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martedì 31 marzo 2015

Il tricolore irakeno sventola sulla cupola della Grande Moschea di Tikrit!! Conquistati anche l'Ospedale Generale ed edifici pubblici!!

Le truppe dell'Esercito Irakeno operando di concerto in varie aree della città di Tikrit sono riuscite a scovare ed eliminare almeno quaranta franc-tireurs dell'ISIS e altri 'pavoliniani' del Califfato, che si sono lasciati uccidere come topi nei loro buchi piuttosto che cedere le armi e sperare nella clemenza dei vincitori.

Un importante numero di strutture sono tornate completamente sotto il controllo delle forze governative, che con orgoglio vi hanno issato il tricolore nazionale irakeno a significare anche simbolicamente la fine del regno di terrore takfiro. Fra tutte spiccano la Grande Moschea, l'Ospedale Generale, il Dipartimento di Medicina e altri edifici pubblici.

mercoledì 25 marzo 2015

Artificieri irakeni alle prese con seimila mine e bombe lasciate dai ratti dell'ISIS in tutta Tikrit!

Aiutate dai volontari sciiti e dai miliziani sunniti di clan e tribù locali le forze irakene hanno ripreso con calma metodica le operazioni di liberazione di Tikrit e dintorni; la città é praticamente svuotata dai  terroristi, di cui rimarranno sì e no poche dozzine di esemplari, ma purtroppo é ancora pesantemente infestata da mine, bombe e trappole esplosive che, in numero di circa seimila (sic) sono state sparse in ogni dove dai fanatici dell'ISIS.

martedì 24 marzo 2015

Attacchi aerei in grande stile con jet ed elicotteri sulle posizioni takfire attorno a Tikrit! Tutti ovviamente Made in Irak!!

In una sorta di implicita risposta agli allarmisti che parlavano di 'ritirata irakena da Tikrit' il Ministro della Difesa di Bagdad Khaled Obeidi ha rilasciato numerose foto e registrazioni filmate di attacchi e raid aerei ed elicotteristici compiuti in queste ore contro posizioni dei tagliagole dell'ISIS in città e nei suoi dintorni.

Gli attacchi, tutti compiuti dai 'tank volanti' Sukhoi e dai solidi e affidabili elicotteri d'attacco forniti dalla Russia arrivano poco dopo che il Comandante Hadi al-Ameri aveva dichiarato apertamente che ogni genere di intervento americano nella campagna anti-ISIS é totalmente superfluo e non gradito.

mercoledì 25 febbraio 2015

Obeidi e Dehqan parlano al telefono; l'Iran dichiara che sosterrà militarmente Bagdad anche dopo la scomparsa dell'ISIS!!

Il Ministro della Difesa iraniano Hossein Dehqan ha espresso al suo collega di Bagdad Khaled Obeidi l'intenzione della Repubblica Islamica di continuare a migliorare e approfondire la cooperazione militare con l'Irak non solo fino alla completa sconfitta dell'ISIS ma anche oltre.

La dichiarazione é arrivata nella giornata di ieri, tramite una conversazione telefonica. I due Ministri hanno poi affrontato varie questioni tecniche, in buona parte collegate con il prossimo passo offensivo che dovrebbe vedere le forze armate irakene strappare al Daash il controllo della città di Mosul.

giovedì 1 gennaio 2015

Accordi di cooperazione militare tra Iran e Irak firmati a Teheran dopo i funerali di Hamid Taqavi!!

Dopo avere assistito ai funerali del Generale-martire della Guardia Rivoluzionaria Hamid Taqavi il Ministro della Difesa irakeno Khaled al-Obeidi si é trattenuto a Teheran dove ha siglato importanti memorandum di cooperazione militare che legheranno lo Stato mesopotamico alla Repubblica Islamica negli anni a venire.

Nella foto riportata vedete il momento della sigla di alcuni degli accordi: si riconosce il responsabile della difesa iraniano, Generale Hossein Dehqan e il Capo di SM dell'Esercito irakeno che assiste il suo superiore.

In una conferenza stampa successiva Al-Obeidi ha dichiarato: "Non esiste altra opzione per l'Irak al di fuori della cooperazione con l'Iran, che già ha fatto molto per aiutarci ad affrontare la minaccia dell'ISIS e che ancora più si é impegnato a fare in futuro".

La nomina di Al-Obeidi al dicastero della Difesa, avvenuta lo scorso ottobre, é stata molto significativa, visto che egli é nativo di Mosul, capoluogo del Nord ancora sotto il controllo dei takfiri del califfato.

venerdì 21 novembre 2014

Il Ministro irakeno Obaidi: "Nessuna forza armata straniera metterà mai piede sul nostro terrirorio!"

