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sabato 17 maggio 2014

Blatter: " I mondiali del 2022 in Qatar saranno un grave errore!" Complimenti! Ci hai messo solo 5 anni a capirlo!!


Il portiere caduto alla difesa ultima vana, 
contro terra cela la faccia, a non veder l’amara luce. 
Il compagno in ginocchio che l’induce con parole e con mano, a rilevarsi, 
scopre pieni di lacrime i suoi occhi. 
La folla - unita ebrezza - par trabocchi nel campo. 
Intorno al vincitore stanno, al suo collo si gettano i fratelli. 
Pochi momenti come questo belli, a quanti l’odio consuma 
e l’amore, è dato, sotto il cielo, di vedere.

(Umberto Saba, "Goal")

Introduciamo questo articolo con i versi di Umberto Saba, perché, al contrario di molti che considerano l'interesse e anche la passione sportiva per il gioco del calcio "inadatta" alla mentalità del militante anti imperialista, chi scrive prova interesse e passione per tale contesa agonistica e giudica il calcio (a suo contestabilissimo parere) "superiore" a molti altri sport perché in esso individui di qualunque nazionalità, di qualunque etnia e di diversissime caratteristiche fisiche possono tuttavia aspirare a eccellere.

Non per nulla togliere agli appassionati del Rugby, della Pallacanestro, della Pallavolo, dell'Atletica, ma anche costoro dovranno ammettere che tutti questi sport favoriscono atleti dotati di ben definite caratteristiche fisiche (siano esse la stazza, l'altezza, l'elevazione, la longilineità...) mentre, nel corso della più che secolare storia del Calcio al vertice dei suoi allori si sono alternati giocatori diversissimi per tantissime caratteristiche: dai mitteleuropei, agli scandinavi, ai sudamericani, ai mediterranei...in quale altro sport, pensateci, il più grande interprete e campione riconosciuto a livello planetario avrebbe potuto essere Diego Armando Maradona, brevilineo di 1 metro e 65 con tendenza alla pinguedine?

Certo il calcio moderno ha molti problemi, non staremo qui a negarlo, ma più che da sue mancanze la maggior parte di essi derivano dal fatto che esso sia subornato e prostituito a interessi commerciali e che perciò soffra delle degenerazioni intrinseche al sistema capitalista, proprio da tali degenerazioni nasce il tema principale di questo articolo.

In una intervista recentemente rilasciata il massimo dirigente della FIFA, lo svizzero Josef Blatter, ha 'confessato' che la decisione presa anni fa di concedere all'Emirato del Qatar l'organizzazione della Coppa del Mondo del 2022 sia stata "un grave errore".

Blatter non ci é mai piaciuto come personaggio: istrionico, accentratore, più interessato alla 'marketabilità' del Calcio verso platee ritrose come il Nordamerica al punto da favorire lo stravolgimento di regole tradizionali (offside prima di tutte, ma anche la disciplina dei retropassaggi) e l'inserimento di regole assurde mutuate da altri giochi (i maledetti 'Golden Goal' e 'Silver Goal', pensati per evitare i rigori e poi aboliti in fretta e furia), e anche questa sua dichiarazione ne tradisce la pochezza di spirito e la meschinità umana.

Infatti egli 'ammette' l'errore molti anni dopo la sciagurata decisione (anziché impegnarsi per combatterla quando venne presa) e solo e soltanto nel momento in cui l' "offensiva" qatariota per diventare la potenza dominante del Medio Oriente é stata colpita e affondata dagli enormi rovesci subiti in Egitto e in Siria, che hanno portato all'abdicazione dell'Emiro che tanto aveva brigato, speso e corrotto per assicurare al suo piccolo regno la kermesse sportiva del 2022.

Tra otto anni si terranno degli assurdi mondiali invernali (giacché giocare in Qatar a luglio vorrebbe dire il suicidio di massa per gli atleti, a meno di non trasformare gli stadi in 'bolle' climatizzate dotate di aria condizionata) in un piccolo emirato che non rispetta i minimi diritti umani, fomenta estremismo e terrorismo nel Mondo Islamico e sfrutta il lavoro di masse di immigrati asiatici ridotti praticamente in schiavitù.

E 'Sepp' Blatter si 'accorge' che sarà un errore, all'alba del 2014! Cinque anni dopo la loro assegnazione!!

mercoledì 14 settembre 2011

Hamas e Al-Ahrar ricordano il 18esimo anniversario dei fallaci 'Accordi di Oslo': "Un errore madornale che ha fatto solo il gioco sionista!"


Il Movimento musulmano di Resistenza Hamas, impegnato nella Causa di riscatto nazionale e liberazione della Palestina ha ricordato con un comunicato emesso poche ore fa il diciottesimo anniversario dei cosiddetti 'Accordi di Oslo' definendoli come una perniciosa chimera che ha ottenuto il solo risultato di deviare gli sforzi palestinesi per il raggiungimento della libertà e della dignità, conseguibili solo attraverso la Resistenza all'occupazione, convincendo qualche illuso e molti ipocriti che fosse possibile 'trattare' con l'occupazione sionista e i suoi complici e spalleggiatori internazionali.

Ovviamente quella della 'trattativa' era solo un'illusione, giacché le trattative sono possibili solo e soltanto quando le due parti sono su un piano di parità e si rispettano reciprocamente: il regime ebraico, invece, come già mostrato a Camp David e in altre simili 'trattative' non riconosce alcuna entità o organizzazione come propria 'pari' ed é soltanto interessato a ottenere capitolazioni e rese senza condizioni, accettazione acritica delle proprie richieste e licenza di travalicare ogni limite preventivamente stabilito facendola franca.

Illuminante, a questo proposito, la politica degli insediamenti illegali e degli 'avamposti' dei miliziani ebraici fanatizzati. Hamas ha accusato il 'Processo di Pace' di aver trasformato Fatah da organizzazione politica della Resistenza a gendarme degli interessi sionisti, mettendo Palestinesi contro Palestinesi per il guadagno e il vantaggio dell'occupazione sionista, augurandosi che questa via sbagliata imboccata quasi vent'anni fa sia presto abbandonata per una rinnovata unità nazionale sotto una leadership saggia, forte e determinata.

Anche il movimento palestinese Al-Ahrar, nato dalla scissione di una parte dei militanti di Fatah che non accettavano la linea filoisraeliana imposta da Abbas e dai suoi cacicchi, ha commentato l'anniversario definendo la capitolazione di Oslo "un grave peccato compiuto dall OLP, il cui prezzo viene ancora oggi pagato non da chi lo ha commesso, ma dagli indifesi civili palestinesi".
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