperti e spalleggiati??).

Adesso, dopo avere rinviato e rimandato la scarcerazione di Abdallah, il quale attraverso i suoi legali aveva peraltro annunciato, una volta libero, di volersi ritirare a vita privata, il Governo di Parigi, toccando un abisso di bassezza morale che nemmeno durante la presidenza del sionista Sarkozy era riuscito a raggiungere ha dichiarato di volerlo tenere in prigione, contraddicendo la promessa fatta nel corso del 2012.

Ovviamente dietro questo inaccettabile 'dietrofront' morale ci sono le pressioni della potentissima lobby ebraica francese che si é mobilitata come un sol uomo per tenere in detenzione un uomo che ha la stessa statura morale di Jean Moulin e altri martiri della Resistenza francese al Nazismo. In Libano (pur travagliato dalla Crisi di Governo e dalla prospettiva delle incombenti elezioni politiche) il fronte di solidarietà verso Abdallah ha annunciato una ripresa delle manifestazioni anti-francesi.

martedì 29 gennaio 2013

Il vigliacco Hollande vuole imporre clausole per liberare George Abdallah: "Nessuna trattativa con gli ipocriti di Parigi!"

Nel nuovo vergognoso capitolo dell'affaire George Abdallah, che va tutto a disdoro e discredito della parte francese, il Governo di Parigi, tuttora impegnato a bombardare e massacrare la popolazione del Mali e a fomentare e sostenere i massacratori mercenari e terroristi wahabiti in Siria, vorrebbe imporre 'condizioni aggiuntive' per la liberazione del prigioniero politico in carcere da quasi trent'anni.

Vigliaccamente, le condizioni riguarderebbero il trasferimento e rientro in patria di Abdallah che dovrebbe avvenire "nascostamente", "di notte", senza permettere alcuna 'manifestazione pubblica e/o politica' a celebrarne la libertà; il permesso di riceverlo sarebbe accordato solo ai parenti e soltanto a quelli più stretti. Le vergognose richieste dimostrano come all'Eliseo il napoleonino Hollande si é reso conto che George Abdallah é diventato un simbolo e che il suo esempio sicuramente spronerà all'azione molti epigoni e imitatori, da qui il desiderio di liberarlo "in segreto".

Ma, come ha già indicato eloquentemente Pierre Abisaab di Al-Akhbar, Abdallah é un EROE e chi lo ha tenuto in catene per tre decenni non ha ALCUN DIRITTO di imporre queste clausole alla sua famiglia, ai suoi amici, ai suoi ammiratori e sostenitori, che hanno OGNI DIRITTO di festeggiarlo e salutarlo come l'esempio che ha saputo diventare con le sue azioni, il suo coraggio, la sua abnegazione.

Pochi giorni fa Abdallah era dimenticato in un angolo della Storia e se fosse stato liberato avrebbe avuto attorno familiari e pochi amici incanutiti, adesso centinaia di giovani libanesi assediano da presso le sedi diplomatiche e culturali francesi e migliaia sono pronti a scendere in piazza per applaudirlo. Bel "coup de boomerang", M.sieur Hollande!
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

domenica 13 gennaio 2013

Pierre Abisaab dichiara: "George Abdallah é un EROE del Libano e come tale va salutato e accolto al suo ritorno in patria!"

Come abbiamo precedentemente annunciato il prigioniero politico libanese George Ibrahim Abdullah, da quasi 30 anni in carcere in Francia, sta per essere liberato e adesso é chiarito anche quando rientrerà effettivamente a Beirut: il suo arrivo é atteso per la serata di domani, lunedì 14 gennaio.

In un editoriale di rara intesità il vicedirettore del quotidiano Al-Akhbar Pierre Abisaab segnala come sia non soltanto opportuno ma anche doveroso che esponenti istituzionali libanesi, slegati da qualunque logica partitica o settaria, siano presenti al suo rientro, per tributare "il giusto riconoscimento a un EROE che appartiene alla stessa categoria di Missak Manouchian e di Jean Moulin (figure-simbolo della Resistenza francese antinazista).

