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martedì 6 giugno 2017

La Qatar Airways sposta le sue rotte attraverso lo spazio aereo iraniano!

"Da oggi tutti i voli della Qatar Airways destinati all'Africa e all'Europa attraverseranno lo spazio aereo  iraniano per raggiungere le proprie destinazioni"; questo il terso comunicato della Compagnia Iraniana per gli Aeroporti e la Navigazione Aerea con cui si annuncia un enorme cambiamento nella politica delle linee aeree mediorientali.

L'attacco economico-diplomatico scatenato dall'Arabia Saudita e dai suoi clienti e lacché contro l'emirato di Doha ha avuto l'effetto di avvicinare ancora di più la Repubblica Islamica con lo stato peninsulare del Golfo Persico.

sabato 21 marzo 2015

Moussa abu Marzouk, traditore della Resistenza, vola in Qatar per farsi operare...

Moussa Abu Marzouk, servo del Qatar, traditore della Siria e dell'Asse della Resistenza, non é in buona salute; lo si sapeva fin da fine gennaio quando dovette lasciare d'urgenza la sua attuale residenza al Cairo e attraversare il varco di Rafah per sottoporsi urgentemente a trattamenti medici a Gaza.

Scopriamo che poche ore fa egli ha lasciato nuovamente l'Egitto in direzione Doha, dove dovrà subire un intervento chirurgico. Ovviamente non saranno medici qatarioti a operarlo, ma clinici europei e americani al soldo del ricchissimo Emiro Al-Thani.

mercoledì 7 gennaio 2015

Hamas nega che Khaled Mishaal stia per venire espulso dal Qatar: "Nessun piano per trasferirlo in Turchia!"

Già in passato abbiamo segnalato come il Segretario Generale di Hamas Khaled Mishaal, a Doha sia un ospite sempre più ingombrante e scomodo, tanto che ormai da parecchio quando si trova nella capitale qatariota egli é praticamente 'rinchiuso' nell'hotel a cinque stelle che é divenuto la sua residenza: una gabbia dorata, certamente, ma pur sempre gabbia.

sabato 17 maggio 2014

Blatter: " I mondiali del 2022 in Qatar saranno un grave errore!" Complimenti! Ci hai messo solo 5 anni a capirlo!!


Il portiere caduto alla difesa ultima vana, 
contro terra cela la faccia, a non veder l’amara luce. 
Il compagno in ginocchio che l’induce con parole e con mano, a rilevarsi, 
scopre pieni di lacrime i suoi occhi. 
La folla - unita ebrezza - par trabocchi nel campo. 
Intorno al vincitore stanno, al suo collo si gettano i fratelli. 
Pochi momenti come questo belli, a quanti l’odio consuma 
e l’amore, è dato, sotto il cielo, di vedere.

(Umberto Saba, "Goal")

Introduciamo questo articolo con i versi di Umberto Saba, perché, al contrario di molti che considerano l'interesse e anche la passione sportiva per il gioco del calcio "inadatta" alla mentalità del militante anti imperialista, chi scrive prova interesse e passione per tale contesa agonistica e giudica il calcio (a suo contestabilissimo parere) "superiore" a molti altri sport perché in esso individui di qualunque nazionalità, di qualunque etnia e di diversissime caratteristiche fisiche possono tuttavia aspirare a eccellere.

Non per nulla togliere agli appassionati del Rugby, della Pallacanestro, della Pallavolo, dell'Atletica, ma anche costoro dovranno ammettere che tutti questi sport favoriscono atleti dotati di ben definite caratteristiche fisiche (siano esse la stazza, l'altezza, l'elevazione, la longilineità...) mentre, nel corso della più che secolare storia del Calcio al vertice dei suoi allori si sono alternati giocatori diversissimi per tantissime caratteristiche: dai mitteleuropei, agli scandinavi, ai sudamericani, ai mediterranei...in quale altro sport, pensateci, il più grande interprete e campione riconosciuto a livello planetario avrebbe potuto essere Diego Armando Maradona, brevilineo di 1 metro e 65 con tendenza alla pinguedine?

