Quando la scorsa estate abbiamo annunciato la cattura di due militari della forza di aggressione sionista che si era scatenata contro il quasi inerme ghetto assediato di Gaza eravamo stati investiti da torrenti di insulti da parte dei sionisti che (inopinatamente) sembrano frequentare queste pagine riguardo il fatto che il regime ebraico avesse ripetutamente negato che qualunque MIA tra le file delle sue truppe fosse effettivamente caduto in mano ad Hamas o ad altre forze della Resistenza.
Non più di qualche giorno dopo, però, questi dinieghi cadevano in contraddizione quando emergeva che Abu Obeida, portavoce ufficiale delle Brigate Qassam, aveva replicato a un tentativo sionista di stabilire una trattativa per il loro rilascio invitando prima Tel Aviv a fornire una lista completa dei collaborazionisti di Gaza in cambio di prove dell'esistenza in vita dei soldati dispersi in azione.
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martedì 31 marzo 2015
Smentite le 'balle di guerra' di Tel Aviv! Il regime ebraico cerca di ottenere la liberazione dei prigionieri catturati da Hamas!
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mercoledì 13 agosto 2014
Abu Obeida: "Volete informazioni sui prigionieri di guerra? Rivelateci i nomi dei vostri agenti a Gaza!!"
Una lista il più possibile completa e dettagliata di quegli abitanti di Gaza che collaborano col regime ebraico in cambio di informazioni sui prigionieri di guerra catturati dai militanti delle Brigate Qassam durante i giorni di battaglia tra luglio e inizio agosto.
Questa la netta e chiara proposta di Abu Obeida, portavoce dell'ala militare di Hamas, a Tel Aviv, recapitata nell'ultimo dei tre giorni di tregua temporanea dopo una prima ripresa, a bassa intensità, a dire il vero, delle ostilità tra l'illegale occupazione sionista e i coraggiosi difensori del ghetto costiero assediato.
Questa notizia dimostra la quantità degli strumenti di pressione politici, psicologici, militari ed economici che Gaza può gestire contro Tel Aviv mentre a dispetto della sua sbandierata 'iperpotenza' rispetto alla piccola enclave litoranea il Governo di Benji Netanyahu si strova in un vero e proprio cul de sac.
Questa la netta e chiara proposta di Abu Obeida, portavoce dell'ala militare di Hamas, a Tel Aviv, recapitata nell'ultimo dei tre giorni di tregua temporanea dopo una prima ripresa, a bassa intensità, a dire il vero, delle ostilità tra l'illegale occupazione sionista e i coraggiosi difensori del ghetto costiero assediato.
Questa notizia dimostra la quantità degli strumenti di pressione politici, psicologici, militari ed economici che Gaza può gestire contro Tel Aviv mentre a dispetto della sua sbandierata 'iperpotenza' rispetto alla piccola enclave litoranea il Governo di Benji Netanyahu si strova in un vero e proprio cul de sac.
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venerdì 1 agosto 2014
Ecco Hadar Goldin, il secondo prigioniero catturato dalle Brigate Qassam!!
Siamo in grado di confermare che nell'azione militare di Rafah seguita al tentativo sionista di proseguire le attività belliche nonostante l'annunciata tregua di 72 ore un militare sionista col grado di Sottotenente, rispondente al nome di Hadar Goldin é caduto in mano ai combattenti delle Brigate Qassam.
Questo evento aumenta enormemente le capacità di negoziato dei Palestinesi di Gaza che hanno due prigionieri di guerra da mettere sul tavolo (per il solo Gilad Schalit furono liberati oltre mille Palestinesi rapiti dall'entità sionista).
Questo evento aumenta enormemente le capacità di negoziato dei Palestinesi di Gaza che hanno due prigionieri di guerra da mettere sul tavolo (per il solo Gilad Schalit furono liberati oltre mille Palestinesi rapiti dall'entità sionista).
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La tregua é una chimera, Tel Aviv la rompe subito ma subisce lo smacco di un secondo prigioniero!!
Ovviamente la 'tregua' che Tel Aviv aveva dichiarato di accettare é franata poco meno di quattro ore dopo il suo inizio ufficiale visto che le truppe sioniste nel Sud della Striscia hanno cercato di continuare la ricerca di tunnel della Resistenza; un commando palestinese li ha affrontati infliggendo loro due perdite e, soprattutto, catturando uno degli invasori.
Possiamo immaginare lo stridore di denti nell'ufficio di Benji Netanyahu che poteva approfittare del respiro di settantadue ore per trovare una via d'uscita diplomatica dal vicolo cieco in cui il suo insensato ordine di attaccare la Striscia di Gaza lo aveva infilato e invece adesso deve affrontare la vergogna di avere non solo Aaron Shaul ma adesso addirittura un secondo militare nelle mani dei resistenti palestinesi.
Nell'operazione 'Cast Lead' le forze sioniste avevano perso 121 caduti e zero prigionieri; adesso, dopo meno di un mese dall'inizio degli scontri, l'esercito di Tel Aviv ha già incassato 135 morti e due prigionieri..
Possiamo immaginare lo stridore di denti nell'ufficio di Benji Netanyahu che poteva approfittare del respiro di settantadue ore per trovare una via d'uscita diplomatica dal vicolo cieco in cui il suo insensato ordine di attaccare la Striscia di Gaza lo aveva infilato e invece adesso deve affrontare la vergogna di avere non solo Aaron Shaul ma adesso addirittura un secondo militare nelle mani dei resistenti palestinesi.
Nell'operazione 'Cast Lead' le forze sioniste avevano perso 121 caduti e zero prigionieri; adesso, dopo meno di un mese dall'inizio degli scontri, l'esercito di Tel Aviv ha già incassato 135 morti e due prigionieri..