Abisaab indica Abdallah come un esempio di abnegazione, di coraggio, di volontà, di fronte al sopruso della forza cieca che vuole sostituire il Diritto (come nel 1982 la forza cieca di Israele e degli Usa stritolò il piccolo Libano sotto i cingoli dei suoi carri armati e le cannonate e le bombe delle sue corazzate e dei suoi jet) di far valere la Volontà dei popoli di non sottomettersi e di far pagare agli arroganti il prezzo massimo possibile per la loro crudele presunzione.

Non possiamo non dargli ragione su tutta la linea.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

mercoledì 9 gennaio 2013

Morti attorno a Maraat Numan i capi wahabiti Abdullah Jatib e Mahmud al-Asaad!

Secondo quanto riportato dal quotidiano libanese "Al Akhbar" l'azione delle truppe governative siriane si sta concentrando nelle province e nei governatorati del Nord e in quelle a Sud e ad Est della capitale Damasco, risultando in una serie di gravi rovesci inflitti a bande e formazioni dell'insorgenza mercenaria e terrorista le cui comunicazioni interne (costantemente monitorate e intercettate dagli uomini di Assad) vanno facendosi sempre più amare e pessimiste.

Uno degli ultimi segnali di scollamento tra i ranghi dei criminali stranieri infiltrati nella Repubblica Araba é la decisione presa dal Fronte Nusra e da altre formazioni terroriste di ritirarsi dai dintorni della base militare di Wadi Deif (nella Provincia di Idlib, vicino a Maraat Numan). La cosa buffa é che nelle settimane scorse per più volte i wahabiti ne avevano annunciato la caduta e la conquista.
Durante gli ultimi combattimenti attorno alla posizione, poco prima del ritiro degli attaccanti, i due leader takfiri Mahmud al-Assaad e Abdullah Jatib hanno trovato la morte. Secondo l'intelligence siriana decisiva per sancire la rotta dei terroristi é stata la diserzione dei capi  Waddah Saramani e Jalaf Barud. Secondo le voci che si rincorrono nelle fila qaediste i due avrebbero accettato un'offerta siriana di clemenza abbandonando immediatamente le armi e le attività criminali.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

sabato 27 ottobre 2012

Netanyahu si compiace dei legami tra israhell e sauditi: ci pensi Hamas prima di schierarsi con Al-Saoud!

In una intervista visibile anche sulla piattaforma video "Youtube" il Premier sionista Benji Netanyahu loda i "forti e amichevoli" rapporti tra Tel Aviv e il reame dei Saoud, indicando i "numerosi punti di contatto" tra il regime ebraico di occupazione e la corte degli usurpatori dei Luoghi Sacri islamici, indicando i reciproci interessi economici e politici.

La dichiarazione, lungi dallo stupirci o dal meravigliarci non fa che confermare il ruolo subalterno di paggio e cameriere dell'imperialismo occidentale delle monarchie petrolifere sunnite, che a più riprese abbiamo denunciato da queste pagine; mesi addietro una serie di documenti 'leakati' dichiarava che, di fronte alla restività delle masse in numerosi paesi arabi i gerarchi sionazisti speravano nell'intervento 'calmante' del denaro saudita, per evitare che paesi come l'Egitto, lo Yemen o altri ancora si unissero all'Asse della Resistenza.

Il quotidiano libanese "Al-Akhbar" ha rivelato che secondo fonti vicine a Riyadh i responsabili dei servizi segreti sauditi avrebbero a più riprese contattato tramite parti terze (verosimilmente politici dell'Alleanza 14 Marzo, guidata da un mezzo saudita e collegata ad alto livello ai servizi di Tel Aviv) i 'colleghi' del Mossad per chiedere loro aiuto, soprattutto riguardo a stime e valutazioni degli assetti di intelligence iraniani nella regione.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

domenica 22 luglio 2012

Ignoti sicari assassinano a Bagdad una guardia del corpo del Vicepresidente irakeno!

Una delle guardie del corpo dell'attuale Vicepresidente irakeno Khudayr al-Khuzaie è stata assassinata ieri nel centro di Bagdad da ignoti assassini secondo quanto riportato dal quotidano libanese Al-Akhbar; il corpo della vittima é stato ritrovato nel quartiere commerciale di Karrada.