Certo il calcio moderno ha molti problemi, non staremo qui a negarlo, ma più che da sue mancanze la maggior parte di essi derivano dal fatto che esso sia subornato e prostituito a interessi commerciali e che perciò soffra delle degenerazioni intrinseche al sistema capitalista, proprio da tali degenerazioni nasce il tema principale di questo articolo.

In una intervista recentemente rilasciata il massimo dirigente della FIFA, lo svizzero Josef Blatter, ha 'confessato' che la decisione presa anni fa di concedere all'Emirato del Qatar l'organizzazione della Coppa del Mondo del 2022 sia stata "un grave errore".

Blatter non ci é mai piaciuto come personaggio: istrionico, accentratore, più interessato alla 'marketabilità' del Calcio verso platee ritrose come il Nordamerica al punto da favorire lo stravolgimento di regole tradizionali (offside prima di tutte, ma anche la disciplina dei retropassaggi) e l'inserimento di regole assurde mutuate da altri giochi (i maledetti 'Golden Goal' e 'Silver Goal', pensati per evitare i rigori e poi aboliti in fretta e furia), e anche questa sua dichiarazione ne tradisce la pochezza di spirito e la meschinità umana.

Infatti egli 'ammette' l'errore molti anni dopo la sciagurata decisione (anziché impegnarsi per combatterla quando venne presa) e solo e soltanto nel momento in cui l' "offensiva" qatariota per diventare la potenza dominante del Medio Oriente é stata colpita e affondata dagli enormi rovesci subiti in Egitto e in Siria, che hanno portato all'abdicazione dell'Emiro che tanto aveva brigato, speso e corrotto per assicurare al suo piccolo regno la kermesse sportiva del 2022.

Tra otto anni si terranno degli assurdi mondiali invernali (giacché giocare in Qatar a luglio vorrebbe dire il suicidio di massa per gli atleti, a meno di non trasformare gli stadi in 'bolle' climatizzate dotate di aria condizionata) in un piccolo emirato che non rispetta i minimi diritti umani, fomenta estremismo e terrorismo nel Mondo Islamico e sfrutta il lavoro di masse di immigrati asiatici ridotti praticamente in schiavitù.

E 'Sepp' Blatter si 'accorge' che sarà un errore, all'alba del 2014! Cinque anni dopo la loro assegnazione!!

mercoledì 11 dicembre 2013

L'Oman si ribella e dice "NO!" a qualunque progetto di annessione del GCC da parte del regno saudita!

"Palaestina Felix" aveva lanciato l'allarme oltre un anno e mezzo fa riguardo agli insani propositi dei gerontocrati di Riyadh che, per tentare di stabilizzare lo status quo regionale una volta a loro favorevole e ora fortemente in fase di erosione rispetto all'emersione di nuovi 'player' locali e internazionali (sviluppo solamente conseguente al globale riposizionamento delle sfere di influenza con il passaggio dall'unipolarismo americano dell'ultimo ventennio a un panorama policentrico), avevano avuto la 'bella pensata' di annettersi tout court gli altri regnucoli ed emirati sunniti del GCC sotto le viste di una epidermica e cosmetica "integrazione".

All'epoca una forte voce di dissenso si levò dalla corte dell'Emiro Al-Thani del Qatar, in quel momento impegnato a sostenere in ogni dove la Fratellanza Musulmana come suo personale 'piede di porco' per crearsi una sfera d'influenza personale in funzione anti-saudita; visto che da allora il vecchio rubicondo Emiro ha abdicato in favore del suo più remissivo figliolo, apparentemente disinteressato a rincorrere disegni egemonici, sarebbe sembrato che adesso il progetto saudita potesse avanzare indisturbato: ma così non é stato.