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domenica 20 luglio 2014
BINGO!!!! Le Brigate Qassam catturano il soldato sionazista Aaron Shaul!! I Palestinesi hanno il nuovo Schalit!!
Il portavoce ufficiale delle Brigate Qassam Abu Obeida ha appena annunciato in una conferenza stampa ufficiale che le forze militari di Hamas durante uno scontro armato con gli aggressori sionazisti sono riuscite a catturare il soldato Aaron Shaul e a portarlo in un luogo di prigionia segreto.
Shaul, di cui possiamo mostrarvi immediatamente una foto grazie ai nostri contatti in Gaza che ce ne hanno immediatamente linkata una, verrà trattenuto dalla Resistenza fino a quando non saranno negoziati termini accettabili per il suo rilascio, che comprenderanno certamente il ritiro delle forze d'attacco che in questi giorni hanno matoriato il ghetto assediato di Gaza e probabilmente anche il rilascio di molte centinaia di prigionieri politici palestinesi.
Per confermare la sua cattura nel corso della conferenza stampa sono stati mostrati i documenti e il libretto di paga del militare. Porgiamo le nostre più calorose e sentite congratulazioni ai militi delle Brigate Qassam! Possa il prigioniero Shaul essere il nuovo Schalit ed essere seguito da altre 'prede'!!!!
Shaul, di cui possiamo mostrarvi immediatamente una foto grazie ai nostri contatti in Gaza che ce ne hanno immediatamente linkata una, verrà trattenuto dalla Resistenza fino a quando non saranno negoziati termini accettabili per il suo rilascio, che comprenderanno certamente il ritiro delle forze d'attacco che in questi giorni hanno matoriato il ghetto assediato di Gaza e probabilmente anche il rilascio di molte centinaia di prigionieri politici palestinesi.
Per confermare la sua cattura nel corso della conferenza stampa sono stati mostrati i documenti e il libretto di paga del militare. Porgiamo le nostre più calorose e sentite congratulazioni ai militi delle Brigate Qassam! Possa il prigioniero Shaul essere il nuovo Schalit ed essere seguito da altre 'prede'!!!!
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giovedì 10 aprile 2014
La Jihad Islamica Palestinese predica la cooperazione tra fazioni per catturare nuovi soldati sionisti!!
La Jihad Islamica Palestinese ha ufficialmente ripetuto il proprio invito agli attori della Resistenza armata (in primo luogo le sue stesse Brigate Al-Quds) a rapire militari dell'occupazione ebraica da usare come merce di scambio con prigionieri palestinesi.
La tattica, già sfruttata in passato, ha portato a enormi successi come nel caso dell'ebreo francese Gilad Schalit, rilasciato in cambio di centinaia e centinaia di prigionieri, alcuni dei quali veri e propri eroi ed eroine della lotta per la Liberazione della Palestina.
Ahmad al-Modallal, dirigente della Jihad, ha dichiarato: "E' dovere di tutte le fazioni della Resistenza armata cooperare al fine di liberare i nostri prigionieri, di tutti i metodi sperimentati finora quello che offre le migliori garanzie di successo é il sequestro di militari dell'entità sionista".
Modallal ha altresì dichiarato la propria sfiducia in qualunque genere di 'trattativa' col regime ebraico, evidenziando come in vent'anni di 'negoziati' i cacicchi di Fatah non abbiano ottenuto altro che di permettere a Tel Aviv di fagocitare sempre più terra palestinese e opprimere sempre più odiosamente il Popolo di Palestina.
La tattica, già sfruttata in passato, ha portato a enormi successi come nel caso dell'ebreo francese Gilad Schalit, rilasciato in cambio di centinaia e centinaia di prigionieri, alcuni dei quali veri e propri eroi ed eroine della lotta per la Liberazione della Palestina.
Ahmad al-Modallal, dirigente della Jihad, ha dichiarato: "E' dovere di tutte le fazioni della Resistenza armata cooperare al fine di liberare i nostri prigionieri, di tutti i metodi sperimentati finora quello che offre le migliori garanzie di successo é il sequestro di militari dell'entità sionista".
Modallal ha altresì dichiarato la propria sfiducia in qualunque genere di 'trattativa' col regime ebraico, evidenziando come in vent'anni di 'negoziati' i cacicchi di Fatah non abbiano ottenuto altro che di permettere a Tel Aviv di fagocitare sempre più terra palestinese e opprimere sempre più odiosamente il Popolo di Palestina.
martedì 24 dicembre 2013
Samir Issawi é LIBERO e un grande "VAFFANCULO" al 'divieto di feste' imposto da Israhell!
Come dimostrano queste foto non ha avuto molto effetto il "divieto" di festeggiamenti emanato dalle autorità sionaziste con minacce verso i familiari di Samir Issawi, detenuto-eroe che, ingiustamente ri-arrestato dopo la sua liberazione del 2011 ha digiunato per 266 giorni per ottenere di venire nuovamente rilasciato.
Circa duemila persone hanno accompagnato in corteo l'ex-detenuto verso il villaggio di Issawiya, da cui la sua stessa famiglia prende il nome, portandolo a braccia, cantando e applaudendo.
Davanti alla semplice casa i familiari hanno eretto una padiglione dove hanno intrattenuto gli ospiti con té, dolci, ringraziandoli della loro solidarietà e del loro sostegno alla lunga lotta di Samir contro gli abusi e le prepotenze del regime ebraico.
Circa duemila persone hanno accompagnato in corteo l'ex-detenuto verso il villaggio di Issawiya, da cui la sua stessa famiglia prende il nome, portandolo a braccia, cantando e applaudendo.
Davanti alla semplice casa i familiari hanno eretto una padiglione dove hanno intrattenuto gli ospiti con té, dolci, ringraziandoli della loro solidarietà e del loro sostegno alla lunga lotta di Samir contro gli abusi e le prepotenze del regime ebraico.
