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venerdì 28 ottobre 2011

Yehya Sinwar ringrazia le forze di sicurezza di Hamas: "E' grazie a voi se io e i miei compagni di prigionia siamo ora liberi!"


Il rinomato e rispettato dignitario di Hamas Yehya as-Sinwhar, recentemente liberato dalle prigioni sioniste ha salutato il Ministro degli Interni palestinese e le forze di sicurezza al suo comando, estendendogli le sue più vive congratulazioni per il ruolo decisivo svolto nel tenere segreta la locazione di Gilad Schalit per oltre cinque anni, soffocando sul nascere ogni velleità dell'occupazione di liberarlo con un 'colpo di mano'.

"Gli apparati di sicurezza della Striscia di Gaza hanno fatto a pezzi la narrativa della presunta 'invincibilità' dei servizi segreti del Regime ebraico"; ha dichiarato Sinwhar nel corso di una cerimonia tenutasi per onorare gli ex-prigionieri rilasciati proprio in cambio dell'Ebreo francese arruolatosi nelle truppe d'occupazione.

Nel 2006 Hezbollah, bloccando e respingendo l'invasione sionista, completò la distruzione della narrativa sull'invincibilità delle truppe israeliane, costruita nel corso dei decenni attraverso una propaganda martellante che presentava vigliacche aggressioni alle spalle come quelle del 1956 e del 1967 come 'brillanti vittorie' e minimizzava invece le vittorie arabe di Karameh, della Guerra di Attrito, della Guerra del Ramadan. Adesso é stato Hamas a sfatare l'altro 'mito', costruito tramite la glorificazione di veri e propri atti di terrorismo internazionale (rapimenti, assassinii) che hanno visto protagonisti in tutto il mondo le spie e i sicari di Tel Aviv.
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venerdì 7 ottobre 2011

Nella Striscia di Gaza in costante emergenza umanitaria arriva il convoglio di aiuti "Miles of Smiles 6"!


Come in precedenza annunciato, il sesto convoglio di aiuti 'Miles of Smiles' é riuscito a raggiungere il ghetto assediato di Gaza con circa 100 tonnellate di medicinali e altre provviste mediche; anche se apparentemente impressionante in senso assoluto il carico di aiuti non rappresenta che un temporaneo sollievo nella costante e perdurante emergenza sanitaria e umanitaria che, a causa dell'assedio sionista, disumano e illegale, ha trasformato l'enclave costiera palestinese nel più grande carcere a cielo aperto del mondo, una prigione con un milione e secicentocinquantasettemila detenuti, premuti in meno di quattrocento chilometri quadrati (la sesta densità di popolazione al mondo, dopo Macao, Montecarlo, Singapore, Hong Kong e Gibilterra).

Accompagnato da quarantun volontari internazionali (Europei, asiatici e africani) Miles of Smiles 6, come tutte le carovane solidali che lo hanno preceduto, ha l'obiettivo, oltre che di portare beni e generi disperatamente richiesti dalla popolazione di Gaza, anche di aumentare la coscienza e la consapevolezza del 'mondo esterno', troppo spesso anestetizzato dalle balle e dalle menzogne dell'Hasbara made in Israel, propalata dai complici e sodali dell'occupazione annidati nella comunità dei media, nei partiti e nelle compagini di governo europee e americane, nelle istituzioni sovranazionali.

Poche ore prima dell'arrivo del convoglio Miles of Smiles, sempre nella giornata di giovedì 6 ottobre, altre due delegazioni, una tunisina e una tedesca, hanno concluso le loro rispettive visite alla Striscia assediata tenendo conferenze stampa: in quella della società cristiana 'Pax Christi' Wiltrud Rosch-Metzler ha dichiarato ai rappresentanti dei media: "E' fondamentale che ognuno di noi continui il proprio lavoro contro questo assedio illegale"; l'attivista del convoglio tunisino 'Karameh' Sabrin al-Areebi, invece, ha dichiarato: "Siamo qui per mostrare non solo compassione, ma anche e soprattutto solidarietà con i nostri fratelli e sorelle palestinesi, sostenendoli nella loro lotta per una vita decente e dignitosa".

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domenica 25 settembre 2011

Arriva a Gaza il convoglio di aiuti 'Karameh', proveniente dalla Tunisia liberata!


Il convoglio umanitario "Karameh" (='Dignità'), proveniente dalla Tunisia, é arrivato a Gaza nella giornata di sabato attraverso il varco di confine di Rafah, portando svariate tonnellate di beni che miglioreranno almeno un po' le condizioni della popolazione provata da quasi cinque anni di strangolamento economico sionista.

Fonti giornalistiche della Striscia hanno dichiarato che le autorità di confine egiziane hanno fermato l'intero convoglio per quasi due giorni per una lunga ispezione, acconsentendo quindi all'entrata dei beni ma non dei veicoli che li trasportavano; la carovana di solidarietà aveva lasciato l'aeroporto di Cartagine circa dieci giorni addietro.

I membri della spedizione Karameh saranno ospiti delle autorità di Gaza e prenderanno visione delle gravi conseguenze dell'illegale assedio israeliano su tutte le attività della Striscia: da quelle economiche a quelle sanitarie, educative e assistenziali.
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sabato 7 maggio 2011

La Fratellanza musulmana giordana al piccolo re hascemita: "Hamas deve riaprire subito la sua sede di Amman!"


Il più grande partito di opposizione giordano "Fronte d'Azione Islamica" ha ufficialmente invitato il reuccio Hascemita Abdallah a permettere che il leader di Hamas Khaled Mishaal visiti ufficialmente Amman e riapra l'ufficio del Movimento musulmano di Resistenza nella capitale del reame.

Murad al-Adayla, dirigente del Fronte incaricato degli "Affari palestinesi", ha dichiarato in un comunicato stampa rilasciato il quattro maggio 2011 che il Governo dovrebbe "immediatamente riconsiderare" le sue relazioni con Hamas, alla luce dello storico 'reapprochement' siglato in settimana al Cairo, col quale si é ricostituita l'unità nazionale di tutte le fazioni e i partiti politici palestinesi.

Al-Adayla ha commentato come sia "preciso dovere" del sovrano sostenere in ogni modo l'accordo e aiutare a garantirne il futuro successo, ciò che sarebbe non soltanto umanamente ed eticamente giusto, ma anche utile alla sicurezza interna giordana, direttamente legata agli sviluppi della Questione palestinese, come testimoniata da tanti eventi della storia recente e remota dello Stato transgiordano.

Il Fronte d'Azione Islamica ritiene che la riconciliazione palestinese sia un frutto importante e prezioso del moto di rinnovamento in senso democratico del Mondo Arabo, e che esso continuerà a modificare scenari ed equilibri ancora per molto tempo.



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