Infatti, durante l'ultima riunione del 'GCC Dialogue Forum' é stato il Ministro degli Esteri Omani Youssef bin Alawi ad annunciare la sua intenzione di opporsi con ogni mezzo a una simile annessione, fino a uscire dall'organismo se tale progetto venisse ulteriormente spinto avanti da Riyadh.

Con il suo "melange" etnico (arabi, zanzibariti, baluci...) e religioso (sciiti, sunniti, ibadhi...) l'Oman ha una società troppo variegata ed equilibrata per non temere che a seguito di una sciagurata 'unione' come quella prospettata dai Sauditi tutti i partner minori del GCC si troverebbero a essere poco più che province di Riyadh.


sabato 16 novembre 2013

Il Municipio di Gaza decide di intitolare importante boulevard cittadino al martire Ahmed Jabari!

In quello che potrebbe costituire uno dei primi segnali di un riposizionamento graduale sul versante della resistenza armata e sul rifiuto di qualunque accomodamento con l'occupazione magari 'mediato' dagli uffici di qualche danaroso emiro petrolifero il Municipio di Gaza (amministrato da Hamas) ha deciso di intitolare un'importante arteria cittadina ad Ahmed Jabari, già comandante delle Brigate Qassam, martirizzato dai sionisti con l'aiuto dei qatarioti.

Ansiosi di eliminare un personaggio noto per i suoi legami con l'Iran e con la Siria, del tutto tetragono a ogni passaggio nel campo anti-Assad e filo-Qatar e Ikhwan, i servizi segreti di Doha sistemarono un tracciatore in un orologio regalato a Jabari permettendo quindi ai boia sionisti di individuarlo e assassinarlo col solito vigliacco missile lanciato da un robot.

Il fatto che adesso, a oltre un anno dalla sua morte, la figura di Jabari venga rivalutata ed eternata con una via a suo nome dimostra come la bussola politica di Hamas stia rapidamente cambiando segno a causa dell'abdicazione del vecchio emiro Al-Thani, al disingaggio del suo successo dalla 'crociata' anti-Assad e dalla sconfitta dei gruppi terroristi in Siria.


lunedì 12 agosto 2013

Scambio di accuse tra i generali golpisti del Cairo e il Governo di Gaza: Hamas respinge addebiti su attività nel Sinai!

Un nuovo episodio nella ormai consueta schermaglia verbale tra la giunta militare golpista che al Cairo ha rimosso Mohammed Mursi e installato un Governo di transizione e il Movimento Hamas che governa la Striscia di Gaza. Ancora una volta i Generali di Al-Sisi hanno accusato Hamas di prendere parte ad 'attività armate' nel Sinai.

Con queste accuse i Generali vogliono ovviamente presentarsi come leali alleati di Tel Aviv che tengono sotto controllo i 'terroristi' di Hamas nel Sinai, ma non bisogna scordare che poche settimane fa alcuni dirigenti del Movimento Hamas erano prontissimi a buttare al macero l'intera idea della Resistenza Armata permettendo che il loro alleato qatariota Al-Thani mettesse al polso del loro principale comandante militare un orologio con GPS usato poi dai militari sionisti per tracciarlo e assassinarlo.

Ancora una volta, la polemichetta tra i migliori alleati di Israele per trent'anni (i generali Mubarakisti) e coloro che volevano 'superarli a destra' schierandosi con l'Emiro più filosionista del Medio Oriente é una battaglia di retroguardia che non incide minimamente sulle sofferenze o sulle prospettive del Popolo di Palestina.

lunedì 1 luglio 2013

Rapporto 'segreto' rivela: Il Princpe Muqrin, ex-'Spymaster' di Riyadh sarebbe ancora in corsa per il trono!