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lunedì 23 dicembre 2013
Israhell, meschino regime dell'Apartheid, terrorizzato dalla dignità di Samir Issawi 'proibisce' festeggiamenti per la sua liberazione!
Si attende a momenti la liberazione del prigioniero-eroe palestinese Samir Issawi, che dopo essere stato liberato nel 2011 e riarrestato poche settimane dopo dai vigliacchi agenti sionisti ha sopportato il più lungo sciopero della fame nella Storia (266 giorni) piegando con la sua determinazione i suoi disonesti carcerieri.
Il tribunale del regime ebraico illegale ad aprile aveva commutato la sua sentenza da 19 anni ad 8 mesi, stabilendo che una volta scontatili avrebbe potuto tornare finalmente libero. Ma tale é stata la paura per le conseguenze della sua liberazione che suo fratello (a sua volta ex-prigioniero) e suo padre sono stati 'convocati' dalle autorità sioniste che hanno 'intimato' loro di non tenere alcuna celebrazione pubblica per il ritorno a casa di Samir.
Tutto il Popolo di Palestina sa, celebrazioni pubbliche o meno, che la liberazione di Issawi é una ENORME VITTORIA che dimostra che soltanto con la volontà incrollabile di sfidare e resistere l'occupazione ebraica sarà possibile affermare i propri Diritti Inalienabili.
Il tribunale del regime ebraico illegale ad aprile aveva commutato la sua sentenza da 19 anni ad 8 mesi, stabilendo che una volta scontatili avrebbe potuto tornare finalmente libero. Ma tale é stata la paura per le conseguenze della sua liberazione che suo fratello (a sua volta ex-prigioniero) e suo padre sono stati 'convocati' dalle autorità sioniste che hanno 'intimato' loro di non tenere alcuna celebrazione pubblica per il ritorno a casa di Samir.
Tutto il Popolo di Palestina sa, celebrazioni pubbliche o meno, che la liberazione di Issawi é una ENORME VITTORIA che dimostra che soltanto con la volontà incrollabile di sfidare e resistere l'occupazione ebraica sarà possibile affermare i propri Diritti Inalienabili.
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martedì 23 aprile 2013
Vittoria! Samir Issawi ottiene di venire liberato dopo mesi di lotta e di sciopero della fame a oltranza!
"Non esiste arma nell'arsenale repressivo del regime di occupazione sionista della Palestina che possa piegare la determinazione di un combattente palestinese che abbia deciso di non arrendersi". Nulla meglio che una parafrasi delle storiche parole di Bobby Sands può commentare la lieta, attesa notizia della vittoria della pazienza, del coraggio e dello spirito di sacrificio di Samir Issawi, militante 32enne, che ha smesso di ingerire ogni tipo di cibo solido otto mesi fa.
Nonostante l'idratazione e l'iniezione di vitamine, con ogni probabilità Issawi si é procurato gravi danni alla salute con questo lunghissimo sciopero della fame e tuttavia si é sempre dichiarato prontissimo a portarlo avanti fino alle estreme conseguenze nel caso che non fosse riuscito a convincere il regime ebraico a rilasciarlo.
Liberato nell'autunno 2011 insieme ad altre centinaia di detenuti politici in cambio del rilascio dell'Ebreo francese Gilad Schalit Issawi era poi stato ri-arrestato illegalmente da forze israeliane che avevano accampato scuse poco credibili per motivare il loro gesto provocatorio.
Nonostante l'idratazione e l'iniezione di vitamine, con ogni probabilità Issawi si é procurato gravi danni alla salute con questo lunghissimo sciopero della fame e tuttavia si é sempre dichiarato prontissimo a portarlo avanti fino alle estreme conseguenze nel caso che non fosse riuscito a convincere il regime ebraico a rilasciarlo.
Liberato nell'autunno 2011 insieme ad altre centinaia di detenuti politici in cambio del rilascio dell'Ebreo francese Gilad Schalit Issawi era poi stato ri-arrestato illegalmente da forze israeliane che avevano accampato scuse poco credibili per motivare il loro gesto provocatorio.
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giovedì 18 aprile 2013
Dopo Haniyeh anche Mishaal assicura: "Hamas può liberare molti altri prigionieri politici!", dai Khaled, facci vedere come!
Soltanto qualche giorno fa commentavamo l'uscita di Ismail Haniyeh che in una dichiarazione ufficiale aveva dichiarato la capacità del Movimento Hamas di ottenere la liberazione di un nuovo importante numero di prigioneri politici palestinesi; ricordando la brillante maniera in cui, tenendo nascosto agli agenti del regime ebraico il luogo di detenzione di Schalit Hamas aveva ottenuto il rilascio di oltre mille detenuti, ammettevamo che piuttosto che alla collaborazione coi wahabiti siriani e all'asservimento della Causa palestinese ai desideri sauditi e qatarioti la dirigenza del Movimento fosse tornata a discutere di Resistenza attiva contro il nemico sionista, questo poteva certo rivelarsi possibile.
Adesso, a pochi giorni di distanza lo stesso tipo di dichiarazione é stata ripetuta da Khaled Mishaal; artefice, insieme all'altro traditore Moussa Abu Marzouk, dell'inversione di marcia che ha portato il Movimento Hamas ad allontanarsi da Siria e Iran e a correre tra le braccia degli emirati petroliferi del Golfo, fedeli servitori di Usa e Israele, offendendo e spregiando la memoria di migliaia di martiri che nel corso di un quarto di secolo si sono immolati lottando contro il regime ebraico: dallo Sceicco Yassin, a Rantisi, fino all'ultima vittima della Guerra degli Otto Giorni.
Vorremmo veramente vedere come Mishaal intende riuscire a liberare anche solo mezzo prigioniero politico dalla sua nuova posizione di cagnolino scodinzolante sotto il tavolo del pingue Emiro al-Thani, lo invitiamo a stupirci!!