Secondo i primi rilievi dei medici legali l'uomo é stato colpito da più pistole silenziate che hanno aperto il fuoco su di lui contemporaneamente, da quanto dichiarato dai sanitari dell'ospedale Ben Nafis, dove la salma é stata trasportata, anche una seconda persona, forse un'altra guardia del Vicepresidente, sarebbe rimasta ferita nell'agguato.

Il predecessore di Al-Khuzaie sulla poltrona vicepresidenziale, Tarik al-Hashemi, aveva trasformato le sue guardie del corpo in una 'squadra omicidi' con cui colpire rivali politici e ufficiali delle forze di sicurezza troppo vicini a scoprire le sue attività terroristiche; non si sa ancora se questo fatto di sangue sia collegato con la carriera criminale di Hashemi.

Questa venne interrotta il 19 dicembre 2011 (il giorno seguente al definitivo ritiro degli ultimi soldati americani nel paese) da un mandato di cattura per sfuggire al quale Hashemi si é rifugiato dapprima in Kurdistan, quindi in Qatar,  poi in Arabia Saudita e attualmente latita in Turchia, protetto dal regime di Erdogan.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

mercoledì 9 marzo 2011

Walid Jumblatt critica Saad Hariri e le sue iniziative anti-Hezbollah: "Non si rende nemmeno conto di essere un burattino"


Il leader del Partito Socialista Progressista druso, Walid Jumblatt, esperto navigatore del confronto politico, etnico e religioso che costituisce il fondamento della società libanese moderna, ha rimodellato il panorama parlamentare quando, con i suoi fondamentali undici deputati, ha ritirato la fiducia al debole e indeciso premier Saad Hariri, permettendo l'affermazione definitiva dell'Alleanza dell'8 marzo contro coloro che volevano assservire il Paese dei Cedri ai diktat di Israele, degli Usa e del loro screditato e iniquo 'tribunale speciale'.

Adesso, mentre Saad Hariri batte sul tamburo del 'disarmo di Hezbollah' nel tentativo di riattizzare le braci dei contrasti del passato, senza rendersi conto di portare coi suoi appelli il Libano ogni giorno più vicino alle lacerazioni del passato, il leader druso mette in guardia alleati e avversari contro i rischi immediati e non di tale irresponsabile atteggiamento.

"Il tentativo del giubilato Hariri di accusare la Resistenza nazionale é un disingenuo tentativo di riportare il Libano a fasi della sua storia recente che nessuno vorrebbe dover ricordare; non é forse abbastanza chiaro che Hezbollah e le altre forze della Resistenza non hanno mai usato le loro armi come strumenti di lotta politica? Piuttosto fu Hariri, insieme ai suoi alleati, a provocare gli scontri armati del 2008, con il suo sconsiderato tentativo di colpo di mano".

La dichiarazione, resa nel corso di un'intervista al quotidiano Al-Akhbar, é accompagnata da altre considerazioni che ben spiegano quanto poca stima di Saad alberghi nel cuore del vecchio politico del Chouf: "Nulla mi avvicina a Saad Hariri, eccetto la stima e l'affetto verso la figura di suo padre, uomo di tutt'altra pasta rispetto a lui: Rafik Hariri era un giusto, acuto, perspicace, generoso, capace di dialogare con tutti e su tutto, non avrebbe mai commesso l'errore di Saad che si sta alienando gli Sciiti e la Siria".

"Saad é manovrato, e forse non se ne rende nemmeno conto, pensa di stare 'lottando' per liberare il Libano, ma se volesse scoprire chi ha intenzione di asservire il Libano farebbe meglio a guardarsi alle spalle: dietro di lui, come al solito, ci sono Usa e Israele".

Il 14 marzo prossimo la coalizione conservatrice, filosionista e filo-usa, che si raccoglie attorno ad Hariri celebrerà una 'mobilitazione' contro i gruppi della Resistenza, gli stessi gruppi che hanno respinto vittoriosamente gli invasori israeliani nel 2006, preservando l'unità e l'indipendenza della nazione: il magazine druso Al-Anbaa così sintentizza la linea ufficiale del PSP in merito: "Il partito non si sogna di proibire ad alcuno di partecipare ai meeting o alle manifestazioni pubbliche, ma giudica i leali cittadini drusi libanesi responsabili a sufficienza per riconoscere una riunione sediziosa e contraria all'interesse comune quando la vedono".

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.