Il Ministro della Difesa irakeno Khaled Obaidi, la cui nomina  nello scorso ottobre arrivò proprio nel momento del 'punto di svolta' delle vicende militari che vedevano le forze governative di Bagdad e le milizie e i corpi ausiliari volontari  contrapposte alla ferocia dei tagliagole dell'ISIS ha dichiarato l'inizio di una strategia di lungo respiro per il miglioramento e l'approfondimento dell'addestramento di base dell'Esercito.
Creato dagli invasori americani nel periodo della loro illegale occupazione della Mesopotamia tra il 2003 e il 2010 il cosiddetto nuovo esercito irakeno non fu mai veramente messo nelle condizioni di poter operare autonomamente come la forza armata di un paese indipendente e sovrano, questo perché nei piani della Casa Bianca l'Irak avrebbe dovuto rimanere un'entità debole e zoppicante costretta ad appoggiarsi in eterno alla 'stampella' a stelle e strisce.

Quando infine Nouri al-Maliki diede l'aut-aut a Obama "Fuori di qui entro fine 2011" (significativamente sostenuto da Moqtada al-Sadr) anche ogni serio tentativo di fornire armi semi-moderne a Bagdad venne immediatamente arrestato, come dimostrano le successive 'querelle' che hanno portato l'Irak a rivolgersi a Mosca.

Obaidi, parlando di fronte ai cadetti usciti dall'accademia Imam Ali di Nassiriya ha ribadito che non permetterà alcun tipo di attività militare a truppe americane o straniere sul suolo irakeno e che, visti i miserabili risultati ottenuti finora, anche gli attacchi aerei che é stato permesso ad aviazioni straniere di compiere in territorio irakeno potrebbero essere presto sottoposti a una radicale revisione e venire quindi fermati.

mercoledì 5 novembre 2014

Il Ministro della Difesa irakeno riceve l'ambasciatore iraniano; ringrazia per l'aiuto contro l'ISIS e preme per nuovi accordi!

Il Ministro della Difesa irakeno, Khaled Obaidi, la cui nomina segnò (come puntualmente riportato su queste pagine) l'uscita dalla fase di 'Emergenza Acuta' scattata a metà giugno col 'blitz' dell'ISIS contro Mosul e altre località del Centro-Nord della Mesopotamia, ha ricevuto la visita dell'ambasciatore della Repubblica Islamica in Irak, Hassan Danaifar.

Il rappresentante iraniano ha ricevuto con piacere le lodi tributategli da Obaidi per la stretta cooperazione Teheran-Bagdad riguardo le questioni di sicurezza e, una volta presa la parola, ha espresso la prontezza e la disposizione della Repubblica Islamica a sostenere ulteriormente il vicino Irak nella sua lotta contro il terrorismo takfiro.

L'Irak ha già ricevuto molte armi 'made in Iran' e persino esemplari di jet ex-irakeni confiscati da Teheran nel corso degli eventi della Guerra del Golfo del 1991, rimodernati e mantenuti al top dell'efficienza.

Ufficiali dell'IRGC iraniana sono inoltre presenti sul campo e spesso hanno condotto delicate e vittoriose operazioni mettendosi a capo di forze combinate dell'Esercito irakeno e delle milizie volontarie sciite. Altri consulenti militari, invece, si sono uniti a colleghi russi in una 'camera di consulto' che si interfaccia coi capi dell'Esercito e dell'antiterrorismo irakeno.

domenica 19 ottobre 2014

L'Irak esce dall'emergenza nominando ufficialmente i Ministri dell'Interno e della Difesa!!

In un importante sviluppo della situazione politica interna che, insieme ai recenti sviluppi positivi della campagna militare contro l'ISIS dimostra come il paese sia ormai uscito dalla fase emergenziale iniziata a metà giugno 2014, il Parlamento di Bagdad ha approvato le nomine di Khaled Obaidi e Mohamed Ghabban alle cariche di Ministri dell'Interno e della Difesa.

Finora questi due critici portafogli erano mantenuti ad interim dal Premier Haider Abadi. Il miglioramento delle condizioni di sicurezza interna ha liberato lo spazio di manovra politico per discutere di candidature permanenti ai due alti scranni che sono state affidate a un esponente di Itihad al-Quwa al-Wataniyah per quello della Difesa e a uno del Blocco Badr per gli Interni.

Vogliamo rimarcare come la scelta del Premier di mantenere per sé le due cariche durante il periodo di pericolo per l'unità nazionale si sia rivelata vincente e non un segno di debolezza come qualche commentatore superficiale e avventato si era spinto ad affermare (anche nelle nostre colonne dei commenti!) e come le recenti notizie allarmistiche rimandate da canali qatarioti, sauditi e dubaini fossero mirate a far mancare la calma e la pazienza necessaria agli accordi parlamentari necessari proprio per queste nomine.