Adesso, a pochi giorni di distanza lo stesso tipo di dichiarazione é stata ripetuta da Khaled Mishaal; artefice, insieme all'altro traditore Moussa Abu Marzouk, dell'inversione di marcia che ha portato il Movimento Hamas ad allontanarsi da Siria e Iran e a correre tra le braccia degli emirati petroliferi del Golfo, fedeli servitori di Usa e Israele, offendendo e spregiando la memoria di migliaia di martiri che nel corso di un quarto di secolo si sono immolati lottando contro il regime ebraico: dallo Sceicco Yassin, a Rantisi, fino all'ultima vittima della Guerra degli Otto Giorni.
Vorremmo veramente vedere come Mishaal intende riuscire a liberare anche solo mezzo prigioniero politico dalla sua nuova posizione di cagnolino scodinzolante sotto il tavolo del pingue Emiro al-Thani, lo invitiamo a stupirci!!
sabato 13 aprile 2013
Haniyeh dichiara: "Hamas può liberare altri prigionieri politici palestinesi!" Bene! Bravo! Lo invitiamo a farlo oltre che a dirlo!!
In un messaggio ai media rilasciato nella giornata di oggi il Premier palestinese insediato a Gaza, Ismail Haniyeh, ha dichiarato che il Movimento Hamas, così come nell'autunno 2011 é riuscito a ottenere la libertà per molte centinaia di detenuti politici in cambio dell'ebreo francese Gilad Schalit, può ottenere il rilascio "di molti altri detenuti ancora".
Vista la maniera brillante e impeccabile con cui l'invasore Schalit é stato tenuto al riparo da ogni tentativo di 'colpo di mano' del regime ebraico, non dubitiamo che ciò, almeno in linea teorica sia possibile; tuttavia, dal punto di vista pratico, ci chiediamo come questo possa avvenire quando la maggior parte dell'alta dirigenza del Movimento (Meshaal, Marzouk...) sta attivamente amoreggiando con gli emiri wahabiti del petrolio, fedeli esecutori dei desiderata sionisti in mezzo Medio Oriente.
Avanti, Mr. Haniyeh, faccia seguire dei fatti alle sue parole: raduni i dirigenti, i comandanti di Hamas e delle sue Brigate che ancora credono nella lotta e nella Resistenza, coloro che hanno ringraziato e omaggiato l'Iran e l'Asse della Resistenza durante e dopo la Guerra degli Otto Giorni, e arrivi al 'redde rationem' coi traditori!
Chiunque sia veramente amico della Palestina e della sua Causa non potrà che essere con lei!
Vista la maniera brillante e impeccabile con cui l'invasore Schalit é stato tenuto al riparo da ogni tentativo di 'colpo di mano' del regime ebraico, non dubitiamo che ciò, almeno in linea teorica sia possibile; tuttavia, dal punto di vista pratico, ci chiediamo come questo possa avvenire quando la maggior parte dell'alta dirigenza del Movimento (Meshaal, Marzouk...) sta attivamente amoreggiando con gli emiri wahabiti del petrolio, fedeli esecutori dei desiderata sionisti in mezzo Medio Oriente.
Avanti, Mr. Haniyeh, faccia seguire dei fatti alle sue parole: raduni i dirigenti, i comandanti di Hamas e delle sue Brigate che ancora credono nella lotta e nella Resistenza, coloro che hanno ringraziato e omaggiato l'Iran e l'Asse della Resistenza durante e dopo la Guerra degli Otto Giorni, e arrivi al 'redde rationem' coi traditori!
Chiunque sia veramente amico della Palestina e della sua Causa non potrà che essere con lei!
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domenica 7 aprile 2013
Sabato di protesta ad Al-Quds occupata! Il popolo palestinese chiede l'immediato rilascio di Samir Issawi!

La recente tragica morte di Masirah abu Hamdiah vittima della negligenza sanitaria sionista trasformata in illegale "pena capitale" da infliggere ai detenuti politici più invisi all'occupazione ebraica ha ravvivato nel popolo della Cisgiordania illegalmente occupata l'urgenza di ottenere il rilascio di Samir Issawi, detenuto il cui stato di salute, minato dal lunghissimo digiuno che egli si é inflitto per protestare contro il suo ri-arresto illegale.
Infatti Issawi era stato liberato grazie alla perizia di Hamas nel tenere nascosto per molti anni l'ebreo francese Gilad Schalit, catturato mentre si preparava a invadere la Striscia di Gaza a bordo del suo "panzer" da 50 tonnellate, ma in seguito i Giuda di Tel Aviv si sono rimangiati la parola e dopo pochi mesi di libertà lo hanno ricatturato.
Nella giornata di ieri sit-in di solidarietà si sono tenuti nella città occupata di Al-Quds (Gerusalemme); centinaia di cittadini: uomini, donne, lavoratori, studenti, hanno chiesto un impegno deciso per ottenere il più celermente possibile il rilascio totale e definitivo di Issawi, prima che il suo nome si aggiunga a quelli dei martiri della prigionia politica.
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domenica 21 ottobre 2012
Le Brigate Qassam celebrano il primo anniversario della liberazione dei prigionieri politici con un video esplicativo sulla cattura dell'Ebreo Schalit!
La cattura dell'Ebreo francese Gilad Schalit da parte dei militanti della Resistenza armata palestinese oltre che il viatico per la liberazione di centinaia e centinaia di detenuti politici dalle sordide galere sioniste é stata in primo luogo una brillate operazione di commando di fronte alla quale i tanto strombazzati 'raid' degli sgherri dell'Imperialismo occidentale fanno la figura delle patetiche baracconate che sono.