Pur con tutta la cautela possibile e immaginabile riportiamo la notizia di come sulla stampa sionista abbia fatto la sua comparsa un articolo secondo il quale in un documento 'segreto' filtrato fuori dagli ambienti dei servizi e del Ministero degli Esteri, si analizzerebbero le 'chances' residue per Muqrin bin Abdulaziz al-Saoud, Principe già capo supremo dei servizi segreti sauditi, poi giubilato in favore del famigerato 'Bandar Bush', starebbe rafforzando i propri legami e stringendo le fila dei propri sostenitori nel tentativo di presentarsi comunque come credibile candidato e ereditare il trono di Re Abdullah, pur non ricoprendo ora come ora alcuna carica governativa.

La candidatura di Muqrin porrebbe una 'vera' e forte alternativa a quella del figlio di Abdallah, Mutaib, che, con i suoi 'appena' 61 anni garantirebbe però una permanenza al trono più lunga e una capacità di fare politica attiva certamente più incisiva e coerente di quella di un ultraottantenne. Nel corso del testè conclusosi mese di giugno 2013 la stessa rivista Foreign Policy aveva analizzato le lotte di potere interne alla corte dei Saoud vista la nota fragilità della salute dell'attuale Re, concludendo che uno stato di prolungata instabilità o addirittura la caduta della dinastia a causa dei conflitti interni non erano alternativ da scartare totalmente.

mercoledì 26 giugno 2013

Comincia a chiarirsi la lotta per la successione a Riyadh? Re Abdullah sponsorizzerebbe la candidatura del 'figliolo' Mutaib...

Mentre in Qatar si sarebbe già consumato senza colpo ferire il trasferimento dei poteri da parte dell'ormai ex-Emiro Al-Thank verso il primogenito della sua seconda moglie, il Principe (ora Emiro) Tamim, fino a poco fa lasciato a baloccarsi col Paris Saint-Germain e con la presidenza del Comitato Olimpico Qatariota la situazione della possibile successione a Re Abdallah a Riyadh é molto più complicata, tra stoccate e ripicche che scuotono fin nelle fondamenta una costruzione dinastica ormai rosa e pericolante.

Gli sforzi dell'anziano e malato Re Abdallah, che ancora recentemente si é impegnato ad accusare formalmente e a infliggere gli arresti domiciliari al potente ex-Viceministro della Difesa, sarebbero volti a spinanare la strada per il trono al suo pupillo, il figlio Principe Mutaib, Ministro della Guardia Nazionale, formazione armata affidatagli direttamente dal padre.

"Appena" sessantunenne, Mutaib potrebbe essere ben visto dalla Casa Bianca e dalla Lobby sionista che mal sopporterebbero un altro regnante ultraottantenne che giocoforza dovrebbe abbandonare il trono entro pochi anni per morte o senilità.

lunedì 24 giugno 2013

E' ufficiale! Il grosso grasso Emiro del Qatar ha alzato il sederone dal trono: ha abdicato!!

Come annunciato con largo anticipo su queste pagine (sia lode e grazie alle nostre fonti!) é arrivata oggi da Doha la notizia ufficiale che l'Emiro del Qatar Hamad al-Thani ha abdicato al trono in favore dell'erede diretto, il figlio primogenito della seconda moglie, Principe Tamim.

Il 'valzer' sul trono, cui si accompagnano le dimissioni del 'falco' Hamad bin Jassim (eminenza grigia del vecchio Emiro e contemporaneamente Premier e Ministro degli Esteri, invischiato fino al collo nella palude dei finanziamenti ai terroristi anti-Assad), lascia un notevole 'vuoto' nelle attività estere dell'Emirato, che il neo-incoronato potrà colmare solo dopo un periodo di 'assestamento' di alcuni mesi.

Salito al potere con un 'golpe incruento' nel 1995 il regno di Hamad al-Thani ha visto il Qatar passare da paese petrolifero di secondo piano a diretto sfidante dell'Arabia Saudita per il primato fra le monarchie arabe conservatrici, filoamericane e filosioniste, obiettivo perseguito dall'Emiro con spese faraoniche come quelle sostenute per mettere in piedi il network della menzogna wahabita 'Al-Jazeera' (maldestramente imitato dai Sauditi con Al-Arabiya) e per versare cospicue tangenti alla FIFA per assicurarsi i mondiali di calcio 2022.


mercoledì 19 giugno 2013

Hamas cerca di salvare i suoi rapporti con Hezbollah: "Non abbiamo uomini in armi presenti in Siria contro Assad!"

Secondo quanto riportato dal sito-web 'Al Monitor' nove giorni fa un meeting d'urgenza sarebbe stato organizzato tra i leader di Hamas in Libano e i capi di Hezbollah su esplicita richiesta dei primi, scopo dell'incontro sarebbe stato il tentativo di convincere il Movimento di Resistenza sciita che Hamas in quanto movimento non ha una presenza armata in Siria a favore dei terroristi e che membri dell'organizzazione che abbiano eventualmente partecipato agli attacchi contro il Governo e la popolazione locale lo abbiano fatto su base strettamente individuale senza alcuna sanzione ufficiale di Hamas.

La riunione avrebbe avuto successo visto che, dopo avere analizzato a lungo le prove e i documenti forniti da Hamas, Hezbollah avrebbe 'congelato' l'ultimatum recentemente emesso in merito all'abbandono del Libano e avrebbe fatto circolare un documento ai propri aderenti e simpatizzanti (che sarebbe arrivato anche nella redazione del quotidiano libanese 'Al-Akhbar') invitandoli a interrompere denunce e attacchi contro il movimento palestinese.

Di recente le Brigate Qassam avevano denunciato la linea pro-Ikhwan e anti-Assad adottata da certi dirigenti di Hamas, reiterando come l'aiuto siriano, iraniano e di Hezbollah aveva dato ad Hamas (e anche alla Jihad Islamica) le armi e l'addestramento per rispondere a tono all'aggressione sionista dello scorso novembre.

mercoledì 29 maggio 2013

Ultimatum di Hezbollah ad Hamas: "Fuori dal Libano o ne pagherete le conseguenze", la Jihad Islamica solidale con Hezbollah e Assad

Dopo lunghi e fruttuosi anni di solidarietà e coordinazione sembra che tra Hamas ed Hezbollah il tradimento consumato ai danni di Assad dai dirigenti del movimento islamico palestinese abbia scavato un solco insanabile
Un ufficiale della sicurezza di Hezbollah ha dichiarato alla stampa di Beirut come ad Ali Baraka, leader di Hamas in Libano, siano stati dati pochi giorni di tempo per evacuare tutti i dirigenti e i miliziani del suo movimento, considerati indesiderati e collusi coi takfiri alleati dei terroristi mercenari in Siria.

Vi sarebbero a riguardo prove inconfutabili sulla partecipazione di uomini Hamas alle operazioni terroriste in Siria; motivo per cui, dopo lo spostamento del Quartier Generale del movimento da Damasco a Doha il Governo di Assad aveva sequestrato tutte le ex-strutture di Hamas.
Hamas avrebbe chiesto alla Jihad islamica di mediare con Hezbollah la possibilità di farli restare in Libano per un certo periodo di tempo, in modo che possano preparare con cura l'esodo verso altra destinazione, ma la Jihad Islamica, fedele all'Asse della Resistenaz, ha rifiutato recisamente di collaborare coi traditori di Mishaal.

lunedì 8 aprile 2013

Nel campus universitario di Tulkarem studenti sconosciuti "fanno giustizia" del Principe qatariota Al-Thani!

Non capita tutti i giorni di vedere un Emiro penzolare da un cappio, se poi, come é accaduto nello scorso week-end, a fare la figura dell'insaccato appeso a stagionare é una figura mediaticamente molto riconoscibile come l'Emiro Al-Thani del Qatar, si può stare sicuri che, come successo a Tulkarem poche ore fa, il pubblico da lasciare stupito con tanto di naso girato all'insu sicuramente non mancherà, come non é mancato nel cortile dell'Università cisgiordana dove studenti per ora rimasti sconosciuti hanno issato a mezz'aria un simulacro di stracci del potente e ricchissimo sovrano qatariota.