Sfidare un nemico immensamente più potente e batterlo con l'abilità e l'astuzia, ecco la vera abilità dei legittimi abitanti della Palestina che hanno adoperato all'uopo tutto l'ingegno degno di un Ulisse (grande eroe Mediterraneo, incarnazione dell'intelligenza che batte la forza bruta) contro il Polifemo 'a sei punte', come dimostra ampiamente questo video, rilasciato dalle Brigate Qassam nel primo anniversario del rilascio dei prigionieri politici palestinesi.
Sfidare un nemico immensamente più potente e batterlo con l'abilità e l'astuzia, ecco la vera abilità dei legittimi abitanti della Palestina che hanno adoperato all'uopo tutto l'ingegno degno di un Ulisse (grande eroe Mediterraneo, incarnazione dell'intelligenza che batte la forza bruta) contro il Polifemo 'a sei punte', come dimostra ampiamente questo video, rilasciato dalle Brigate Qassam nel primo anniversario del rilascio dei prigionieri politici palestinesi.
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martedì 28 agosto 2012
Bestiale accanimento sionista: padre di prigioniero palestinese liberato muore prima di poter riabbracciare suo figlio!
Il padre dell'ex prigioniero politico palestinese Zaher Jabarin é morto nella città occupata di Gerusalemme/Al-Quds mentre era in attesa del benestare del regime ebraico di occupazione per potersi spostare in Giordania a incontrare per la prima volta dopo la sua liberazione il figlio. Ali abu Zaher Jabarin (padre dell'ex detenuto) aveva fatto presente nella sua richiesta di visto d'espatrio le proprie precarie condizioni di salute e probabilmente proprio per questo i crudeli burocrati di Tel Aviv hanno rinviato la concessione dello stesso alle calende greche.
Ali abu Zaher attendeva il permesso di attraversare il varco di confine di Karama per raggiungere Ariha dove lo aspettava il figlio, il quale, dopo essere stato liberato grazie alla grande vittoria di Hamas che costrinse l'occupazione sionista a liberare oltre mille detenuti politici palestinesi in cambio del rilascio dell'Ebreo francese Gilad Schalit (catturato dai miliziani della Resistenza mentre si apprestava coi suoi complici ad aggredire la Striscia di Gaza), era stato trasferito in Qatar per timore di un suo nuovo arresto da parte del regime ebraico, che già poche settimane dopo lo scambio aveva iniziato a venire meno ai patti sottoscritti. Zaher Jabarin, quarantasettenne, era stato condannato da una corte sionista all'ergastolo più trentacinque anni di carcere per le sue legittime attività di Resistenza contro gli invasori della Palestina.
L'associazione Ahrar per i Diritti dei prigionieri politici palestinesi ha comunicato che Sami Jabarin, figlio di Ali abu Zaher e fratello del prigioniero liberato é stato arrestato dalle forze sioniste di occupazione due settimane fa e non potrà per questo presenziare alle esequie del padre.
Ali abu Zaher attendeva il permesso di attraversare il varco di confine di Karama per raggiungere Ariha dove lo aspettava il figlio, il quale, dopo essere stato liberato grazie alla grande vittoria di Hamas che costrinse l'occupazione sionista a liberare oltre mille detenuti politici palestinesi in cambio del rilascio dell'Ebreo francese Gilad Schalit (catturato dai miliziani della Resistenza mentre si apprestava coi suoi complici ad aggredire la Striscia di Gaza), era stato trasferito in Qatar per timore di un suo nuovo arresto da parte del regime ebraico, che già poche settimane dopo lo scambio aveva iniziato a venire meno ai patti sottoscritti. Zaher Jabarin, quarantasettenne, era stato condannato da una corte sionista all'ergastolo più trentacinque anni di carcere per le sue legittime attività di Resistenza contro gli invasori della Palestina.
L'associazione Ahrar per i Diritti dei prigionieri politici palestinesi ha comunicato che Sami Jabarin, figlio di Ali abu Zaher e fratello del prigioniero liberato é stato arrestato dalle forze sioniste di occupazione due settimane fa e non potrà per questo presenziare alle esequie del padre.
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mercoledì 25 luglio 2012
Il prigioniero politico Ayman Sharawna digiuna da venti giorni per protesta contro il suo ri-arresto illegale!
Il prigioniero politico Ayman Ismail Sharawna, liberato lo scorso autunno nel quadro degli accordi per il rilascio dell'Ebreo francese Gilad Schalit e illegalmente ri-arrestato dalle forze sioniste ha passato gli ultimi venti giorni in sciopero della fame totale per ottenere la propria liberazione, rifiutando le proposte di deportazione a Gaza o in Giordania avanzate dai suoi carcerieri.
Nativo di Dura, a sud di Al-Khalil in Cisgiordania, Sharawna pretende di venire liberato senza condizioni, così come era stato liberato grazie alla mediazione egiziana nel 2011; il suo fisico é già gravemente provato dal digiuno e soffre di dolori cronici alla schiena e alle ginocchia. Un medico del regime ebraico, vigliaccamente, ha cercato di 'mercanteggiare' con lui la prescrizione di un analgesico palliativo del dolore in cambio dell'abbandono del digiuno, cosa che egli ha rifiutato recisamente.
Sharawna ha chiesto ai garanti dell'accordo di scambio tra Schalit e i prigionieri palestinesi, specialmente all'Egitto, di sollevare l'attenzione internazionale sulla violazione degli accordi sottoscritti da parte sionista. Sono otto attualmente i prigionieri politici palestinesi ri-arrestati illegalmente da Israele.
Nativo di Dura, a sud di Al-Khalil in Cisgiordania, Sharawna pretende di venire liberato senza condizioni, così come era stato liberato grazie alla mediazione egiziana nel 2011; il suo fisico é già gravemente provato dal digiuno e soffre di dolori cronici alla schiena e alle ginocchia. Un medico del regime ebraico, vigliaccamente, ha cercato di 'mercanteggiare' con lui la prescrizione di un analgesico palliativo del dolore in cambio dell'abbandono del digiuno, cosa che egli ha rifiutato recisamente.