Dopo averlo tenuto a mezz'aria qualche tempo, tra le risate e il ludibrio degli astanti, uno dei suoi costruttori ha decretato una fine particolarmente "flamboyant" per il feticcio, che é stato dato alle fiamme. Sembra che le autorità del campus abbiano lanciato una 'caccia al colpevole' dell'inatteso fuori programma ma che i responsabili possano godere delle simpatie e quindi dell'omertà di gran parte del corpo studenti.

Voci non confermate darebbero i responsabili del gesto come appartenenti all'ala giovanile dell'organizzazione Fatah, storicamente critica delle posizioni conservatrici e filo-wahabite del sovrano del piccolo emirato petrolifero.

domenica 24 marzo 2013

Il Governo di Hamas si lega sempre di più all'Emiro Al-Thani: arrivano nella Striscia macchinari per l'edilizia dal Qatar!

Il Ministro dei Lavori Pubblici del Governo di Gaza Yousef Subhi al-Ghareez ha dichiarato che attraverso il varco di Rafah sono entrati nella Striscia equipaggiamenti e macchinari edili pesanti forniti dal Fondo Qatariota per la Ricostruzione.

Il Ministro ha ringraziato il Qatar e l'Egitto per aver rispettivamente fornito e fatto transitare i mezzi. L'arrivo di questi apparati traduce nei fatti il protocollo firmato al Cairo per permettere la ricostruzione delle parti di Gaza ancora danneggiate dai bombardamenti sionisti con capitali qatarioti.

L'Emiro del Qatar e la sua corte hanno fornito 407 milioni di Dollari Usa per finanziare la ricostruzione di Gaza. Ai prossimi bombardamenti sionisti, visto che gli edifici di Gaza pur ricostruiti non possono certo difendersi da soli, quanti altri ne dovranno fornire?

giovedì 14 febbraio 2013

La bandiera qatariota é tra le più bruciate nelle piazze della rivolta dall'Egitto alla Tunisia, dall'Irak al Barhein!


Il tentativo qatariota di creare una 'rete' di paesi musulmani estremisti influenzati dalle predicazioni wahabite di imam fedeli a Doha, influenzati dalla scorretta propaganda di Al-Jazeera e sostenuti dalle donazioni e dalle mazzette provenienti dalle profonde tasche dell'Emiro Al-Thani sta rapidamente naufragando mano a mano che settori dell'opinione pubblica araba via via più estesi si rendono conto del tentativo del piccolo sceiccato petrolifero di influenzare con la propria ricchezza la politica interna di vari paesi, dall'Egitto alla Tunisia, dalla Siria all'Irak. Tanto che, ormai, le bandiere qatariote vengono bruciate in strada durante le manifestazioni di protesta quasi più spesso di quanto non capiti a quelle israeliane o americane, come confermano le foto di cui sopra e il recente reportage di "Middle East Online". In particolare tra i paesi che più temono l'influenza del Qatar e della sua politica estera filo-wahabita vi sarebbero gli Emirati Arabi Uniti, gelosi della loro indipendenza e l'Algeria che ha già sofferto a lungo per gli attacchi di estremisti salafiti.
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venerdì 11 gennaio 2013

La 'generosità avvelenata' del Qatar verso Gaza: l'Emiro Al-Thani promette clinica cardiologica al ghetto assediato...a che prezzo?

La 'Mezzaluna Rossa Qatariota', in collaborazione con la Mezzaluna Rossa palestinese, ha annunciato il lancio di un progetto mirato a equipaggiare un'unità di chirurgia cardiaca presso l'Ospedale Shifa di Gaza con l'hardware più sofisticato possibile, per un costo complessivo di 2 milioni e 600mila dollari. Alla spesa, oltre al Governo del Qatar, dovrebbe partecipare anche quello della Repubblica Indonesiana.

Non dubitiamo dell'utilità della donazione, non questioniamo l'abilità dei clinici palestinesi (la Striscia di Gaza in proporzione 'sforna' molti più medici che Israele), né dei motivi nobili e umanitari degli Indonesiani, ma, omericamente, "temiamo i Qatarioti anche se recan doni". Ci farebbe molto piacere vedere pazienti cardiaci del ghetto di Gaza trattati in loco e non costretti a mettersi in viaggio verso l'Egitto, ma ci domandiamo se la 'generosità' di Doha (al contrario di quella di Beirut, Damasco e Teheran, che finora si é sempre mostrata disinteressata) non si porti dietro lacciuoli e addentellati.

Ogni anno, nell'enclave costiera palestinese si crea la necessità di effettuale 5000 cateterizzazioni cardiache e circa 900 interventi chirurgici a cuore aperto.
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domenica 6 gennaio 2013

Tre ufficiali di "polizia" libici trovati morti a Istanbul nel loro appartamento: gestivano il traffico di terroristi in direzione della Siria?

Secondo quanto riportato dal quotidiano turco "Radikal", tre uomini di nazionalità libica sono stati trovati morti a Istanbul all'interno dell'appartamento che occupavano ormai da diverse settimane.

Ufficialmente i tre erano membri delle forze di polizia libiche (leggi: ex-miliziani della rivolta anti-Gheddafi passati rapidamente dai panni dei predoni guerriglieri a quelli dei 'poliziotti') che si sarebbero trovati nell'ex-capitale ottomana proprio per seguire 'corsi di addestramento' dai loro colleghi turchi.

Alcuni osservatori locali e commentatori, tuttavia, hanno azzardato l'ipotesi che i tre fossero 'ufficiali di collegamento' incaricati di gestire l'arrivo in turchia di estremisti wahabiti libici o transitanti per la Libia, in maniera da farli poi infiltrare in Siria attraverso il confine settentrionale. In questo caso sulla loro morte si potrebbero fare tutta una serie di più vaste e profonde ipotesi.

Non é la prima volta che la Turchia diventa campo di battaglia tra coloro che cercano di favorire e foraggiare la guerriglia terrorista in Siria e rappresentanti e alleati del Governo di Assad.
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sabato 17 novembre 2012

Il seguito dell'Emiro Al-Thani ha fatto la spia per Sion: che begli "amici" che si sono scelti Mishaal e Marzouk!

Riportiamo la notizia diffusa recentemente dall'outlet all-news in lingua inglese PressTV secondo la quale nel corso della recente visita del despota qatariota al ghetto palestinese assediato di Gaza diversi membri del suo seguito avrebbero approfittato dell'occasione per raccogliere il maggior numero di informazioni riguardo la collocazione delle infrastrutture militari di Hamas e le residenze protette di alcuni suoi leader e le abbiano poi passate all'intelligence militare sionazista, all'epoca già impegnata a programmare il nuovo 'pogrom' militare contro l'enclave costiera.

Questo il risultato del codardo voltafaccia di pochi dirigenti venduti come Khaled Mishaal e Moussa abu Marzouk, che hanno preferito i petrodollari dei sovrani fannulloni sunniti come l'Emiro Al-Thani e Re Saoud all'impegno a sostenere sempre e comunque la Resistenza armata offerto dall'Iran, dalla Siria e da Hezbollah. In questi giorni di martirio e di gloria tutte le armi che stanno facendo pagare cara a israhell la sua aggressione militare sono arrivate nella Striscia grazie all'Asse della Resistenza mentre da Doha e Riyadh sono arrivate, come al solito solo vacue, generiche e inefficaci parole.
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giovedì 8 novembre 2012

Le forze di Assad sequestrano le sedi di Hamas, dove per tredici anni ha vissuto il traditore Mishaal!