Sharawna ha chiesto ai garanti dell'accordo di scambio tra Schalit e i prigionieri palestinesi, specialmente all'Egitto, di sollevare l'attenzione internazionale sulla violazione degli accordi sottoscritti da parte sionista. Sono otto attualmente i prigionieri politici palestinesi ri-arrestati illegalmente da Israele.
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venerdì 13 luglio 2012
Hamas, con finanziamento iraniano, inaugura progetto residenziale per gli ex-detenuti politici liberati in cambio di Schalit!
Circa quattro mesi fa avevamo registrato le dichiarazioni del Ministro dell'Economia del legittimo Governo palestinese Aladeen al-Rifati in merito alla situazione economica della Striscia di Gaza; tra di esse, si poteva leggere, fra l'altro, del decisivo contributo di finanziamenti iraniani per un progetto di edilizia residenziale a favore degli ex-detenuti politici palestinesi liberati dal regime sionista di occupazione in autunno 2011 in cambio del rilascio dell'Ebreo francese Gilad Schalit.
Abbiamo avuto il piacere di leggere oggi, in un comunicato dell'Agenzia stampa SAFA che la prima pietra di quel complesso residenziale dedicato a chi tanto ha sacrificato e tanto ha sofferto per la Causa della Palestina é stata posta nella giornata di ieri e ai lavori contribuiranno in maniera "decisiva" i due milioni di dollari Usa stanziati dal Governo della Repubblica Islamica. La cerimonia ufficiale é stata officiata dal Ministro palestinese per gli Affari dei Prigionieri Attallah abu Sebah e dal Ministro dell'Edilizia e dei Lavori Pubblici Yousef al-Mansi, i quali hanno espresso particolari ringraziamenti all'Iran e al suo Ministro degli Esteri Ali Akbar Salehi per il ruolo centrale svolto da questi nel finanziamento del progetto.
Il Ministro Abu Sebah, posando la prima pietra del complesso ha fatto notare come essa venga deposta su terreno una volta contaminato dall'occupazione sionista e da allora redento e riscattato, quasi purificato, dalla determinazione della Resistenza, non da 'negoziati' e 'riconoscimenti'. Il complesso residenziale, che porterrà il nome di "Edificio Salehi", sorgerà nel quartiere Al-Fardaws nel Nord della Striscia di Gaza, in seguito dovrebbe venire iniziata la costruzione di un complesso ad Al-Zahraa, sempre riservato a ex-detenuti politici, intitolato allo Sceicco Khalif ben Zaid al-Nahyan, una volta che gli Emirati Arabi Uniti avranno finalizzato il versamento del finanziamento promesso: riusciranno i grassi e corrotti emiri sunniti del Golfo Persico a versare i soldi a imitazione di quanto la Repubblica Islamica dell'Iran, assediata e minacciata ogni giorno dall'imperialismo occidentale e sionista, ha già inviato fino all'ultimo centesimo??
Abbiamo avuto il piacere di leggere oggi, in un comunicato dell'Agenzia stampa SAFA che la prima pietra di quel complesso residenziale dedicato a chi tanto ha sacrificato e tanto ha sofferto per la Causa della Palestina é stata posta nella giornata di ieri e ai lavori contribuiranno in maniera "decisiva" i due milioni di dollari Usa stanziati dal Governo della Repubblica Islamica. La cerimonia ufficiale é stata officiata dal Ministro palestinese per gli Affari dei Prigionieri Attallah abu Sebah e dal Ministro dell'Edilizia e dei Lavori Pubblici Yousef al-Mansi, i quali hanno espresso particolari ringraziamenti all'Iran e al suo Ministro degli Esteri Ali Akbar Salehi per il ruolo centrale svolto da questi nel finanziamento del progetto.
Il Ministro Abu Sebah, posando la prima pietra del complesso ha fatto notare come essa venga deposta su terreno una volta contaminato dall'occupazione sionista e da allora redento e riscattato, quasi purificato, dalla determinazione della Resistenza, non da 'negoziati' e 'riconoscimenti'. Il complesso residenziale, che porterrà il nome di "Edificio Salehi", sorgerà nel quartiere Al-Fardaws nel Nord della Striscia di Gaza, in seguito dovrebbe venire iniziata la costruzione di un complesso ad Al-Zahraa, sempre riservato a ex-detenuti politici, intitolato allo Sceicco Khalif ben Zaid al-Nahyan, una volta che gli Emirati Arabi Uniti avranno finalizzato il versamento del finanziamento promesso: riusciranno i grassi e corrotti emiri sunniti del Golfo Persico a versare i soldi a imitazione di quanto la Repubblica Islamica dell'Iran, assediata e minacciata ogni giorno dall'imperialismo occidentale e sionista, ha già inviato fino all'ultimo centesimo??
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giovedì 12 luglio 2012
La famiglia del detenuto politico Samir al-Aisawy chiede al console egiziano un impegno per la sua liberazione!
La famiglia del prigioniero politico gerosolimitano Samir al-Aisawy, trentaquattrenne, che dopo aver passato dieci anni nelle prigioni sioniste é stato ri-arrestato cinque giorni fa nonostante l'impegno del Governo di Tel Aviv a non pedinarlo, monitorarlo o fermarlo di nuovo (parte degli accordi per il rilascio dell'Ebreo francese Gilad Schalit) ha fatto appello al Console egiziano nella Cisgiordania occupata affinché il Governo del Cairo (che si impegnò nella mediazione e fece da garante dei patti stipulati tramite essa) affinché ne ottenga nuovamente il rilascio.