Per tredici anni Khaled Mishaal ha vissuto a Damasco, per tredici anni ha goduto dei vantaggi dell'ospitalità di Assad, per tredici anni ha ricevuto la protezione dei servizi segreti siriani. Per tutto questo periodo la Siria senza nessun tornaconto se non il prestigio di confermarsi sostenitrice 'senza se e e senza ma' della Causa Palestinese ha inviato denaro, aiuti, armi alla Resistenza di Hamas.

Hamas é un'organizzazione religiosa di stampo sunnita; la Siria un regime socialista laico, ma ad Assad non importava imporre la sua visione politica ai Palestinesi, lui voleva solo aiutarli, reputando i Palestinesi adulti e maturi abbastanza da scegliere per sé l'organizzazione ideologica, culturale e politica più adatta alle loro esigenze.

Adesso con un tradimento schifoso Mishaal e pochi altri dirigenti di Hamas hanno accettato i denari sauditi e qatarioti e si sono schierati con la feccia terrorista del rattume wahabita importato in Siria da Turchi, CIA, Mossad e politicanti del '14 Marzo' libanese. Per evitare che Hamas usasse le sedi e le strutture ancora presenti in Siria per aiutare il terrorismo assassino le forze di Assad hanno sequestrato ogni immobile, ogni ufficio, ogni veicolo precedentemente nelle disponibilità del movimento palestinese.

Un'ottima notizia che dimostra come non si possa impunemente abusare della generosità siriana.
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venerdì 26 ottobre 2012

Dopo Al-Thani a Gaza ne change rien: morti nei bombardamenti e nei tunnel, i frutti del tradimento di Mishaal e Marzouk!

Abbiamo parlato della recente visita del rotondo petro-monarca Emiro Al-Thani a Gaza, risultato della sorpendente "inversione a U" effettuata da una parte dei dirigenti di Hamas (in primis Khalid Mishaal e Moussa abu Marzouk) che dall'Asse della Resistenza, scivolando su uno sdrucciolevole pendio unto di dollari sunniti-wahabiti, sono precipitati tra le fila dei sostenitori dei ratti anti-Assad, dei sostenitori degli sparatori, manganellatori e gassatori assassini di Manama e di Awamiyah, dei golpisti 'wannabe' di Beirut e Tripoli siriaca.

Ovviamente Mishaal, Marzouk e altri traditori avranno impinguato i loro conti bancari nei paradisi fiscali con questa mossa, o avranno acquisito pregiati lotti di proprietà immobiliari in Giordania, ad Abu Dhabi e, (perché no?) magari anche a Tel Aviv o ad Eilat (cioé Umm Rashrash), visto quanto Al-Thani e buon, anzi, ottimo amico della leadership sionista che occupa la Palestina.

Ma la gente di Gaza, quella che ha maledetto l'arrivo del grasso emiro nel ghetto affamato e strangolato, quella che quotidianamente lotta per procurarsi cibo, medicine, carburante; non ha percepito alcun cambiamento, alcuna differenza nelle proprie tribolazioni salvo che prima esse si potevano lenire con la consapevolezza di stare soffrendo per la conduzione di una lotta eroica in nome della Resistenza all'occupazione ebraica e ai suoi arbitri, adesso invece ogni privazione, ogni dolore brucia di più sapendo che la Striscia, liberata nel 2004 e difesa nel 2009 dal coraggio dei Martiri é in mano a burattini che pensano solo alla propria sopravvivenza.
 Nella giornata di ieri Ahmed Harazallah, ferito gravissimamente nel corso degli ultimi attacchi militari sionisti contro Rafah é perito, portando il numero dei morti negli ultimi 'raid' a otto. Sorte non diversa é toccata a uno de lavoratori nei "tunnel della vita", appena ventiduenne, dal nome ancora sconosciuto, che é stato estratto cadavere dalla galleria che gli era crollata addosso per uno smottamento.
Morti nei bombardamenti, morti a causa dello strangolamento ebraico, ma a Mishaal e Marzouk questo non importa, loro brindano col loro nuovo amico Al-Thani: "Cin cin, traditori! Bottoms up!".
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