In una lettera estesa al rappresentante diplomatico nella giornata di ieri i familiari di Al-Aisawy hanno ricostruito le fasi del fermo e dell'arresto dell'uomo, bloccato a un posto di blocco tra Al-Zaeem e Issawiya nella città occupata di Gerusalemme dove si é visto elevare le più preposterose accuse e trarre in stato di fermo e poi in detenzione. La famiglia ha sottolineato come nei termini del rilascio di Samir non fossero specificati obblighi di residenza o impedimenti alla libera circolazione.
Inoltre dal momento della sua liberazione nell'autunno 2011 Samir era già stato convocato per i più futili motivi ben quattro volte da autorità sioniste, che evidentemente aspettavano il momento in cui, eventualmente, avesse mancato di presentarsi al loro appello per poterlo più comodamente accusare di una trasgressione qualsiasi e poterlo ri-arrestare. Tuttavia la grande diligenza dell'ex-detenuto politico le ha infine costrette ad agire nella maniera maldestra e affrettata sopra descritta, compiendo un chiaro abuso contro il quale l'Egitto, garante della trattativa di liberazione, non dovrebbe mancare di sollevare la propria voce nelle sedi più appropriate.
In una lettera estesa al rappresentante diplomatico nella giornata di ieri i familiari di Al-Aisawy hanno ricostruito le fasi del fermo e dell'arresto dell'uomo, bloccato a un posto di blocco tra Al-Zaeem e Issawiya nella città occupata di Gerusalemme dove si é visto elevare le più preposterose accuse e trarre in stato di fermo e poi in detenzione. La famiglia ha sottolineato come nei termini del rilascio di Samir non fossero specificati obblighi di residenza o impedimenti alla libera circolazione.
Inoltre dal momento della sua liberazione nell'autunno 2011 Samir era già stato convocato per i più futili motivi ben quattro volte da autorità sioniste, che evidentemente aspettavano il momento in cui, eventualmente, avesse mancato di presentarsi al loro appello per poterlo più comodamente accusare di una trasgressione qualsiasi e poterlo ri-arrestare. Tuttavia la grande diligenza dell'ex-detenuto politico le ha infine costrette ad agire nella maniera maldestra e affrettata sopra descritta, compiendo un chiaro abuso contro il quale l'Egitto, garante della trattativa di liberazione, non dovrebbe mancare di sollevare la propria voce nelle sedi più appropriate.
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martedì 10 luglio 2012
I Giuda sionazisti, eterni traditori, smentiscono ancora una volta la parola data: ri-arrestando Samir Aisawy!
In un ennesimo esempio di abuso che dimostra quanto ipocrita, insincera e inaffidabile sia la "parola" data dal regime di Sion, forze di occupazione hanno recentemente ri-arrestato il trentaquattrenne Samir al-Aisawy, già prigioniero politico liberato dopo dieci anni di permanenza nelle galere dell'Apartheid nel quadro delle trattative per il rilascio dell'Ebreo francese Gilad Schalit, catturato dalla sicurezza preventiva di Hamas mentre, a bordo del suo 'panzer' da oltre cinquanta tonnellate, si preparava coi suoi complici dell'esercito sionista a invadere la Striscia di Gaza e ad attaccare i suoi abitanti.
Samer era stato incluso nella prima 'tranche' di oltre 400 detenuti liberati lo scorso autunno, e le autorità del regime ebraico, liberandolo, si erano impegnate a non monitorarlo, non pedinarlo e, soprattutto, non riarrestarlo; oltre a lui altri sette prigionieri politici già liberati sono stati ri-arrestati. Emblematico, questa primavera, é stato il caso di Hana'a Shalabi che, per farsi nuovamente liberare e per attirare l'attenzione internazionale sulla situazione dei prigionieri ri-arrestati non ha esistato a rischiare la morte per digiuno.
Il Centro Studi Palestinese (CPS) si é rivolto ufficialmente al Governo egiziano, che aveva fatto da mediatore per permettere che Tel Aviv e il legittimo Governo palestinese di Hamas potessero trovare un accordo senza dover colloquiare direttamente (Hamas infatti non riconosce la legittimità dell'occupazione ebraica e non può trattare con essa), in maniera che intervenga o almeno protesti per la condotta israeliana che viola lo spirito e la lettera degli accordi presi per la liberazione di Schalit. Il CPS ha poi esteso il suo appello anche alle istituzioni internazionali perché si preoccupino di esercitare pressioni su Israele affinché rilasci Al-Aisawy, gli altri sette detenuti ri-arrestati e si attenga a quanto promesso per ottenere il rilascio di Schalit.
Samer era stato incluso nella prima 'tranche' di oltre 400 detenuti liberati lo scorso autunno, e le autorità del regime ebraico, liberandolo, si erano impegnate a non monitorarlo, non pedinarlo e, soprattutto, non riarrestarlo; oltre a lui altri sette prigionieri politici già liberati sono stati ri-arrestati. Emblematico, questa primavera, é stato il caso di Hana'a Shalabi che, per farsi nuovamente liberare e per attirare l'attenzione internazionale sulla situazione dei prigionieri ri-arrestati non ha esistato a rischiare la morte per digiuno.
Il Centro Studi Palestinese (CPS) si é rivolto ufficialmente al Governo egiziano, che aveva fatto da mediatore per permettere che Tel Aviv e il legittimo Governo palestinese di Hamas potessero trovare un accordo senza dover colloquiare direttamente (Hamas infatti non riconosce la legittimità dell'occupazione ebraica e non può trattare con essa), in maniera che intervenga o almeno protesti per la condotta israeliana che viola lo spirito e la lettera degli accordi presi per la liberazione di Schalit. Il CPS ha poi esteso il suo appello anche alle istituzioni internazionali perché si preoccupino di esercitare pressioni su Israele affinché rilasci Al-Aisawy, gli altri sette detenuti ri-arrestati e si attenga a quanto promesso per ottenere il rilascio di Schalit.
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giovedì 14 giugno 2012
Aruri: "Bisogna catturare altri soldati ebrei per costringere Tel Aviv a liberare i nostri parlamentari!"
Lo Sceicco Saleh Aruri del Politburo di Hamas, titolare della delega riguardo l'agenda dei prigionieri politici, ha lamentato in una sua recente dichiarazione la mancanza di iniziativa verso la causa dei 27 parlamentari palestinesi attualmente in mano al regime ebraico. "Siamo pronti a fare importanti sacrifici per garantire la liberazione dei parlamentari che sono detenuti dall'occupazione e, a tal proposito, siamo arrivati alla conclusione che l'unico mezzo per garantirne il pronto rilascio sia la cattura di soldati sionisti e la trattativa per la loro liberazione".
Aruri, che ha puntualizzato come in assenza di contropartite almeno di egual peso al recente rilascio dell'Ebreo francese Gilad Schalit sia totalmente inutile tentare di trattare con l'entità sionista ha poi aggiunto, nel corso di una intervista televisiva rilasciata ai microfoni di 'Al-Quds TV', che é illogico parlare di 'perdite' nel processo di liberazione dei prigionieri visto che il loro ritorno a casa costituisce una "priorità nazionale".
Il leader palestinese ha anche stigmatizzato l'atteggiamento rassegnato e attendista dell'Anp egemonizzata da Fatah, aggiungendo che il caso dei parlamentari prigionieri deve essere portato all'attenzione dei media internazionali in maniera da mettere il regime ebraico sotto pressione. "Palestinesi, Arabi e Musulmani dovrebbero prendere serie iniziative di sostegno alla causa della loro liberazione".
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mercoledì 2 maggio 2012
Haniyeh dichiara: "L'Occidente ipocrita si struggeva per un solo Ebreo, ma lascia andare alla morte 5000 Palestinesi!"
Dura requisitoria del Premier palestinese Ismail Haniyeh, che visitando una tenda di solidarietà con i prigionieri politici palestinesi attualmente in sciopero della fame di massa per protesta contro le politiche detentive del regime ebraico di occupazione ha fatto notare con quanta vigliacca ipocrisia il Mondo Occidentale "si mostrasse in ambasce per la sorte di un solo Ebreo invasore, mentre ignora le sofferenze di migliaia e migliaia di prigionieri politici palestinesi, spesso incarcerati senza alcuna seria accusa o sulla base di sospetti o delazioni estorte con la tortura".
Hanyieh ha invitato il Popolo di Palestina a sostenere la determinazione dei detenuti, con la promessa che la solidarietà e il sostegno popolare non si fermeranno fino alla loro liberazione e al sicuro e garantito ritorno alle loro case e alle loro famiglie, esprimendo poi 'profondo apprezzamento' per l'unità mostrata verso il dossier dei prigionieri dalle principali fazioni palestinesi e che la Resistenza non accetterà mai di trattare o negoziare sopra la libertà e la dignità dei detenuti, ma anzi, si mobiliterà affinché i loro diritti siano garantiti dalle leggi e dalle convenzioni internazionali.
Intanto il Ministro per gli Affari dei Prigionieri Atallah abu al-Subah ha dichiarato che la giornata di mercoledì 2 maggio si rivelerà critica, visto che a partire da essa i prigionieri che per primi hanno iniziato lo sciopero della fame entreranno in uno stadio critico di denutrizione e i più provati tra loro potrebbero iniziare a entrare in coma o addirittura a morire. Uno di costoro, Abdullah Barghouti, secondo quanto rivelato dall'Associazione Tadamun per i Diritti Umani sta già soffrendo di ipotermia (la sua temperatura corporea non riesce ad alzarsi sopra i 35 gradi centigradi), avrebbe perso circa 16 chili di peso corporeo e soffrirebbe di vertigini a ogni minimo movimento come conseguenza della mancanza di zuccheri nel sangue, pure egli ha recisamente rifiutato ogni aggiunta di sale, glucosio, vitamine e minerali nella sua acqua, che é l'unica cosa che continui ad assumere.
Hanyieh ha invitato il Popolo di Palestina a sostenere la determinazione dei detenuti, con la promessa che la solidarietà e il sostegno popolare non si fermeranno fino alla loro liberazione e al sicuro e garantito ritorno alle loro case e alle loro famiglie, esprimendo poi 'profondo apprezzamento' per l'unità mostrata verso il dossier dei prigionieri dalle principali fazioni palestinesi e che la Resistenza non accetterà mai di trattare o negoziare sopra la libertà e la dignità dei detenuti, ma anzi, si mobiliterà affinché i loro diritti siano garantiti dalle leggi e dalle convenzioni internazionali.
Intanto il Ministro per gli Affari dei Prigionieri Atallah abu al-Subah ha dichiarato che la giornata di mercoledì 2 maggio si rivelerà critica, visto che a partire da essa i prigionieri che per primi hanno iniziato lo sciopero della fame entreranno in uno stadio critico di denutrizione e i più provati tra loro potrebbero iniziare a entrare in coma o addirittura a morire. Uno di costoro, Abdullah Barghouti, secondo quanto rivelato dall'Associazione Tadamun per i Diritti Umani sta già soffrendo di ipotermia (la sua temperatura corporea non riesce ad alzarsi sopra i 35 gradi centigradi), avrebbe perso circa 16 chili di peso corporeo e soffrirebbe di vertigini a ogni minimo movimento come conseguenza della mancanza di zuccheri nel sangue, pure egli ha recisamente rifiutato ogni aggiunta di sale, glucosio, vitamine e minerali nella sua acqua, che é l'unica cosa che continui ad assumere.
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